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Roberto Recchioni
25.08.2017
Dunkirk è un capolavoro. Un film realizzato con una potentissima visione, una perizia tecnica e artistica infinita e, soprattutto, senza fare alcuna concessione o accettare alcun compromesso con le logiche produttive o di mercato.

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4 Ho dato il mio voto a Dunkirk | #DunkirkIT : Un blo...
4 Ho dato il mio voto a Dunkirk | #DunkirkIT : Un blockbuster che è anche cinema d'autore. Un film necessario in un momento storico c'è bisogno di cinema popolare di qualità.

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Francesco Alò (Bad Taste)
04.09.2017

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Adriano Ercolani (blog.screenweek.it)
28.07.2017
Dunkirk ha un solo, pulsante motore narrativo: la sopravvivenza. Ogni gesto, ogni parola, ogni impulso di tutti i personaggi in scena è volto a salvare o ancor più salvarsi. Lo esplicitano al meglio Tommy, il giovane soldato interpretato da Fionn Whitehead, e Farrier, l’aviatore che sorvola i cieli della costa francese per tutta la durata del film senza quasi pronunciare una battuta nell’ultima ora di proiezione. Apriamo subito una parentesi su Tom Hardy, il suo interprete: se lo scorso anno è stato tributato a Lenardo DiCaprio l’Oscar come miglior protagonista per un ruolo in cui pronuncia non più di venti battute, lo stesso pare doveroso fare il prossimo febbraio con questo altro enorme interprete, che in Dunkirk recita quasi sempre in silenzio e con la maschera sul volto, eppure esprime e commuove grazie a un’interpretazione come poche ne abbiamo viste di recente.

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5 Tre spazi, tre tempi differenti, all’inizio appare...
5 Tre spazi, tre tempi differenti, all’inizio apparentemente slegati (anche se montati con la consecutio delle scene tipica di eventi con accadimento contemporaneo) che pian piano convergono verso un punto, un momento preciso, in cui tutta la vicenda si lega e assume la classica e facilmente comprensibile linearità temporale.
dunkirk

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Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it)
23.08.2017
Dunkirk è un grande film non solo perché realizzato con grande tecnica, ma perché tra la scelta tra pura evocazione del conflitto e a sua rappresentazione parossistica, si pone nella via di mezzo, concentrato comunque sulla dimensione umana e personale dei conflitti e del grande conflitto in cui sono immersi.

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5 Dunkirk è un capolavoro che ti riconcilia con il ci...
5 Dunkirk è un capolavoro che ti riconcilia con il cinema, che ci vuole!

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Emanuele Bianchi (www.wilditaly.net)
23.08.2017
Dunkirk è senza dubbio un buon film che riuscirà a catturare l’attenzione dello spettatore, il quale non potrà che tenere gli occhi fissi sullo schermo. Un war movie dalle tinte horror ben diretto e dove ogni elemento – inclusa la fotografia dai colori saturi – serve a sottolineare lo stato d’animo dei personaggi presenti. Da vedere.

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it)
23.08.2017
[...] pietra miliare imprescindibile per il genere guerresco ed equilibratissimo gioco tra ambizioni tecniche, grande spettacolo e messa in scena da manuale, coraggiosamente scevra dei "nemici invisibili" ma sempre presenti e minacciosi del revisionismo storico.

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23.08.2017
Dunkirk merita assolutamente di essere visto, e visto al cinema, perché tra una perfetta colonna sonora e le inquadrature aeree e marine mozzafiato è un'immersione totale nel passato, e la dimostrazione che, in ambito cinematografico, esiste ancora qualcuno con delle idee.

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23.08.2017
Dunkirk è acqua, terra e aria. Per tutta la durata del film il pubblico affoga, si sporca di sabbia e sfreccia nel cielo – perché Dunkirk aggredisce i sensi. Comincia in silenzio, aumenta pericolosamente le vibrazioni e nel corso del film arriva ad un’orchestra di suoni e melodie che, in crescendo, si intrecciano in un racconto a parte. Si potrebbero chiudere gli occhi e comunque ascoltare la storia di Dunkirk.

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Emanuele Zambon (www.mondofox.it)
23.08.2017
Dunkirk - che vanta alcune delle più riuscite sequenze di volo di sempre - passerà alla storia del cinema come una delle esperienze più complete, immersive sulla guerra. Benché sia perfettibile, è uno di quei film che ci ricordano perché il cinema è una delle espressioni massime dell'arte.

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22.08.2017
Nolan non tradisce mai il suo cinema cerebrale – lo schema è praticamente tutto, l’estetica fine a sé stessa è niente – e percettivo, arricchendo Dunkirk di una gamma cromatica scurita e ingrigita (Hoyte van Hoytema, con lui per un’altra avventura visiva come Interstellar) mai sbilanciata sul didascalismo del raggio di sole di fronte all’avvenuta salvezza, fuso all’iperpresente bordone sonoro (Hans Zimmer) che compatta in un unico suono sia violini che ottoni con raffiche di mitra, ticchettii di sveglie, sciabordii, sirene, esplosioni, in un interessante esperimento rumoristico che mai lascia in pace l’ascolto alla stregua della sperimentazione più demodé. Aspetti tecnico-artistici che tendono a sfiorare il sublime se vi capiterà di vedere il film in una copia 70mm.

