Globe icon
Carlo Andriani (www.newscinema.it)
14.04.2016
Mistress America è così una commedia semplice e a tratti irresistibile che ci insegna quanto la famiglia trascenda i legami di sangue.

Globe icon
14.04.2016
Potrebbe essere un film di troppo nell’elenco di quelli virati in un look a costine e quadrettoni di ammiccamento da party letterario in a basement down the stairs, di sicuro sembra essere quello definitivo sulla riscrittura dell’indie a base newyorkese in un’ottica di grrl power inedito, come di una Sarah Silverman che avesse frequentato un workshop di scrittura creativa da Nora Ephron. Mistress America è allora un titolo seriamente programmatico, che riesce a tenere insieme l’ambizione di scrittura dell’apatowiana Lena Dunham, la cui creatura seriale Girls sembra aleggiare nello script e nelle immagini, con la valenza iconica, probabilmente in alcuni frangenti anche troppo ingombrante, di Greta Gerwig: se è una sorta di risposta occhialuta a Un disastro di ragazza, lo è pure nei momenti in cui assomiglia spaventosamente al finto film-Sundance in bianco e nero che Amy Schumer (altro nome cruciale delle quote rosa della nuova Hollywood emancipata) e John Cena vanno a vedere insieme al cinema.

Globe icon
Michele Parrinello (www.persinsala.it)
14.04.2016
Noah Baumbach, acclamato ed erratico regista indipendente americano, regala una nuova commedia agrodolce che rispecchia i sogni, le ossessioni e le delusioni dei ventenni e dei trentenni di oggi. Pur non esente da difetti, risulta empatico, malinconico ed emozionante.

Globe icon
Martina Ponziani (www.vertigo24.net)
14.04.2016
Una commedia brillante che non può lasciare indifferenti per esuberanza ed intelligenza. L'ennesima conferma del grande talento di Noah Baumbach.

Globe icon
Alessandra Orlacchio (www.cinematografo.it)
14.04.2016
Una commedia zeppa di situazioni assurde, dialoghi effervescenti, suggestivi richiami ai film anni 80 (anche nella colonna sonora) e al cinema di Woody Allen, cui Baumbach spesso attinge.

Globe icon
Lucia Tedesco (www.cinematographe.it)
14.04.2016
Mistress America non tollera pause o flashback dirompenti, procede in unico senso e non sottende qualità o sensazioni retroattive, almeno non dal punto di vista narrativo. Questo stesso senso, che può fungere alle volte anche da espediente, viene ripreso anche nelle questioni affettive e nell’approccio esistenziale di Brooke che non permette divagazioni o riprese fugaci dal suo passato. Brooke e Tracy sono alla ricerca di una identità sfumata, insicure e consapevoli riflettono l’una sull’altra le loro declinazioni. Sono le eroine dei nostri giorni che hanno saputo comunicare un disincanto ammirevole, quello di cui oggi avremmo tutti un po’ bisogno.

Globe icon
Alessia Starace (movieplayer.it)
14.04.2016
È uno dei film più brillanti e divertenti nati dall'estro di Noah Baumbach, che cuce un altro ruolo delizioso addosso alla sua musa Greta Gerwig e continua a raccontare con intelligenza come cambiano le giovani donne di oggi.

Globe icon
Giulia Marras (farefilm.it)
14.04.2016
Scritto insieme alla protagonista Greta Gerwig, il nuovo film del newyorkese Baumbach è una delle scritture più raffinate del cinema d'oggi, disamina brillante e disperata dell'horror vacui dei Millennials.

Lascia anche tu una recensione o un commento su questo film!
8
Recensioni
Totali
0%
Positive
0%
Negative