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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
31.08.2016
In tutto questo emergono i numeri musicali, dinamici e mai invasivi, spesso girati in piano sequenza o in long take per valorizzare la complessità delle coreografie. Le canzoni stesse sono tutte deliziose, eppure il leitmotiv è City of Stars, malinconica celebrazione di una città-mondo che fagocita i suoi abitanti con i loro sogni, ma che al contempo sa offrire opportunità uniche: l’armonia vocale tra i due protagonisti (dove il brio di Emma Stone compensa i toni sommessi Ryan Gosling) si esprime al meglio proprio quando intonano questo pezzo, suggellando una passione che, vada come vada, non si esaurirà mai. Ciò che ne risulta è forse il musical più rappresentativo di questa generazione ondivaga, costantemente divisa tra la luce del sogno e l’ombra della disillusione.

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5 Quante domande e quante risposte diamo a noi stessi...
5 Quante domande e quante risposte diamo a noi stessi durante la visione di questo film. Forse le domande sono molte più delle risposte. Cosa accadrebbe se... e come sarebbero andate le cose se... e ti trovi mentre sogni a condividere a pieno le parole di una zia matta che faceva il bagno con la neve nella Senna. Brindiamo ai sognatori per quanto folli possano sembrare. Brindiamo ai disastri che combiniamo, brindiamo ai cuori che soffrono. Brindiamo ai folli in grado di sognare. Fa anche un po' male e fa ballare dentro. È jazz, è futuro, ma sta morendo. | #LaLaLand :
emozionante - sognatori - brindiamo

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24.01.2017
Perché “La La Land” non è solo il trionfo della felicità, dei sognatori, della potenza dell’amore che quando c’è fa vorticare ciò che abbiamo intorno rendendo all'improvviso tutto possibile e meno grigio. Quello di Chazelle è un film che come è in grado di spiccare il volo, allo stesso modo sa scendere coi piedi per terra, rendersi conto di una perfezione effettiva non raggiungibile e di quella punta di amaro che inevitabilmente, anche nella vita della persona più fortunata al mondo, esiste e non smette (forse) mai di sussurrare all'orecchio il suo verbo. Perciò con la stessa bravura disarmante con cui è bravo a strapparci sorrisi, risate e a farci brillare gli occhi, il regista dimostra di essere altrettanto capace ad usare il bastone, di non voler realizzare un’opera destinata ad esistere a gravità zero e basta, ma qualcosa di assai più grande, di enorme, con la quale chiunque può entrare in contatto e venire letteralmente scosso, ribaltato, devastato emotivamente.

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4 Ho dato il mio voto a La La Land | #LaLaLand : Farà...
4 Ho dato il mio voto a La La Land | #LaLaLand : Farà incetta di Oscar, ma non è esente da difetti: alcune scene sono obiettivamerente di troppo, e il mix tra favola e realismo non è perfettamente bilanciato. Curiose somiglianze con Cafè Society, sicuramente inferiore ma scritto meglio.

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Ivan Zingariello (www.mondospettacolo.com)
24.01.2017
Damien Chazelle sforna un film luccicante e sfarzoso nella sua semplicità, agli antipodi con lo scarno e tiratissimo Whiplash, centrando anche questa volta il bersaglio, nonostante qualche leggera lungaggine qua e là. [...] Assolutamente da non perdere, per riconciliarsi con un cinema avvolgente e coinvolgente, che non mancherà anche di commuovere le persone più sensibili.

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5 E poi vedi un film come questo e ti ricordi perché ...
5 E poi vedi un film come questo e ti ricordi perché ha davvero senso pagare un biglietto per stare seduti due ore davanti a uno schermo, senza internet e in mezzo ad estranei, quando potevi vederti l'ennesimo episodio di qualcosa o startene comodamente a casa davanti a un film in streaming a caso. Arrivederci #LaLaLand tornerò di sicuro a trovarti molto presto.

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24.01.2017
È straordinario che [Damien] Chazelle sia stato in grado di realizzare un film del genere. Il suo istinto per un genere classico ma ormai dimenticato è naturale ed intenso.