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Roberto Semprebene (www.silenzioinsala.com)
22.08.2017
Dunkirk stupisce e colpisce per la sua asciutta messa in scena: l’angosciante portato di una realtà troppo spesso spettacolarizzata è reso al meglio trasmettendone l’essenzialità, con voli celebrativi lasciati non casualmente ad un aereo senza carburante e alla propaganda.

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Stefano Calzati (ilovevg.it)
22.08.2017
Un coro di volti, occhi, comparse e protagonisti, di cui l’ormai famosissima scena del molo è il manifesto, certificato di eccellenza di una produzione che ebbe inizio nella realtà in bianco e nero del 1940 fino ad arrivare al moderno tributo e ricordo di un’operazione che cambiò il corso della guerra, raccontata dalla cinepresa che più di tutte sa come stimolare le giuste corde emotive e imprimersi nell’indimenticabile.

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Marco Albanese (stanzedicinema.com)
22.08.2017
Dunkirk è cinema spettacolare e popolare, a mezza strada tra l’epica di David Lean e il rigore kubrickiano. Nolan prende le convenzioni e i clichè narrativi di genere – le grandi manovre militari, i molteplici protagonisti, le linee d’azione che si muovo in parallelo, per poi convergere – e li ibrida con l’ambiguità e le ellissi tipiche del cinema d’autore, cancellando, di fatto, i primi due atti del suo film – che prevederebbero classicamente la presentazione dei personaggi e l’esplodere del conflitto – per immergerci subito nell’azione, esattamente per come la vivono i suoi protagonisti.

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Luca Ciccioni (www.anonimacinefili.it)
22.08.2017
Dunkirk è un film di guerra straordinario e assolutamente fuori dal comune, incentrato completamente sull’unico fattore che veramente conta sul campo di battaglia – l’azione – e confezionato con una freschezza che rende giustizia alla reputazione di Nolan. Forse non la sua migliore pellicola, ma decisamente la più sorprendente: il regista che è riuscito a portare una profondità drammatica al cinecomic stavolta decide quasi di spogliare la guerra – esperienza spersonalizzante per sua natura – dal fattore umano. Incredibilmente, nel 2017 si può ancora dire qualcosa di originale con una pellicola bellica.

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Amedeo Badini Confalonieri (www.ilsollazzo.com)
22.08.2017
Nolan realizza con Dunkirk (il nome all’ americana) una delle sue opere più sentite, e innova il genere bellico con grande asciuttezza e incisività. Sta certamente nella sceneggiatura, tutta di pugno del regista, la forza della pellicola: la tripartizione e la strutturazione temporale avvengono e stupiscono lo spettatore, alleggerendo la plumbea atmosfera generale. L’assenza di retorica, e una certa crudezza elegante sigillano tutta la storia, e ci permettono di abbracciare e soffrire insieme ai soldati sulla costa francese. Un dramma militare e storico, certo, ma di fatto un dramma sulla solitudine dell’uomo e sulla lotta per la sopravvivenza, in qualsiasi tempo.

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Marco Romagna (www.cinelapsus.com)
22.08.2017
Dunkirk è sangue, è un grido strozzato, è un’impressione, è dolore, è una clessidra, è l’orgoglio del soccorritore, è la gioia di chi viene soccorso. Dunkirk è una panoramica, è un volo radente, è una traversata che sembra infinita, e che infinite porterà le cicatrici di quel giorno. Dunkirk è tutto Christopher Nolan, al massimo del suo splendore.

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Redazione (www.longtake.it)
22.08.2017
Dunkirk, nei suoi 106 minuti di durata, non ha davvero un secondo di troppo e conferma la sapienza sconfinata del suo regista nell’imporre uno sguardo spiccatamente autoriale e fortemente sbilanciato sul piano espressivo all’interno di una macchina spettacolare, e dunque anche in un contesto industriale da blockbuster puro, che non fa letteralmente una grinza. Un’autentica tappa nella storia del cinema bellico e un film che si candida a segnare in profondità il cinema contemporaneo, trattandosi di una vera e propria lezione in cui anche gesti piccolissimi (un volto alzato verso il cielo, ad esempio, che sia di un soldato semplice o di un ufficiale non ha alcuna importanza) possiedono la statura della leggenda.

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Teresa Marchesi (www.huffingtonpost.it)
22.08.2017
Non ho mai amato i film di ri-costruzione bellica, ma questa è piuttosto la virtuosistica "costruzione" di una trama di solidarietà dal basso che esclude dal quadro gli alti comandi. Le parole di Churchill, nel finale, echeggiano solo dal giornale letto da un soldatino. Non c'è posto per la retorica. "Siamo solo sopravvissuti", obiettano all'ufficiale Branagh. Risposta: "È abbastanza".

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Francesco Martini (www.abovetheline.it)
22.08.2017
Non si esagera quando si dice che con Dunkirk Nolan ha ridefinito il war-movie, mostrandoci come sia possibile raccontare un conflitto bellico senza sangue e morti, mostrandone solamente il lato mentale e non quello fisico. Non vediamo i corpi dilaniati della scena inizia di Salvate il Soldato Ryan o il patriottismo tanto caro al genere. Nolan non vuole farci affezionare a nessuno dei suoi personaggi, e così come farebbe un libro di storia ci mette davanti ai fatti riproponendoli con l’adrenalina della vera guerra. Lo stesso Zimmer non si lascia andare mai a temi musicali epici e trascinanti, preferendo utilizzare suoni e rumori capaci di aumentare ulteriormente la tensione sullo schermo. Il risultato è uno dei film dell’anno, un prodotto capace di farmi superare la mia disaffezione per Christopher Nolan.

