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Andrea Suatoni (blog.screenweek.it)
11.06.2018
Jurassic World – Il Regno Distrutto è sicuramente un buon film d’azione, capace di intrattenere appieno lo spettatore con le sue scene adrenaliniche e con un evolversi degli eventi scandito in maniera accorta; è un peccato che in alcuni punti la pellicola ceda il passo a generi diversi che non riescono del tutto a trovare un perfetto incastro nell’insieme. Se le varie incursioni nella commedia trovano seppur a fatica un loro spazio (ma rimane difficile giustificare il sorriso sornione di un dinosauro che si finge morto), non accade lo stesso quando il film prova a scivolare verso contesti horror: la realizzazione di alcune scene fa sorridere per l’ingenuità con la quale vengono confezionate, non aggiungendo nulla più che una veloce smorfia di disapprovazione sul viso dello spettatore. L’impressione finale è che il regista Bayona abbia voluto provare a riflettere i propri stilemi in un film che forse non riusciva a sentire appieno, non riuscendo a trovare una giusta chiave di lettura per renderlo davvero proprio.

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Marco Trevicelli Sciarra (redcapes.it)
11.06.2018
Jurassic World: Il Regno Distrutto é un film generalmente migliore del suo predecessore, che presenta un impressionante ed invidiabile comparto tecnico ed una regia di tutto rispetto. La sceneggiatura però sa pesantemente di vecchio e già visto, considerando che riprende molti elementi del secondo e del terzo capitolo della saga di Jurassic Park. Un buon film che sa intrattenere per tutta la sua durata che però risentire delle limitazioni che comporta l'essere il film di mezzo di una trilogia.

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Diego Testa (www.ondacinema.it)
11.06.2018
Il finale è, come nel primo, drammaticamente parossistico, al limite del film di serie B e fa il paio col pianto umanizzante del velociraptor (e l'indoraptor ghignante). Momenti troppo ridicoli che avrebbero senso se il franchise avesse il coraggio di lasciarsi andare totalmente a questo tipo di scrittura sospesa tra il folle e il parodico, e perciò il finale fa ben sperare in un possibile rischio che sollevi la saga "Jurassic World" dal banale e presto dimenticabile riciclo commerciale.

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Giulio Zoppello (www.cinematographe.it)
11.06.2018
Bellissime le sequenze dell’eruzione vulcanica, così come quella iniziale negli abissi o lo scontro finale contro l’ennesima mostruosità creata dall’arroganza umana. Ora resta da capire quale sarà lo sviluppo del franchise, ma se la direzione rimarrà questa, possiamo sicuramente guardare al futuro con ottimismo e fiducia.

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Matteo Squillante (www.lascimmiapensa.com)
11.06.2018
Jurassic World è anche frutto dei tempi, mettendo al centro una riflessione etica sulla necessità di creare dinosauri o riportarli alla vita dopo anni di speculazione economica. Considerati tutti gli elementi, Jurassic World avrebbe potuto dare molto di più visti i precedenti, ma comunque rimane un (probabile) blockbuster estivo di puro intrattenimento; niente più.

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Giulia Anastasi (www.cinefilos.it)
11.06.2018
Sulla scia di una Hollywood sempre più coinvolta nelle battaglie a favore dell’ambiente (si pensi a Leonardo DiCaprio), persino una saga come Jurassic World si impegna nel far sentire la propria voce. Che è poi quel verso di disperazione che sentiamo provenire dai dinosauri maltrattati lungo tutto il film, e col quale è impossibile non entrare in empatia.

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Marcello Paolillo (www.spaziogames.it)
11.06.2018
Jurassic World: Il Regno Distrutto viaggia su un piano ancora più spettacolare e volutamente esagerato rispetto al predecessore. Rappresenta, con le dovute differenze, ciò che Il Mondo Perduto ha significato per Jurassic Park, ossia un sequel che omaggiasse in tutto e per tutto il primo capitolo, facendone esplodere tutto il potenziale ma tradendone in parte la filosofia di fondo. E se Il Regno Distrutto farà quindi storcere il naso ai puristi, dall'altro lato è impossibile non attribuirgli lo stesso coraggio che fu mostrato al pubblico con la seconda pellicola di Spielberg dedicata ai dinosauri più famosi del cinema, nell'ormai lontano 1997. Senza dimenticare che avere in ogni caso nuovamente l'occasione di ammirare un Tirannosauro sul grande schermo è ancora oggi un richiamo troppo forte a cui resistere. Tanto per le vecchie quanto per le nuove generazioni.

