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Fabiana Sargentini (www.close-up.it)
01.12.2015
Le animazioni sono carine, le costruzioni artistiche scavate all’interno dei libri originali, ma si è visto di meglio.

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Maurizio Encari (www.silenzio-in-sala.com)
01.12.2015
Furbo ma con grazia, toccante ma non (troppo) ricattatorio, a tratti divertente ma non stupido. Il sentimento platonico e inespresso che assume forma filmica di raro equilibrio - concedendo alle lacrime il tempo di sgorgare senza patemi e lasciando un sapore amaro, non privo di dolce speranza nel finale - è una magia assai rara da scovare nelle diverse produzioni omologhe. Perché Quel fantastico peggior anno della mia vita è un'opera che non urla il dolore ma lo accoglie in una placida rassegnazione.

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Emiliano Dal Toso (www.ciakmagazine.eu)
01.12.2015
La regia di Gomez-Rejon è senza sbavature, i cambi di registro sono perfettamente calibrati, il finale lascia sfogare le lacrime, che siamo riusciti a trattenere, in modo liberatorio. Manca, però, quel graffio, quella sporcizia che si può pretendere comprensibilmente da un film “da Sundance”: dimenticatevi la rabbia o l’acidità di Whiplash, così come la ruvidità di Un gelido inverno. Ciononostante, gli scarti emozionali di Quel fantastico peggior anno della mia vita sono davvero abilmente confezionati.

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Alessandro De Simone (www.giornalettismo.com)
01.12.2015
Questo film è una ventata d’aria fresca. Se Colpa delle stelle ha riaperto un genere, già battuto in realtà 45 anni fa con Love Story, ammorbidendolo e rendendolo anche piuttosto noioso, Quel fantastico peggior anno della nostra vita cerca di riprendere il discorso interrotto alla fine degli anni Ottanta, il cui messaggio più importante è quello che dovrebbe essere più naturale per qualunque ragazzo o ragazza che ancora non ha capito quanto dura sarà: condividete, non foto di gattini, ma le vostre vite, faccia a faccia, fino all’ultimo respiro.

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01.12.2015
Quegli attimi in cui Gomez-Rejon ci fa rendere conto di tutto questo, quando lascia fissa la camera nella stanza di Rachel per spiare i dialoghi e le risate della coppia, sono sicuramente i più commoventi e deliziosi che la pellicola riesce a regalare.

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Serena Betti (www.vertigo24.net)
01.12.2015
Gomez-Rejon cerca di tradurre tutto ciò in una regia dinamica, caratterizzata  da movimenti di macchina inconsueti, lunghi carrelli e da inquadrature composte con infinita cura, alternando animazioni in stop motion e sequenze oniriche alla narrazione. Ma il secondo lungometraggio di Gomez-Rejon non è solo questo: è soprattutto un sincero omaggio al cinema, come medium privilegiato per affrontare e allo stesso tempo evadere dalla realtà.

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Elena Pedoto (cinema.everyeye.it)
01.12.2015
Quel fantastico peggior anno della mia vita (Me & Earl and the dying girl) è una commedia fresca e intelligente sul complesso universo della crescita e sul dolore della separazione. Sostenuta dall'ottima sceneggiatura di Jesse Andrews e da un giovane e brillante cast, la commedia di Alfonso Gomez-Rejon è una carrellata di momenti chiave e immagini simbolo sull'arte di esistere e di resistere agli urti della vita sfruttando i propri talenti e il proprio profondo, spesso inconsapevole amore per la vita.

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Riccardo Muzi (www.ecodelcinema.com)
01.12.2015
Tutto il film trasuda cinema da ogni fotogramma, ed è invaso dall’amore per la settima arte. Le citazioni sono disseminate in ogni angolo della sceneggiatura con rimandi e parodie, pietanze succulente di un menù per cinefili.  Alfonso Gomez-Rejon, come un moderno Pollicino, ha lasciato cadere i suoi sassolini bianchi: gli amanti del grande schermo non dovranno far altro che raccoglierli fino all’epilogo della favola di Greg, Earl e della ragazza morente.