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Gabriele Barducci (verocinema.com)
22.08.2017
Inutile dire se Dunkirk può o non essere Vero Cinema, perché – forse – non esiste un aggettivo giusto per catalogare questo film. Capolavoro è abusato ed ha perso di valore, esperienza cinematografica sembra racchiudere perfettamente il senso del film, ma c’è di più, c’è sempre qualcosa di più. Nolan così ci ha abituati e questo ci dona, sempre lo stesso film, ma ogni volta da piangere diamanti per la ferrea direzione tecnica. Criticare Nolan, oggi e perdersi volutamente i suoi film in sala è il peggior crimine che un appassionato del settore può arrecarsi.

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
22.08.2017
Dunkirk è un war movie ricco di grandi attori che restano sullo sfondo in nome dell’Operazione Dynamo, l’indiscussa protagonista di un cult accompagnato dalle claustrofobiche musiche di Hans Zimmer ed esaltato dalla martellante messa in scena di Christopher Nolan. Un autore che, abbandonando le parole, introietta lo spettatore in un turbinio di colpi ed esplosioni che feriscono più delle sanguinolente sequenze dei classici di genere.

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Emiliano Morreale (espresso.repubblica.it)
22.08.2017
Dunkirk si apprezza meglio quando le ambizioni sono meno esposte, come puro, avvincente film di guerra: certe scene di catastrofe, panico e tensione; l’episodio del gozzo con a bordo un attore immenso, Mark Rylance; il montaggio parallelo finale tra l’atterraggio dell’ultimo aereo e il discorso di Churchill (versione aggiornata del monologo shakespeariano di Enrico V ad Azincourt).

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Giorgia Tropiano (www.movietele.it)
22.08.2017
Un altro motivo per cui Nolan ha dimostrato grande maturità è l'asciuttezza con cui racconta la storia. Lascia a casa le complicazioni narrative, che da sempre caratterizzano i suoi lavori e che spesso gli fanno perdere il filo del discorso all'interno di ciò che racconta perchè tende sempre ad esagerare portando la narrazione al limite del comprensibile (vedi Inception o Interstellar), e realizza un'opera dal racconto semplice, fatta di poche parole, di molti sguardi e di momenti affidati interamente all'aspetto visivo di un film, che poi è anche ciò che rende unica l'arte cinematografica in quanto tale, ovvero il poter raccontare per immagini. Ma soprattutto riesce a fare tutto ciò in soli centosei minuti, un vero recond per lui, dimostrando che si possono fare grandi film anche in meno di due ore perchè la durata di Dunkirk è perfetta così, anche un minuto in più avrebbe tolto ritmo alla storia, che in questo film è fondamentale.

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Francesco Alò (www.badtaste.it)
22.08.2017

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Alessandro Cialli (www.gamelegends.it)
22.08.2017
Un’eroica impresa di guerra, raccontata da uno dei migliori registi hollywoodiani. Nolan stupisce ancora, dopo un viaggio interstellare nello spazio, ritorna sulla terra per raccontarci un fatto reale, accaduto durante la seconda guerra mondiale. Dunkirk emoziona e conduce lo spettatore maestosamente all’interno dell’operazione bellica.

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Edoardo Muolo (redcapes.it)
22.08.2017
Un film tecnicamente stratosferico, da vedere assolutamente nella versione 70mm e con il miglior impianto audio possibile, non per un vezzo da cinefilo ma perché è quel genere di film che vive una seconda vita quando è proiettato nelle migliori condizioni possibili. Un cenno in particolare meritano le musiche, firmate Hans Zimmer, che calzano alla perfezione in ogni momento del film, forse la sorpresa minore tra le tante che questo film ha in serbo, ma di sicuro non da passare sotto silenzio. Dunkirk rappresenta probabilmente la vetta più alta non tanto per le capacità registiche di Nolan, che non sono mai state in discussione, quanto, piuttosto, per la sua maturità artistica e complessità di pensiero. Un Nolan meno rumoroso e più saggio e contemplativo.

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Mattia Pozzoli (nerdmovieproductions.it)
22.08.2017
Dunkirk non è un brutto film, ma è il peggior film di Nolan. Un esperimento riuscito solo a metà. Lodevole l’intenzione di distaccarsi dalla produzione precedente, di rinunciare a sceneggiature complesse e svolazzi pindarici per concentrarsi sulla dura realtà, realizzando un film di guerra senza sentimentalismi e retorica. Esiste però una sana via di mezzo tra piagnistei e glacialità. E in questo caso, si sente solo tanto freddo.

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Enrico Azzano (quinlan.it)
22.08.2017
Frammentario e tumultuoso, Dunkirk è un mosaico umanista che si focalizza sulla lotta per la sopravvivenza dei singoli per restituirci un grande affresco bellico e storico, un quadro che solo alla fine si placa e si dispiega totalmente di fronte agli occhi assetati dello spettatore. Nolan aggiusta e sposta i tasselli della Storia (e delle storie) per trascinarci – sballottati, spiazzati, forse persino confusi – per terra, cielo e mare sui campi di battaglia, nel fango e nel sangue, nella acque annerite di carburante, gelide e infuocate, tra placidi venti e gragnuole di impietosi proiettili.

