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Alfonso Rivera (www.cineuropa.org)
09.12.2015
Quello che il regista madrileno riesce a fare con questo film è dimostrare che la violenza distrugge il buon senso e la coerenza. Anche che, davanti alle disgrazie più sconcertanti, non ci rimane altro che l’umorismo, questo salvavita liberatorio, rivoluzionario e catartico: quello che utilizzano come scudo i cooperanti internazionali che lo stesso F. L. de Aranoa ha incontrato in loco girando documentari, esseri umani che – come un oncologo o un becchino – hanno bisogno di scherzare per distanziarsi dal dolore; è l’unico modo per sopravvivere in un terreno minato dall’orrore della guerra e continuare così a esercitare il proprio lavoro.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
09.12.2015
Perfect Day è un film lucido, piuttosto diretto in ciò che vuole dire ma non per questo maldestro oppure affannato nel suo raggiungere l’obiettivo. Purché se ne accetti il ritmo a conti fatti placido, compensato non dall’azione ma da certi botta e risposta da commedia consumata, che però non cede mai, nemmeno per un istante, al sarcasmo fine a sé stesso.

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Alberto Cassani (www.cinefile.biz)
09.12.2015
I duetti tra Del Toro e Tim Robbins sono una delle cose migliori viste nell’edizione 2015 del Festival di Cannes, e anche se non c’è nessuna singola battuta realmente memorabile la caratterizzazione dei loro personaggi è estremamente ben riuscita. Ma il film non appartiene solo a loro: è un film corale in cui i personaggi secondari sono più che semplici spalle, e in cui rappresentano i diversi tipi di cooperante che si possono trovare attorno ai campi di battaglia. E in effetti, tono a parte, è proprio la figura del cooperante ad essere il centro del film: la sua routine poco ordinaria, le sue difficoltà, ma soprattutto la sua caparbietà. Ci si può anche scherzare sopra, ma è giusto definire Perfect Day un omaggio ai cooperanti di tutte le guerre.

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Fabiana Sargentini (www.close-up.it)
09.12.2015
Nonostante il clima umano oggettivo in cui è ambientata la vicenda e la durezza estrema di un luogo senza regole, governato da militari ottusi, protetti da occidentali che mettono in primo piano le regole invece che la pratica esperienza sul campo, il film è fino all’ultimo minuto allegro, affatto deprimente, spiritoso. Contribuisce in modo perfetto la scelta delle musiche: musica di origine balcanica versione punk, un rifacimento di "Sweet dreams" in chiave rock duro, Lou Reed ma non con "Perfect day", di cui il titolo è un omaggio. Una sceneggiatura sapiente dà voce a personaggi anomali, ai limiti, a cui non è rimasto altro che scherzare quasi costantemente su tutto, dal macabro all’osceno, invece che lasciarsi affossare dai dolori atroci e annichilenti di un conflitto di religioni.

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Alessandro Giglio (www.radioliberatutti.it)
09.12.2015
Il film, come in una partita dai ritmi lenti la si apprezza completamente solo al novantesimo per fare un parallelo calcistico. Se alcuni frangenti non ispirano, basta anche un attimo, un guizzo geniale a valere il prezzo del biglietto. Qui accade o meno lo stesso e non si può non uscire dalla sala con i brividi dell'ultima scena in mente e nello stomaco.

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Pietro Masciullo (www.sentieriselvaggi.it)
09.12.2015
Ciò che colpisce è il tempo che Aranoa dedica a questi personaggi, colpisce il modo in cui ognuno dei quattro attori esprima lentamente la propria umanità, in un mondo sempre più alla deriva dove solo il cinema (meravigliosa la citazione finale da Mel Brooks…) può sistemare giocosamente le cose. Almeno per un giorno.

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Michele Parrinello (www.persinsala.it)
09.12.2015
Il nuovo film di Fernando de Aranoa si butta a capofitto nella terra di nessuno del conflitto balcanico scegliendo un registro, grottesco e tagliente, interessante ma fatto di alti e bassi.

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Riccardo Muzi (www.ecodelcinema.com)
09.12.2015
Sebbene lo faccia con abilità, la pellicola presta troppo il fianco alla leggerezza. Se è possibile sorvolare sui momenti altamente demagogici e sulle tipologie stereotipate dei personaggi, dovute soprattutto alla chiara volontà di inquadrare il racconto su un’intelaiatura semplice e prevedibile, non si può evitare un volo radente sulla progressiva desertificazione dei temi trattati. Passano colpevolmente in secondo piano alcuni aspetti storici che sottraggono preziose risorse idriche al già complicato sistema d’irrigazione del giardino della denuncia.

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Pierpaolo Bonelli (cinetvlandia.it)
09.12.2015
Perfect Day dello spagnolo Fernando Leon de Aranoa è una commedia intelligente, arguta, brillante come non se ne incontrano spesso. Il cast perfetto, una sceneggiatura misurata in cui ogni segno di punteggiatura è una tessera fondamentale, e la fotografia luminosa capace di gettare sulla guerra una luce ottimistica ne fanno un film irrinunciabile. Indispensabile, anche. Perché ci ricorda che è con la speranza, il sorriso e il cuore sempre più grande di quanto si pensa possa essere che il giorno perfetto può sbocciare ovunque e comunque.

