Il Grinch
Il Grinch
Data Uscita: 29 Novembre 2018
(USA • 2018) The Grinch
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Andrea Suatoni (blog.screenweek.it)
28.11.2018
Dal punto di vista tecnico, ciò che più stupisce è la regia: inquadrature di livello epico che solo ad un primo sguardo sembrerebbero più adattarsi a connotazioni hard-fantasy sono sfruttate spettacolarmente per mostrare la città di Chinonsò, i suoi tetti e paesaggi innevati e le altitudini della dimora del Grinch. Il movimento della camera è assolutamente cinematografico, e solamente le buffe e colorate fattezze dei personaggi ricordano allo spettatore che ciò che si trova di fronte è un film di animazione. Un’animazione fluida e completamente naturale capacissima di rivaleggiare – ma anche qui, si tratta molto più di una conferma che di una scoperta – con le più grandi produzioni animate odierne, quali Pixar e Disney. [...] In conclusione, Il Grinch si rivela un ottimo prodotto di intrattenimento soprattutto per i più piccoli, scegliendo un target di riferimento più basso rispetto a quello delle sue precedenti pellicole; una fiaba di Natale perfetta da guardare insieme a tutta la famiglia e con delle morali squisitamente antiche ma ancora concretamente attuali.

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Ambra Martino (www.culturamente.it)
28.11.2018
Il film, come tutti quelli prodotti da Illumination, è davvero molto divertente e carino. È ricco di gag per divertire lo spettatore tra un frammezzo e l’altro mentre la storia procede.

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Ripalta Colia (www.insidetheshow.it)
28.11.2018
La morale è semplice e senza tempo, il Natale non è fatto di pacchetti, luci e ghirlande, ma di quello che ognuno di noi ha nel cuore. Il Grinch è un classico che non dovrebbe mai mancare durante le festività natalizie e questa versione animata non delude le aspettative di grandi e piccini.

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Erika Pomella (www.movietele.it)
28.11.2018
Il Grinch è sempre stato una grandissima favola di amicizia e rendenzione, con tutti gli stereotipi che racconti del genere si trascinano dietro. Eppure, in questo film d'animazione, tutto funziona così bene - i ritmi comici, la partecipazione alle sventure del protagonista, il benessere legato alle festività natalizie - che i topoi narrativi non infastidiscono né appesantiscono la fruizione, ma permettono una maggiore empatia e un abbandono totale alla fiaba messa in scena che, se non state attenti, finirà col farvi persino versare qualche lacrima di commozione, alla fine.

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Vittorio De Agrò (paroleacolori.com)
28.11.2018
Nonostante la pellicola sia chiaramente rivolta a un pubblico giovane, mantiene una solidità ed efficacia nella sceneggiatura, e una profondità e autenticità nei sentimenti capace di conquistare anche lo spettatore più cinico e assai simile caratterialmente al protagonista. [...] Il Grinch, pur basandosi su un racconto classico, riesce in questa nuova versione a trasmettere al pubblico emozioni e spunti di riflessione moderni, quanto mai utili per capire come sia meglio vivere il periodo natalizio.

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Redazione (www.longtake.it)
28.11.2018
il lungometraggio d’animazione targato Illumination è un’operazione che risale al testo originale How the Grinch stole Christmas per ripristinare le atmosfere originarie della storia e risultare omogeneo e fruibile per un pubblico di bambini o comunque anagraficamente più basso. Il Grinch, a questo giro, è infatti meno sferzante e misantropo di quello visto al cinema con enorme successo quasi vent’anni fa, un personaggio meno spigoloso e grottesco nella componente fiabesca e nelle sue prerogative anti-sociali. Questo taglio complessivo produce un impianto in parte più convenzionale ed edificante ma anche indiscutibilmente più fedele alla fonte letteraria di partenza datata 1957, con una messa a punto delle gag e delle soluzioni visive pienamente in linea con gli standard della Illumination, divise tra alcuni momenti efficaci e un paio di sequenze di notevole fattura e qualche passaggio più discutibile per ideazione ed efficacia. La classicità del racconto insegue e asseconda la natura limpida delle immagini, anche se nonostante l’ottima confezione la sensazione che fa capolino, molto spesso, è quella del compitino svolto con minuzia ma con scarso senso dell’inventiva e poca voglia di aggiungere una postilla significativa ai margini della vicenda, fatta eccezione per l’ovvia morale familiare pienamente in linea con lo spirito delle feste natalizie.

