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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
13.02.2018
L’ambientazione africana è sicuramente un valore aggiunto, poiché consente di variare la scala cromatica rispetto ai soliti scenari metropolitani: il Wakanda è un raro esempio di afrofuturismo (seppure annacquato) sul grande schermo, ricco di contrasti fra la natura selvaggia e le tecnologie avveniristiche, il bruno della terra e il grigio del metallo. Se gli altri film del Marvel Cinematic Universe sono basati su una fondamentale coerenza estetica e visiva, Black Panther lavora invece sulle contaminazioni, sulle antinomie, dove tribalità e fantascienza dialogano fra loro.

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4 Il fatto che sia quasi come uno spin-off Marvel lo ...
4 Il fatto che sia quasi come uno spin-off Marvel lo penalizza. Il fatto che sia ambientato in Africa(seguendo i fumetti) è a dir poco emozionante. Sembra di vedere un film di Mission Impossible ma in versione Supereroi. Rimane veramente figo!

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Matteo Campofiorito (spettacoli.leonardo.it)
13.02.2018
Un film politico, forse il più politico dei film Marvel mai visti finora. Black Panther è diverso da tutti i lungometraggi supereroistici che siamo stati abituati a vedere perché affronta temi importanti come lo sfruttamento dei neri, l’immigrazione, le disparità sociali ed etniche, le responsabilità degli afro-americani nei confronti delle popolazioni africane più povere. Lo fa in modo innovativo perché il registro è quello degli action supereroistici, ma i contenuti e il messaggio sono universali e potrebbero reggere anche se i protagonisti non avessero super poteri e fossero uomini normali.

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Gian Luca Pisacane (www.film.it)
13.02.2018
Black Panther segue la scia e coglie l’occasione per puntare il dito contro "il colonizzatore", l’uomo bianco che ha paura del diverso e preferisce le armi al dialogo. Il villain di turno scatena la sua ira perché vede la sofferenza di chi, come lui, è vittima del razzismo. E durante la sequenza alle Nazioni Unite non manca anche una stoccata a Trump e ai suoi muri: "saggio è colui che costruisce ponti per unire". Ma il film non è un comizio elettorale, non è l’ovvio tentativo di placare il senso di colpa di una nazione intera: vola sulle ali di una storia solida, che evita il politicamente corretto per andare più a fondo.

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Alessandra Borgonovo (www.gamesoul.it)
13.02.2018
Black Panther è un film in grado di distinguersi nel filone Marvel. Coogler è riuscito a trasmettere un senso di anarchia nato dallo stesso desiderio – proteggere e salvaguardare il Wakanda – ma i cui metodi differiscono sensibilmente a seconda di chi li attua. Non è perfetto ma è un’interessante deriva, che grazie al design, alle incredibili performance di un cast stellare e a una colonna sonora d’eccezione compensa i suoi piccoli difetti.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
13.02.2018
Black Panther è un prodotto che riesce solo in parte a mantenere tutte le promesse rivoluzionarie che aveva fatto sulla carta. Lo stile del film è visivamente innovativo, con un utilizzo del colore e della messa in scena che si impegnano a caratterizzare la location inedita, tuttavia non è omogeneo nei tempi e nelle modalità di ripresa, oltre a rivelare ingenuità sorprendenti nell’utilizzo degli effetti visivi.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
13.02.2018
Marvel si pone coraggiosamente in un contesto socio-politico inatteso.

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Mattia Ferrari (leganerd.com)
13.02.2018
Black Panther è un film che riesce a divertire con una trama semplice, ma efficace, con una spettacolarizzazione incredibile e un pool di personaggi che è impossibile non adorare.

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Martina Morini (www.ilcineocchio.it)
13.02.2018
Finalmente un villain ben caratterizzato che si comporta anche da cattivo, essendo spietato quando lo deve essere. La particolarità di questi due personaggi sta proprio nella loro imperfetta umanità; Pantera Nera non è il risultato di una super invenzione tecnologica, di un morso di ragno radioattivo e soprattutto non è una divinità in sé, è una sorta di conoscenza tramandata di sovrano in sovrano che amplifica i poteri di chi la possiede nel bene e nel male. T’Challa, anche se indossa una maschera, non ha un alter ego, rimane sempre sé stesso.

