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Bianca Friedman (www.telefilm-central.org)
15.09.2015
Se l’obiettivo era quello di ricreare un senso di incubo, di angoscia interiore, Gaudino ci sarà anche riuscito, ma in fin dei conti poteva tenerselo anche per sé.

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Marco Triolo (www.film.it)
15.09.2015
C'è troppa carne al fuoco, e l'utilizzo di una colonna sonora descrittiva, che scade spesso e volentieri, nel didascalico e nel ridicolo involontario, non giova al film. Che diventa in breve un pasticcio autoreferenziale, in cui scelte visive di dubbio gusto estetico e una certa ripetitività della sceneggiatura, che gira a vuoto intorno a due concetti, contribuiscono ad affossare ogni spunto positivo.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
15.09.2015
Tutto è perfetto in questo film che che non disprezza nessuna forma di produzione culturale ma se ne nutre e ha interiorizzato il basso per creare l’alto, anche i twist sono inesorabili. Se è vero che il postmoderno in Italia non lo abbiamo visto nemmeno con il cannocchiale Per amor vostro, se non altro è uno dei pochi film realizzati nel nostro paese a dimostrare di non aver pregiudizi e di saper cogliere il meglio dalle forme narrative popolari, la loro componente specifica, il loro espressionismo sentimentale, per tradurlo senza perderne l’anima. Un guilty pleasure intellettuale che trova in Valeria Golino il corpo sofferente perfetto e che ha un finale che nemmeno la più ardita strofa di chiusura neomelodica poteva inventare.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
15.09.2015
Un film che deve entrare nella pelle, poco propenso a farsi oggetto di intellettualizzazioni varie, anche perché la storia di per sé è davvero semplice e risaputa. Apprendere di un regista italiano capace di inserirsi a suo modo nell’alveo di sperimentazioni che altrove sono già belle che mature è una notizia di per sé. Fermo restando che Per amor vostro non è uno di quelli esempi in cui si apprezza lo sforzo e nulla più; chi scrive ritiene il giro su questa giostra corroborante. Pazienza se Anna l’abbiamo vista altre volte… in confronto a quella dell'eccezionale Valeria Golino, buona parte sono insulse.

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
11.09.2015
Giuseppe Gaudino torna alla finzione: Per amor vostro, in Concorso – l’ultimo titolo a passare – a Venezia 72. Non solo è il migliore dei quattro italiani in lizza, ma pure quello con più chance di portare a casa un felino o un altro premio, in primis con la superlativa Valeria Golino: altre volte è stata così brava, Valeria, forse nessuna così totalizzante, mesmerizzante, magica.

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
11.09.2015
Un nuovo modo di raccontare quello del regista napoletano con un passato da documentarista, che realizza un film diverso ma bellissimo, ricco di suggestioni antiche e riferimenti cinefili e letterari. Valeria Golino si muove come una eroina in un’apparente proposta di neorealismo moderno, contaminato da un cinema sperimentale e una magica ritualità.

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11.09.2015
C’è la colonna sonora, molto presente e di fondamentale valore narrativo, con una “Canzone di Anna” scritta da Gaudino su musica di Sergio De Vito. E poi ci sono gli inserti pittorici. E poi c’è un finale visionario. Troppi elementi? Forse sì. Nel sovrapporre i piani stilistici e di lettura, Gaudino perde un po’ di compattezza, soprattutto nella seconda parte, anche se il dramma e l’evoluzione del personaggio di Anna restano credibili. Infine, il cast: Valeria Golino, Massimiliano Gallo nel ruolo del marito, Adriano Giannini, i giovani Elisabetta Mirra, Daria D’ISanto e Edoardo Crò (i tre figli di Anna) e un Salvatore Cantalupo come sempre mimetico danno vita a un insieme solido e armonico.

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Aurelio Vindigni Ricca (www.cinefilos.it)
11.09.2015
Un mondo in bianco e nero in costante lotta con il colore, immaginato da Giuseppe M. Gaudino in maniera dinamica, onirica, sanguigna, con sfumature nostalgiche prese a piene mani dal neorealismo italiano e la nouvelle vague francese. Contaminazioni che generano immagini straordinarie, pregne di emozione in ogni fotogramma, anche se non tutto è oro colato.

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Giada Gentili (www.melty.it)
11.09.2015
Nel poker italiano di Venezia 2015 Gaudino è quella che è degno di essere definito la prima vera novità, per l’impianto registico e narrativo, per i dettagli a cui è stata posta attenzione e di cui la storia è pregna, per un finale forse atteso ma comunque non ovvio.

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Maria Laura Ramello (www.bestmovie.it)
11.09.2015
Colmo di suggestioni, il regista affida a una storia di violenza e paura le problematiche del contemporaneo (i soldi che mancano, le ingiustizie, il lavoro precario) e chiama lo spettatore a codificare una messa in scena a tratti onirica e orrorifica, accompagnandolo in un percorso di santità che è quello della protagonista.

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