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Lilly Leone (www.cubemagazine.it)
28.11.2018
Un classico film d’animazione per bambini particolarmente adatto durante il periodo natalizio. È il secondo adattamento del libro di Dr Seussche ma rispetto al film di Ron Howard del 2000 è decisamente più aderente al testo How the Grinch stole Christmas. In questa nuova versione animata il Grinch è rappresentato in maniera più umana. Infatti non odia tutti si tratta solo che proprio non sopporta il caos natalizio e per questo vuole allontanarsi dal caos della città. Il Grinch è malvagio, ma non spaventoso e questo rende il cartone molto gradito al pubblico dei più piccoli. Il lavoro in computer grafica è di altissimo livello e il design è curato nei minimi dettagli. Ottime anche le musiche. È un grande film che mostra ai bambini come il Natale non consiste nel ricevere regali, ma nel passare del tempo con i propri cari. Film assolutamente consigliato per famiglie con bambini.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
28.11.2018
Alla favola anticonsumistica, si aggiunge qui anche una breve backstory alla Tim Burton, responsabile dell'atteggiamento del Grinch, che gli impedisce di apparire veramente meschino: insicuro, solo soprattutto, ma non davvero senza cuore. Piuttosto vicino ad un certo Gru, che, come lui, ne sa qualcosa di piani di furti in grande stile e di piccole creature di cui prendersi cura. Il personaggio di casa Meledandri, che in italiano ha la voce di Alessandro Gassmann e in versione originale quella di Benedict Cumberbatch, è insomma un tenerone fin dall'inizio: brontola, fa qualche dispetto, ma non si può non fare il tifo per lui. E lo stesso vale per Cindy-Lou Chi, attorno alla quale il film costruisce una vicenda da vera e propria coprotagonista, un piccolo mondo fatto di una madre stoica e disperatissima, un migliore amico, una banda di supporto e un sogno nel cassetto, destinato ad incontrarsi e scontrarsi con quello del Grinch la fatidica notte di Natale.

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
28.11.2018
Il Grinch è un film d'animazione divertente ed emozionante, adatto a tutta la famiglia. I colori, i suoni, e la musica creano un'atmosfera natalizia da sogno, ma la missione del Grinch per rovinarla è da non perdere.

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Marcello Banfi (movies.gamesource.it)
28.11.2018
La forza del film sta nel cercare di intrattenere grandi e piccini e va riconosciuto il parziale successo, affievolito nel finale da una conclusione, forse, un po’ fiacca. Per la maggior parte della sua durata, infatti, il film gode di un ritmo avvincente. Non si distacca dal modello Illumination, con gag visive ed qualche battuta più comprensibile ai più grandi, ma comunque intrattiene in maniera innocente simpatica. Quello che però, forse, manca, al film è quel guizzo di originalità e personalità in più, pecca di molti al giorno d’oggi. La mancanza di voglia di uscire dalla comfort zone nella quale si è abituati ad operare ed osare più di quanto ci sarebbe normalmente concesso. In ciò Il Grinch si configura come un buon film, quasi inappuntabile, che però non riesce a trasmettere qualcosa di speciale come fu all’epoca il film di Ron Howard. Risulta più “dovuto” del precedente, in un periodo che stenta a trovare originalità al botteghino. Il film è in tutto, comunque, gradevole ed apprezzabile ed è probabile che ai più piccoli, ai quali è diretto, piacerà. Trasmette i valori cardine del Natale e sarà un bel film di avvicinamente alle festività Tuttavia rimane altamente improbabile che il Grinch di casa Illumination diventi il vostro nuovo film tradizionale di Natale.

