Men in Black International
Men in Black International
Il mondo non si salverà certo da solo
Data Uscita: 25 Luglio 2019
(Stati Uniti • 2019) Men in Black International
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Andrea Suatoni (blog.screenweek.it)
23.07.2019
Proprio come Lee e Smith ai vecchi tempi, la coppia formata da Tessa Thompson e Chris Hemsworth funziona a meraviglia: d’altronde la chimica fra i due era già stata oggetto di plauso in Thor: Ragnarok, e qui la grande sinergia dei due attori brilla ancora costruendo un rapporto totalmente diverso ma ugualmente credibile fra l’Agente M e l’Agente H. Aiutati da una scrittura che esalta sia le peculiarità dei personaggi che quelle degli attori, la costruzione del rapporto fra M ed H e la godibilità dei loro continui scambi – non solo a livello comico – è sicuramente il punto forte del film.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
25.07.2019
La saga volta pagina con un divertissement (ben) costruito per piacere al pubblico e riflettere le ultime tendenze.

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Gabriele Niola (www.wired.it)
25.07.2019
Ha l'aspirazione di arrivare al medesimo tono scanzonato del primo, soffocata però da una scrittura così pessima da sconfinare nell'imbarazzo.

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Teresa Gallo (www.cineavatar.it)
25.07.2019
I protagonisti non sono all’altezza dei precedenti, ma regalano tuttavia una buona interpretazione e alcuni siparietti comici carini, aiutati dall’alieno pedina, ultimo rimasto della sua specie, Pawny (Kumail Nanjiani), che riconosce la supremazia femminile e si autoproclama fedele servitore della sua nuova Regina, l’Agente M.

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Marcello Lembo (www.mondofilm.it)
25.07.2019
Nonostante il loro impegno Men in Black: International non riesce a ridare lustro a una saga che ad oggi sembra sempre più opaca, quasi come quei vestiti neri che danno il nome a tutto.

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Francesco Fabio Parrino (www.wilditaly.net)
25.07.2019
Men In Black: International, pur non essendo esente da critiche, tenta di aggiornare il mito degli Uomini in Nero sulla base delle tematiche che fanno da padrone nella società del 2019, proponendo anche – in chiusura di secondo atto – un nuovo (e più attuale) nome all’organizzazione: Men & Women In Black – alzando così l’asticella del conflitto, ampliando l’ambiente narrativo e puntando tutto sulla brillantezza del duo Hemsworth-Thompson, regalando così allo spettatore due ore di intrattenimento godibile capace di strappare più di una risata.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
25.07.2019
Non c’è niente di peggio di un film timoroso, e Men in Black: International lo è. È timoroso di non essere all’altezza dell’originale (e ha buone ragioni a esserlo), è timoroso di non essere sufficientemente corretto, è timoroso di non far ridere a sufficienza e di non essere esotico come altri blockbuster. Tutto questo sarebbe passabile se almeno Men in Black: International vivesse il suo momento, se almeno godesse e facesse godere delle sue singole scene. Ma non è così.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
25.07.2019
Men In Black International è un film che funziona meno di quanto potrebbe, ma la colpa, contrariamente a quanto si possa pensare, non è da imputarsi al cast, tutt'altro. Pur superficialmente reincarnando l'originale "equilibrio razziale" qui a generi invertiti, Chris e Tessa non imitano Jones e Smith, eppure trovano un loro modo di interagire convincente e carismatico: forse diverte più Tessa Thompson, alla quale spetta il personaggio con un minimo di trascorso emotivo, in un contesto molto macchiettistico nel quale invece sguazzano il guascone Hemsworth e comprimari di lusso come Emma Thompson e Liam Neeson.

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Alessandro Reppucci (www.serialgamer.it)
25.07.2019
La nuova iterazione del franchise Men in Black non riesce a replicare e ad arrivare ai fasti di un tempo, con i due Agenti principi di questo capitolo che non si avvicinano all’esuberanza e alla comicità di J e K. Il film ha qualche buono spunto, ma nel complesso è stato farcito di troppi dialoghi e battute che potevano essere maggiormente contenute a favore di qualche altra scena action come quella londinese.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
25.07.2019
L'impressione generale è che Men in Black: International voglia espandere l'universo dei film, letteralmente, da un punto di vista geografico, perdendo però le coordinate dei personaggi. Oltretutto, scegliere Chris Hemsworth per un action dai toni divertenti e muscolari e non sfruttare la sua verve comica è un vero spreco di talento.

