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Adriano Ercolani (ScreenWeek)
02.03.2017
Jordan Peele lo ha fatto con una maturità e competenza sorprendenti per un esordiente, confezionando quello che forse è il miglior film di questo inizio di 2017.

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Antonio Cuomo (movieplayer.it)
18.05.2017
Con suggestioni da La fabbrica delle mogli e derive da horror estremi come Society di Yuzna, Get Out si erge dal calderone dei thriller e rivela la sua importanza nel contesto della cinematografia contemporanea, dimostrando un valore generale che va al di là di una qualità cinematografica presente, ma apprezzabile soprattutto dagli amanti di un certo tipo di thriller/horror.

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Marco Albanese (stanzedicinema.com)
18.05.2017
Peele mette in scena uno scenario complesso, consapevole, pur mantenendosi fedele all’imperativo horror della Blumhouse e non risparmia qualche frecciata all’america obamiana, che sembrava aver messo la sordina al conflitto, al prezzo dell’ottundimento della propria identità culturale.

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Lilly Leone (www.cubemagazine.it)
18.05.2017
La pellicola è anche un sottile atto di accusa a quella pace sociale invocata da più parti in America, ma che potrebbe essere in realtà una specie di rinuncia volontaria da parte della popolazione più debole alla propria diversità e cultura in cambio di una integrazione più sottilmente discriminante. Comunque non si tratta di un film di denuncia, ma rimane una pellicola coinvolgente con momenti, stupendamente imprevisti, improvvisi ed impensabili, pieni di una verve particolarmente comica. Film che merita la visione.

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Raffaele Meale (quinlan.it)
18.05.2017
Senza voler/poter spiegare troppo, Peele ha il coraggio e la sfrontatezza di squarciare il velo dell’ipocrisia liberal, smembrando il corpo già putrescente di una borghesia dem autoassoltasi dalle storture della Storia, che ammette di aver accettato la sconfitta genetica pur rivendicando la primigenia culturale, e quindi l’identità del popolo. La vetta che guarda la base, la accetta come pari e la lascia volentieri a svolgere il ruolo di base.

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Anastasia Mazzia (www.hermovies.com)
18.05.2017
"Scappa – Get out" è un horror intrigante ed estremamente intelligente che vanta un’ottimo regia ed un buon cast.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
18.05.2017
[...] con Scappa – Get out il regista Peele (a proposito, ovviamente è afroamericano) si diverte a gestire questi scontri naturali, mostrando inizialmente un’attenta analisi fatta di pensieri e contesti che mostrano come, nonostante la bontà d’animo di alcune menti benpensanti, l’idea di una retrograda mentalità razzista si annidi ancor oggi nel peggior dei modi in alcune persone insospettabili.

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Aurora Tamigio (www.silenzioinsala.com)
18.05.2017
In un, solo apparentemente impossibile, equilibrio tra cinema sofisticato e B-movie si muove l'esordio di Jordan Peele: l'idea che sta dietro Scappa - Get Out è così estrema da rendere possibile ogni cosa. Ma è intenzione del regista che, anche nella dimensione del paradossale, il suo film non perda mai senso. Ecco perchè Peele, pur nella surrealtà della vicenda, resta saldamente ancorato agli stilemi dell'horror, senza dare però per scontato che i suoi spettatori siano per forza fan del genere. Il segreto è, ancora una volta, stupire.

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Maria Adelaide Valentini (www.widemovie.it)
18.05.2017
Diverte, in quanto fa calare il pubblico nei panni del suo protagonista, e inquieta perché riesce ad utilizzare attese e sonoro in modo astuto.

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Pierpaolo Bonelli (www.cinetvlandia.it)
18.05.2017
Get Out - Scappa è un film intelligente, brillante, teso e ironico al punto giusto. Come nella tradizione della migliore produzione indipendente, Jordan Peele riesce a coniugare belle intuizioni a un budget minimo.