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4 La La Land è davvero bello, loro sono una coppia sp...
4 La La Land è davvero bello, loro sono una coppia splendida.

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Stephanie Zacharek (time.com)
24.01.2017
La La Land è sia una lettera d'amore a una città magica e sconcertante, sia un'ode all'idea delle storie d'amore fallite, in tutta la sua profonda dolcezza. È film che potrebbe renderci tutti innamorati. Non dobbiamo fare altro che cadere tra le sue braccia.

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Mick LaSalle (www.sfgate.com)
24.01.2017
Un film splendido e fiducioso che arriva in un periodo in cui la maggior parte dei film manca di bellezza e speranza, ed è il tipo di opera — un dramma musicale grandioso ed esuberante — che non si vedeva da decenni.

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Peter Travers (www.rollingstone.com)
24.01.2017
Ciò che rende La La Land un vero miracolo è il modo in cui ogni fotogramma sprigiona la passione per il cinema e le possibilità che esso offre.

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Chris Nashawaty (ew.com)
24.01.2017
Di tanto in tanto si esce da un cinema con l'impressione di camminare a tre metri da terra. Non succede spesso, ma quando capita rinnova la propria fiducia nel potere del cinema. La La Land, l'incantevole musical neorétro di Damien Chazelle è uno di quei rari film. È sorprendentemente ambizioso, elettrizzante e pieno di vita come solo i migliori film possono essere.

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24.01.2017
Audace, rétro, spassoso e sincero, La La Land è l'ultimo grande musical per la gente a cui non piacciono i musical — e farà sorridere anche le persone più infelici.

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Matteo Illiano (www.darksidecinema.it)
01.09.2016
La La Land è un musical in ogni suo istante, indipendentemente dalla presenza o meno di pezzi musicali: è qualcosa che riguarda il ritmo e non semplicemente le canzoni. Il film è un continuum narrativo e stilistico in cui un genere musicale (il jazz) ed uno cinematografico (il musical) si incontrano per rinascere a nuova vita. Lo sguardo moderno di Chazelle sembra adorare i musical classici (che cita continuamente con maestria) ma, contemporaneamente, desidera urlare al suo pubblico: “La realtà non è così. I musical classici vi hanno sempre mentito!”

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Eva Carducci (www.pianetadonna.it)
01.09.2016
Damien Chazelle, il regista, ragazzo prodigio che a 31 anni ha già all’attivo una candidatura per il miglior film (Whiplash) agli Academy Awards, con “La La Land” ci ha stupito e fatto innamorare dell’essenza stessa dell’amore, regalandoci sorrisi e lacrime, e lasciando impresse nella nostra mente le noti dolci, e malinconiche, di una delle storie d’amore più belle mai raccontate sul grande schermo.

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Gabriella Giliberti (leganerd.com)
01.09.2016
La bravura di Damien Chazelle sta nel riuscire a rendere originale e non banale la complessità di questi sentimenti. La La Land si basa su una storia molto lineare, semplicissima da seguire ma, al tempo stesso, non prevedibile. La regia è semplicemente perfetta. Il lavoro di Chazelle è certosino. Non scade nei cliché del musical, ma al tempo stesso sa rendergli giustizia senza appesantire troppo la narrazione. Se non siete amanti del musical, Damien Chazelle potrebbe farvi seriamente cambiando idea, senza farvi scivolare nella monotonia di ritornelli e canzoni cantate all’improvviso nel bel mezzo del traffico.

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Rosanna Donato (filmup.leonardo.it)
01.09.2016
A colpire, oltre all’originalità della messa in scena e ai vestiti a dir poco graziosi e che ben si prestano al contesto, sono i riferimenti ai classici del cinema, come “Gioventù bruciata” e “Cantando sotto la pioggia”. È proprio da questi particolari che emerge la volontà del regista di rimanere fedele alle pellicole di un tempo, a quelle della tradizione cinematografica, riuscendo così a mantenere l’attenzione del pubblico per tutta la durata del musical. Inoltre, ogni scena è importante ai fini della narrazione e canto e danza si integrano alla perfezione. Gli eventi che si manifestano sono capaci di lasciare a bocca aperta anche i più scettici, coloro che dei musical non apprezzano neppure la colonna sonora.