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Claudio Scaccabarozzi (www.badcomics.it)
13.02.2018
Meravigliose le quattro donne che, assieme a Black Panther, sono protagoniste della scena. Lupita Nyong’o, Danai Gurira, Angela Bassett e Letitia Wright rubano la scena a Chadwick Boseman e al suo T’Challa più che meritatamente, in diverse fasi della storia, sempre risultando credibili ed entusiasmandoci non poco. Così come saggia è la scelta degli avversari di Pantera Nera. Da un lato Klaw, già visto in Avengers: Age of Ultron: il ladro di vibranio di Andy Serkis è un cattivo sopra le righe, interpretato magistralmente e dannatamente divertente. Il Killmonger di Michael B. Jordan ha chiaramente meno carisma, ma ha il vantaggio di essere sfaccettato nelle ragioni per cui agisce, di non essere il cattivo classico, di non risultare banale nella sua costruzione.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
13.02.2018
Il concetto stesso di Marvel movie completamente ribaltato. Un manifesto della cultura black credibile e per nulla banale. Un cast spaziale e una sceneggiatura che regge dall'inizio alla fine. Senza troppi giri di parole ci troviamo davanti a quello che è uno tra i migliori film portati sul grande schermo dalla Marvel...probabilmente il migliore.

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Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
13.02.2018
A una prima occhiata appare evidente che il film possiede una forte connotazione maschile dove a contendersi il trono e il tifo della platea sono i potenti membri della famiglia reale. Nelle scene d’azione, numerose e spettacolari quanto basta (e forse anche di più), i muscoli guizzano e i bicipiti si ingrossano. Eppure a rubare la scena agli uomini questa volta sono le donne, grazie alle strepitose interpretazioni di Lupita Nyong’o, che si è calata nei panni di Nakia – spia e fidanzata di T’Challa – e Danai Gurira in quelli della guerriera Okoye, capo delle guardie reali Dora Milaje.

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Luca Ceccotti (cinema.everyeye.it)
13.02.2018
Il Black Panther di Ryan Coogler si rivela diverso, ammorbidendo la ferrea e tenace Formula Marvel fatta di tanta azione e molte battute in un film story-driven e dalla tematica dirompente. Lo stand-alone su T'Challa è quanto di più maturo e narrativamente corposo l'intero MCU abbia avuto finora modo di offrire, in una storia che racconta liberatori e oppressi attraverso la messinscena di una nazione affascinante come quella del Wakanda, forte del proprio sviluppo tecnologico e legata indissolubilmente ai rituali antichi, tra avanguardia scientifica e usi e costumi che danno poi anima al tutto. È un titolo bellissimo da vedere e dal concept tremendamente efficace, ricco anche di ottime interpretazioni, su tutte quelle di Michael B. Jordan e Danai Gurira. La pecca è che tutto questo mina ritmo e azione del cinecomic, mai eccezionale sotto questo aspetto e dai tempi dilatati, blandi. Nel genere, comunque, si dimostra un esponente di spicco, sicuramente diverso dagli altri titoli dell'Universo Marvel e con una decisa personalità. Assolutamente da vedere.

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Antonio Dini (www.fumettologica.it)
13.02.2018
Averne di film-ponte fatti così in un franchising epocale come quello dei Marvel Studios. Averne di film così intelligenti, sovversivi, capaci di mostrare come avrebbe potuto essere un futuro alternativo, come potrebbe prendere forma una società costruita su lotte e idee diverse da quelle che dal Mediterraneo settentrionale hanno dominato il pensiero e la cultura del pianeta negli ultimi cinquecento anni. E finalmente con un cattivo che è frutto delle debolezze dei buoni e che è politicamente impegnato, forse ancora più sexy del buono e ancora più disperato di quegli schiavi che sceglievano di buttarsi dalle navi mentre venivano trasportati verso l’America scegliendo di non vivere la propria vita in catene.

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Marcello Paolillo (www.spaziogames.it)
13.02.2018
Ryan Coogler, con Black Panther, ha deciso di mettere da parte la comicità tipica dei Marvel Movies, a favore di una pellicola che si prende tremendamente sul serio, con tutti i pro e i contro che questa definizione porta con sé. Se da un lato infatti non manca la sensazione di trovarsi dinanzi a un prodotto orginale e dai personaggi unici e ricercati, dall'altra è impossibile non soffrirne un'eccessiva lunghezza generale, accompagnata spesso e volentieri da dialoghi inutilmente lunghi, i quali, volente o nolente, porteranno sempre e comunque all'epilogo che pensate voi. Ragion per cui, inquadrato come un ideale "prologo" per Avengers: Infinity War, Black Panther trova ragion d'essere.