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Raffaella Mazzei (www.spettacolo.eu)
28.11.2018
La Illumination Entertainment, dopo il successo planetario raggiunto dai Minions, cerca di dare alla storia e ai suoi personaggi una simpatia, un’ironia e una verve in più. Basti pensare alla renna Fred, un nuovo personaggio destinato a conquistare tutti i bambini. La pellicola va avanti in modo brioso, alternando vari momenti: dai preparativi per il Natale all’introspezione del Grinch – con la spiegazione dei motivi che l’hanno portato ad odiare il Natale – fino al trionfo dei buoni sentimenti. Non manca nulla, ma al tempo stesso ciò che si aggiunge non sempre è sufficientemente appetibile. Poco male: il film resta un piacevole passatempo per tutta la famiglia e costituisce un vero ponte che trasporta verso l’atmosfera più festosa dell’anno.

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Carlotta Colaleo Aria (www.universalmovies.it)
28.11.2018
Questo film in fondo ci racconta che forse non esistono persone cattive, perchè esistono i Grinch in tutto il mondo e sono semplicemente persone che vengono maltrattate, che si chiudono in se stesse perché magari soli e spaventati. Perchè andare a vedere Il Grinch al cinema? Perchè è un film politicamente scorretto, cinico, fuori dagli schemi, perchè è DIVERSO. Ha la capacità, grazie ad una sceneggiatura avvincente, di farci capire che in ciascun Grinch incontrato durante la nostra vita si nasconde un grande un cuore pronto per esser scoperto. Bisognerebbe ricordarsi, ogni tanto, che se anche durante il nostro cammino ci ritroviamo ad imbatterci in scorbutici e arroganti Grinch che con loro bisogna solo che esercitare tanta pazienza e non rispondere mai agli insulti, ma bisogna ascoltare tutti, anche e soprattutto chi non la pensa come te.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
28.11.2018
Non c'è praticamente nulla di sbagliato nel film, ma il doveroso rispetto, l'umile trasparenza degli autori di fronte alla fonte, diventa inadeguatezza quando la durata di un'ora e mezza li costringe ad ampliare il materiale. Lo special di Chuck Jones non a caso durava appena 26 minuti, più che sufficienti per coprire ogni aspetto. Qui il copione di Michael LeSieur e Tommy Swerdlow si appella al gusto per lo slapstick e delle caricature degli story artist, all'Illumination abituati a cercare la risata con la clownerie fine a se stessa. Si ride, i più piccoli rimangono attenti grazie alla palette luminosa, colorata e nitida, però il proverbiale allungamento del brodo appesantisce un po' l'esperienza nonostante l'impegno. Ciò non significa che questo Grinch non funzioni malgrado tutto, a nostro parere più del grottesco film di Howard grazie all'impiego del più disinvolto mezzo dell'animazione. Nella versione originale un Cumberbatch perfettamente in parte non fa di certo rimpiangere il Boris Karloff dello speciale tv, ma soprattutto la storia rimane così efficace, tenera, lunare e spiritosa, da resistere indenne a qualsiasi limite di adattamento.

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Federica Guzzon (www.cinematographe.it)
28.11.2018
Il Grinch ha tutti gli elementi per essere apprezzato dal pubblico, parla in modo diretto ai bambini ed è gradevole anche per i genitori. Quello che fa è restituire la storia per quella che è, con un prodotto di alta qualità, semplice e chiaro nel linguaggio. Non aspettatevi quindi di essere stupiti da colpi di scena o risoluzioni alternative di trama, ma preparatevi a entrare nel clima natalizio.

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Maria Grazia Bosu (www.ecodelcinema.com)
28.11.2018
Questo classico natalizio non è solo un racconto di redenzione, ma è anche e soprattutto una storia d’integrazione, dove un diverso, che si è voluto isolare dal mondo che lo circonda, ritrova se stesso, ed è accettato da una comunità di ‘uguali’ che vedono in lui una ricchezza. In una fase storica come questa che viviamo, in cui i continui spostamenti di popoli pongono a dura prova i buoni propositi di accoglienza ed integrazione, “Il Grinch” mostra come il verde personaggio non è alfine così distante dai suoi allegri vicini. Il vero nemico del Grinch è se stesso, o meglio il dolore che porta dentro e proietta sul laborioso paese che domina dalla sua alcova sul Monte Crumpit. Imperdibile il corto iniziale con protagonisti due Minions più esuberanti che mai.

