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Erika Pomella (www.movietele.it)
27.10.2015
'Mustang' è una pellicola forte, un film che disturba e che innervosisce, che impedisce al pubblico di distogliere lo sguardo; che, anzi, lo tallona da vicino, provocandolo di continuo, quasi sfidandolo a far finta di niente. Una storia dell'orrore travestita da racconto di formazione.

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Francesco Ferrone (www.loudvision.it)
27.10.2015
“Mustang” ha sfilato a sorpresa (ma dopo aver visto il film, la sorpresa è ben chiarita) il posto di portabandiera francese al premio Oscar per il miglior film in lingua straniera a “Dheepan”.

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Erica Belluzzi (www.cinemamente.com)
27.10.2015
Dal microcosmo della prigione domestica, la regista mostra con disinvolto realismo, come la gente del luogo abbia un rapporto intimo, quasi famigliare con il potere che letteralmente suggerisce loro cosa fare attraverso i media, raffigurati nel televisore, altare del quotidiano, costantemente sintonizzato sui discorsi dei potenti del paese.

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Martina Ponziani (www.vertigo24.net)
27.10.2015
Se l’intento era di tipo empatico, come sembra evidente, la regista turca naturalizzata francese Deniz Gamze Ergüven lo raggiunge in pieno riservandosi soltanto qualche vezzo mentre lascia parlare totalmente la storia la cui potenza basta da sola per trarre le inevitabili conclusioni.

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Giancarlo Zappoli (www.mymovies.it)
27.10.2015
Mustang appartiene alla categoria delle opere prime che lasciano ben sperare per il futuro di chi le ha realizzate e quindi del cinema.

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Elena Pedoto (cinema.everyeye.it)
27.10.2015
Da una produzione francese e dal tocco sensibile, quasi fiabesco, di una giovane regista turca (Deniz Gamze Erguven) nasce Mustang, storia divisa tra una dimensione educativa retrograda e distruttiva, e la forza di un amore tra sorelle unico e travolgente, capace (nel bene o nel male) di superare il buio di una dimensione sociale che non lascia spazio alcuno a un’idea femminile di libertà e indipendenza.

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Andrea Rabbito (www.filmforlife.org)
27.10.2015
Mustang non è soltanto un’opera attraente esteticamente, eccezionalmente ben scritta e diretta, è narrazione pura di uno spaccato di vita negata, che opprime molte giovani donne dei nostri tempi.

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Tommaso Cartia (darumaview.it)
27.10.2015
L'età dell'innocenza turca, toccante e delicato quanto audace ed eversivo ritratto di cinque adolescenti costrette a vivere in una "fabbrica di casalinghe di massima sicurezza", come Lale, la protagonista, definisce la sua casa. Quasi tragicomico nella sua anacronistica realtà il destino di queste giovani ancora oggi vittime di una bigotta egida patriarcale. Film importante. Da vedere.

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Luca Ottocento (movieplayer.it)
27.10.2015
La regia di Deniz Gamze Ergüven si mette abilmente al servizio del racconto e ha il grande pregio di accompagnare con estrema efficacia lo sviluppo della narrazione, senza abbandonarsi mai a virtuosismi fini a se stessi e dando in ogni momento priorità alla storia da raccontare e spazio alle ottime interpretazioni delle cinque protagoniste.

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Maria Teresa Ruggiero (www.frenckcinema.altervista.org)
27.10.2015
Deniz Gamze Ergüven descrive quel senso di costrizione esistente ancora in Turchia, dove tutto quello che riguarda la femminilità viene ricondotto alla sessualità, come se qualsiasi gesto possa contenere carica sessuale. La regista sceglie cinque ragazze forti per interpretare le sue eroine dal carattere indomabile, come i mustang (cavalli selvaggi), le prepara quotidianamente fornendo loro film da cui prendere spunto per descrivere la loro prigionia, ma anche la loro forza e sensualità.

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Fiaba Di Martino (farefilm.it)
27.10.2015
Un esordio epidermico e folgorante che fotografa un coming of age al femminile bruciante di libertà e limpidezza.

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Raffaele Meale (quinlan.it)
27.10.2015
Mustang, esordio alla regia di Deniz Gamze Ergüven candidato all’Oscar per la Francia, è un film corale sull’adolescenza femminile in Turchia non esente da difetti, ma vitale e interessante.

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Carolina Bonito (www.supergacinema.it)
27.10.2015
Un film estremamente incisivo che affronta i temi di libertà d'espressione, importanza dell'istruzione e della sessualità, in maniera estremamente delicata, un film semplice e dal sapore dolceamaro difficile da dimenticare.

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Paolo Ottomano (www.cineavatar.it)
27.10.2015
Una delle cose che colpisce di più in Mustang è l’assenza di ostentazione, di riferimenti espliciti – velo a parte – alla religione. La regista, Deniz Gamze Erguven, ci tiene evidentemente a ricordare che è l’uomo il solo colpevole, a prescindere dalla fede che professa, la quale a conti fatti è una sua stessa creatura. È una scelta felice che allontana il film da tutto quello cui siamo abituati dai media a proposito dell’area semantica denominata “Islam”.

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Flavio Frontini (www.daringtodo.com)
27.10.2015
Mustang farà piangere di commozione (ma anche di gioia) più di qualche spettatore, in un turbinio di sensazioni difficilmente controllabili. Alla fine è questo che si chiede a gran voce, il cinema che possa emozionare.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
27.10.2015
La Ergüven ha saputo mettere in scena con travolgente grazia una storia che altri avrebbero serenamente potuto tramutare in un dramma senza quasi via d'uscita, tratteggiando con forza ed eleganza i volti di 5 donne senza tempo.

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