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Andrea D'Addio
20.05.2017
Tilda Swinton, Jake Gyllenhaal e Paul Dano nel cast, ma il vero protagonista è un maiale gigante con le multinazionali a fare da cattive di turno…

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3 Film ben costruito, con ottime scene d'azione ed ef...
3 Film ben costruito, con ottime scene d'azione ed effetti speciali e una morale che fa pensare, peccato che non sia uscito in sala avrebbe meritato di più.

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
22.05.2017
Tralasciando la tematica animalista, non è facile catalogare Okja in un genere preciso. Tornano i guizzi visivi di Bong Joon Hoo, il respiro fiabesco di Hayao Miyazaki, le sequenze shock del cinema orientale e il respiro pop di una pellicola che segna l’ulteriore evoluzione di Netflix. Una distribuzione che, fischi o non, continua a delineare il futuro della settima arte.

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Aurelio Vindigni Ricca (www.cinefilos.it)
22.05.2017
Un progetto che nella sua totalità appare ipocrita, scontato e forzato, i fasti e le atmosfere di Snowpiercer sono per Bong Joon-ho un lontano ricordo, e sfortunatamente anche per noi spettatori.

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Enrico Azzano (quinlan.it)
22.05.2017
[...] Okja, seppur in tono minore, continua un percorso iniziato con The Host e Snowpiercer: tra le pieghe di un cinema di genere altamente spettacolare, intriso di tecnologia ed effetti speciali, Bong sparge le spore di una visione politica condivisibile, persino rivoluzionaria. I tempi di Memories of Murder sono lontanissimi, ma forse è giusto così.

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Donato D'Elia (www.loudvision.it)
22.05.2017
Bellissima la CGI che ha generato Okja e gli altri megaporcelli, creature fisiche, che si fanno accarezzare, si scontrano con le superfici, sono perfettamente integrate all’interno delle scenografie “reali”. Le carezze di Mija sulla pelle ruvida della creatura creano il legame, un legame che affascinerà soprattutto gli spettatori più giovani. Due parole anche sulla bambina, davvero un prototipo di eroina del Terzo Millennio: decisa, pronta a tutto, anche a far leva sull’unica debolezza del nemico, i soldi. Il tour finale nel macello del New Jersey è il segmento più riuscito, e traccia parallelismi "maturi", laceranti, dispiegando un prefinale tutt’altro che accomodante.

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Alan Smithee (www.filmtv.it)
22.05.2017
Favola ecologista a base di maiale-elefante transgenico che dimostra un cuore ed un carattere tali da renderlo inimmaginabile come animale sacrificale, pietanza da macello per sfamare una umanità senza risorse. Dinamico, ironico, girato con la perizia che riconosciamo come dote strategica del gran cineasta di The Host.

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Redazione (www.longtake.it)
22.05.2017
Niente di originale o innovativo, ma lo sguardo visionario e la sapienza cinematografica dell'autore (supportato da un cast di tutto rispetto) catturano l'attenzione dello spettatore e danno vita a un prodotto godibile e funzionale seppur privo dello spessore che ci si poteva aspettare da un autore di tale portata.

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Pierpaolo Festa (www.film.it)
22.05.2017
Il cinema asiatico si tinge di occidentale e fa il suo dovere. Bong Joon-ho tocca esattamente tutte le corde emotive giuste. Provoca lacrime ma non si risparmia sul grande spettacolo, cercando anche l'effetto fracassone e rilanciando il divertimento a ogni atto. A tratti il regista coreano sembra ricreare l'inseguimento storico di Terminator 2: c'è un camion che corre, una creatura che semina il panico in un centro commerciale e una ragazzina che si trova esattamente nel mezzo di tutto questo. Inevitabile non pensare anche a Spielberg, a Jurassic Park ed E.T.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
22.05.2017
[...] Okja è proprio come il supermaiale che lo vede protagonista: tenero, simpatico e dal cuore grandissimo. Vi sfidiamo a non amarlo e a non volerlo condividere al più presto con i vostri bambini, insieme al suo messaggio che, senza troppi estremismi magari, comunque male non fa.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
22.05.2017
Se anche Okja, per Bong, è stata una battaglia, lui l'ha persa. L'ha persa nonostante la brava protagonista Seo Hyun An, migliore di quasi tutto il cast anglosassone; nonostante un Paul Dano che, quasi con timidezza, agli antipodi rispetto all'isteria fuori controllo di Jake Gyllenhaal, si conferma uno dei migliori attori della sua generazione.

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Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
22.05.2017
Una splendida messa in scena e un'adorabile protagonista non riescono comunque a salvare Okja, che non riesce a rendere credibile un tema tanto scottante quanto attuale. Lo sviluppo si fregia di gag fuori luogo, il finale risulta ipocrita e ricattatorio, e nel complesso manchevole di un rispetto che il tema avrebbe sicuramente meritato, soprattutto nella seconda, più matura e adulta, parte del film. Un mezzo passo falso per Netflix, proprio sulla sua via verso la scalinata del tappeto rosso di Cannes.

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Thomas Cardinali (talkymovie.it)
22.05.2017
Okja è un’opera in cui Bong Joon-ho cerca di unire su Netflix la cultura asiatica con quella americana, ma quel che ne esce fuori è un film a tratti anche troppo crudo per un pubblico di giovanissimi, dalle tematiche forti, attuali ma al contempo di indispensabile valore e meritevoli di un dibattito d’approfondimento.

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Virginia Campione (www.cinematographe.it)
22.05.2017
Può la qualità mettere a tacere le polemiche? Forse no, ma Okja, capitanato da un cast in stato di grazia, è un film sicuramente all'altezza di competere per la Palma D'Oro.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
22.05.2017
Okja è divertente e centra alcune immagini di grande efficacia (dalla “situation room”, alla macelleria, dalle fisse degli attivisti “per bene”, alle persone che scappano dal maiale in fuga ma nel farlo si scattano un selfie in corsa, fino ai dialoghi ai vertici della corporation). Tutto è da ridere e le parti più serie servono un tema e una morale semplice e diretta, animalista e naturalista.

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Gabriella Giliberti (leganerd.com)
22.05.2017
Dispettucci o meno, schermi cinematografici o casalinghi, il film Bong Joon Ho è puro cinema. Un cinema che appassiona, emoziona e diverte. Un film che trascina lo spettatore dall’inizio alla fine, apprezzando ancora di più l’estro del regista sudcoreano.

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