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Veronica Vituzzi (www.pointblank.it)
01.12.2015
La natura comprensibilmente “carina” di Quel fantastico peggior anno della mia vita opera perfettamente inserita nel canone del film indie godibile potrebbe apparire troppo costruita per uno spettatore cinico, ma la storia sa commuovere con naturalezza. La crescita, l’incontro col dolore, la paura di aprirsi agli altri e mettersi in gioco, sono temi di valore quanto facilmente sfruttati, ma il film, pur proponendo uno schemo già conosciuta dal quale prende allo stesso tempo le distanze, sa convincere e coinvolgere, accettando di manipolare lo spettatore solo nel modo più tenero. E il cinema come splendida, fulgida morte, nonché estrema immagine vitale, è un’idea troppo potente per non essere amata.

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Marta Leggio (www.cinemamente.com)
01.12.2015
La parte più apprezzabile è la creativa realizzazione, da parte dei due giovani, delle parodie dei grandi classici del cinema, toccando dei picchi di umorismo geniale. Un cinema quasi autoriale, che affronta il tema della malattia senza troppa retorica, risparmiando i clichè dei film dove è presente una ragazza malata e anzi in un certo senso ironizzando su di essi.

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Emanuele Bianchi (www.wilditaly.net)
01.12.2015
Una storia di formazione che conquista lo spettatore sin da subito grazie all’ironia che lo pervade, ai dialoghi taglienti e a personaggi sopra le righe ma in cui è facile riconoscersi. Una vicenda in cui i protagonisti riusciranno a superare le proprie paure e a maturare – non senza incomprensioni – e a divenire così ciò chi realmente sono. Sostenuto da una buona sceneggiatura che evita totalmente la ricerca di commozione e lacrime da parte dello spettatore a tutti i costi e che descrive con graffiante ironia la vita al liceo e da una regia capace di far sentire lo spettatore il quarto protagonista della vicenda, Quel fantastico peggior anno della mia vita ha negli attori il suo vero punto di forza.

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Martina Meschini (www.cinefilos.it)
01.12.2015
Un percorso malinconico ma attraversato da sentimenti veri, dove tramite accorgimenti che possono far storcere il naso ai più avver-si a certi vezzi tipicamente indie, riesce agilmente a far commuo-vere -anche costoro- senza scadere nel mediocre.

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Marco Triolo (www.film.it)
01.12.2015
Parlare della morte con l'umorismo è possibile, e ci riesce (quasi) perfettamente la dramedy adolescenziale di Alfonso Gomez-Rejon.

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Maria Giorgia Vitale (www.oggialcinema.net)
01.12.2015
Quel fantastico peggior anno della mia vita è uno di quei film che, già da pochi indizi, si presenta delizioso.

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Valentina D'Amico (movieplayer.it)
01.12.2015
La pellicola aderisce ai canoni del cinema indie scommettendo su interpreti giovani e relativamente poco famosi, sfoggiando uno stile registico informale e contando su una notevole libertà produttiva, ma a differenza di altre opere dello stesso tipo non rinuncia alla varietà sfruttando un range di ingredienti diversi e bilanciandoli alla perfezione.

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
01.12.2015
Ilare e ironico, e non solo nei remake artigianali, fresco ed esibizionisticamente sincero nella liaison disperata di Greg e Rachel, disadattato ed esibizionisticamente fuori dagli schemi, Quel fantastico peggior anno della mia vita non lascia indifferenti: nel gramo cinema attuale non è importante, è tutto.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
01.12.2015
Quel fantastico peggior anno della mia vita è esattamente questo: la degenerazione del cinema indipendente americano.

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Cinzia Zagato (www.persinsala.it)
01.12.2015
Una pellicola toccante, che parla di amicizia, di crescita e di una malattia. Ma la serietà dell’argomento viene smorzata dall’ironia e da un tocco sobrio e leggero.

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Mauro Donzelli (www.comingsoon.it)
01.12.2015
L'high school movie indipendente americano torna a dimostrare di essere vitale e capace di rigenerarsi. Far (sor)ridere e piangere nello stesso momento: se non è il nirvana di ogni autore poco ci manca. E Gomez-Rejon riesce nell'ardua impresa, evitando i rischi della bella confezione furbetta e modaiola o il ricatto emotivo da cancer movie.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
01.12.2015
Tecnicamente ineccepibile Quel fantastico peggior anno della mia vita vive di frammenti memorabili e sembra possedere tutte le note giuste, ma senza riuscire a strutturarle in una partitura che si dimostri convincente e longeva.

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