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Emanuele Zambon (www.mondofox.it)
11.06.2018
In questi anni il tocco più giurassico del cinema lo ha forse avuto il Godzilla di Gareth Edwards (splendida la scena dell'attacco al treno da parte dei M.U.T.O.), a cui la trilogia di Jurassic World farebbe bene a guardare recuperando un concetto caro già a Spielberg: quello di monster movie. Per farlo, dovrebbe tuttavia smettere di essere concepita come una serie di film adatta (soprattutto) ai più piccoli e per questo priva di immagini raccapriccianti. In fin dei conti, Jurassic Park affascinò all'epoca proprio i bambini.

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Christian Colli (multiplayer.it)
11.06.2018
Jurassic World: Il Regno Distrutto non è un brutto film, ma fatica a restare impresso e non riesce a stupire. Il film di Bayona si divide tra due identità, preferendo in finale quella dell'avventura per tutti, del film di intrattenimento col messaggio naturalista che faticherà a convincere chi si aspettava qualcosa di più da un marchio prestigioso come quello di Jurassic Park.

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11.06.2018
Una volta stabiliti gli spazi (stretti) e l’elenco dei personaggi con cui abbiamo a che fare (oltre ai protagonisti Howard e Pratt, anche un cattivo Ted Levine, un avido Toby Jones, il ritorno di BD Wong nei panni del Dr. Henry Wu e una partecipazione di Jeff Goldblum in quelli del mitico Ian Malcolm), potete anche sentirvi soddisfatti da questo Jurassic World: il regno distrutto, che magari nel complesso non è all’altezza di altri capitoli della serie, il precedente ad esempio, ma comunque si difende bene mostrando carattere e una voglia di buttarla più sul genere suspense che sullo spettacolo fine a se stesso, senza contare che in questo capitolo si accenna anche alla clonazione di esseri umani.

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Valeria Brunori (www.ecodelcinema.com)
11.06.2018
Sembra quasi che si sia voluto dare molto più spessore ai dinosauri che non ai personaggi umani, che risultano infatti estremamente piatti e pieni di cliché, soprattutto la coppia protagonista che incarna un'idea delle relazioni appartenente ormai a 50 anni fa. Infine il finale aperto per un ulteriore sequel, nel dubbio, non hanno voluto farselo mancare. L'azione e l'adrenalina sono quelle che ci si aspetta da un film del genere, ma ormai, dopo 25 anni, forse non bastano più.

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11.06.2018
Le novità a livello di sceneggiatura scarseggiano e la liason amorosa tra i due protagonisti è quanto di meno coinvolgente si possa immaginare. Progressivamente, grazie anche al ruolo giocato da Blue, si assiste però a una umanizzazione della mostruosità a cui viene contrapposta la graduale mostruosità dell’uomo. Si traccia una possibile coesistenza tra i due mondi, che diventa – almeno da un punto di vista teorico – creazione di un nuovo universo, forse persino di un nuovo corpo. Per questo il personaggio più interessante si rivela quello della nipote di Lockwood.

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Pietro Ferraro (www.universocinema.it)
11.06.2018
E’ indubbio che la seconda parte del film e il suo repentino cambio di tono potrebbero spiazzare i fedelissimi del franchise, ma dopo quattro film narrati all’interno di un medesimo scenario c’era il bisogno di dare una svolta alla trama, e Trevorrow e Bayona traghettano con mano sicura il franchise verso nuovi lidi, restando però fortemente ancorati al cuore pulsante dell’intera saga, che sono come sempre i dinosauri. Protagonisti assoluti che nel frattempo hanno ampliato il loro ruolo, acquisendo personalità come il raptor Blue e diventando beniamini del pubblico ed eroi inconsapevoli come l’iconico T-Rex. Ma in questo quinto film i dinosauri vengono rappresentati anche in chiave “animalista” con i diritti violati di una specie un tempo estinta e nuovamente a rischio d’estinzione; come metafora delle inquietudini legate all’ingegneria genetica e come vittime sacrificali sull’altare dell’avidità dell’uomo legata alla guerra come imperituro “business”. Troppa carne al fuoco potrà obiettare qualcuno, ma secondo noi tutti gli elementi risultano ben diluiti all’interno di un film non privo di eccessi, ma estremamente godibile nel suo complesso, un modo di fare cinema che rappresenta quell’intrattenimento “duro e puro” di un cinema americano orogogliosamente “popolare”, costruito a misura di spettatore come è nella migliore tradizione dei blockbuster “made in Hollywood”.