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Matteo Bonassi (www.bestmovie.it)
13.02.2018
Marvel non solo ha confezionato ancora una volta un prodotto all’altezza delle aspettative, ma è riuscita a sfruttare al meglio l’opportunità di questo stand-alone per raccontare un supereroe in maniera diversa e anche coraggiosa, perché non proprio adatta a tutti (in termini di età). A Coogler va poi dato il merito di aver creato all’interno dell’MCU una vera e propria epica afro – sospesa tra radici tribali e progresso tecnologico – in grado di diventare un manifesto dell’orgoglio black dei giorni nostri, complici anche un paio di personaggi femminili (la spia Nakia interpretata da Lupita Nyong’o e l’indomita guardia reale Okoye a cui presta il volto Danai Gurira) decisamente magnetici.

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
13.02.2018
Black Superheroes Matter? Bah. La Pantera Nera Marvel serve male la causa afroamericana: superficiale, pedante, tanta politica per nulla.

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
13.02.2018
Abbassi lo sguardo e vedi Il Signore degli Anelli, guardi in alto e vedi Star Wars.

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Mauro Donzelli (www.comingsoon.it)
13.02.2018
Black Panther ha il pregio di prendersi le sue pause, senza l’urgenza di correre frenetico, anche a costo di qualche lungaggine di troppo, pur dando la sensazione di tenere troppo a freno la furia selvaggia del suo supereroe, anestetizzato per il bene del pubblico family. Rimangono interessanti riferimenti sociali e politici, particolarmente attuali anche oggi, così come la costruzione di un mondo affascinante e per una volta vergine o quasi, che ci permette di uscire dai terreni del già visto.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
13.02.2018
Il film, come ovvio, è prima di tutto un grande esempio di ottimo intrattenimento: inseguimenti entusiasmanti, duelli selvaggi e adrenalinici e perfino una grande battaglia finale tra (piccoli) eserciti. Coogler ci mette del suo non solo con l'inserimento di tematiche tutt'altro che banali, ma anche con una regia dinamica e moderna, ricca di virtuosismi - il piano sequenza nel casinò non è al livello di quello sensazionale di Creed, ma fa comunque la sua figura - che strizza l'occhio a più generi e più modelli. Difficile immaginare prima d'ora una pellicola che potesse unire supereroi, rituali africani, tecnologie alla James Bond e colonna sonora rap, eppure questo folle e coraggioso mix non solo funziona, ma è perfettamente coerente con la storia che sta raccontando.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
13.02.2018
Paradossalmente in questo trionfo di black power alla fine gli unici due personaggi che danno l’idea di essere davvero a proprio agio e in linea con il resto dei film Marvel sono gli unici due bianchi (un buono e un cattivo), quelli liberi dal peso del senso del dovere verso la propria missione sociale ed etnica.

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Paolo Paglianti (it.ign.com)
13.02.2018
Black Panther riesce nella sua missione: ci emoziona e ci fa divertire per più di due ore, senza un attimo di pausa e senza soffermarsi in scene inutili e melense, ma al tempo stesso fa riflettere su tematiche non certo comuni nei cinecomic, pur senza diventare drammatico e angoscioso come i film di Spike Lee.

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Jimi Famurewa (www.empireonline.com)
07.02.2018
Come Taika Waititi prima di lui, Ryan Coogler regala un coraggioso colpo di scena d'autore al modello Marvel con uno sfarzo africano che si porta dietro un'intensità muscolare, esilarante e provocatorio allo stesso tempo.

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Jim Vejvoda (www.ign.com)
07.02.2018
Black Panther colpisce nel segno in quanto film d'avventura, dichiarazione politica e celebrazione culturale. Si scrolla di dosso un inizio fiacco grazie ad un memorabile cast di personaggi che vanno contro il cattivo targato Marvel più riuscito in quasi dieci anni.

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Peter Bradshaw (www.theguardian.com)
07.02.2018
L'ultima storia supereroica del grande schermo è un'avventura sovversiva e strepitosa, in cui gli stereotipi africani vengono capovolti e la storia viene riscritta.

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Justin Craig (www.foxnews.com)
07.02.2018
Marvel affronta tematiche politiche e razziali in un nuovo film che lascia a bocca aperta.

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Leah Greenblatt (ew.com)
07.02.2018
È chiaro come Ryan Coogler abbia lottato duramente per portare Black Panther sul grande schermo nel modo in cui se lo era immaginato: non come un blockbuster standard con vetrine allestite di facce afro-americane, ma come una storia pienamente, e gioiosamente, radicata nella cultura di colore. Non è un caso quindi che parte dei momenti più importanti del film si svolgano nella sua città natale, Oakland, a pochi isolati dagli eventi raccontati in Fruitvale. E che il cinetico Killmonger interpretato da Michael B. Jordan non sia la caricatura di un cattivo che accarezza il suo gatto; il suo è un personaggio autenticamente tragico, autoproclamatosi guardiano della giustizia sociale ma irrimediabilmente deragliato dai torti che ha subito.