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Luca Biscontini (www.taxidrivers.it)
09.12.2015
Una buona occasione per confrontarsi con il tema della guerra attraverso una prospettiva originale che trasfigura le consuete modalità narrative. Da vedere.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
09.12.2015
Una pellicola tragicomica con più alti che bassi interpretata da un cast internazionale in gran forma, a cominciare da Benicio Del Toro e Tim Robbins.

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Laura Cappelli (www.pianetadonna.it)
09.12.2015
Perfect Day è un film, oltre che molto bello, profondamente onesto perchè non fa sconti e non regala miracoli. Quella guerra ha sterminato vite, incattivito la gente, appeso bandiere e corpi, e nessuno ne esca salvo, non si può. Quello che Fernando Leon de Aranoa ci lascia - fra camera car e vedute aeree, grandangolo, luce e canzoni dei Ramones - è la dimostrazione di quanto il cinema a volte possa essere giusto, toccante e sano.

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Ilaria Falcone (www.nonsolocinema.com)
09.12.2015
A Perfect Day, nel suo non essere un film perfetto - il ritmo ogni tanto cede e la commedia ne risente nel suo dramma- ha una malinconia di fondo che lo rende efficace.

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Raffaele Meale (quinlan.it)
09.12.2015
Tra cattivo gusto involontario, buoni sentimenti d’accatto e una sana dose di qualunquismo che i meno avveduti potrebbero scambiare per animo ribelle (agevolati anche da una colonna sonora furba, per quanto a tratti ben selezionata, tra gli X e i Velvet Underground), Perfect Day si trascina fino alla fine senza sussulti, e senza alcuna impennata che ne giustifichi l’esistenza.

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Vissia Menza (www.masedomani.com)
09.12.2015
Con un cast di fama internazionale che dà il meglio di sè; con una fotografia satura al punto di illuderci di poter toccare tutto e tutti, semplicemente allungando un braccio; e grazie a una sceneggiatura brillante e ricca di suspense; Fernando León de Aranoa riesce a mostrarci il lato grottesco del conflitto, l’incomunicabilità, il senso di impotenza, i piccoli strazi quotidiani, le contraddizioni degli esseri umani, con intelligenza e senza lezioni di morale. Il suo è un racconto universale, senza tempo, senza luogo, che ognuno può percepire secondo la propria sensibilità. Perché A PERFECT DAY non è il film che ti aspetti, è meglio, molto meglio: è un piccolo gioiello.

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Giorgia Lo Iacono (seesound.it)
09.12.2015
Fernando León de Aranoa racconta in maniera originale ed efficace le conseguenze della guerra evitando toni drammatici per sfruttare al contrario le armi dell’ironia e del sorriso. Una commedia sui generis supportata da un buon cast, che invita alla riflessione non banale.

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Elena Pedoto (cinema.everyeye.it)
09.12.2015
Con Perfect day Fernando León de Aranoa dirige Benicio del Toro, Tim Robbins, Olga Kurylenko, Mèlanie Thierry in un film potente e assai originale dove il dramma della guerra dei Balcani assume la voce irriverente di una giornata particolare. Una giornata segnata da tanti imprevisti e dall'altalena di sintonie e conflitti propri di un gruppo di persone riunite insieme per la stessa causa.

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Daniela Catelli (www.comingsoon.it)
09.12.2015
Perfect Day, anche se aspira ad avere un valore metaforico, è più che altro (e non è poco) un doveroso omaggio a chi sta dalla parte giusta, rischia la vita e spesso non ottiene riconoscimenti pubblici, ma – e questo è forse il suo limite – non riesce ad elevarsi sulla storia che racconta al punto da diventare un film antibellico indimenticabile.

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Simone Tricarico (www.linkinmovies.it)
09.12.2015
Perfect Day è una pellicola che sfrutta con astuzia l’arma dell’ironia per mettere in evidenza le contraddizioni surreali della guerra, alternando momenti di riuscita denuncia ad altri di prevedibile retorica.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
09.12.2015
Senza lanciarsi in discorsi troppo alti ed estranei al film, rimanendo ben ancorato a terra, alla ricerca di una banale corda o di un pallone da calcio, Aranoa parla del dramma della guerra meglio di tante immagini dal fronte, confuse e roboanti. Come nelle opere migliori, Perfect Day tratta di relazioni, e trova davvero un valore aggiunto nel cast internazionale e nel lavoro di Benicio Del Toro in primis, che tiene la nota di base, grave e mai patetica, su cui possono improvvisare quella più comica di Tim Robbins, quella maliziosa (solo in apparenza) della Kurylenko, quella più ingenua (e un poco al limite) di Mélanie Thierry.

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