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Maria Teresa Ruggiero (www.universalmovies.it)
22.08.2017
Le inquadrature strette amplificano la maestosità delle azioni in atto, ed esaltano il senso drammatico. L’emotività di ogni personaggio guida lo spettatore attraverso voli pindarici e la navigazione su imbarcazioni civili, cercando di seminare ad ogni passaggio quell’ansia che incombe inesorabilmente sullo schermo. Lo spettatore si ritrova sopraffatto da sovrastanti immagini, spiazzato da ogni singola inquadratura che sovrasta ogni possibile reazione. La storia viene raccontata da un punto di vista soggettivo. Terra, mare e cielo vengono utilizzati come lenti e zoom della guerra, si tratta di un’esperienza a 360 gradi.

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Valentina Fiorino (myredcarpet.eu)
22.08.2017
Non sono necessari grandi dialoghi e non è utile paragonarlo ad altri film bellici: Dunkirk è un capolavoro, una pietra miliare del cinema da tramandare ai posteri. Nolan esalta, estremizza, turba ed emoziona. Se dovessimo cercare un aggettivo per descrivere la grandezza di Dunkirk, troveremo una risposta solo ed esclusivamente nella parola “epico”.

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Aurelio Vindigni Ricca (www.vertigo24.net)
22.08.2017
Da tempo non si vedeva un'opera così ben calibrata, ben realizzata e bilanciata, dalla potenza visiva e sonora del tutto viscerale. Ogni elemento ha una sua importanza, una sua struttura, anche se la narrazione è spesso affidata "al caso" per raccontare in modo ancora più fedele la guerra, così imprevedibile e feroce.

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Lorenzo Fantoni (N3rdcore)
21.08.2017
Con Dunkirk ci troviamo di fronte al Cinema, quello bello, fatto con cura, mezzi e capacità, quello che devi vedere nel più grande schermo possibile e che è in grado di spegnere tutto ciò che lo circonda, quello che non si accontenta di essere televisione proiettata sul muro. Siate felici di poter essere i primi a vederlo al cinema e andateci ogni volta che potete. Capolavoro? Sì.

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Cristina Resa (Loudvision)
21.08.2017
Un’esperienza collettiva, che trascende l’immedesimazione individuale dello spettatore nei vari personaggi. Con le loro notevoli interpretazioni, Tom Hardy (che praticamente recita con il solo sguardo), Cillian Murphy, Mark Rylance, Kenneth Branagh e il giovane Fionn Whitehead mettono il loro talento al servizio di una storia non dei singoli ma dei molti. Nel narrare questo evento basilare per le sorti della Seconda Guerra Mondiale, Nolan coglie l’occasione per continuare la sua riflessione sulla soggettività della percezione spazio-temporale, riuscendo ad evitare il mero esercizio di stile nel suo film più coerente, asciutto e potente.

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Alan Smithee (www.filmtv.it)
21.08.2017
L'epica di una sconfitta, onore ed eroismo individuale e disinteressato di molti che procura salvezza ai vinti e annienta, moralmente e nella memoria, le gesta della parte conquistatrice e vincitrice. Nolan sceglie di concentrarsi su sopravvissuti e soccorritori, lasciando al nemico una fisionomia neutra, in un film che emoziona e fa palpitare.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
21.08.2017
Uno stuolo di caschi scuri, il rombo dei motori di caccia in avvicinamento e uno stacco, prima che qualcosa, si presume molto distruttivo, avvenga. A Christopher Nolan bastano poche immagini per catturare l'attenzione dello spettatore e renderlo prigioniero di un universo parallelo.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
21.08.2017
Dunkirk è, attualmente, la punta massima di un regista che come non mai ha combattuto contro se stesso per creare un’opera e riempirla di immagini vive. In un’epoca dove si gira tutto in green screen o in computer grafica, Nolan è rimasto uno di quei registi classici che filma il più possibile dal vivo: tutte le riprese in mare e in aria sono state prodotte mettendo in moto tutti veicoli e imbarcazioni usate durante la Seconda Guerra Mondiale; il risultato lo avrete sotto gli occhi andando al cinema, quando verrete inondati da immagini incredibilmente belle, quasi commoventi.

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Yuri Polverino (www.spaziogames.it)
21.08.2017
Dunkirk è cinema, in ogni suo aspetto e sfumatura. Nolan rielabora il classico war movie creando un'esperienza totale, completa, arricchita dalla sua ormai riconoscibile e preziosa firma. Un film da condividere con chi ama il cinema; una di quelle pellicole in grado di accendere il fuoco della passione. Con Dunkirk, Chirstopher Nolan entra nei libri di storia.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
21.08.2017
Cupo, laconico, plumbeo, grigio come il cielo, come il mare (come Batman), Dunkirk è proprio come i film diretti da Nolan con protagonista il Cavaliere Oscuro. Non c'è traccia di retorica, di eroismo, di gloria: non esiste la vittoria, ma solo il contenimento di una sconfitta. La guerra di Christopher Nolan, quella di Dunkirk, è fatta da gente senza nome che vuole solo scappare, portare a casa la pelle, che di tornare indietro ad aiutare gli altri non ci pensa nemmeno, anche se poi magari lo fa, di piccoli impostori codardi, di grandi eroi che - quando ce ne sono - sono anche loro anonimi, e rimarranno tali, o faranno una fine brutta e cretina, o finiranno prigionieri di un nemico senza volto, che è solo un'ombra, che non si vede mai: perché Nolan ha fatto dei soldati inglesi un'isola, quell'isola che è casa loro e che bramano di raggiungere.

