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4 Ho dato il mio voto a Assolo | #Assolo : Meraviglio...
4 Ho dato il mio voto a Assolo | #Assolo : Meraviglioso. Un film che non dimenticherò facilmente.

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Joseph Crisafulli (www.supergacinema.it)
08.01.2016
La vena comica ricercata nelle situazioni così quotidiane che vengono poi rese bizzarre dai personaggi è uno dei punti più favorevoli. Questa comicità è dovuta quindi ai personaggi e agli straordinari attori che hanno preso parte al film. Da Francesco Pannofino a Gigio Alberti, da Angela Finocchiaro a Marco Giallini, dalla stessa regista e protagonista Laura Morante a Piera Degli Esposti, ogni interpretazione è ben curata; questo è anche un altro degli aspetti positivi ovvero l'ottima capacità della Morante di dirigere i suoi attori. Anche i temi scelti, tra cui la capacità di liberarsi dai propri punti d'appoggio, diventando autosufficienti sono di particolare interesse.

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4 Grande prova per Laura Morante, film divertente e m...
4 Grande prova per Laura Morante, film divertente e mai banale. Consigliato
#assolo

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Federica Cremonini (www.silenzio-in-sala.com)
08.01.2016
Laura Morante torna con un tanto inatteso quanto singolare e sorprendente cocktail di intuizioni e di generi: Assolo, infatti, non si presenta soltanto come l’attenta psicanalisi di una donna che si trova ad affrontare, tramite dilettevoli siparietti comici, questioni affatto di poco conto, ma finisce per essere un coraggioso tentativo di fuga dagli schemi della comicità italiana che poco spazio lasciano alla creatività dell’autore e a una riflessione da parte dello spettatore. Ciò che al film permette di differenziarsi così tanto dai paradigmi di quella tipologia di film comico a senso unico e di classificarsi, più sapientemente, nel genere tragicomico senza mai avvicinarsi al melenso o al banale è l’adorabile commistione di linguaggi capace di abbracciare lo stile onirico dei flashback, che ricordano Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino, e quello puramente realista e semi-realista.

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4 Non male! #DonneAlCinema
4 Non male! #DonneAlCinema
divertente - intelligente

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Chiara Carnà (www.darksidecinema.it)
08.01.2016
Assolo, summa delle nevrosi femminili post-‘anta’, si rivela una commedia imperfetta ma concreta, proprio come la sua protagonista. Un’opera seconda non priva di potenzialità né di pregi, che incita, a suon di dialoghi spesso acuti, a non temere di affermare e reclamare il proprio posto nel mondo e, prima ancora, nella società, qualunque sia il nostro talento o la nostra età.

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5 Uno spaccato di vita reale, consigliato a tutte le ...
5 Uno spaccato di vita reale, consigliato a tutte le donne.
delicato - intelligente - intimo

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
08.01.2016
C’è in questo film decisamente molta più vitalità e voglia idee visive di quanta non ne vediamo nel 90% dei nostri film, basterebbe anche solo il ricordo delle sigarette da comprare su commissione della panettiera, con il suo cappotto assurdo e il vento iperbolico a fare da esempio. L’impressione è che davvero, mantenendo fede al tono leggero e un po’ teatrale della commedia per come la vede Laura Morante, Assolo riesca a trasfigurare tutti i momenti più quotidiani nella finzione del cinema, risultando a tratti di una sincerità disarmante,

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Massimo Giraldi (www.cinematografo.it)
07.01.2016
Donne, uomini, tentativi di sesso da ‘adulti’ pateticamente (ir)risolto, il lavoro, la fuga, le nuove generazioni che incalzano. C’è un mondo confuso e irrisolto in questa opera seconda della Morante, una voglia di tranquillità che fin dall’inizio è legata alla fine (il funerale). Regia ambiziosa e leggera, generosa e sbilanciata, spia di una voglia di fare cinema di commedia, ironico e suggestivo, scavalcando problemi e insidie autoriali. Accanto e intorno alla Morante, i tanti attori compongono un coro sempre svelto e adatto: lei vorrebbe farli diventare come i clown sulla passerella finale di Otto e mezzo.

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Martina Barone (www.cinematographe.it)
07.01.2016
Idea interessante, melodia sbagliata: spunti singolari per una commedia che voleva essere al tempo stesso dramma, ma ne esce né l’una né l’altra per imprecisioni e componenti incostanti. Risate sparse e riflessioni ci sono, ma non abbastanza per divertirsi davvero o emozionarsi. Una voce che non avevamo bisogno di sentire fuori dal coro.

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Claudio Trionfera (www.panorama.it)
07.01.2016
La rappresentazione è dolce, elegante, liquida, a tratti ellittica attorno alle situazioni interpretate con uno sguardo ora dolente ora vivace e divertito, negli itinerari di un film così francese nel suo raffinato tratto formale. Importante, in questa prospettiva, anche il contributo degli altri attori, un insieme eccellente.

