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Claudio Fontanini (www.cinespettacolo.it)
12.11.2015
Il lungo sodalizio artistico Bruno-Cortellesi stavolta non ha bissato il miracolo di “Nessuno mi può giudicare”.

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Virgilia Bertolotto (www.cinecaverna.it)
12.11.2015
Gli ultimi saranno ultimi ha almeno il pregio di non essere una di quelle solite commedie che vanno per la maggiore ultimamente in Italia e che sono un po’ tutte uguali, preferendo raccontare invece uno spaccato di vita reale che in molti momenti concilia più una lacrima che un sorriso.

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
12.11.2015
Dal teatro al cinema, Massimiliano Bruno allarga il suo discorso sociale e crea un universo dove ogni cosa funziona, a partire dagli attori per finire in una sceneggiatura dai toni seri e popolari.

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Jacopo Angelini (www.ecodelcinema.com)
12.11.2015
Ciò che differenzia, in un discorso più ampio, “Gli ultimi saranno ultimi” dalla massa informe di prodotti italiani degli ultimi anni è la mancanza di una pretesa. Non c’è la pretesa di far ridere con battute recitate da facce intercambiabili, non c’è la pretesa di mostrare qualcosa di “alto”. Si vede in maniera piuttosto chiara che l’intento di regista, cast e crew è lo stesso: raccontare una storia e lasciare che la storia stessa faccia il suo effetto sul pubblico. Questo non vuol dire che sia tutto lasciato al caso durante una rincorsa all’emozione facile. Al contrario, il livello di dettaglio e di precisione tecnica è sorprendente.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
12.11.2015
“Gli ultimi saranno ultimi” è piacevole cinema, che mostra il degrado umano di una società dedita più alle apparenti formalità del caso che al bisogno di aiutare le persone che passano un momento critico della loro esistenza. Questo è cinema di cui ne sarebbero andati fieri anche i maggiori esponenti della cara e vecchia Commedia all’Italiana.

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Alessio Neroni (www.persinsala.it)
12.11.2015
Gli ultimi saranno ultimi è un dramedy che colpisce per il messaggio di speranza, che sovrasta la tanta rabbia di cui è pieno il singolo, spinto spesso a farsi giustizia da solo lì dove i propri diritti vengono miseramente calpestati. Un film che ha tanti protagonisti e tante reazioni e in cui gli ultimi hanno tutto il diritto di arrivare primi, almeno una volta nella vita.

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Daniela La Pinta (www.movietele.it)
12.11.2015
Gli ultimi Saranno Ultimi è un esempio di cinema italiano che ci rende orgogliosi, un film consigliatissimo che ti emoziona così tanto fino a portarti alle lacrime.

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Ilaria Moscato (seesound.it)
12.11.2015
Gli ultimi saranno ultimi è un film che colpisce dentro, muove qualcosa; è uno spaccato della nostra società che nonostante siano passati diversi anni dallo script originale pensato per il teatro resta lo stesso molto attuale e affronta con la giusta dose di drammaticità e leggerezza diversi temi che sono alla base delle cronache giornaliere.

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Ilaria Falcone (www.nonsolocinema.com)
12.11.2015
Le premesse sono interessanti e attuali, ma il risultato non è all’altezza dell’urgenza narrativa che ha messo in moto la realizzazione di questo film. Se l’inizio ha una compostezza emotiva notevole con toni leggeri che riescono a sdrammatizzare il cinismo del sistema in cui lavorano i dipendenti, l’ingresso e l’intreccio con altri personaggi e, quindi, altre storie, con incursioni musicali prepotenti che danno fastidio, fa perdere di vista la stanchezza di Luciana. E l’epilogo è eccessivo e inverosimile.

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12.11.2015
Senza quella voglia di alzare la testa, senza quella rabbia che ti spinge a sparare davvero, e non "a salve", gli sforzi di Bruno, seppur non del tutto vani, vanno a indebolirsi e a diminuire la muscolatura di quella che, se sciorinata in maniera meno affettuosa e positiva, poteva essere una storia aggressiva e commovente.

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
12.11.2015
Un film che funziona, commuove e travolge per il suo realismo e la sua onestà nel gridare un messaggio importante: a volte bisogna saper dire no e ribellarsi alle ingiustizie affrontando le conseguenze con dignità e coraggio. Altrimenti è difficile cambiare.

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
12.11.2015
E, tra un omaggio televisivo a Massimo Troisi e brutte sorprese spesso dietro l'angolo, lo fa impreziosita da una regia talmente curata e tutt'altro che banale da spingere a sorvolare su piccole pecche di script per far sprofondare nella riflessione e rischiare, magari, di rimanere commossi.

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Scilla Santoro (www.cinefilos.it)
12.11.2015
Gli ultimi saranno ulitmi è un passo in una nuova direzione, che promette molto bene, ma per ora mantiene solo in parte.

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Valerio Sammarco (www.cinematografo.it)
12.11.2015
Ottimo l’intento e la valenza sociale, ma il film è insoluto ed enfatico.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
12.11.2015
Purtroppo non tutto scorre così liscio e Gli ultimi saranno ultimi a fronte dell’ottima maniera in cui colpisce cerchi e botti per dire quel che gli preme (l’insostenibile rabbia nell’osservare le persone che subiscono e quelle che se ne approfittano), pecca anche di melodrammaticità.

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Paolo D'Agostini (www.repubblica.it)
12.11.2015
Il film è imperfetto ma forte e intenso.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
12.11.2015
Massimiliano Bruno racconta con umorismo e partecipazione le vicende di un gruppo di italiani stretti fra la crisi e la necessità di negarla.

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Carola Proto (www.comingsoon.it)
12.11.2015
Gli ultimi saranno ultimi è proprio l’istantanea di questa inesorabile perdita del sé, e quindi è giusto che la strada per arrivare a un finale violento suggerito da una tesa scena iniziale sia lastricata di pugni nello stomaco. Eppure il film non perde mai una dolcezza di fondo che probabilmente è la risultante di una fiducia in un’umanità sana e onesta, lontana dalle grandi città e dai giochi della politica.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
12.11.2015
Uno spicchio di ordinarietà entro il quale però ci s'incammina senza bussola. All'ambizione non corrisponde il risultato e Gli ultimi saranno ultimi denuncia, ancora una volta, l'incapacità del nostro cinema, salvo eccezioni, nel trasmettere verosimilmente storie così saldamente ancorate all'attualità.

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Luca Marra (it.ibtimes.com)
12.11.2015
Tutta questa nobile voglia di dire e raccontare facendo un film di bel taglio popolare però non è sempre ripagata dalla resa visiva: cioè dal trasformare  le intenzioni percepite nelle scelte stilistiche del film. In breve: talvolta il dramma è troppo accentato. Parliamoci chiaro: la storia, purtroppo frequente e reale, di una donna che perde il suo lavoro perchè incinta è già dramma di per sè. È la realtà che già ci sta dando, con brutale asciutezza, una vicenda amara. Dunque non serve, secondo noi, accentuarla con musiche enfatiche, ad esempio.

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