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Lorenzo Pietroletti (primepagine.eu)
23.07.2019
Il revival dimenticabile anche senza sparaflash

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Martina Grusovin (www.fantasymagazine.it)
23.07.2019
Il risultato è un pasticcio poco brillante e piuttosto noioso, in cui non bastano né le faccette di Hemsworth né la bizzarria aliena, per dare vigore a una pellicola evidentemente nata sotto una cattiva stella. Non tutto è perduto però e la Sony, nonostante non sia stato ancora annunciato un sequel, garantisce di non voler gettare la spugna.

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Redazione (www.longtake.it)
23.07.2019
Il risultato del film diretto da F. Gary Gray, tra blandissime sequenze d’azione e un ritmo spesso soporifero, non è però all’altezza delle aspettative: si salta in maniera schizofrenica e senza troppa efficacia da un’ambientazione all’altra, nessuna delle situazioni proposte ha il giusto carisma per appassionare o anche solo per divertire al di là di qualche stiracchiato sorriso e la chimica tra i due interpreti non sortisce affatto l’effetto sperato, assestandosi ai minimi storici. Il tono da commedia di fantascienza, ludica e senza troppe pretese, attenta solo alla dignità della confezione, non va mai oltre ammiccamenti allo spettatore fastidiosi e all’acqua di rose, le nuove creature e i mostriciattoli coinvolti non si sganciano da una stridula stucchevolezza e il politicamente corretto d’ordinanza arriva a saturare qua e là i dialoghi senza alcuna problematicità e con programmatica furbizia

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23.07.2019
Spiace pensare che nel curriculum di attori come Emma Thompson e Liam Neeson debba apparire anche Men In Black: International. Sparaflashateli, per favore!

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Ivana Faranda (www.ecodelcinema.com)
23.07.2019
Non sapremo mai quanto possa aver risentito il film del clima di tensione sul set, quel che è certo è che, pur non essendo coinvolgente come i primi tre della saga, ha un suo perché e si fa guardare con piacere per la buona sceneggiatura e l’altissima qualità della fotografia e del prodotto finale. In sintesi, pur non essendo un capolavoro, conferma, se mai ce ne fosse alcun bisogno, l’altissima qualità dei lungometraggi d’intrattenimento made in Usa.

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Stefano Dell'Unto (www.nerdplanet.it)
23.07.2019
Una volta lasciata la comfort zone dell’eredità di Sonnenfeld, il film non riesce a camminare da solo. L’umorismo è ormai troppo puerile per i ragazzini smaliziati dai prodotti Marvel. L’action, gravata dai soliti effettacci digitali Sony, è così svogliata e povera di idee che sembra di trovarsi di fronte a un film al rallentatore di vent’anni fa, altro che Fast & Furious. E dei gadget luminosi per vendere giocattoli non importa più niente a nessuno.

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Erika Pomella (www.movietele.it)
23.07.2019
Film fatto per intrattenere e divertire, Men in Black International si concentra proprio su questi obiettivi, senza sforzarsi di essere ciò che non è. Lo scopo è quello di costruire un impianto diegetico in cui lo spettatore possa sentirsi a suo agio e possa divertirsi. E il film di Gary Gray fa proprio questo: diverte. E lo fa sostenendo un ritmo quasi sempre perfetto, che non allenta mai la presa sulla curiosità dello spettatore che si trova sempre proiettato in avanti, in attesa dell'ennesima svolta, del nuovo luogo da scoprire, del nuovo mistero su cui indagare. Un ritmo che funziona molto bene anche (e soprattutto) grazie alla forte chimica tra i due protagonisti. Per usare una definizione tanto cara al mondo di Hollywood, Chris Hemsworth e Tessa Thompson bucano lo schermo.