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Francesco Alò (http://www.badtaste.it/)
01.09.2016

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Manuel Fiorentini (www.mistermovie.it)
01.09.2016
E fra la storia d’amore e le trascinanti coreografie, il film si prende anche la responsabilità di origliare al nostro orecchio che l’arte nella sua essenza più genuina e vitale rischierebbe di perdersi se non fosse esattamente per quei sognatori di cui sopra. Questo arcobaleno di azzeccate trovate narrative, incredibile padronanza della macchina da presa e una visione d’insieme che attraversa chiaramente l’intero film rendono La La Land il titolo perfetto per aprire Venezia 73, inneggiando alla musica, al cinema, all’amore e rendendo ancor più chiaro che Damien Chazelle si sta costruendo una carriera in ascesa, tratteggiata da un pensiero e un modo di esprimerlo riconoscibili, che per tanto lo definiscono un autore.

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Donato D'Elia (www.loudvision.it)
01.09.2016
Il musical è il linguaggio del sogno, è, in un certo senso, il genere più puro perchè prettamente cinematografico, e il film sublima tutto questo riportandoci alle origini, pur tra telefonini e traffico tentacolare. Che Chazelle sia riuscito ad avvicinare l’impossibile armonia tra modernità e tradizione?

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Pierre Hombrebueno (farefilm.it)
01.09.2016
Damien Chazelle ci regala un film ancora più euforico e mirabolante, tecnicamente ineccepibile, emotivamente potentissimo.

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Federico Vascotto (www.dituttounpop.it)
01.09.2016
Ryan Gosling e Emma Stone superano alla grande la prova attoriale e musicale dimostrando un’ottima chimica e il giusto equilibrio nella caratterizzazione dei loro personaggi, forse non supportati appieno dal regista in questa armonia d’intenti. La La Land è un film complesso, stratificato, che riesce a celebrare la cinefilia e la musica e al contempo ritrarne gli aspetti meno felici, ma con un po’ meno variegatura (e una durata un po’ più breve) sarebbe potuto risultare un musical contemporaneo forse perfetto.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
01.09.2016
Damien Chazelle ci propone un racconto di musica fatta non più solo di suoni, ma di immagini, di sfrenate corse e di frenate brusche, di battiti emozionanti, di ritmi coinvolgenti, di tempi colorati. Nelle sue mani le note non sono più sette, ma un arcipelago di armonie, un’esperienza da gustare con gli occhi e con le orecchie, a cuore aperto, lasciandosi penetrare dalla magia della “city of stars”.

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Alessia Starace (movieplayer.it)
01.09.2016
Forti di una regia sicura, di dialoghi curati che li accompagnano in maniera credibile attraverso le stagioni dell'amore di Mia e Sebastian, superando anche qualche cambio di passo che forse in un film meno sincero ed emozionante avremmo trovato forzato, Emma Stone e Ryan Gosling, che chiaramente non sono cantanti e ballerini, sono ipnotici soprattutto nei momenti musicali più semplici, seduti di fronte al piano, nel bel mezzo di un'audizione, su un pontile in compagnia di una coppia di sconosciuti. Momenti in cui il canto è (magnifica) recitazione, e in cui La La Land ci dimostra che niente trasmette un'emozione, ravviva un ricordo, celebra un'illusione nel momento stesso in cui ci sfugge come lo può fare a una canzone.

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Verdiana Paolucci (www.filmforlife.org)
01.09.2016
La La Land mostra un mondo apparentemente inarrivabile, quello della “Città delle stelle”, nato sotto i riflettori della Hollywood che conta, dove per essere qualcuno devi farti notare ed essere notato. Nella terra dei sogni, Mia e Sebastian incarnano le caratteristiche di ogni giovane di oggi, nato in un mondo pieno di aspettative, dove il più delle volte si perdono le speranze a causa dei fallimenti per sfondare nel mondo del lavoro. Più che un musical, il film diverte, fa piangere, fa ballare e fa riflettere. La La Land è un insegnamento di vita e un invito a seguire i propri sogni, senza arrendersi e combattendo per essi.