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07.01.2016
Un’osservazione sul tema “difficile sfera affettiva femminile” curato con una regia (femminile) attenta e misurata, da una messa in scena in cui sono tolti riferimenti didascalici geografici o scenografici, e da una qual malinconia per quell’allure compassata e ficcante da commedia francese a cui la Morante occhieggia con risultati encomiabili.

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Alessio Paolesse (www.persinsala.it)
07.01.2016
Il film mostra una particolare cura per il dettaglio sia nella scrittura quanto nella messa in scena. Ogni attimo, anche il più banale, mostra le ferite, le contraddizioni, le incrinature della vita che circonda Flavia; i dialoghi, gli sguardi, le inquadrature ricercate, le scenografie, tutti elementi tesi a creare un mondo tra il sogno e la realtà, mai del tutto onirico, mai del tutto veritiero. La realtà diventa finzione, quando, inserendo gli elementi e il ritmo tipico della comicità, Assolo cerca di raccontare una storia intima, di una donna che cerca di tornare padrona di sé stessa dopo tanti anni, ma che racchiude nel suo piccolo un intero mondo femminile.

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Stefano Amadio (www.cinemaitaliano.info)
05.01.2016
Il film di Laura Morante però ha il difetto di non emozionare, esattamente come la protagonista, e di non essere capace di approfondire né personaggi né situazioni, rimanendo così in superficie da aver bisogno della voce narrante e di una psicologa che spiattella l'inconscio insieme a un paio di sogni, per integrare le sensazioni e mostrare qualcosa di più profondo.

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Stefania Presutto (www.ilgrido.org)
05.01.2016
Il film è registicamente complesso, spazia dal realismo al sogno, dalle rielaborazioni del passato all’onirico, e questo mutamento stilistico continuo che insegue i piani esistenziali paralleli è straniante e troppo virtuosistico, così come la voce fuori campo risulta a volte troppo presente.

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
05.01.2016
La capacità dell’attrice di toccare le corde della comicità, emozionando nello stesso tempo lo spettatore fino a commuoverlo, rende Assolo un film piacevole e coinvolgente, da vedere. Rispetto al suo esordio come regista, la Morante esplora qui un cinema più ambizioso, giocando con piani temporali e viaggiando in una dimensione onirica ed enigmatica.

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Daria Castelfranchi (www.araldodellospettacolo.it)
05.01.2016
Un’ora e mezza di piacevole intrattenimento: intelligente, attuale, ironico, mai volgare.

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Adele de Blasi (dreamingcinema.it)
05.01.2016
È così che Laura Morante, lavando i panni sporchi in pubblico, invita a un assolo, cantiamo da soli e facciamo un azione di recupero su noi cercando, così, di riappropriarci della nostra vita. Una commedia che analizza uno stato doloroso facendolo uscire da un contesto tragico fino a farlo diventare buffo; un tema serio che porta al sorriso. Un film corale molto al femminile che invita a far pace con le nostre nevrosi per ritrovare noi stessi.

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Cristina Giovannini (www.cinespettacolo.it)
05.01.2016
La pur apprezzabile scelta del tono della commedia, non riesce comunque a stemperare una pesantezza e noiosità di fondo, che aumenta via via che la vicenda si dipana tra sogni, rielaborazioni del passato, parodie di vita reale: un mix di linguaggi scordinati per un assolo un po’ stonato.

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Francesco Alò (www.badtaste.it)
05.01.2016

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Alice De Falco (darumaview.it)
04.01.2016
Tema comune, ma non comunemente raccontato. Viene adottato il tono della commedia, facendone un film divertente e leggero, senza grandi pretese. Il cast eccezionale fa la sua parte e nonostante la scrittura sembri un po' approssimativa e quasi lasciata a metà, il film non è una totale delusione. La struttura narrativa poteva rivelarsi più interessante e audace. La sua linearità lo inchioda, non permettendogli di spiccare sull'infinita massa di commedie con cui deve fare i conti.

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Daniele Merola (www.kiamarsi.it)
04.01.2016
Assolo è un inno alla felicità, alla leggerezza, un inno alla vita. Il film ha quel tocco “francese” nella narrazione dell’assurdo in un contesto all’apparenza realistico, quel tocco di “soavità pensante” che una grande artista come Laura Morante poteva dare senza autoreferenzialità né autocelebrazione. Un film divertente e intelligente è una vera rarità.

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Elena Tenga (cinemio.it)
04.01.2016
Una visione del mondo distorta, vista solo attraverso gli occhi e l’immaginazione della protagonista, che idealizza tutto e che non si sente mai all’altezza delle situazioni, sempre inadeguata e fuori dal coro.

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Francesco Del Grosso (www.cineclandestino.it)
04.01.2016
Non è tutto oro ciò che luccica, con i difetti strutturali presenti nella drammaturgia e nel racconto che vengono piuttosto velocemente a galla, depotenzializzando quanto di buono espresso dall’approccio alla materia che abbiamo in precedenza evidenziato. La discontinuità della scrittura genera una frammentazione narrativa che non consente ai tre livelli e ai rispettivi linguaggi che compongono il racconto (onirico, flussi mentali arbitrali e semi-realista) di amalgamarsi come dovrebbero. Di conseguenza sullo schermo arriva un “puzzle audiovisivo” scollato, nel quale spiccano situazioni riuscite e altre meno.