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Raffaele Meale (quinlan.it)
11.06.2018
Quel che è ora davanti agli occhi è un meccanismo oliato, privo di asperità ma anche pressoché privo di qualsivoglia inventiva. Se non si prova più alcuna emozione a imbattersi nei dinosauri, e delle storie private dei personaggi sempre meno importa, è vero che Bayona ha il pregio di saper trovare coordinate sentimentali anche nella messa in scena di esseri giganteschi, mostruosi, fuori norma. Il pregio di Jurassic World – Il regno distrutto è tutto nella scelta di alcune inquadrature, nel rapporto empatico del regista con gli esseri che prendono vita virtuale sullo schermo. Il senso intimo e più prezioso del film lo si trova nei giochi di ombre sul muro, nelle silhouette, ma soprattutto in quel piano insistito su un brachiosauro rimasto a terra mentre la nave si allontana e le fiamme e il fumo lo stanno raggiungendo. Lì, in quell’inquadratura, aleggia – in una delle poche volte – lo spirito originario della serie e l’arte di Steven Spielberg, ancora produttore esecutivo.

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Laura Silvestri (www.persinsala.it)
11.06.2018
Jurassic World – Il Regno Distrutto scava a fondo nella natura umana, mettendo in luce entrambi gli aspetti che la caratterizzano: avidità ed egoismo, che fanno da contraltare a generosità e compassione.Più tonale che sostanzioso, più riflessivo che orientato sulla trama, ma abbastanza compatto da aprire la strada al prossimo capitolo, Jurassic World – Il Regno Distrutto porta a casa una pagella sommariamente positiva, e continua a farci venir voglia di adottare piccoli – enfasi su piccoli -, simpatici, possibilmente non eccessivamente mortali, dinosauri.

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Livio Rezoagli (supereroi-news.com)
11.06.2018
Effetti visivi invece quelli di ILM sempre di grande qualità. Il Tirannosauro vibra fino all’ultimo muscolo per il suo ruggito da Re della Foresta. Il Vulcano di Isla Nublar prende vita e fa davvero paura. La grande sorpresa, il nuovo dinosauro è un misto di ferocia e aggressività implacabile. Insomma un gran bel lavoro di design ed effetti visivi. Sui costumi ma soprattutto il sonoro si poteva fare qualcosina di più.Il messaggio della tolleranza attraverso i dinosauri convince meno, sicuramente è più saggio il discorso di Jeff Goldblum che apre e chiude il cerchio su questo secondo nuovo capitolo. Jurassic World: Il Regno Distrutto cerca di innovare mettendo in pratica quel coraggio che forse è mancato a Il Mondo Perduto ma perde mordente nella messa in scena. Una grande prima parte che ostenta fin troppo i cardini di genere mista a una seconda di suspence che finisce più in un avvincente racconto fantasy.

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Luca Ciccioni (www.anonimacinefili.it)
11.06.2018
Questo Jurassic World: Il Regno Distrutto di Bayona è un film in cui non mancano gli ammiccamenti fin troppo spettacolari ma che, proprio coerentemente con il DNA di Jurassic Park, garantisce poco più di due ore di intrattenimento di alta qualità, che non mancano di sollevare qualche spunto di riflessione sulle frontiere della scienza. Al termine della pellicola è chiaro che il terzo film della nuova trilogia prenderà una direzione completamente diversa e, a quel punto, sarà molto interessante confrontare il ritorno dietro la macchina da presa di Trevorrow tanto con il suo riuscito ma non originalissimo soft reboot quanto con questo ottimo episodio di mezzo.

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Mara Siviero (myredcarpet.eu)
11.06.2018
Un film che, dopo 25 anni, riesce ancora a dare quel tocco di magia e stupore verso un mondo che ogni bambino, ogni uomo continua ad immaginare.