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Matteo Scannavini (movies.gamesource.it)
21.08.2017
Dunkirk resta un film drammatico, e di quelli eccellenti, grazie alle superbe prestazioni attoriali del suo cast tutto britannico (curiosità, è presente anche Harry Styles degli One Direction, al suo convincente esordio sul grande schermo) generalmente composto di nomi poco illustri, scelti appositamente dal regista per non “personalizzare” troppo le terribili vicende della guerra. Nessun attore di Dunkirk verrà nemmeno candidato agli Oscar, ma contribuisce in gruppo a creare questo potente e drammatico affresco di sopravvivenza. In Dunkirk non ci sono storie di eroismo esasperato o drammatiche lettere dal fronte: solo la realtà terribile di un gruppo di soldati in bilico tra la vita e la morte. E questo basta per regalarci un vero e proprio capolavoro, una dimostrazione di stile e tecnologia accompagnata da una narrazione sapiente benché ermetica, in grado di colpire anche il cuore.

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Giacomo Fracassi (nerdando.com)
21.08.2017
Il film più minimalista di Nolan, Dunkirk stupisce e colpisce perché non c’è niente di più angoscioso della battaglia per la sopravvivenza.

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Pietro Masciullo (www.sentieriselvaggi.it)
21.08.2017
Dopo i livelli del sogno di Inception e dopo i paradossi dello spaziotempo di Interstellar, qui il discorso sul regista inglese si fa più delicato ed è doveroso fare due premesse: che Christopher Nolan fosse un sapiente architetto di inquadrature autosufficienti e di immersioni sonore di rara potenza, capaci di creare un’immediata fascinazione nello spettatore è sempre stato abbastanza chiaro. E questo ritorno/rovesciamento del war movie classico, paradossalmente, ne certifica ancora di più l’altissima perizia tecnica. [...] Nolan è un cineasta importante per la nostra epoca e come tale va considerato.

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Francesco Ruzzier (www.cineforum.it)
21.08.2017
Allo spettatore viene chiesto di perdersi, in quel tempo. Di abbandonare ogni concezione di linearità per lasciarsi trasportare in un’esperienza più sensoriale che cerebrale, in cui la relatività vince sull’unità. Gli viene chiesto di rivivere gli stessi eventi più volte, di cambiare continuamente prospettiva e velocità, guidato solamente da un ticchettio costante. [...] Quella di Dunkirk è una guerra svuotata da ogni storia, dove si muovono dei personaggi, ma non dei protagonisti; dove i primi piani vengono regalati solamente a piloti che indossano una maschera e dove i plotoni di soldati sono inquadrati sempre dalla distanza, sempre con distacco. Ancora una volta non sono loro i protagonisti, non sono le loro storie che Nolan vuole raccontare: sono (siamo) tutti schiavi del tempo e della sua intangibilità.

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Francesco Santini (www.filmpost.it)
21.08.2017
Dunkirk è un’esperienza cinematografica che coinvolge ed immerge nella guerra lo spettatore rapendo la vista e aggredendo l’udito. Nolan realizza un capolavoro, probabilmente il migliore dei suoi film, e lo fa in soli 106 giri di orologio così intensi da sembrarne almeno il triplo. Non semplice cinema ma vera e propria arte. Consigliato a tutti.

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Francesco Di Brigida (spettacoli.leonardo.it)
21.08.2017
l Rolling Stones si è chiesto se Dunkirk non sia il miglior film di sempre. Poteva esserlo, probabilmente doveva esserlo, visto il carico di aspettative globale, ma non è andata proprio così. O meglio, in molti ci sono cascati, lodandolo senza mezzi termini, ma il nostro parere è un po’ diverso. Sia ben chiaro, si tratta sempre di un grande film, ma porta con sé una zavorra che lo appesantisce impedendogli non tanto di essere il miglior film di guerra, ma il film dell’anima.

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Gabriele Landrini (www.moviestruckers.com)
21.08.2017
Anticipato da un’attesa spasmodica che ha accomunato pubblico e critica, Dunkirk conferma dunque l’estremo trasformismo di Christoper Nolan, il quale, dopo essersi confrontato con generi diversi, tenta la strada del poema bellico, non legandolo esclusivamente al succedersi storico ma caricandolo di un senso universale e atemporale. Tra un cast portentoso e una regia sapiente, l’ultima fatica di Nolan diventa quindi un film magistrale ed intenso, capace di raccontare la guerra attraverso la speranza e di tramettere un senso di ottimismo oggi insperato.

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it)
21.08.2017
Questa matasse di fatti, volti ed eventi non è sempre leggibile, e dipanarla richiede lo sforzo enigmistico che è in fondo la cifra più ovvia dell’autore britannico, ma che in Dunkirk sembra più un vezzo ben progettato che una necessità. Non basta a fare del film meno che un capolavoro, ma lascia la curiosità di scoprire se esiste per il cinema di Nolan una naturalezza ulteriore, un gesto ultimo che non sapremmo ancora immaginare.

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Tiziano Costantini (www.staynerd.com)
21.08.2017
Un capolavoro incredibile, di un regista che non finisce mai di stupirci.

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Alessandro Gamma (www.ilcineocchio.it)
21.08.2017
Dunkirk è un’esperienza ai limiti dell’incredibile per il cinema del 2017, peraltro assolutamente da vivere in sala. Difficilmente qualcun altro in futuro potrà dire qualcosa di nuovo e/o di superiore. Il cast è sì composto da molti volti giovani e sconosciuti, ci sono sì pochissimi dialoghi e tutti sappiamo quello che è accaduto su quella spiaggia 70 anni fa, ma la versione di Nolan è una di quelle che vale la pena di approfondire senza remore.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
21.08.2017
Con Dunkirk, Nolan offre la sua migliore immagine. Un film particolare, in grado di mescolare il genere bellico d'autore, alla spettacolarità del cinema Hollywoodiano ormai tanto caro al regista. Una visione differente di un Nolan tuttavia perfettamente riconoscibile. Se amante il cinema, questo è un film praticamente imperdibile.