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Paolo Corridore (www.ingenerecinema.com)
04.01.2016
Quello che traspare nell’opera seconda della Morante è tutto il patetismo per questa figura femminile che fondamentalmente naviga a vista, perché vede tutte le sue illusorie certezze crollarle addosso e, fondamentalmente, questo film ricalca fedelmente la psicologia del personaggio che vi alberga. Infatti, il film presenta uno spaccato di vita, in chiave ironica e in certi momenti anche divertente, di quella che è l’odierna crisi di mezza età femminile ma, al contempo, non prende una decisione, decide di abbozzare una sequela di situazioni non volendo, per scelta registica, approfondirne nessuna.

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Valerio Guslandi (www.ciakmagazine.eu)
31.12.2015
Condotto con mano leggera ed elegante, il film si sviluppa come un diario di (ri)formazione che sa anche prendere le distanze dai problemi che affronta ricorrendo all’ironia.

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Carola Proto (www.comingsoon.it)
31.12.2015
È più ambizioso Assolo rispetto a Ciliegine, e più "pericoloso", perché, una volta imparati i trucchi del mestiere, la Morante ha giustamente voluto fare un film non solo di attori e di buoni dialoghi, ma anche di regia. Trovandosi a "gestire" diversi piani temporali e punti di vista, oltre a frequenti scivolamenti in universi onirici, la regista ha dovuto e voluto scegliere una non uniformità stilistica che ha contagiato perfino la recitazione degli attori. A volte si è persa, soprattutto quando ha utilizzato come collante una voce fuori-campo troppo invasiva. Poi però ha deciso di cavalcare l’ingovernabilità della sua "creatura" e ha ripreso slancio, trovando una sua coerenza e una sua forte personalità.

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Elena Pedoto (cinema.everyeye.it)
31.12.2015
Cinema che unisce la sofisticatezza autoriale e la fluidità del racconto a una riflessione sentita sul ruolo della donna nella nostra società, Assolo, opera seconda di Laura Morante è l’affresco amaro e pungente di una maturità che non sempre fa rima con serenità. Un film ispirato che ha dalla sua un ottimo cast e una scrittura assai valida in grado di produrre l’affresco psicologico di 'over forty' alle prese con un mondo ‘under’.

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30.12.2015
La pellicola, un’opera coraggiosa che vuole essere una esortazione per le donne insicure, seppure piena di richiami tecnicamente apprezzabili, non si concretizza in un bel film ma in un film cervellotico che narra una storia quasi impossibile, un film difficile, anche dal punto di vista della sua realizzazione ( come ha dichiarato la regista ); la regia, il testo e la sceneggiatura, della stessa Laura Morante appaiono, invece, del tutto apprezzabili in quanto in grado di evidenziare ed esaltare particolari sottili ed onirici in una atmosfera pesante poco adatta al nostro modo di fare cinema attraverso elaborazioni ideologiche ed elucubrazioni mentali degne di nota e comunque tali da essere valutate come veramente coraggiose e plausibili di ulteriori sviluppi.

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Valerio Brandi (www.cinefarm.it)
30.12.2015
L’idea della Morante, a cui ha lavorato tanti anni, sopravvivendo anche a un blocco che sembrava cancellare del tutto questo film, è carina ed originale, fin dall’inizio si utilizza l’ironia per parlare di problemi seri che possono affliggere nella vita di tutti i giorni le donne come Flavia, che secondo lei esistono davvero.

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Stefano Amadio (www.cinemaitaliano.info)
29.12.2015
In "Assolo", serve a poco il ricco plotone di attori a disposizione perché ciò che manca sono i meccanismi giusti capaci di portare alla risata o alla riflessione; se arrivassero insieme staremmo parlando di Woody Allen (non l'ultimo...), ma nel nuovo film di Laura Morante non arrivano neanche separate o alternate. Il vero problema del film è che sembra proprio tutto già visto e poco originale, come se ci fosse stato uno sforzo ridotto nella stesura della sceneggiatura con situazioni già abbondantemente sfruttate dal nostro cinema e solamente adattate agli interpreti a disposizione.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
29.12.2015
Tra iniziazione all'autoerotismo, lezioni di tango in cui attendere con trepidazione quel compagno di ballo che tarda ad arrivare, pochi e amari sorrisi seminati qua e là e quella temuta boa del mezzo secolo di vita che anche in ambito lavorativo si fa tremendamente pesante, la Morante suona con temerarietà una partitura inusuale per il cinema di genere nostrano, tanto da cedere a stecche, evitabili virtuosismi di scrittura e a qualche passaggio a vuoto di troppo, meritandosi comunque un plauso per l'inatteso coraggio dimostrato.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
29.12.2015
Un autoritratto pieno di grazia e ironia, mai beffardo o crudele, poco incline ai patetismi e ai compiacimenti vittimisti.

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