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Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
01.09.2016
Con La La Land Damien Chazelle ci insegna che la musica non è fatta solo di suoni ma di immagini, e di anime che ballano al ritmo di ciò che sognano, di ciò che sono, dei conti da pagare, dei momenti perduti, delle sedie vuote in un teatro vuoto, dei caffè al volo, dei sorrisi malinconici al pensiero di ciò che è e di ciò che sarebbe potuto essere. Sinfonia dell'esistenza e dell'amore in movimento, mai perfetto, mai fiabesco come vorremmo tutti che fosse, tutto negli occhi di Ryan Gosling e nei sorrisi di Emma Stone.

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Andrea Vantini (www.universalmovies.it)
31.08.2016
Le scene di canto e ballo, peraltro ben eseguite da parte degli attori, sono risolte mediante vorticosi piani-sequenza, come a mostrare l’altro lato della musica: se Whiplash era l’ossessione della musica, la ricerca della perfezione assoluta che inficiava sulla mente, qui la musica è rappresentata come qualcosa di solare, con giochi di luce e movimenti di macchina fluidi che accompagnano il movimento degli attori.

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Maurizio G. De Bonis (www.cultframe.com)
31.08.2016
Di La La Land ricorderemo, invece, solo qualche passaggio divertente, un jazz molto (troppo) annacquato e i vestitini sempre molto femminili indossati da Emma Stone.

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Ilaria Scognamiglio (www.cinemamente.com)
31.08.2016
La La Land è una nostalgica favola moderna, che segna un magistrale ritorno alla regia del trentunenne Damien Chazelle, un talento in grado di farci sognare tra colori e musiche senza però farci perdere il senso della realtà.

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Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
31.08.2016
Con La La Land Damien Chazelle ci insegna che la musica non è fatta solo di suoni ma di immagini, e di anime che ballano al ritmo di ciò che sognano, di ciò che sono, dei conti da pagare, dei momenti perduti, delle sedie vuote in un teatro vuoto, dei caffè al volo, dei sorrisi malinconici al pensiero di ciò che è e di ciò che sarebbe potuto essere. Sinfonia dell'esistenza e dell'amore in movimento, mai perfetto, mai fiabesco come vorremmo tutti che fosse, tutto negli occhi di Ryan Gosling e nei sorrisi di Emma Stone.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
31.08.2016
La nostalgia di La La Land, insomma, è quella per un romanticismo privo di ogni cinismo o sarcasmo, per una purezza d'altri tempi e un feticismo solo un po' ruffiano per il passato idealizzato oltremodo ma senza secondi fini davvero nocivi. Per il passato che, con un musical che potrebbe diventare il Moulin Rouge! degli anni Dieci proprio perché è il suo contrario ideale, Chazelle vuole spalmare sul presente. Perché alla fine nostalgia e romanticismo sono senza tempo. E se hai l'intelligenza e il coraggio di portare i tuoi personaggi lì dove li devi portare, senza lasciarti spaventare, e di chiudere il tuo film su quegli sguardi e quei sorrisi amari, allora il tuo pubblico lo conquisti e lo commuovi. Ieri come oggi, e pure domani. Pure se non è che proprio le azzecchi tutte strada facendo. E al diavolo il cinismo.

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
31.08.2016
Un incastro perfetto di elementi, dove la forma del musical aiuta a sopportare il dolore della tragedia.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
31.08.2016
Impeccabile nel ricreare i colori e le atmosfere di una Hollywood che non c'è più, Chazelle ha esagerato nella lunghezza (115 minuti) e momentaneamente perso la bussola durante la sua evoluzione (in fase di scrittura), seminando comunque in gran quantità momenti di grandissimo cinema, a tratti magico e visionario (si danza persino tra le stelle, volando su nel cielo), sognante e musicalmente eccellente (c'è un tema che è già un classico e una canzone che ti entra in tesca per poi non abbandonarti più), ribadendo così il proprio talento registico (furbo il giusto nel drogare lo spettatore con inebrianti soluzioni visive) e la recente ma sempre più consolidata tradizione veneziana. Perché anche La La Land, come capitato negli ultimi 3 anni con Gravity, Birdman e Spotlight, lo rivedremo pesantemente agli Oscar del 2017. Questo è poco ma sicuro.