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Francesco Lomuscio (filmup.leonardo.it)
23.07.2019
[...] siamo dinanzi all’appuntamento meno riuscito della tetralogia, capace addirittura di spingere a rivalutare il dimenticabilissimo “Men in black 2”... fino alla piuttosto prevedibile “sorpresa” conclusiva che, oltretutto, lascia emergere una palese falla di sceneggiatura.

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Emanuele D'Aniello (www.culturamente.it)
23.07.2019
Potrebbe essere descritto in svariati modi. Pigro, noioso, inutile, apatico, i primi che mi vengono in mente. E mi sto tenendo nell’alveo dei complimenti al film. Forse la parola disastro è quella che meglio si abbina a Men in Black: International.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
23.07.2019
Il franchise si tinge di rosa, si uniforma agli standard del politicamente corretto, e punta tutto sull’ironia che sfocia nell’eccesso. Manca la grinta dei tempi d'oro, e tante altre cose

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Valeria Benassi (www.lenuovemamme.it)
23.07.2019
Nell’insieme è un film leggero con un cast convincente che riesce a intrattenere per due ore con il suo “bestiario”, i suoi effetti speciali, le sue intense scene d’azione e le battute, ricreando con ritmo ed umorismo una nuova versione dei film di spie supersofisticate.

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William Maga (www.ilcineocchio.it)
23.07.2019
Il regista F. Gary Grayappare poco ispirato, forse troppo controllato dall’alto, non riuscendo a dare il giusto respiro alle emozioni che dovrebbero emergere tra un forsennato momento action e l’altro. L

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Damiano Panattoni (hotcorn.com)
23.07.2019
Si riflette sulla parità di genere, sull’integrazione piuttosto che sull’esclusione, si cerca di citare l’approccio scansonato tipico dei cinecomics moderni, anche se l’identità di Men in Black farebbe parte di un altro genere. E l’essenzialità della cornice newyorkese viene sostituita da una globalità che, nel suo messaggio di fondo, cerca di portare avanti l’idea che ogni specie abbia gli stessi sacrosanti diritti, ovunque essi siano. Umani o alieni che siano.

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23.07.2019
Azione, tecnologia avanzata, ‘girl power’ e chimica. Questo è in sintesi #MIBInternational. Sicuramente è impossibile paragonarlo al film del 1997 però il regista è riuscito, con un discreto successo, a creare tra Chris Hemsworth e Tessa Thompson una chimica che li ha resi dei perfetti ‘partner in crime’. L’aspetto più interessante del film, però, è la protagonista femminile: forte, audace, determinata, furba, intelligente e sexy. Insomma un esempio di determinazione e forza femminile che fa sembrare il raggiungimento dei propri obiettivi un’operazione semplice.

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Redazione (www.madmass.it)
23.07.2019
Men in Black: International è un film divertente con quell’umorismo particolare che per anni ha funzionato nella storia degli uomini in nero che lottano o cooperano con gli alieni. Un nuovo inizio per la saga, che probabilmente porterà nuove sorprese.

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Marco Chiaretti (www.spettacolo.eu)
23.07.2019
Tutto appare atonico, creando allo spettatore un effetto di “vuoto geografico” molto irreale. Nonostante ciò, questo quarto capitolo di Men in Black abbraccerà un pubblico molto vasto. Il film è ricco di colpi di scena e rovesci ovvi, mentre i personaggi chiave si riuniscono per il “gran” finale (che poi tanto grande non è) sulla Torre Eiffel, dove viene svelato come e perché arrivarono gli alieni sulla Terra all’inizio del primo film.Il cast è ottimo ma, come dimostrato in Ghostbusters, Chris Hemsworth ha un talento comico naturale che forse qui non è stato sfruttato appieno. La vera stella di questo film è però Tessa Thompson, elegante, sicura e decisa.

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Martina Barone (www.cinematographe.it)
23.07.2019
Se il racconto scontato soffre della prevedibilità messa in pratica, a risentirne è anche la relazione priva di scintille tra la Thompson e Hemsworth, quest’ultimo talmente incastonato nell’icona del bello assoluto da non sapersi più distaccare dalla maschera che ormai gli è stata imposta, soffrendone come attore, prima di tutto, e affaticando una comicità che pensa, invece, di potersela così cavare. Una coppia talmente spenta da annullare anche il solito carisma della promettente Tessa Thompson, intrappolata nel suo completo scuro e destinata a conformarsi con la modestia della pellicola.