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Cristina Resa (www.loudvision.it)
11.06.2018
Sulla carta, questo "Jurassic World – il Regno Distrutto" vuole decisamente essere troppe cose senza avere una minima idea di come fare. Finisce, così, per essere nient’altro che un film d’avventura generico e un po’ insipido. C’è però da ammettere che la riflessione molto grossolana su uomo e ambiente al centro del film, riemerge alla fine in modo del tutto inatteso. Non mi aspettavo una così netta presa di posizione, non mi aspettavo riferimenti così specifici ai mutamenti in corso. Il finale di questo secondo capitolo di "Jurassic World" si apre, forse per la prima volta, verso scenari potenzialmente interessanti per il futuro. Visto che nessuno segue mai i consigli di Ian Malcolm, serve solo la volontà di fare qualcosa di bello e interessante, questa volta.

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Alessandro Carpana (www.cineavatar.it)
11.06.2018
Jurassic World: Il Regno Distrutto è un film che sotto la coperta del blockbuster d’azione senza sosta, mostrata nel primo atto, riesce a percorrere strade inedite e a inserire temi moralmente rilevanti (grazie a Maisie e alla breve apparizione di Jeff Goldblum col suo Ian Malcolm). Dopo un inizio suggestivo, carico di azione sempre più esaltante, si arriva a un terzo atto claustrofobico, oscuro e denso di significati. Bayona mescola e fonde con successo almeno due film completamente diversi tra loro. Lo fa senza mostrare segni di debolezza, costruendo un impianto visivo magnificente che supera ampiamente quello di tutti i film precedenti e aprendo le porte a un futuro del tutto inedito.

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Paolo Nizza (tg24.sky.it)
07.06.2018
Girato fra il Regno Unito e le Hawaii il film mescola l'acqua e il fuoco, l'aria e la terra, l'uomo e la bestia. Sequenze spettacolari e mozzafiato si alternano a battute come "Il cambiamento è come la morte, qualcosa che puoi comprendere solo quando accade".

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Serena Nannelli (www.ilgiornale.it)
07.06.2018
Sebbene la confezione, costata 260 milioni di dollari, sia tecnicamente impressionante, il rischio di annoiarsi permane perché, dopotutto, siamo nella versione upgrade di qualcosa di già visto. Il finale riscatta in parte il film dando un nuovo significato al titolo, "Jurassic World", e aprendo scenari più compositi che vedranno la luce nel prossimo capitolo. Sarà bene, però, che per allora siano emerse nuove idee, propedeutiche all'evoluzione di un marchio che altrimenti è destinato all'estinzione.

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Marcello Banfi (movies.gamesource.it)
07.06.2018
Jurassic World: Il Regno Distrutto è un film che vorrebbe fare l'astronauta da grande, anzi il pittore, anzi l'inventore, anzi lo scienziato, anzi il musicista, anzi...

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Francesco Di Brigida (spettacoli.leonardo.it)
07.06.2018
Manca di solarità e spensieratezza questo sequel. Quei sorrisi splendenti di stupore da parco a tema che tre anni fa avevano riesumato il franchise piazzando Jurassic World al quinto posto tra i film più visti di sempre oggi sono patema d’animo, lucciconi e scene scure. Cosa non sempre gradita dalle famiglie in gita al cinema. Ecco perché la scommessa giurassica ha assunto tinte dark. Ai box office del mondo la sentenza finale.

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Federica De Masi (cinema.popcorntv.it)
07.06.2018
Gli sceneggiatori del film hanno calcato la mano sulla sensibilizzazione ad essere meno affamati e più riflessivi. Peccato che questa metafora sia a carico proprio dei dinosauri, creature distruttrici (quelli carnivori ovviamente) che solo con manipolazioni genetiche possono unire istinto ad un barlume di ragione. Nulla di naturale insomma. Nonostante la supervisione del Maestro Steven Spielberg, produttore esecutivo del film, Jurassic World – Il regno distrutto fa una voragine nell'acqua.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
07.06.2018
Seppure migliore del primo capitolo, Jurassic World 2 non soddisfa completamente. I motivi sono principalmente due: la sceneggiatura, che in alcuni casi ha davvero dell'incredibile (e non in senso buono), e il fatto che manca completamente la componente filosofico-morale, o meglio c'è ma viene risolta veramente in maniera lampo, troppo sbrigativa. Il punto dolente, comunque, è il colpo di scena del film: poco interessante, buttato lì in un attimo e subito "pappato via", è proprio il caso di dirlo, da uno dei dinosauri che evidentemente mal sopporta una sceneggiatura scritta male.

