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Lorenzo Pedrazzi (Screenweek)
10.09.2015
Presentato in concorso alla 72ma Mostra del Cinema di Venezia, Remember di Atom Egoyan è una storia di vendetta che riflette sul tema della memoria, con grandi attori come Christopher Plummer e Martin Landau.

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Giampiero Raganelli (quinlan.it)
03.02.2016
Il regista torna a raccontare di un genocidio, quello degli ebrei dopo quello degli armeni in Ararat. Ma i meccanismi spettatoriali di un perfetto thriller finiscono per prendere il sopravvento, il ricordo dell’Olocausto non sembra interessare molto al regista quanto i suoi discorsi sulla relatività di verità e finzione.

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Lorenzo Giovenga (darumaview.it)
03.02.2016
"Remember" è un thriller atipico e bellissimo, con una struttura solida e con una sceneggiatura impeccabile, recitato in maniera divina, con una regia attenta e al servizio della storia; un vero e proprio incrocio tra "Memento" in versione senile e "Il maratoneta" senza le corse.

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Aurelio Vindigni Ricca (www.cinefilos.it)
03.02.2016
Un lavoro senza pretese esagerate che si lascia guardare con tranquillità e intrattiene con gusto, nonostante risulti per molti tratti 'già visto'.

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Antonio Cuomo (movieplayer.it)
03.02.2016
Atom Egoyan dirige con sicurezza lo script firmato da Benjamin August, costruito per condurre lo spettatore accanto a Zev, a vivere la sua vendetta e le sue motivazioni fino al tesissimo finale. Un Egoyan diverso dal passato, che mette da parte le sottili ambiguità dei suoi lavori migliori e si dedica a una messa in scena fin troppo esplicita: pensiamo alla figura del poliziotto nazista interpretato da Dean Norris e lo scontro tra lui e Zev, che qualcuno potrebbe considerare eccessivo e sopra le righe, o al modo sbrigativo con cui vengono affrontati alcuni passaggi. Ma in definitiva l'impostazione che dà al suo Remember funziona e riesce a coinvolgere a dispetto di alcune evidenti imperfezioni.

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Marco Triolo (www.film.it)
03.02.2016
Egoyan controbilancia prevedibilità ed emozione, infilandoci anche una scena davvero commovente e una resa dei conti finale che spiazza e soddisfa, oltre a una critica piuttosto diretta alla libera circolazione delle armi in America. Ma poi ci attacca con lo sputo un post-finale didascalico in cui vuole spiegare tutto per filo e per segno anche allo spettatore più distratto. Resta il fatto che Plummer è uno spettacolo da vedere, anziano quasi quanto il suo personaggio, pieno di acciacchi eppure implacabile. Niente di eclatante, solo un bel filmetto di vendetta come si facevano una volta. Di cosa possiamo lamentarci?

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
03.02.2016
Remember, thriller senile sulla Memoria e sulla mostruosità banale del totalitarismo, che ha privato l'uomo della percezione di sé e di tutte le categorie intellettive soggettive, quelle che permettono di discernere e di scegliere con coscienza tra il bene e il male, ritrova l'autore e la strategia dello scarto del suo cinema, lo stravolgimento della percezione e il narcisismo con cui riconciliamo la frattura tra desiderio e identificazione.

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11.09.2015
Egoyan firma un film-trappola dalla morale inaccettabile e dalla costruzione disonesta. Che opera voleva fare il regista di Exotica? Una riflessione intimista e autoriale sulla memoria e sulle amnesie della Storia? Un thriller? Un dramma psicologico? Non lo sappiamo. Forse tutte queste cose insieme, anche se la sceneggiatura di Benjamin August si rivela soprattutto strutturata per una lettura di primo grado, senza sfumature né increspature capaci di creare sguardi obliqui o punti di fuga.

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Bianca Friedman (www.telefilm-central.org)
11.09.2015
Un passato sfuggente o lontano, il bruciante desiderio di vendetta, la determinazione dell’uomo, le debolezze dell’anzianità, la fuga, la ricerca e l’inseguimento, l’innocenza e la colpa, l’ingiustizia e la vendetta: Remember è un condensato di tutti questi elementi, trasmessi al pubblico con grande maestria, sia da parte del regista, sia da parte degli attori. La suspense non si perde mai, sia grazie alle curate riprese in macchina a mano che offrono un’atmosfera viva e angosciante, sia grazie alla colonna sonora.

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Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
11.09.2015
Fregiandosi di un'articolata struttura narrativa, il cui twist finale viene reso possibile anche dalla materia trattata, Atom Egoyan confeziona una pellicola ad effetto sorpresa dalla struttura labirintica, tornando di fatto all'intricata messa in scena che già aveva caratterizzato il suo cinema. L'incastro funziona soprattutto grazie alle grandiose interpretazioni di Christopher Plummer e Martin Landau, straordinari nell'effettuare un lavoro che regala a Remember una ulteriore credibilità.

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Francesco Alò (www.youtube.com)
11.09.2015

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Gianluca Arnone (www.cinematografo.it)
11.09.2015
Egoyan piazza qua e là colpi da grande regista qual è (era?), ma per lunghi tratti dirige svogliatamente. Dunque, nonostante il tema, il cast (c’è anche Martin Landau) e il titolo, Remember difficilmente verrà ricordato tra i suoi lavori migliori.

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it)
10.09.2015
Remember è quindi un road movie e una storia di vendetta, ma tutte le persone coinvolte hanno più di ottant’anni, ci sono una lentezza e un impaccio che rendono tutto desolante; non c’è solo l’orrore del passato, ma molto di più la difficoltà della vecchiaia, i pantaloni sporchi, le parole biascicate, la memoria bucata. Si ha la sensazione di un meccanismo che si sta esaurendo, di una dinamica sfinita, restano l’odio e il dolore e il rimorso: la vita di queste persone, vittime e carnefici, non è fatta d’altro che questo, ed è la vera tragedia.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
10.09.2015
Remember è anzitutto l’intimo ritratto di una persona anziana in conflitto col presente (la malattia) e col passato (l’olocausto di cui è stato testimone). Attraverso il dispositivo del thriller, le cui dinamiche vengono applicate senza alcun particolare guizzo, a tinte noir. Tutti elementi che non si legano in maniera del tutto convincente, lasciando un vuoto che la seppure abile mano di Egoyan non riesce a colmare.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
10.09.2015
Poteva essere davvero un film fieramente anni ’70 non fosse per la maniera molto moderna con cui Egoyan si muove tra ironia e serietà, con cui da canadese prende in giro la politica statunitense sul porto d’armi, con cui ride dell’anzianità dei suoi protagonisti mentre è dannatamente serio nel lavorare con tutti gli elementi del cinema.

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