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Lorenzo Pietroletti (www.lascimmiapensa.com)
21.08.2017
A differenza di tutta la filmografia precedente, risulta molto difficile trovare grossi difetti, se non per qualche personaggio secondario scritto e gestito non propriamente bene ma in tal caso di tratta di andare a cercare il pelo nell’uovo. Con questo film, Nolan si è dimostrato capace di saper fare un film privo di continue contraddizioni. Speriamo non sia l’eccezione che conferma la regola.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
21.08.2017
Siamo sul campo di battaglia e ci siamo più e più volte, da più prospettive e angolazioni. E ogni volta, pur sapendo magari già cosa succederà, non possiamo che vivere il tutto con la stessa angoscia e con la stessa sensazione di pericolo. Come Nolan sia riuscito a far questo è il vero mistero. Ed il vero motivo per cui questo film è davvero un capolavoro e non solo un grandissimo film. Poi nei prossimi mesi si potrà discutere dei singoli elementi, del merito e dell'importanza della musica di Hans Zimmer, se le poche strepitose scene di Kenneth Branagh meritino un Oscar o meno, di quanto peso potrà avere questo film tra 5/10/20 anni. Ma non avrebbe senso farlo ora, mentre siamo ancora tentati di trattenere il respiro. Mentre siamo ancora su quella spiaggia, in quel mare e in quei cieli. Mentre siamo ancora in un'esperienza cinematografica più unica che rara ma di cui tutti noi dovremmo essere fieri di prendere parte: perché cinema più puro di così, di questi tempi, non è proprio possibile desiderare.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
21.08.2017
Con una parsimonia di parole impressionante Dunkirk per comunicare usa le luci del tramonto di Scala Al Paradiso e la durezza asciutta e secca di Uomini Veri (da cui prende anche lo stile di ripresa delle battaglie aeree, distruggendo in un attimo lo standard di Top Gun) ed è così duro, onesto e secco, così privo di ruffianerie da far risultare stonati i pochi momenti in cui si fa strada un pietismo superfluo. Gli esseri umani disumani di Nolan, così gelidi e razionali, una volta tanto potevano rimanere tali, una volta tanto potevano trovare l’epica solo tramite la loro dedizione e come incarnano il possibile trionfo della volontà.

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21.08.2017
Tutto molto epico, tutto molto patriottico, troppo forse. Eppure Nolan riesce abbastanza bene a schivare la retorica più spinta e a mettere in scena una scenografia e una regia da brividi dalla quale difficilmente si riesce a prender le distanze e a non farsi inghiottire.

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Gabriele Ottaviani (convenzionali.wordpress.com)
21.08.2017
Dunkirk, di Christopher Nolan, in sala dal trentuno di agosto, con Jeffrey Kurland ai costumi, Hans Zimmer alla musica, Lee Smith al montaggio, Nathan Crowley alla scenografia, Hoyte Van Hoytema alla fotografia e una magnifica compagine di attori (Fionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Aneurin Barnard, James D’Arcy, Barry Keoghan, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy), è epico, maestoso, commovente, monumentale, esaltante, emozionante, perfetto. Imprescindibile.

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Andrea Chirichelli (www.playersmagazine.it)
21.08.2017
Nonostante qualche soggettiva imperfezione (c’è meno pathos rispetto ad altri film del genere, la narrazione non lineare a volte confonde, non esiste un vero e proprio plot) Dunkirk si smarca dal genere bellico classico per inaugurare una nicchia tutta sua, confermando la capacità di Nolan di trovare chiavi di lettura nuove ed originali per raccontare la banalità del male e la forza della speranza.

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Giuseppe Bonsignore (www.cinematik.it)
21.08.2017
Da più parti atteso “Dunkirk” può essere considerato il miglior film del regista Christopher Nolan per diversi motivi. Se non è un capolavoro poco ci manca ma mai come in questa occasione un film riesce a veicolare i sentimenti dei protagonisti e il coinvolgimento emotivo e visivo degli spettatori.

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Guglielmo De Gregori (www.gamesvillage.it)
21.08.2017
Nolan si conferma uno dei più grandi artisti del nostro tempo, capace non soltanto di giocare con i suoi temi, ma anche di reinventarsi come autore e di affrontare sempre nuove sfide, pur mantenendo una coerenza tematica con la sua carriera. Dunkirk è una pellicola dal realismo crudo e straziante, che alla fanfara hollywoodiana preferisce il rispetto e il rigore del Cinema d’autore, rispondendo alla vacuità dell’intrattenimento seriale con un capolavoro che non è destinato a passare come una meteora, ma piuttosto a restare come monito per le future generazioni.

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Giulia Anastasi (www.cinefilos.it)
21.08.2017
Dunkirk è un film dotato di molteplici possibilità di lettura. Che la visione sia superficiale o più approfondita, basta che ci si ricordi che questo – e non altro – è vero cinema.