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07.06.2018
Al regista sfortunatamente viene data una sceneggiatura banale, ridondante, troppo classica nei risvolti drammatici tra i personaggi e troppo devota alla legge dei seguel cioè fare di più e sempre più in grande. Molte cose vengono lasciate un po’ al caso e non ben sfruttate, molti personaggi si comportano in modo non proprio coerente e vari passaggi risultano forzati nel loro voler essere spettacolari o come è “giusto che sia”. Tutto questo può anche portare ad una differente chiave di lettura : la narrazione è più diretta, fulminante e povera di veri snodi narrativi solo che facendo cosi bisogna essere davvero bravi a non far capire allo spettatore che si sta guardando una pellicola concepita su due grandi scene d’azione e tutto il resto è puro contorno riempitivo. Anche qui e ancora una volta interviene la bravura del regista J.A.Bayona di rendere tutto ben coeso sopratutto grazie alla sua regia che mette in scena i vari accadimenti sempre in maniera leggermente diversa

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Dario Ghezzi (www.awardstoday.it)
07.06.2018
Nel film viene mostrata la conseguenza dello strenuo rivolgersi alla tecnologia e alla scienza per fini malvagi e contrari all’etica e, ancora una volta, ci mostra come anche l’uomo possa essere il principale nemico di se stesso e la vera bestia nella storia. In Jurassic World-Il regno distrutto, l’epopea distopica segue una climax ascendente e pone le basi per un terzo capitolo della serie (il sesto del franchising di Jurassic Park) che si preannuncia a dir poco sconvolgente, ma forse non necessario. Inutile dire che, con queste premesse, il film sarà sicuramente un successo al botteghino ma, forse, farà storcere il naso agli aficionados e nostalgici.

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Mattia Chiappani (www.orgoglionerd.it)
07.06.2018
A Jurassic World - Il regno distrutto va quindi riconosciuto il merito di essere un capitolo che apporta un'evoluzione in un franchise che proprio quest'anno spegne 25 candeline, e il risultato finale è positivo nel complesso. Molto probabilmente i fan più accaniti, come spesso succede, faranno fatica a digerire certe scelte, ma sono assolutamente necessarie, per evitare il crollo di incassi e qualità visto in passato con i primi tre film.

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Ludovica Ottaviani (www.moviestruckers.com)
07.06.2018
Per come è scritto e costruito – dietro la sceneggiatura ci sono Colin Trevorrow (regista del primo Jurassic World) e Derek Connolly – il film coinvolge subito sia chi è un appassionato dell’intera saga “giurassica” ma anche chi è un fruitore occasionale, approdato per caso al film della domenica: la posta in gioco trattata è alta e gli sceneggiatori, pur giocando su meccanismi sicuri e consolidati, cercano di stupire attraverso la spettacolarizzazione, incentivata dalla regia di Bayona.Quest’ultimo, prolifico autore spagnolo, mette da parte la propria visionarietà confermandosi capace di servire una causa mainstream e regalando, a tratti, la sensazione di déjà vu delle origini, sensazione che investe soprattutto chi era bambino ai tempi del primo Jurassic Park targato Spielberg.

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Francesco Lomuscio (filmup.leonardo.it)
07.06.2018
Un'operazione che, chiaramente infarcita di messaggio ecologista, il nuovo arrivato dietro la macchina da presa J.A. Bayona gestisce conferendole un look che non manca di sfiorare l’horror. Del resto, è tra pioggia che cade e toni darkeggianti che orchestra l’avvincente fase finale di un insieme che fa del movimento e della spettacolarità le sue parole d’ordine, andando a proseguire ulteriormente (e senza deludere) una serie che, in fin dei conti, ha sempre camuffato la propria pochezza generale dietro la capacità di regalare intrattenimento da pop corn movie.

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Leonardo Diofebo (www.staynerd.com)
07.06.2018
Jurassic World – Il regno distrutto, è un capitolo interessante, coinvolgente e ricco di emozioni, capace di intrattenere lo spettatore della nuova e vecchia generazione. In grado di offrirci uno script dinamico e degnamente affrontato da Chris Pratt e Bryce Dallas, orientato ad intrattenerci durante tutto l’arco narrativo senza mai stancarci, è purtroppo lontano dal riuscire ad appassionarci come in passato. L’operazione nostalgia viene, giustamente, abbandonata (seppur fosse stata affrontata degnamente tre anni fa), ma gli spunti innovativi sono veramente pochi, finendo per ricalcare i soliti temi, proponendoci i già visti argomenti, e perdendo l’epica caratteristica di una pellicola dominata dai dinosauri. L’arco narrativo è fluido, coinvolgente, con una risoluzione finale scontata della forma, ma non nella sostanza, e figlia di un rush di adrenalina, ma ci lascia con la sensazione di aver assistito ad un’opera che si è forse accontentata. Un buon film in sostanza, divertente e anche appassionante, ma ci saremmo aspettati qualcosa di più.