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Aurelio Fatturosso (www.lascimmiapensa.com)
18.05.2017
"Scappa – Get Out", la cui visione è assolutamente consigliata, è un’ottima prova d’esordio per un regista/autore che ci auguriamo di ritrovare presto dietro la macchina da presa, sperando tuttavia che non sfoci nuovamente nell’autocommiserazione razziale, e con un vena più cinica.

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Mattia Caruso (www.pointblank.it)
18.05.2017
Get Out si trasforma così in un incubo razzista che mette alla berlina, nella sua satira perturbante, il pregiudizio pervasivo dello stereotipo, dell’ipocrisia e del politicamente corretto. Ecco allora che, nel film di Peele, il corpo (nero) finisce col farsi l’oggetto di un desiderio perverso, il catalizzatore di un senso di inferiorità che lo vorrebbe alla sua mercé, gonfio com’è di quelle narrazioni e quei luoghi comuni che lo hanno raccontato e, infine, nutrito.

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Elvezio Sciallis (www.latelanera.com)
18.05.2017
Scappa: Get Out è un titolo da rivedere: avendo a mente lo sviluppo della trama e le conseguenze finali ecco che varie scene assumono un diverso significato e in alcuni casi espongono i pregiudizi di noi spettatori, come per esempio accade quando il poliziotto vuole controllare i documenti di Chris. A completare questo ennesimo miracolo horror degli ultimi anni c’è un comparto tecnico di ottimo livello che trova le sue eccellenze nella scenografia, con i curatissimi interni sia della casa degli Armitage che, per il poco che si vede, dell’appartamento di Chris, e nella fotografia.

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Manuel Leyva (vigamusmagazine.com)
18.05.2017
Daniel Kaluuyaha senza ombra di dubbio dimostrato un enorme talento nell’interpretazione del protagonista, rendendolo verosimile e psicologicamente profondo. Lo spettatore non può fare altro che mettersi nei panni di Chris e in certi momenti riuscire a capire cosa possa provare di fronte a quegli stereotipi. Tutto ciò ci porta a vedere quanto il tema del razzismo, purtroppo, non sia ancora stato eliminato dalla nostra cultura e che, anche se involontariamente, siamo circondati dagli stereotipi su coloro che sono “diversi”.

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Martina Barone (www.cinematographe.it)
18.05.2017
Con Scappa – Get Out Jordan Peele firma un manifesto sull’irrequietezza tutt’oggi presente nella comunione di differenti etnie, condendola di ansie e timori. Un efficace film thriller/horror dai risvolti assennati.

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18.05.2017
"Get Out" conferma il buon livello qualitativo di ogni pellicola presentata al Sundance Festival, come sempre garanzia di ottime visioni, per non parlare del modo originale in cui affronta, anche con un po’ di ironia dark, la questione razziale negli Stati Uniti, un tema sempre molto caldo. Peele è un regista da tenere d’occhio.

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Redazione (www.longtake.it)
18.05.2017
Quasi impossibile distogliere lo sguardo dallo schermo assistendo a questa pellicola che, soprattutto nella prima parte, coinvolge e interessa anche per la sua originalità.Oltre ai contenuti e alle metafore politiche messe in campo, colpisce una messinscena che trova i suoi momenti migliori nelle sequenze dell’ipnosi. Cast funzionale, in cui svetta Betty Gabriel nei panni dell’inquietante domestica Georgina.

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Stefano Guerini Rocco (www.ondacinema.it)
18.05.2017
A questo portato critico di pungente acume analitico e di denso valore critico, Peele unisce una sorprendente coerenza stilistica, rifacendosi alla nobile tradizione dell'horror politico degli anni 70 che trova il suo modello archetipico nel romeriano "La notte dei morti viventi". A differenza di molti horror contemporanei, infatti, "Scappa - Get Out" non procede imperterrito nella rincorsa al gore e allo spavento.