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Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
21.08.2017
Con Dunkirk il regista Christopher Nolan sintetizza il suo linguaggio riuscendo a condurci attraverso un viaggio profondamente umano, che nonostante tutto si fregia di una tecnica e una consapevolezza registica al massimo della loro espressione. Ogni caratteristica tipica del cinema del regista americano, dall'ossessione per il tempo alla cifra emotiva del suo racconto, riescono così grazie alla storia del salvataggio di Dunkirk ad eccellere in ogni forma restituendoci una pellicola a cui è difficile, se non impossibile, trovare un vero difetto.

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Emiliano Cecere (www.cinematographe.it)
21.08.2017
Dunkirk di Christopher Nolan è la Quinta Sinfonia di Beethoven per il cinema, forse tra i più grandi film di guerra della storia del cinema, se non addirittura il più grande. Rappresenta la più alta forma artistica e contemplativa degli ultimi anni, un’opera unica e altissima che andrebbe venerata quasi al pari di un radicalismo religioso.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
02.08.2017
In molti si aspettavano un kolossal da tre ore, ma a Nolan servono 106 minuti per lanciare il suo messaggio di speranza a un mondo che trema davanti alle nuove forme di guerriglia. Un caccia che plana senza più carburante rappresenta la disfatta del supporto alleato contro Hitler, fino a quando un atterraggio di emergenza sembra possibile. Dalle tenebre sorge il sole, e il cinema bellico raggiunge il suo apogeo.

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Davide Colli (darumaview.it)
31.07.2017
Con Dunkirk Christopher Nolan confeziona un’opera bellica di ampio respiro, che comunica con lo spettatore tramite il potere delle immagini e delle sonorità composte da Hans Zimmer, che rendono la visione l’esperienza multisensoriale per definizione, sovrastando ogni altro film del regista e ogni altro war movie di recente uscita nelle sale.

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Pierpaolo Festa (www.film.it)
28.07.2017
Alla fine dei titoli di coda l'orologio segna un'ora e quarantasei minuti: ma il blockbuster più breve di Nolan sembra durare quasi il doppio a causa di adrenalina e grande spettacolo. È la durata perfetta e allo stesso tempo si tratta della sceneggiatura migliore che il regista avrebbe potuto scrivere, lui che riempie sempre di parole e spiegazioni i suoi film. Dunkirk ci risparmia quei venti minuti di troppo di quasi tutto il cinema di Nolan. Un kolossal asciutto.

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Valentina Ariete (leganerd.com)
28.07.2017
Al decimo film Christopher Nolan affronta il genere bellico, raccontando la storia dell’Operazione Dynamo, imprigionando i suoi protagonisti in una striscia di terra tra mare e cielo, in cui il nemico è una presenza senza volto e l’unico valore rimasto la sopravvivenza a ogni costo. Dosando perfettamente tecnica e cuore, il regista inglese realizza il suo capolavoro.

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Gabriele Capolino (www.cineblog.it)
24.07.2017
Dunkirk è un film sull’orrore della guerra in cui i personaggi vivono lo stesso evento da punti di vista differenti. È un film sulla percezione della guerra con un minimo comune denominatore per tutti: il volto del nemico è invisibile. Per chi sta a terra e in acqua è persino incontrollabile. Il nemico non si vede quasi mai così come la violenza è quasi completamente assente. Ciò non toglie al film la sua carica di orrore e costante pericolo.

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Lindsey Bahr, (abcnews.go.com)
18.07.2017
Dunkirk è un capolavoro spietato, di gran lunga il miglior film dell'anno ed anche il migliore di Nolan, che continua ad essere impareggiabile ad Hollywood.

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Eric Eisenberg (www.cinemablend.com)
18.07.2017
Della durata di soli 107 minuti, Dunkirk ha un ritmo serrato, ed è interamente infuso di sbalorditive sequenze che vi toglieranno il fiato.

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Brian Truitt (www.usatoday.com)
18.07.2017
Nella fotografia di Hoyte Van Hoytema c'è una bellezza squisita ma anche pura desolazione, ed il cast di Nolan è composto da un gruppo di attori inglesi al massimo della forma. Nel personaggio di Dawson, Rylance riesce a portare tanto cuore e una comprensione super-umana di quello che può succedere durante la guerra. Styles, il cantante dei One Direction al suo debutto cinematografico, offre una sorprendente quantità di pathos e determinazione, mentre Hardy è semplicemente magnetico, anche con la faccia coperta da una maschera.

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Fionnuala Halligan (www.screendaily.com)
18.07.2017
La nozione dello Spirito di Dunkirk è stata usata da coloro che vorrebbero vedere la Gran Bretagna ritirarsi su sé stessa, ma il film di Nolan aiuta a rendere il concetto di nuovo importante. Mentre lascia i sopravvissuti ad affrontare un futuro buio, ci viene ricordato di quelle disperate e nobili anime che hanno cercato di combattere per qualcosa di puro e mantenere il fronte Europeo. Di questi tempi è sicuramente un bel messaggio.

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18.07.2017
Grandi registi confezionano grandi film. E con Dunkirk, Christopher Nolan ha creato il suo secondo capolavoro, una storia emozionante, ribadita, ricordata ed apprezzata.

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Daniel Krupa (www.ign.com)
18.07.2017
Dunkirk non si sofferma sugli orrori della guerra, ma riesce a trasmetterne con successo il puro terrore sia attraverso piccoli atti umani, che fragorose scene di conflitto. Non è una storia di guerra che porta alla vittoria – non è questo il punto della storia di Dunkirk – è la storia di una ritirata, di un'ingloriosa sconfitta. La guerra continuerà per altri cinque anni. Ma grazie ai suoi eventi miracolosi, Nolan ed un eccellente cast di giovani attori sconosciuti e veterani sono in grado di ritrarre non solo le soffocanti ed inumane forze in gioco, ma anche il potere dietro piccoli atti di dignità e coraggio.

