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5 È un film per chi ama il cinema, quello vero.
5 È un film per chi ama il cinema, quello vero.

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Silvia Cotronei Fabio (www.recencinema.it)
02.11.2015
Le inquadrature fisse non seguono tanto i corpi quanto gli sguardi dei protagonisti. Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, Haigh riesce a comprendere la profondità del concetto, mostrandocelo in maniera trasparente e diretta. La casa come luogo comune in cui si condivide, si litiga, si fa momentaneamente pace. In casa non si possono celare gli oggetti, tantomeno i segreti. Prima o poi tutto viene a galla quando meno te lo aspetti, perché la casa nasconde, ma non ruba.

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Roberto Manassero (www.cineforum.it)
02.11.2015
Andrew Haigh racchiude nello spazio della casa la tensione quasi inepressa ma sottilissima fra i due personaggi: la Rampling che trattiene tutto, che strappa ogni reazione (una mano tolta di scatto, un sorriso forzato, un corpo negate) e Tom Courtenay, altrettanto straordinario, che di rimando va in pezzi lentamente, perdendo il controllo dei movimenti, facendosi travolgere dal fantasma della vecchiaia, della demenza, dell’oscenità.

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Maria Teresa Ruggiero (www.frenckcinema.altervista.org)
02.11.2015
Haigh ci trascina in queste campagne desolate inglesi di Nortfolk che ci fanno vivere contemporaneamente il grigiore e la piattezza di questo matrimonio senza fine, contrastato da ricordi non cercati ma onnipresenti.

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Claudio Fontanini (www.cinespettacolo.it)
02.11.2015
Una lezione di cinema e recitazione, per un film dove i soli effetti speciali sono quelli del cuore.

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02.11.2015
Un film intenso e inusuale nella sua scelta di rappresentare con molta semplicità un amore maturo; completamente affidato alle ottime prove attoriali dei protagonisti: sempre composte e misurate e per questo ancora più efficaci e credibili.

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Stefano Guerini Rocco (www.ondacinema.it)
02.11.2015
In "45 anni" la regia di Haigh si fa nitida e composta, tutta al servizio di una sceneggiatura impeccabile che trova felice compimento nei duetti emozionanti di due interpreti in stato di grazia.

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Paolo Ottomano (www.cinema4stelle.it)
02.11.2015
L'aspetto più interessante di questo film è la voglia di voler raccontare un'età che mediamente, a parte illustri eccezioni – Amour di Haneke tra le più recenti – rimane un po' agli angoli del grande schermo, come se le emozioni turbolente, contraddittorie, fossero proprietà esclusive dei cosiddetti "giovani adulti", curioso non-sense, ossimoro che ormai indica una sorta di "adolescenza matura".

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Matteo Vergani (www.cinefilos.it)
02.11.2015
45 Anni è una pellicola di sobria e intensa bellezza impostata su ritmi lenti, pacati e contemplativi ma capace di trasudare emozione da ogni inquadratura, un racconto che fa del suo puro e semplice realismo l’arma suprema per raccontare poeticamente il cancro della memoria e del passato che finisce per erodere dall’interno una relazione solo in apparenza solida ma contaminata dal peso di un fantasma d’amore mai dimenticato.

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Alessia Laudati (www.film.it)
02.11.2015
Il pregio del film è proprio l’equilibrio tra dramma e commedia che si compie qui senza nessuna sbavatura. 

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Michele Parrinello (www.persinsala.it)
02.11.2015
La pellicola è colta e intelligente, asciutta nel tratteggiare le parabole discendenti dei suoi protagonisti e quasi priva di passaggi a vuoto, se si eccettua una linearità forse eccessiva nell’evoluzione dei complessi caratteri dei vari personaggi. Nel suo raffigurare la monotona normalità, scandita dal trascorrere della settimana di avvicinamento alla festa, mette in risalto come, dopo tanti anni, per ottenere la felicità non si possa anelare a grandi concetti puri e astratti ma ci si debba accontentare di godere delle piccole cose. E che se anche esse vengono meno, le vecchie mura del castello non possono che crollare.