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Massimo Bulgarelli (www.noidegli8090.com)
28.11.2018
Attraverso un lavoro tecnico e di animazione di eccellente qualità, il Grinch restituisce anzitutto un protagonista a cui sarà difficile non affezionarsi, che seppur molto ridimensionato nella cattiveria, per prestarsi probabilmente ad un target determinato,viene ottimamente tratteggiato nel suo sentirsi diverso, incapace, nonostante gliene venga data la possibilità, di integrarsi con gli abitanti della gioiosa cittadina. La sua posa fintamente indifferente tocca e fa sorridere lo spettatore, al pari di molte altre sequenze del film, che scorre piacevolmente per tutta la sua lunghezza.

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Franco Saverio De Angelis (www.anonimacinefili.it)
28.11.2018
La nuova versione de Il Grinch magari non sarà un capolavoro degno del genio di Seuss ma è di certo un enorme passo in avanti per la qualità delle produzioni Illumination e un film di Natale riuscito, capace di intrattenere, divertire e anche commuovere nei frangenti in cui vuole essere più di un prodotto commerciale.

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28.11.2018
Il Grinch è una rilettura per bambini di un cartone animato per bambini ispirato a un racconto per bambini. È un film pressoché innocuo, non aggiunge nulla di significativo all’arco narrativo del protagonista, anzi lo sconvolge per allinearsi ai gusti del mercato contemporaneo. Sostenuto da gag simpatiche e da un brillante staff di animatori, Il Grinch non entrerà certamente nella storia del cinema, ma si rivela nondimeno uno svago gradevole, capace di strappare qualche risata e di piacere a grandi e bambini.

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Giulia Lucchini (www.cinematografo.it)
28.11.2018
Diversamente dal film di Ron Howard questa nuova versione animata prodotta dalla Illumination e diretta da Scott Mosier e Yarrow Cheney approfondisce meno le motivazioni profonde per le quali questo scontroso personaggio odia le festività, ma rinnova una lezione di vita che oggi è più che mai attuale: la storia di una comunità che accoglie un diverso. Come nel grande classico per bambini tutti i dialoghi sono in rima baciata e questa è la nota positiva. Ma il racconto originale è molto breve e per allungare il brodo della storia (il film dura più di un’ora e mezza) in certi momenti la pellicola diventa piuttosto prolissa. Allo stesso tempo si perdono per strada molte potenziali risate che potevano scaturire da alcune simpatiche slapsticks comiche, spesso brutalmente troncate senza motivo.

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28.11.2018
Un’operazione cha a conti fatti sa di minestra riscaldata, non inutile perché in vista delle festività fa sempre il suo effetto, ma non ricco di elementi che avrebbero potuto differenziarsi da ciò che è già stato visto a riguardo; Cheney e Mosier si accontentano di dare l’essenziale, portando in scena il Grinch meno perfido che si sia mai visto (poche o nulle sono le marachelle che compie nei confronti dei Nonsochi) e dando ancor meno spazio alla sottotrama di Cindy Lou e i suoi amici, un modo di agire che non trova un vero e proprio perché, ma che in conclusione rende questo cartoon quel prodotto di poche pretese quale sarebbe dovuto essere.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
28.11.2018
Animato dalla Illumination questo film ricalca molti degli elementi di successo dei precedenti film dello studio. Il cane del Grinch somiglia a quelli di Pets (e ne ha il medesimo atteggiamento) e il Grinch stesso si perde continuamente appresso a gadget e ammennicoli meccanico-tecnologici che sono i medesimi visti nei primi film Cattivissimo Me. In più, per avvicinarsi ancora di più allo stile Illumination, tutta la trama è narrativamente nulla, cioè non vuole funzionare con un intreccio, ma procede per piccoli episodi, è praticamente una serie di gag che coinvolgono sempre modi strani di fare cose normali.

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