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Corrado Ravaioli (sugarpulp.it)
18.05.2017
Jordan Peele emoziona e fa riflettere raccontando le tante contraddizioni che ancora caratterizzano i rapporti interrazziali in America, esacerbate dagli episodi di violenza degli ultimi tempi. E come nel romanzo Tra me e il mondo, di Ta-Nehisi Coates, porta al cinema il tema della precarietà del corpo dei neri nella società americana, in maniera efficace e sorprendente.

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Maghella (www.filmtv.it)
18.05.2017
Bravi gli attori, che riescono a cogliere il vero spirito del film. Brava e inquietante Catherine Keener nella parte di Missy la madre di Rose. Molto bravo l'attore protagonista Daniel Kaluuya, quasi sempre in scena riesce a modulare molto bene lo stato di agitazione con l'incredulità per quello che gli sta succedendo, aumentando l'ansia e l'agitazione minuto dopo minuto dello spettatore.

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Rosalinda Gaudiano (www.cinema4stelle.it)
18.05.2017
Puntando sul genere thriller psicologico crea un'appassionante inquietudine, promettendo uno sviluppo narrativo avvincente. Peel gioca la sua carta sull'affabulazione grottesca ed anche un po' fantastica di una situazione famigliare follemente orchestrata per "ingabbiare" un povero cristo di colore, vittima sacrificale di quella società americana smarrita nelle contraddizioni ed angosce esistenziali di valori intrisi di pregiudizi e di negazione di diritti

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Nicoletta Scatolini (www.vertigo24.net)
18.05.2017
Delirio d’onnipotenza e sperimentazione scientifica si sposano in un quadro inquietante che mette sotto i riflettori razzismo, scontri etnici, pregiudizi, nell’epoca post Obama. Alleggerendo (almeno apparentemente) il tutto con l’aiuto della satira

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Davide Sette (www.newscinema.it)
18.05.2017
Questo moderno Indovina chi viene a cena ? è un horror che non ha paura di sporcarsi le mani, pur mantenendo quella lucida sagacia propria di chi proviene dalla commedia americana fuori dai binari delle produzioni canoniche. Scappa – Get out è una di quelle preziose mosche bianche che ci ricordano di tanto in tanto che il cinema di genere si può ancora fare, anche in territori che non sono quelli del citazionismo esasperato e dei grandi franchise commerciali.

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18.05.2017
Get Out è un prodotto ben riuscito, che non deluderà lo spettatore. Non certo un horror come viene decantato ma più un thriller che fa del sociale la sua tematica portante. Angosciante per quanto risulta credibile e disturbante per quanto risulta attuale, la pellicola di Peele è un film che funziona senza mai smettere di percorrere quei suoi binari ben costruiti.

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18.05.2017
In una pellicola dove nulla è come sembra, a farla da padrone è la grande forza espressiva degli attori secondari, nonostante Daniel Kaluuya sia perfettamente in parte. Il più delle volte, infatti, a mettere ansia sono le espressioni facciali degli interpreti, insieme al loro timbro di voce (ricordiamo che abbiamo visto la versione originale) e ai loro sguardi che spesso appaiono assenti e vuoti. La pellicola merita di essere vista anche per la colonna sonora fresca e accattivante, che mette in luce i momenti più intensi. Infine consigliamo di osservare con estrema attenzione il modo in cui il protagonista viene ipnotizzato, perché questo particolare rappresenta un elemento di rilievo nel progetto.

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GianDrew (www.jamovie.it)
18.05.2017
In un Indovina chi viene a cena atipico in salsa horror, Peele grazie ad una scrittura intelligente e a prova di bomba, mescola sapientemente i generi, dosando perfettamente ironia e tensione. Get Out è un film che non vediamo l’ora di rivedere, al contrario di molti del suo genere che invece vorremmo dimenticare ben presto e volentieri. Vi pare poco?