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Ginevra VanDeflor (www.projectnerd.it)
07.06.2018
Come per altri franchise un po’ abusati (vedi Star Wars), il problema di cui risente Jurassic World – Il Regno Distrutto è davvero dovuto all’eccesso di ripetizioni di una storia che forse da tempo si era conclusa. Continuare a raccontarla dona la forte sensazione di voler a tutti i costi spremere lo spremibile – che è rimasto ben poco. Migliore del precedente del 2015, Jurassic World sembra però reggersi più sulla simpatia degli interpreti e sulla tendenza alla fidelizzazione del pubblico che su una trama con vera ragion di essere. Per quanto possa sembrare doloroso, è forse davvero giunto il momento di lasciar che i dinosauri si estinguano una volta per tutte.

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Valentina Albora (movie.talkymedia.it)
07.06.2018
Il film di Juan Antonio Bayona rivendica quasi con prepotenza il suo ruolo d’intrattenimento, che va inteso in senso puro, semplice ed efficace. Jurassic World: Il Regno Distrutto viene così incontro a tutti coloro che vogliono andare nelle sale per passare due ore di divertimento disimpegnato, ma troviamo anche un’idea che aleggia nel corso della pellicola che fa più pensare. Si evidenzia infatti una visione pessimistica dell’umanità, incapace di imparare dai propri errori e guidata da interessi economici più che vitali, dotata di un grande potere di cui puntualmente abusa con conseguenze catastrofiche. Una visione che si può facilmente riconoscere anche nelle questioni ambientali e climatiche del nostro tempo.

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Matteo Bonassi (www.bestmovie.it)
07.06.2018
Al netto di dinamiche ormai collaudate, la magia della preistoria resta intatta e incanta ancora una volta.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
07.06.2018
Funzionano il cocktail di nuove specie e storici protagonisti (non mancano neppure il solito T-Rex ex Machina e il Mosasaurus, che meriterebbe più spazio), come anche il cambio di ambientazione - meno selvaggio, ma non meno brutale - o la facile empatizzazione con i nostri colossali amici prigionieri, ma che sia stato per non scontentare i produttori (Colin Trevorrow e Steven Spielberg, tanto per dirne due) o per poca creatività quando si arriva al bivio più importante tutto si chiarisce.

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Mattia Pescitelli (gogomagazine.it)
07.06.2018
Jurassic World: Il Regno Distrutto è il blockbuster che non ci aspettavamo. Rispecchia i canoni del genere, ma segue anche attentamente le regole cinematografiche, trovando un ottimo bilanciamento e creando un film di puro intrattenimento. Forse ciò che gli rende maggiore giustizia è il fatto che non voglia mai cercare di elevarsi in nessun modo. Sa cosa rappresenta e lo accetta senza obbiettare. Sa guardare al passato sia con aria nostalgica che con vena ironica, conscio di ciò che i suoi predecessori hanno rappresentato per la storia del cinema, nel bene e nel male. Ammette gli errori e prova a rimediare senza esagerare e rimanendo sempre fedele a se stesso. E questo è quanto di meglio si possa chiedere ad un prodotto cinematografico.

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Silvia Levanti (www.foxlife.it)
07.06.2018
Una narrazione fiacca e irrisolta trova una felice compensazione nella tecnologia animatronica, spettacolare messa in scena di un regno dei dinosauri in disfacimento. Ma basterà per farsi amare?

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
07.06.2018
Un coraggioso tentativo di reinvenzione autoriale, che sa intrattenere ed apre a scenari inattesi per il prosieguo della saga.

