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2 Baby Boss: i bambini ridono. Una volta anche io.
2 Baby Boss: i bambini ridono. Una volta anche io.

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Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
20.04.2017
Baby Boss è ricco di trovate simpatiche, di gag e di momenti coinvolgenti e commoventi (soprattutto per chi va al cinema digiuno da trailer e clip varie perché il materiale promozionale svela decisamente un po’ troppo e rischia di rovinare la sorpresa) che sapranno parlare soprattutto ai bambini che un fratellino lo hanno già o stanno per averlo. Per far loro capire che non sarà un nemico da combattere ma un potente alleato e un compagno di giochi per tutta la vita.

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Luca Zanovello (www.masedomani.com)
20.04.2017
E’ proprio la fantasia il nocciolo: l’arma che scardina le porte chiuse davanti a Tim e Baby Boss, la compagna di avventure, la chiave che apre la strada verso il lieto fine a tutto tondo. Iscrivendosi alla numerosa lista di film d’animazione buoni ma destinati a evaporare nella memoria, Baby Boss non lancia messaggioni o granitici insegnamenti, solo una scorrevole avventura che rincuora i bambini, spiegandogli che al mondo c’è amore sufficiente per tutti, e gli adulti, evitandogli la solita scolastica sequela di canzoni, animali parlanti e principesse.

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Mattea Marescalco (www.cinema4stelle.it)
20.04.2017
Insomma, il nostro giudizio sul film è assolutamente positivo. I primi due atti sono di altissimo livello e sfociano in una conclusione che, probabilmente, perde la progressiva carica dirompente della prima parte del racconto, nel suo aderire a schemi più precisi e lineari, ma che non intacca più di tanto il risultato complessivo di Baby Boss.

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Valeria Ponte (www.anonimacinefili.it)
20.04.2017
La trama dinamica e molto divertente incollerà i piccoli spettatori alle poltrone ma i molti riferimenti all’attualità e alla letteratura fanno di Baby Boss un film d’animazione godibilissimo anche per gli adulti. In realtà tutto fa pensare che sia concepito soprattutto per i genitori, come uno strumento per comprendere le emozioni che un cambiamento così importante genera nelle menti e nei comportamenti dei figli. Attraverso la missione del piccolo boss con la ventiquattrore, inoltre, si esprime metaforicamente il reale problema del calo demografico, che complice la crisi economica e i cambiamenti del mondo del lavoro sta seriamente incidendo su molti paesi occidentali.Una commedia spassosa per tutte le età che rimarca i valori della famiglia con ironia, sensibilità e l’irriverenza di un piccolo, saccente e adorabile boss.

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Long Take (www.longtake.it)
20.04.2017
Se il soggetto può apparire interessante, infatti, i limiti stanno proprio in un copione che non riesce a supportare lo spunto di partenza: il divertimento viene presto meno, la grafica non sorprende e si arriva al finale col fiato corto. Anche il ritmo funziona a fasi alterne e accontentarsi è davvero difficile.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
20.04.2017
Ridere si ride, e il vostro protagonista poppante ne combina a bizzeffe, ma quello che non torna è come il tutto deve costruire forzatamente un messaggio a favore dell’amore per i propri cari con questo svolgimento caotico.

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Virginia Campione (www.cinematographe.it)
20.04.2017
Grazie ad un mix ricco ma sapientemente equilibrato di risate facili e sottile ironia, il nuovo film DreamWorks mira quindi ad essere incoronato uno dei migliori film d’animazione degli ultimi tempi, in grado di coinvolgere e portare al cinema numerosi bambini e adulti, che finiranno per riconoscersi in quanto accade in una pellicola che – virando verso i toni di una vera e propria spy story – promette suspense e divertimento per tutta la famiglia.

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Valentina Albora (talkymovie.it)
20.04.2017
Baby Boss è un film da vedere per la sua capacità di strappare una risata allo spettatore quando meno se lo aspetta e di toccare il tema della fratellanza in un modo originale e efficace, ma gli manca qualcosa: con un ritmo più scorrevole e una maggior comprensibilità di alcuni presupposti della trama avrebbe potuto essere più di una semplice pellicola d’intrattenimento.

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Federica Rizzo (darumaview.it)
20.04.2017
Ricco di ritmo, di cine-citazioni e di comicità sagace, Baby Boss è geniale nella costruzione del racconto: sviluppando idee come la fratellanza, lo spirito di collaborazione e l’importanza del cambiamento è capace di emozionare toccando le giuste corde con un messaggio d’amore.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
20.04.2017
Tra fabbriche di neonati da raggiungere tramite ciuccio interstellare e multinazionali di cuccioli pronte ad annientare la natalità infantile (ah, il Capitalismo), gang di bimbi in stile Avengers, salvifici squadroni di sosia di Elvis Presley e genitori boccoloni a cui poter resettare persino il cervello, McGrath e McCullers pensionano logica e buonsenso per dar sfogo ad un duplice mondo ricco di colori, creatività e illogicità, per poi virare sull'amore familiare a cui nessuno, nemmeno il bimbo in giacca e cravatta dal cuore più algido, può davvero resistere.