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Maria Teresa Ruggiero (www.universalmovies.it)
18.05.2017
L’isolata provincia americana bianca e benestante diventa scenario di atroci sparizioni di ragazzi di colore, il mistero semina terrore a poco a poco sfumandosi talvolta in scene ironiche che per un attimo fanno dimenticare allo spettatore che si sta assistendo ad un horror. Quasi sicuramente dopo la visione di questo film qualcuno potrebbe provare del disagio nell’andar a conoscere i genitori del proprio partner.

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Anna Pennella (www.cinemamente.com)
18.05.2017
Get Out è un buon film, con delle belle idee e un ottimo cast.

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Andrea Giovalè (www.staynerd.com)
18.05.2017
Non sorprende che in America, dove la satira di questo film è peraltro ancora più attuale ed efficace, Scappa – Get Out abbia riscosso un grande successo di pubblico e critica. È effettivamente, pur senza far gridare all’eccezionalità, un prodotto originale e ben riuscito, che mischia generi diversi senza difettare in alcuno degli ambiti che affronta. Gli scarejump sonori e l’ansia visiva sono figli di un’abile regia d’esordio, e benché la pellicola non terrorizzi né sconvolga mai (forse il paio di critiche imputabili più rilevante) sa raccontare, convincere e persino divertire, anche con il merito del cast. Se siete assidui osservatori di film horror, potrebbe essere tempo di rimanere piacevolmente sorpresi con qualcosa di diverso dal mucchio. Se non lo siete, beh, perché non provare lo stesso?

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18.05.2017
Scappa – Get Out è davvero un bel film horror dove Peele (il regista) si basa sull’ignoto per attirarti. Non sostituisce la paura con l’umorismo, Peele è troppo intelligente per farlo. Al contrario, equilibra la paura con le risate e poi guarnisce tutto con il commento sociale ed un tono inquietante. Inoltre dimostra che non bisogna per forza avere tanti quattrini per sviluppare una bella storia horror.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
18.05.2017
[...] anche noi ci riscopriamo prigionieri. Dello stereotipo, se non del pregiudizio. E, in positivo, di una serie di cliché (dal White Power, alla parzialità delle forze dell'ordine e dell'establishment fino al sessismo più classico, anche quando nei confronti di una geniale Allison Williams, tutta Cheerios e Dirty Dancing), che non ci impediscono di tenere vivo, fino in fondo, un fondamentale dubbio. L'ultimo, cui è affidato il climax prima del gran finale, dopo un crescendo di splendidi dettagli (dai volti muti dei protagonisti e il posizionamento dei corpi sul 'palcoscenico', agli accenni alla "muffa nera" e agli immancabili segreti nascosti nei seminterrati di una casa padronale).

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Pier Maria Bocchi (www.cineforum.it)
18.05.2017
Peele usa il genere come se fosse Stuart Gordon che rimette mano alle pagine di La fabbrica delle mogli di Ira Levin, con lacerazioni che aprono su un universo da new dark comedy alla tardo-Kevin Smith: il risultato è ancora più efficace proprio perché “bianco”, limpido, candido. Nessun chiaroscuro, poche ombre, e perciò pochi simbolismi, come horror richiede (perlomeno il più schietto, il più spiccio). Scappa - Get Out adopera un idioma white per smascherare un mondo di altrettanti idiomi che più white non si può, e dunque per svelare il trucco che funge da ponteggio di uno scenario dominante. Black bashing, ma con le armi degli schiavisti.

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
18.05.2017
In un periodo storico in cui gli Stati Uniti d’America non hanno più al loro comando Barack Obama e, in generale, nel globo terrestre sembrano inasprirsi sempre più i conflitti di natura razziale, la Blumhouse Productions ha pensato bene di sfruttare l’argomento all’interno di Scappa: Get out, costruito come un thriller ma destinato a sfociare nell’horror. Ciò che viene fuori è uno dei migliori lavori creati dalla factory cui si devono, tra gli altri, i vari Paranormal activity e Insidious. La motivazione? Mistero, tensione e lenta attesa nei confronti della rivelazione finale appaiono gestiti sapientemente, spingendo contemporaneamente a sprofondare in non banali riflessioni sociologiche.