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Gabriele Niola (www.wired.it)
07.06.2018
Tutte le scene d’azione sono concepite benissimo, con una frequenza, un ritmo e un’inventiva superiori agli standard statunitensi e più vicini al miglior cinema di Hong Kong. Accade di tutto, in barba a molta logica (con un incastro sarà il protagonista alla fine a causare la morte di tanti e a mettere in pericolo sé e gli altri, anche se il film sembra non accorgersene) ma accade bene, diretto alla grande, citando tanto Spielberg (e con sapienza!), addirittura in alcuni casi sovvertendo il paradigma dei film con dinosauri. Nella scena migliore i protagonisti hanno infatti a che vedere con bestie enormi e pericolosissime ma sedate o parzialmente sedate e in spazi strettissimi, dove le seconde possono muoversi poco e i primi sono a strettissimo contatto con le loro fauci. Come un grande atleta questo film si crede intelligente anche se è scemo, tuttavia è un piacere da guardare mentre fa il suo lavoro.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
07.06.2018
Con un finale che esige un ulteriore film per chiudere il cerchio, Jurassic World –Il regno distrutto è un sequel fedele, aggiusta alcune cose e ne inserisce di nuove pur mantenendo il sottile tema sulla lotta fra specie diverse, umani e dinosauri, che già serpeggiava nel primo capitolo. Qui il concetto si ampia silenziosamente, ma è inevitabile aspettarsi uno scontro davvero imponente nel già annunciato terzo capitolo.

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William Maga (www.ilcineocchio.it)
07.06.2018
Bayona e Trevorrow danzano pericolosamente sul filo del cartoonesco e del b-movie, senza mai però purtroppo prendere con decisione quella strada.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
07.06.2018
Il Regno Distrutto è un film che sa come non perdere tempo e cosa considerare essenziale. Stavolta riesce pienamente l’impresa di distrarre gli spettatori dal fatto che stanno guardando un film concepito intorno ad alcune sequenze d’azione, perché queste sono ben collegate da una trama che è un lungo viaggio (via dall’isola verso un’altra meta), irto di difficoltà e assieme a dei dinosauri. Come nel cinema cinese migliore infatti le sequenze d’azione sono concepite benissimo, stupiscono, sono inventive, dense e colme di eventi ma mai pesanti e soprattutto non ripetitive (non vediamo mai due volte la stessa dinamica). Addirittura Bayona si concede il lusso di sconfinare apertamente nell’horror.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
07.06.2018
mmancabilmente spettacolare, visti anche i mostruosi 260 milioni di dollari di budget a disposizione, Il Regno Distrutto paga la dura legge della moltiplicazione dell'action, sequel dopo sequel, da tempo oramai tra i principali mali dei blockbuster hollywoodiani alimentati da effetti speciali. Peccato che la sovrabbondanza sia spesso controproducente, soprattutto se molto poco credibile, come esplicitato dal sequel di un reboot/sequel che già di suo sembrava un remake, banalmente punto di passaggio verso quel Jurassic World che vedremo concretamente solo nel 3° (sesto) capitolo, di fatto già certo di esistere.

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Luca Ceccotti (cinema.everyeye.it)
07.06.2018
Jurassic World: Il Regno Distrutto trascina il franchise verso una direzione del tutto prevedibile ma non per questo meno affascinante. C'è tanta maestria nell'opera di Juan Antonio Bayona, tanto amore per il genere, tanta forma a tratti impeccabile che però non viene ripagata nella sostanza dalla scrittura di Colin Trevorrow e Derek Connolly, che senza adoperarsi troppo nella ricerca di idee originali si limitano a riproporre per l'ennesima volta situazioni e dialoghi già visti e sentiti. C'è comunque avventura, azione e una certa dose di sano spavento, legato soprattutto al terzo, eccezionale atto del film, punta di diamante dell'intero progetto. Non delude e neanche sorprende, il Regno Distrutto, che riesce a trovare la via per evitare l'estinzione e portarsi a casa il risultato, con più lode che infamia, grazie alla forma e meno al contenuto.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
07.06.2018
L'attesissimo secondo capitolo di Jurassic World può contare su un discreto numero di scene ben dirette e ricche di tensione ed è molto più thriller rispetto ai film del passato. Ma a venire meno è proprio "il fattore wow", quel senso di meraviglia su cui Spielberg aveva costruito il successo del primo film.

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Antonio Bracco (www.comingsoon.it)
07.06.2018
Jurassic World: Il regno distrutto ribadisce quanto l'uomo sia l'unico vero animale da temere per il futuro della sua stessa specie e di tutte le altre. Il messaggio passa attraverso le parole pronunciate dal dottor Malcolm, una presenza che segna il ritorno, seppur per poco più di un cameo, del carismatico Jeff Goldblum.

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