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Roberta Perillo (www.ecodelcinema.com)
20.04.2017
"Baby Boss" sorprende per la sua apparente veste 'bambinesca', ma in realtà è un film per adulti mascherato da film per bambini, non solo per il suo tono comico e divertente ma anche per i temi che affronta. [...] Non solo riservata ai bambini quindi, ma con il suo tono a volte anche sentimentale, "Baby Boss" è un'accattivante commedia per tutta la famiglia, che nel film, è sempre il movente di tutto: la cosa più importante, l'unica per cui vale la pena combattere.

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Serena Nannelli (www.ilgiornale.it)
20.04.2017
Tra fabbriche di neonati e ciucci interstellari si accenna anche all'importanza dello spirito di collaborazione e alla necessità salutare del cambiamento ma le parti più riuscite del film restano quelle in cui è l'illogicità del punto di vista da settenne a farla da padrone.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
20.04.2017
Nei suoi momenti migliori infatti Baby Boss riesce ad unire le gag slapstick che da sempre costituiscono l’anima più caratteristica dell’animazione ad un senso ostentato della modernità, riferimenti, musiche, dettagli ed elementi instant che nel film assumono una rilevanza marginale eppure indimenticabile. La Dreamworks, con tutta la sua filmografia, è riuscita a disegnare un grande affresco degli anni in cui sta operando, probabilmente i suoi film non saranno eterni come quelli Pixar (che appaiono sempre svincolati da riferimenti al tempo in cui viviamo), ma molto più di quelli saranno in grado anche domani di parlarci dei nostri anni e di quel che si credeva, sperava e temeva oggi.

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Antonella Murolo (cinema.everyeye.it)
20.04.2017
Avvalendosi di un ragazzino di sette anni come punto di vista cruciale di tutta la vicenda, Baby Boss diventa subito un'esplosione di colori, dove la realtà e l'immaginazione si mescolano alla perfezione senza mai infastidire lo spettatore. Persino l'animazione passa tranquillamente da un perfettamente tondo 3D a uno stroboscopico scenario bidimensionale senza porsi troppi problemi, regalando un'esperienza visiva sempre nuova e stimolante, capace di accompagnare e completare la storia in modo creativo e divertente. È sempre grazie agli occhi e al modo di funzionare del suo protagonista che il regista riesce ad affrontare argomenti più o meno seri senza differenziare mai troppo il registro narrativo, conferendo a ognuno di loro una importanza assoluta, la stessa che gli darebbe un bambino. Non ci sono temi più importanti, più adulti, più urgenti da sottolineare e mettere in luce nel film: tutto è ugualmente indispensabile e fondamentale e tocca allo spettatore di Baby Boss assimilare ed elaborare il concetto più vicino a lui, senza rendersi conto che, tra una risalta e l'altra, forse sta anche imparando qualcosa.

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Francesca Ferrandi (www.amando.it)
20.04.2017
Con Baby Boss la casa di produzione fa, in quest'ottica, un grande passo in avanti: con l'espediente di una trama paradossale (un agente segreto in missione sotto le false sembianze di un tenero neonato) la pellicola firmata Tom McGrath arriva ad indagare il mondo reale e alcuni suoi aspetti decisamente interessanti, sia per i più piccini che per gli accompagnatori adulti.

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
20.04.2017
Non mancano godibili trovate fumettare – i sogni a occhi aperti di Tim – né architetture visuali spassose – il nastro trasportatore dei neonati – ma a convincere sono soprattutto i due protagonisti, Tim e Baby Boss, che fanno paradigma senza sforzo né noia: il maggiore e il minore, uniti per la salvaguardia dei bambini di tutto il mondo.

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Antonio Bracco (www.comingsoon.it)
20.04.2017
La storia non fa le solite strizzatine d’occhio agli adulti con battute isolate, qui c’è proprio un sottotesto che un genitore può comprendere benissimo. Si accenna alla bassa natalità, alla scelta di avere animali domestici in casa invece dei figli, alle capriole di mamme e papà di fronte alla fonte di inesauribili richieste che può essere un bambino. Forse proprio per questo motivo il punto di vista dell’intera storia è quello di Tim, 7 anni e mezzo, coccolato, inevitabilmente “viziato” perché abituato a ricevere tutte le attenzioni. [...] I battibecchi tra Tim e il nuovo arrivato sono irresistibili, sia per dialoghi sia per interpretazioni (Alec Baldwin è perfetto a doppiare Baby Boss, come perfette sono le voci del doppiaggio italiano).

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Paola Casella (www.mymovies.it)
20.04.2017
La Dreamworks si mette in diretta competizione con la Pixar nel creare una storia che ricorda da vicino quella di Inside Out, sia perché affronta le paure dei bambini (non solo quella di essere spodestati da un fratellino o sorellina, centrale nel cinema dell'infanzia da Incompreso a Il piccolo Nicolas, ma anche la paura di volare, di togliere le rotelline alla bicicletta, o che i genitori, una volta affidati i figli ad una babysitter, non tornino più a riprenderli), sia perché sposa completamente il punto di vista del protagonista, che vede (e modifica) la realtà in base ai propri sentimenti, con l'aiuto di quella fervida immaginazione della quale siamo stati informati fin dalle prime scene

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