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Drew Taylor (theplaylist.net)
18.07.2017
Questo è un film che permette a Nolan di indulgere nel suo amore per le innovazioni tecnologiche, ma lo fa con una storia profondamente sentita e meravigliosamente raccontata. Dunkirk è un raro esempio di blockbuster che lascerà il segno.

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18.07.2017
Dunkirk è un capolavoro impressionista. In questo film Nolan non sbaglia un colpo.

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David Ehrlich (www.indiewire.com)
18.07.2017
Cavalcando l'altisonante colonna sonora tipica di Hans Zimmer, che abbandona la melodia a favore della tensione, Dunkirk fa leva sulla suspense più cruda per poter rimuovere i suoi personaggi dal contesto e rigettarli verso loro stessi. Pochi film sono stati in grado di trasmettere in modo così palpabile il puro isolamento che la paura genera, ed il modo in cui la storia sia spesso scritta da persone che stanno semplicemente cercando di sopravviverla - pochi film hanno illustrato in modo così vivido come un solo uomo possa fare tanto per il suo paese quanto un paese possa fare per uno dei suoi uomini. Ma Nolan, insistendo sulla triste verità fino al suo punto di rottura, torna dalla battaglia con l'imponente testimonianza di una semplice idea: possiamo anche morire da soli, ma viviamo insieme.

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18.07.2017
A tratti, può sembrare sbagliato soffermarsi ad ammirare le prospettive di Dunkirk, le luci ed i delicati toni della spiaggia, del mare, e del cielo. L'orario del giorno che cambia in un secondo, da scena a scena, sottolineando l'infinitezza di questo calvario, e come il tempo si sia fuso mentre la straziante fuga continua a ristagnare. Ma è anche vero che uno sfondo così attraente ha reso il punto focale del film - gli eventi di Dunkirk - ancora più severi.

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Chris Nashawaty (ew.com)
18.07.2017
Alla fine, quello che Dunkirk mette maggiormente in risalto non è il suo messaggio motivazionale, o l'eroismo di tutti i giorni. Sono le piccole, indelebili ed irremovibili immagini che si accumulano come i dettagli negli angoli di un affresco. Un soldato affetto da stress post-traumatico che trova la morte camminando verso le onde. Un aereo tedesco colpito che, girando su sé stesso, precipita verso le acque come un aeroplanino di carta. Le infermiere che distribuiscono tè e parole di conforto ai tormentati uomini appena salvati. Questa è una viscerale produzione cinematografica ad alto budget che può essere considerata Arte. E per il momento è anche, senza nessun dubbio, il miglior film dell'anno.

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Peter Debruge (variety.com)
18.07.2017
Da un lato Nolan riesce ad offrire lo spettacolo di una grande produzione cinematografica, facendo leva sia sulla tensione che sull'eroismo attraverso il suo intricato, e a tratti travolgente, design sonoro, che riesce a combinare il quasi onnipresente ticchettio di un cronometro con l'altisonante colonna sonora di Hans Zimmer - rumore atmosferico più che musica, così pieno di bassi che ti rimbomba nella colonna vertebrale. Ma allo stesso tempo ha trovato il modo di sfruttare questa tecnica al servizio di un realtà amplificata, una realtà che risulta più immersiva ed immediata.

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Jane Crowther (www.gamesradar.com)
18.07.2017
Mentre il cast più giovane fa il duro lavoro, quello più esperto dona gravitas e sentimento. Menzione particolare va al meraviglioso patriota interpretato da Rylance, un personaggio pieno di sfumature, alla destrezza di Hardy nel trasmettere emozioni dietro ad una maschera d'ossigeno e confinato in una cabina di pilotaggio, e allo shakespeariano comandante navale di Kenneth Branagh.

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Nick De Semlyen (www.empireonline.com)
18.07.2017
L'azione trova il meglio di sé nei cieli. Nolan torna all'effetto sorpresa rimuovendo i pixel, riprendendo veri Spitfire durante vere missioni sopra il vero canale inglese. I risultati sono incredibili, sopratutto sulla vasta distesa dello schermo in IMAX, dove traballanti carcasse prendono il volo e virano sopra un ammasso di blu. Lo stesso vale per gli uomini sulla terraferma, piloti in inferiorità numerica e senza abbastanza armi per difendersi, che si gettano in una situazione disperata, ma senza che questo influenzi la loro traiettoria. La frase "lo spirito di Dunkirk" è stata coniata dopo gli eventi del maggio 1940, e Dunkirk la cattura alla perfezione.

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Jeremy Aspinall (www.radiotimes.com)
18.07.2017
Gli eventi di Dunkirk potranno anche essere stati descritti da Churchill come un "colossale disastro militare", ma la sua versione cinematografica è un trionfo meraviglioso ed incredibilmente vivido da parte di un regista in piena forma.

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Alonso Duralde (www.thewrap.com)
18.07.2017
Nolan ha creato un film sensazionale sotto ogni punto di vista; punta sia al cuore che alla testa, ma per arrivarci passa attrvaerso il sistema nervoso centrale. [...] Il cast è eccezionale, e trova modi di coinvolgere e forgiare carattere in un film che non offre loro i classici metodi per poterlo fare.

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