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James Mottram (www.gamesradar.com)
07.02.2018
Oltre alla sua rivoluzionaria attenzione al mondo africano, Black Panther riesce anche ad evitare un'altra sagra della salsiccia in veste supereroica. Nakia (Lupita Nyong’o) ed Okoye (Danai Gurira), a capo delle Dora Milaje, sono personaggi particolarmente definiti. Ma il più grande divertimento si ha con la sorella sedicenne di T'Challa, Shuri (Letitia Wright), nei panni di un esperta di gadget che sta al fratello come Q sta a Bond (Tony Stark dovrebbe assumerla immediatamente).

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Peter Debruge (variety.com)
07.02.2018
Piuttosto che inventarsi un altro piano generico per salvare il mondo dall'annientamento, Coogler rianima l'annoso dibattito tra Martin Luther King Jr. e Malcolm X — tra resistenza passiva e la chiamata all'attivismo militante di colore. Vedetela come se fosse un "Black Panther vs i Black Panther", ad eccezione del fatto che non si può avere un eroe d'azione non violento, il che mette T'Challa in una posizione scomoda. [...] Black Panther celebra le origini del suo eroe, e al tempo stesso offre uno degli standalone Marvel più affascinanti fino ad oggi, sotto tutti gli aspetti.

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Brian Truitt (www.usatoday.com)
07.02.2018
Mentre non si sottrae dall'affrontare tematiche profonde, Black Panther è allo stesso tempo una gioia per gli occhi, sicuro nella sua eccentricità, con pazzesche sequenze d'azione ed effetti speciali, e la gloriosa scoperta di Wakanda, la cui cultura è intrisa di influenze africane ma che offre anche uno stupefacente sguardo a quella che potrebbe essere una città del futuro.

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Nicholas Barber (www.bbc.com)
07.02.2018
Come punto di svolta su più livelli, Black Panther è un cinecomic rivoluzionario [...] Come un blockbuster Marvel, è un intrattenimento dinamico ed abilmente assemblato. Come passo in avanti nella rappresentazione del popolo di colore nel mondo cinematografico, è un impressionante trionfo.

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David Edelstein (www.vulture.com)
07.02.2018
Black Panther è un cinecomic insolitamente solido ed avvincente, un irresistibile mix di Afrocentrismo, femminismo e gadget high-tech.

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Kenneth Turan (www.latimes.com)
07.02.2018
Black Panther è una maestosamente creativa rivelazione dell'universo cinematografico Marvel. [...] Con un dialogo che esplora con destrezza argomenti importanti, come chiedersi se e quanto le nazioni più ricche siano in debito con i più poveri ed oppressi, Black Panther trae energia dall'entusiasmo di Coogler. Il risultato è un cinecomic che vale la pena essere visto due volte, e questo è indubbiamente un caso raro.

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Alonso Duralde (www.thewrap.com)
07.02.2018
Il Re T'Challa di Chadwick Boseman è un supereroe imponente, ma le vere star sono le donne che lo circondano. Coogler si tuffa nelle meraviglie di Wakanda, e nel farlo ci regala tre personaggi femminili che orbitano intorno a T'Challa e finiscono per rubargli la scena. Oltre a Nakia, c'è Okoye, una generale e guerriera profondamente dedita (e dall'umorismo pungente), e la giovane sorella del nuovo Re, Shuri, un genio della tecnologia che fa le veci di Tony Stark. [...] Black Panther vanta un gran numero di talenti di colore da entrambi i lati della cinepresa, il che è inusuale per un progetto su larga scala, ma questo è anche uno dei film più Africani che Hollywood abbia mai prodotto.

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Olive Pometsey (www.gq-magazine.co.uk)
07.02.2018
Una rivoluzione cinematografica. [...] È così emozionante pensare a come i bambini di colore riusciranno finalmente a rivedersi negli eroi sullo schermo. Ad Halloween potranno vestirsi come personaggi a cui assomigliano veramente, e sotto l'albero di Natale troveranno delle action figure con le quali non dovranno pretendere di essere di un'altra etnia per poterci giocare. Impareranno ad essere a proprio agio nella loro pelle, e non svilupperanno quel complesso di inferiorità che spesso prende il sopravvento dopo aver visto rappresentati i propri simili come schiavi, delinquenti o spalle al ruolo principale. Al contrario, con T'Challa ed il suo regno come figure di riferimento, cresceranno sentendosi potenti quanto i loro coetanei bianchi. Black Panther non bilancerà soltanto la rappresentazione ad Hollywood, ma inspirerà la prossima generazione ad essere eroi nella vita di tutti i giorni, ed è questo che rende il film davvero meraviglioso.

