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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
05.09.2016
Tra botti assordanti, esplosioni e proiettili che sibilano ovunque, la realizzazione tecnica è notevole, ma il regista non ha il senso della misura ed enfatizza ogni singola reazione fino al grottesco. Il suo sguardo si normalizza quando entra nel vivo dell’impresa di Desmond, toccando corde più delicate, lontane dal parossismo dello scontro. C’è però una retorica di fondo che, per quanto fondata su basi ammirevoli («Non si va in guerra per uccidere, si va in guerra per proteggere» dice Desmond), sfocia nell’esaltazione di una morale esclusivamente religiosa, dettata dall’alto e non dal cuore di chi la difende.

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4 Ho dato il mio voto a La battaglia di Hacksaw Ridge...
4 Ho dato il mio voto a La battaglia di Hacksaw Ridge | #HacksawRidge : L'ultimo Mel Gibson funziona alla grande (soprattutto la prima metà). Ovviamente, non mancano scene truculente e simbolismi cristiani à gogo.

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Mauro Donzelli (www.comingsoon.it)
31.01.2017
La possibilità di incrinare la superficie granitica del legittimo patriottismo, di entrare nelle dinamiche interne e umane della trincea, è abbandonato per una infinita sequenza di battaglia splatter con corpi mozzati e sangue che schizza ovunque. Spettacolo per lo spettacolo, esercizio di abilità registica che rimane in superficie, non dicendo niente di nuovo o significativo sulle dinamiche profonde di chi si sacrificò, di chi viene mostrato solo come nemico perfido o protagonista dell’inevitabile seppuku.

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Gabriella Giliberti (leganerd.com)
05.09.2016
Un film dall’incredibile potenza narrativa e visiva, capace di sorvolare i propri problemi di retorica, coinvolgendo lo spettatore in una storia vera intensa e commovente.

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Marta Leggio (www.cinemamente.com)
05.09.2016
Peccato però che una volta cessato il fuoco e messi in salvo 75 soldati, manca una sorta di profusione che la storia dovrebbe avere. Se Desmond T. Doss è riuscito a vincere una battaglia senza armi, Mel Gibson non convince completamente proprio per un’assenza di elementi pregnanti che siano in grado di rimanere impressi nello spettatore.

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
05.09.2016
Hacksaw Ridge finisce nel cesto dei film di guerra di stampo classico, con un occhio particolare al lato romantico della vicenda, ma laddove l'aspetto visivo e adrenalitico delle sequenze d'azione riesce a suscitare un minimo interesse, non c'è alcuna corrispondenza con la qualità di una sceneggiatura troppo ancorata a dialoghi di preoccupante banalità e scoraggiante retorica.

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Francesco Alò (http://www.badtaste.it/)
05.09.2016

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
05.09.2016
La retorica scorre a fiumi, di sangue, ma le scene belliche non si battono: Mel Gibson è tornato, alla grande.

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Federico Ferrantini (www.mauxa.com)
05.09.2016
Mel Gibson compie un opera cinematografica incisiva, introducendo lo spettatore a quelle che sono le tappe fondamentali e maggiormente significative della vita del protagonista. Quasi a voler affermare che esistono pochi giorni veramente capaci di segnare il destino di un uomo e questo è quello che è accaduto a Desmond. Alcuni singoli momenti che permetteranno al protagonista di diventare quell'eroe insignito della Medaglia d’Onore dal Presidente Harry Truman. Un elemento scatenante riguardante l'incidente con il piccolo fratello, la scoperta della sua vocazione, l'incontro con Dorothy la donna della sua vita efficacemente interpretata da Teresa Palmer e la battaglia di Okinawa dove divenne l'uomo da tutti ammirato. Narrati con sagacia e fermezza, ricostruendo il campo di battaglia in modo epico facendo emergere la drammaticità della guerra in modo netto, permettendo allo spettatore di comprendere il contesto in cui un solo uomo ha operato in modo disinteressato al solo scopo di trarre in salvo più vite possibili " in tempo di pace i figli seppelliscono i padri, in tempo di guerra sono i padri a seppellire i figli".

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
05.09.2016
Un film che funziona, emoziona e mantiene un ritmo incalzante per un’avventura epica e umana scritta bene, arricchita da una messa in scena che strizza l’occhio al blockbuster e lo rende un prodotto facilmente apprezzabile da un pubblico generalista.