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Simone Porrovecchio (www.cinematografo.it)
02.11.2015
[Andrew Haigh] ha saputo raccontare con toccante maestria la storia di un matrimonio improvvisamente messo sottosopra e l’amore di due anziani nella campagna inglese.

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Michele Faggi (www.indie-eye.it)
02.11.2015
45 anni di Andrew Haigh è interamente concepito sulla distanza raggelata tra l'ambiente e i corpi dei suoi attori. Con un rigore quasi luterano che per accumulo diventa improvvisamente impudico, il suo sguardo non ha mai la freddezza di un'osservazione chirurgica grazie anche al coraggio con cui libera da questa gabbia emotiva e personale le splendide interpretazioni della Rampling e di Courtenay.

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Valentina D'Amico (movieplayer.it)
02.11.2015
A coronare il tutto vi è la sensibilità di un autore come Andrew Haigh, il cui acume lo porta ad analizzare a fondo un rapporto duraturo per riflettere sul fondamento su cui si basa il matrimonio stesso. Il tatto e l'eleganza di cui il regista è capace non mitigano il risultato della riflessione, tanto sconvolgente quanto più è sommessa e ambigua la forma con cui esso viene veicolato.

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Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
02.11.2015
La delicatezza di Andrew Haigh nel delineare 45 Years e nel raccontare il dramma di un matrimonio fondato sul segreto è allo stesso tempo la forza e anche la debolezza del film. Il regista infatti sceglie di non sporcarsi le mani e disegna solo la superficie del suo dramma, rimanendo esterno ad ogni tipo di giudizio ma facendo mancare allo spettatore una visione più approfondita. Tuttavia l'eleganza stilistica e le grandi interpretazioni rendono la pellicola estremamente interessante.

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Luisa Cotta Ramosino (www.bestmovie.it)
02.11.2015
La regia di Haigh, discreta e coinvolgente, non disdegna qua e là di sorprendere lo spettatore: con l’uso di stilemi da cinema «horror», quasi a sottolineare il senso di crescente instabilità  tra i due protagonisti, li porta fino al limite della rottura.

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Alessandro Aniballi (quinlan.it)
02.11.2015
Haigh gestisce tutto questo con notevole polso cinematografico, lavorando per l’appunto sulla sottrazione e sul non visto, sul fuori campo e sulla sospensione ellittica, per poi affondare il colpo con alcuni laceranti long take (uno circa a metà e l’altro nel finale) a stringere sui volti e sui corpi segnati dei due attori protagonisti. La Rampling e Tom Courtenay si dimostrano perfettamente in grado di reggere la scena dall’inizio alla fine, regalando al regista ogni possibile sfumatura necessaria ed è inevitabile pensare subito ad entrambi come a dei probabilissimi pretendenti agli Orsi d’argento per i migliori interpreti.

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Vissia Menza (www.masedomani.com)
02.11.2015
Al film, diretto da Andrew Haigh, però manca un non-so-che. Non è sufficiente puntare sulle abilità recitative dei due ottimi attori per ottenere un capolavoro.

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Gabriele Capolino (www.cineblog.it)
02.11.2015
Andrew Haigh con 45 Years cambia rotta e descrive un rapporto di coppia eterosessuale sconvolto da una notizia shock. Con la sua solita maestria e un risultato emotivamente potentissimo. Da premio.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
02.11.2015
Impeccabilmente messo in scena, scritto e interpretato, 45 Years trova la sua verticalità in un passato fuori campo.

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Mauro Donzelli (www.comingsoon.it)
02.11.2015
Haigh gestisce abilmente una tensione crescente, che non influisce però sul suo stile sempre controllato, ma si alimenta semmai attraverso piccoli gesti, una risposta meno pronta o la perdita del patto di fiducia su cui si era basato il loro amore.

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