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Haleigh Foutch (collider.com)
07.02.2018
Black Panther non è un trionfo solo perché è un film importante e senza precedenti, ma anche perché è un fantastico cinecomic ed una gioia per gli occhi. Si tratta di un impressionante e delicato equilibrio. [...] è cinetico e visivamente sbalorditivo, una storia vitale e topica che porta con sé un messaggio. Sono uscita dal cinema con questo film incastrato nel mio cuore nello stesso modo in cui una canzone ti rimane in testa, e ballerò al ritmo della melodia di Coogler per un bel po' di tempo.

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Emma Simmonds (www.radiotimes.com)
07.02.2018
Riflessivo, importante e pieno di azione - l'epopea Afrofuturista firmata Marvel è molto di più di un semplice blockbuster. [...] Interpretato con passione e sfarzoso nel suo amore per la cultura Africana, Black Panther è un film che fa parte di un franchise ma che possiede un'identità propria, una personalità volta ad avere un significato per il pubblico. Quando un gruppo di bambini di colore alza lo sguardo al cielo per ammirare un velivolo Wakandiano che sfreccia in tutta la sua luccicante gloria sopra la loro casa californiana, i loro occhi si riempiono di meraviglia. In momenti come questi ci accorgiamo quanto sia importante sentirsi rappresentati.

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Tim Grierson (www.screendaily.com)
07.02.2018
I personaggi secondari femminili rubano la scena. Letitia Wright è tutta una gioia sbarazzina nelle vesti di una versione africana di Q, piena di repliche incisive e gadget all'avanguardia. Lupita Nyong'o interpreta una vecchia fiamma di T'Challa, un'agente glaciale e sensuale in egual misura. La migliore di tutte, però, è Danai Gurira nei panni del Generale Okoye, un braccio destro armato di lancia che mostra poca pazienza per i piani elaborati — lanciatela nel bel mezzo di un combattimento, come fa Coogler parecchie volte in Black Panther, così che possa mostrarvi il tipo di caos che è in grado di scatenare.

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Pete Hammond (deadline.com)
07.02.2018
Marvel colpisce ancora nel segno con l'attesissimo Black Panther. Il regista Ryan Coogler ci è riuscito in grande stile, con uno splendido film che non solo regala brividi a non finire, ma che possiede anche una rilevanza ed un valore sociale. I suoi temi, inclusa l'importanza di una nazione ricca che si prende la responsabilità del progresso del mondo intero, colpiscono particolarmente nel segno, vista l'era Trumpiana dell'America First.

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Mark Hughes (www.forbes.com)
07.02.2018
Quello che mi ha sbalordito è vedere come ogni personaggio abbia un particolare rapporto con ogni altro singolo personaggio, e come queste relazioni appaiano complesse e fluide come quelle che viviamo nella vita reale. La crescita ed i cambiamenti che questi rapporti attraversano nel corso della storia non dipendono solo da quanto traspare tra due personaggi, ma anche da come quest'ultimi interagiscono con altri. [...] Filoni narrativi sul tradimento, sul malinteso, su lealtà divise, e su cuori infranti si intrecciano in un modo che non smette mai di sorprendere.

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David Ehrlich (www.indiewire.com)
07.02.2018
Crederete in T'Challa, crederete in Wakanda e crederete, forse per la prima volta, che l'MCU sia davvero importante.

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Brian Lowry (edition.cnn.com)
07.02.2018
Grazie a film come Ant-Man e Doctor Strange, Marvel ha dimostrato di sapersi destreggiare nell'ampliare il suo universo cinematografico ben oltre gli eroi più distintivi, ma Black Panther fa un balzo verso il primo posto nella classe in modo tale da rendere il Re, ed i suoi sudditi, una pietra miliare di un già formidabile elenco di successi.

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Stephanie Zacharek (time.com)
07.02.2018
Il film di Coogler ha una coscienza sociale, parla apertamente delle obbligazioni morali che incombono sugli stati più potenti, dall'accoglienza di rifugiati alla condivisione delle tecnologie e della scienza, fino ad arrivare all'equa divisione del benessere. Queste idee fanno parte della colonna portante del film, non sono solo aspetti aggiunti per far apparire rilevante il progetto. E, fortunatamente, questo è uno di quei rari cinecomic dove nessuna città viene distrutta, o anche solo minacciata di essere distrutta. È un film intelligente, sontuoso e che sa intrattenere senza essere aggressivo.

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