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Martina Ponziani (www.cinefilos.it)
05.09.2016
Non c’è dubbio che di questi tempi l'intento di un film del genere fosse anche quello di mandare un messaggio simbolico sotto forma di parabola, ma se un po’ del sangue, della polvere, delle viscere che si vedono nel combattimento fossero state usate anche per restituire un sentore di umanità al personaggio principale il risultato finale sarebbe stato veramente notevole.

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Verdiana Paolucci (www.filmforlife.org)
05.09.2016
Hacksaw Ridge celebra (forse un po’ troppo nello stile gibsoniano) l’eroe umano che con la sola forza della fede nelle sue convinzioni riesce a sopravvivere e ad aiutare il prossimo, colui che anche in tempo di guerra, non perde mai la speranza nel suo Dio. Perché è vero ciò che si dice: non tutti i supereroi indossano un mantello.

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Alessio Giuffrida (www.cinematographe.it)
05.09.2016
La pellicola è una straordinaria rappresentazione di un valido eroe di guerra, che ha avuto un sacro rispetto non solo per la vita ma anche per  tutto ciò che lo circondava. Eseguire un film biografico sulla figura di Desmond Doss è un bel banco di prova perfino per un regista caparbio come Mel Gibson.

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Mauro Donzelli (www.comingsoon.it)
05.09.2016
Peccato che quando il film abbandona la madrepatria - un addestramento che sa di già visto – il nostro eroe diventa presto solo un’altra arma, impropria in quanto soprannaturale. La possibilità di incrinare la superficie granitica del legittimo patriottismo, di entrare nelle dinamiche interne e umane della trincea, è abbandonato per una infinita sequenza di battaglia splatter con corpi mozzati e sangue che schizza ovunque. Spettacolo per lo spettacolo, esercizio di abilità registica che rimane in superficie, non dicendo niente di nuovo o significativo sulle dinamiche profonde di chi si sacrificò, di chi viene mostrato solo come nemico perfido o protagonista dell’inevitabile seppuku.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
05.09.2016
Hacksaw Ridge celebra senza se e senza ma l’indipendenza di pensiero portata ai massimi livelli, parente quasi dell’assurdo (ed è grande anche perché non divide il mondo in bianco e nero ma comprende tantissimo anche chi gli si oppone). Di sicuro a guidare Desmond Doss è l’ardore religioso ma il film ne fa un eroe della volontà, dotato di una fiducia nelle proprie idee inevitabilmente ammirabile. Ed è fantastico come questo film ribalti l’assunto del film di guerra per antonomasia dell’era moderna, Salvate il Soldato Ryan, spostando una delle scene di guerra più lunghe, dure, estenuanti e meglio girate che si siano viste da Spielberg ad oggi, dall’inizio alla fine. Non un inferno che cambia la lettura degli eventi che vedremo a seguire ma la comprensione della forza di un uomo messa alla prova in un inferno che completa il quadro già osservato.

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Marco Triolo (www.film.it)
05.09.2016
La retorica abbonda in Hacksaw Ridge, l’atteso ritorno alla regia di Mel Gibson a dieci anni da Apocalypto. Ma era inevitabile, dopotutto stiamo parlando dell’autore de La passione di Cristo e Braveheart. E stiamo parlando di un film in cui un uomo di fede rinuncia a portare armi nella Seconda Guerra Mondiale, preferendo “rimettere insieme qualche pezzo del mondo, mentre sono tutti così intendi a farlo a pezzi”. Nonostante ciò, Hacksaw Ridge dimostra ancora una volta quanto Gibson abbia l’occhio e il cuore del grande narratore.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
05.09.2016
È vero che il cinema di Gibson non si è mai contraddistinto per la sua complessità narrativa, anche quando ha toccato tematiche complesse, ma in quei casi è sempre riuscito ad infondere quel quid capace di elevarli. Né contraria perciò che la prima parte sia un lungo preludio alla seconda, che, come da tradizione, è totalmente incentrata sull’azione tendenzialmente grafica ma d’effetto. Il tutto però rimane troppo patinato, sensazione che avvolge il cuore della trama, vanificandone almeno in parte i contenuti.

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