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Giuliana Molteni (www.eurogamer.it)
23.07.2019
Deludente rilancio della serie dei Men in Black, con un film purtroppo mai spiritoso, con una coppia di protagonisti mal assortita.

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Luca Ceccotti (cinema.everyeye.it)
23.07.2019
Men In Black: International non funziona, inutile girarci intorno. Non lo fa nella sua volontà di imitare quell'ironia non-sense e quel gusto per l'improvvisazione di Thor: Ragnarok, dilatando dialoghi e battute fino a renderli tediosi e imbarazzanti. Non riesce a sorprendere nella costruzione del rapporto tra i nuovi Agenti H e M, interpretati con il pilota automatico da Chris Hemsworth e Tessa Thompson, e non regala momenti avvincenti (eccetto uno), colpa questa di un rimaneggiamento produttivo che ha cancellato completamente la visione di F. Gary Gray. L'espansione del mondo d'azione è ben riuscita e una new entry in particolare riesce a strappare più di un sorriso allo spettatore, eppure questo soft reboot del franchise si dimentica in fretta e senza remore, come essere sparaflashati in piena faccia appena usciti dalla sala.

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Jacopo Iovannitti (myredcarpet.eu)
23.07.2019
A distanza di 7 anni dall’uscita di Men in Black III (tre anni in meno rispetto a quelli che separano il secondo capitolo dalla sua conclusione) ci si sarebbe aspettato decisamente un rilancio meno fallimentare, più studiato e pronto a irrompere nel mercato, proprio come fece il primo film verso la fine degli anni ’90. Evidentemente i problemi produttivi incontrati non sono stati affatto superati.

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Marta Zoe Poretti (www.lascimmiapensa.com)
23.07.2019
Il regista di Fast & Furious 8 realizza un prodotto decisamente anonimo, certamente allineato allo stile della saga, ma depotenziato di tutti i suoi elementi più esplosivi. La sensazione è che il nuovo Men in Black : International abbia “normalizzato” la saga in funzione di un pubblico generalista, fatto essenzialmente di famiglie con bambini. Oltre a struttura e personaggi, ridotti a una dimensione elementare, gli alieni diventano improvvisamente meno cruenti, meno spaventosi. Una variante innocua e disneyana di quelle apparizioni mostruose, al limite col Body Horror, che a livello visivo erano un elemento cardine della saga Men In Black.

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Mario Petillo (www.tomshw.it)
23.07.2019
Men in Black: International non riesce a fare ciò che dovrebbe: non intrattiene e non funziona, non ha né un capo e una coda. I dialoghi e le battute sono davvero inutilmente prolisse, così come le scene d’azione sembrano soltanto un voler esaltare gli effetti speciali, ma senza alcun senso narrativo. Chris Hemsworth, per quanto interpreti bene il suo personaggio, si ritrova a vestire dei panni banali e fastidiosi, soprattutto quando arriva anche la piccola citazione a Thor; Tessa Thompson, invece, regala poche emozioni, tutte facilmente seminate dalla sceneggiatura e che vengono raccolte qui e lì durante la storia, facendo leva anche su quella spalla comica in stile Minion di cui parlavamo poc’anzi, che può strappare qualche sorriso, ma nulla più. La necessità di un Men in Black così non si sentiva minimamente e la speranza è che esaurita questa vena poco artistica di Gray ci si possa mettere alle spalle l’Agente M, l’agente H, ma soprattutto l’Agente C e anche Liam Neeson.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
04.07.2019
Un casting che riflette una certa pigrizia, speculare alle soluzioni offerte da uno humour sempre più marchiano e da un intrigo sempre più classico. Una semplicità di caratterizzazione che si fa apprezzare maggiormente dopo la visione del film del 2012, ma che si riflette anche nelle scene d'azione e nel mood generale della storia. Puntellata qui e lì di trovate gradevoli, ma comunque insufficienti considerate le potenzialità che potrebbe esprimere senza soluzione di continuità una tale fucina.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
04.07.2019
La saga volta pagina con un divertissement (ben) costruito per piacere al pubblico e riflettere le ultime tendenze.

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