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Alfonso Canale (www.ecodelcinema.com)
18.05.2017
Molto verosimile l'interpretazione e la profondità psicologica di Daniel Kaluuya, la voce e il volto di Chris, e del restante diabolico cast, dal caratterista Stephen Root, il 'compratore', a Catherine Keener, la suocera che nessuno vorrebbe avere.

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Redazione (www.nocturno.it)
18.05.2017
Lungi dal voler essere un qualsiasi cinepredicatore, Peele piazza mine di comicità nei punti più impensati, servendosi di personaggi o di ammennicoli vari (un cavo USB per lo smartphone, un improvvido banjo), orienta la visione tra risate sguaiate e occhi sbarrati, resta sempre dominus nel pieno controllo della sua opera. L’unico aspetto sfuggito al suo controllo è il punto esclamativo, da lui richiesto per dare al titolo del film più efficacia retrò, bocciato invece dalla produzione. Ce lo mettiamo noi: bravo Peele, il tuo film è una bomba!

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
18.05.2017
Get Out è un film a tesi molto preciso, uno che mette in scena qualcosa di diverso dal razzismo ma ugualmente discriminatorio e spaventoso: la maniera in cui il corpo afroamericano è preoccupantemente al centro di ogni discorso anche quando è desiderato invece che condannato, quanto non sia possibile considerarlo al pari degli altri ma sempre qualcosa di eccezionale e a parte.

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Alice Vivona (www.cinefilos.it)
18.05.2017
Aldilà delle metafore, Scappa – Get out è un ulteriore segnale di quanto il cinema afroamericano sia cresciuto negli ultimi anni, liberandosi definitivamente dal giogo di dover raccontare storie di ghetti, schiavi e pistole o commedie, con l’eccezione di altro livello di Spike Lee.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
18.05.2017
L’insieme offerto dalla pellicola viene gestito e dosato sapientemente, ponendo diversi spunti di riflessione, sicuramente non banali se si riesce ad andare oltre il mero pretesto del razzismo. Solo così lo spettatore potrà perdersi nei meandri di un film ricco di contenuti dall’alto tasso satirico.

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Gianluca Arnone (www.cinematografo.it)
18.05.2017
Sostenuto dallo score ipnotico di Michael Abels e dalle ispirate performance attoriali (letteralmente malefici Catherine Keener e Caleb Landry Jones), Get Out presenta il tipico corredo genetico di un vecchio paranoid film dei ’70 (teorie sulla razza, società massoniche, ipnosi e brainwashing) iniettandolo in un robusto film di genere, capace di combinare felicemente atmosfere perturbanti, trovate horror, punzecchiature politiche e graditi momenti di ilarità. Il passatempo è assicurato, la paura ben centellinata eppure il film disturba a un livello più profondo.

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Gabriele Capolino (www.cineblog.it)
18.05.2017
Ragionando così sulle insicurezze che la società crea nei loro confronti da tutte le parti, compresa la sicurezza, Get Out va a parare lì dove portano tutte le discussioni e polemiche degli ultimi anni: al corpo dei neri. Usati, strumentalizzati, volgarizzati da diversi immaginari. Questo fa più riflettere di questo film molto curioso e intelligente. Bisognerebbe già pensare a farne un double bill con Moonlight.

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Daniela Catelli (www.comingsoon.it)
18.05.2017
Dall’irresistibile inizio con Run Rabbit Run (canzoncina inglese che nella seconda guerra mondiale sfotteva i nazisti e che vi si pianterà in testa per sempre), alla fine che non ti aspetti (ed è un bene che Peele abbia deciso di cambiarla per staccarsi, per una volta, dalla realtà), Scappa – Get Out è un horror che non vediamo l’ora di rivedere, al contrario di tanti che vorremmo dimenticare dopo averli visti. E ancora una volta grazie a Jason Blum per averci visto giusto: tra gente di talento, del resto, ci si riconosce al volo.

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