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31.08.2016
Dopo Gravity e Birdman, passando per la battuta a vuoto di Everest, il Festival di Venezia fa nuovamente centro con un film di altissimo livello, capace di conquistare trasversalmente ogni tipo di pubblico e di fare ancora provare la magia del vero cinema, quello che sa fondere vita vera e sogni con musica e immagini. La conferma del talento visivo e narrativo del giovane adulto Damien Chazelle, di cui potete stare certi che sentiremo ancora parlare in futuro.

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Mirko Granata (www.cinematografo.it)
31.08.2016
La La Land è un musical, certo. E una commedia romantica. E anche un dramma intimista sullo scontro tra affetti e ambizioni. Di certo è un film che trabocca di citazioni e suggestioni importanti. Ma soprattutto, è un’opera di sentimenti e invenzioni cinematografiche, la conferma di un talento per nulla nostalgico o di retroguardia. Quello di Damien Chazelle.

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Marco Triolo (www.film.it)
31.08.2016
Il film di Chazelle vale anche solo per le musiche di Hurwitz, le coreografie, le perfette interpretazioni delle due star, sempre in bilico tra leggerezza e tragedia. È un musical che non mancherà di appassionare anche chi non ama i musical, perché ogni pezzo musicale – cantato o meno, e di strumentali ce ne sono quasi di più – porta avanti la storia. È un’esperienza capace di ricordarci perché amiamo così tanto il cinema americano, e quanto, nei suoi migliori exploit, sia in grado di diventare istantaneamente iconico. Un modo perfetto e inevitabile per aprire un festival di cinema.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
31.08.2016
La La Land ha i colori di Vincent Minnelli e i movimenti di macchina elaborati dello studio system, ma è un film contemporaneo con delle musiche meravigliose e trascinanti, capace di lavorare sui sentimenti più semplici in assoluto. Da ogni macchina che passa esce musica, da ogni radio un genere diverso e intanto un ragazzo e una ragazza si incontrano, lui sogna di tenere in vita il jazz, lei di diventare un’attrice. Il sudatissimo primo bacio arriva al termine di un corteggiamento danzato lungo 3 coreografie, due appuntamenti e incontri casuali. Tempi (del cinema e della vita) di una volta. Questo film ha la rara capacità di farti bramare ardentemente di vivere nel suo mondo invece che nel nostro, di conoscere quei personaggi e avere quella spensieratezza anche nei drammi. Fa sognare nel senso stretto del termine e fa uscire con il desiderio di ballare una coreografia semplice e leggera, fischiettando. Almeno nel primo tempo.

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31.08.2016
La La Land è un film d’altri tempi, che nella modernità di sogni e aspettative affoga in un romanticismo più che mai necessario. C’è ritmo, c’è passione, c’è sicurezza e c’è forza nei dialoghi proprio come negli sguardi. C’è un cast scelto con cura e c’è la chiara firma di un autore che non teme di sperimentare in un epoca fatta spesso di ripetizioni. C’è nostalgia ma, in una pellicola come questa, come potrebbe mai mancare? Senza contare un waltzer tra le nuvole che non emozionava tanto dai tempi di Moulin Rouge!. Damien Chazelle affronta più temi e tutti con la stessa passione dei passi di danza che li accompagnano.

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it)
31.08.2016
Il sentimento dominante è la sensazione di perdita, il romanticismo delle cose provvisorie – l’improvvisazione dei musicisti e quella degli amanti, e la brevità dei sogni, che poi finiscono o si realizzano. Su questo sentimento il film costruisce per contrasto coreografie perfette e scenografie da vecchia Hollywood, fino a citare Un americano a Parigi nel sogno ad occhi aperti che è l’epilogo del film, dove la città intera è la proiezione di cartapesta di un immaginario, e di una vita possibile.

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