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Roberto Recchioni
15.01.2019
Creed II è una degna conclusione della saga di Rocky? Sì. Il personaggio trova una chiusura del cerchio, giusta ed emozionante, saldando anche i conti con un vecchio nemico.

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16.01.2019
Il finale, ovviamente, si può immaginare, ma non mancano i momenti spettacolari, toccanti e appassionanti che rendono Creed II un film perfetto nel suo genere, capace di sfruttare abilmente elementi narrativi di certo non nuovi. Ne deriva un profondo racconto generazionale e al contempo un'opera di grande intrattenimento che non sfigura affatto dinanzi al film di Coogler, né ai precedenti capitoli della saga di Rocky. Il merito va sopratutto a Sylvester Stallone, anche sceneggiatore insieme all'esordiente Juel Taylor, che si congeda definitivamente dal ruolo che lo rese leggenda, con un personaggio conscio degli errori di gioventù e pregno di malinconia e saggezza. Ma non meno importante ai fini dell'ottimo risultato del film è la performance fisica e istintiva di Michael B. Jordan, che fa da contraltare a quella più riflessiva del suo maestro Sly.

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Adriano Ercolani (blog.screenweek.it)
15.01.2019
Diretto con sicurezza e almeno tre o quattro momenti visivamente molto efficaci nella loro semplicità, Creed II è sorretto da un Michael B. Jordan vibrante, rabbioso, sempre più carismatico. Nel gruppo di attori comprimari merita segnalazione un sorprendente Dolph Lundgren, anche perché il suo Ivan Drago è un personaggio scritto con pienezza e profondità. Creed II è un degnissimo sequel del film di Ryan Coogler, meno coeso e originale dal punto di vista narrativo ma altrettanto potente a livello visivo ed emozionale. I ritratti umani messi in scena e il loro viaggio per allontanarsi dal dolore che li attanaglia tutti sono l’anima pulsante del film. Impossibile non soffrire con loro.

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Giovanni Montanari (destroythisnerd.com)
16.01.2019
Creed II è bellissimo, commovente a livelli fortissimi, ho avuto dei momenti in cui letteralmente singhiozzavo, esaltante, adrenalico e teso. Da vedere e rivedere assolutamente, scombinerà molte posizioni nelle classifiche della saga di tanti appassionati entrando nella leggenda.

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Marco Albanese (stanzedicinema.com)
16.01.2019
Michael B. Jordan fa il suo, Tessa Thompson è sempre adorabile, ma questo rimane pur sempre un film di Sly Stallone, che con la sua voce cavernosa e il suo volto testimone di troppe battaglie, ruba la scena a tutti, ogni volta che appare. Rocky è sempre stato il personaggio della sua vita. L’identificazione tra ruolo e attore è totale. Impossibile distinguere l’uno dall’altro. Ciascuno è stato testimone dei successi e delle sconfitte altrui. La carriera dell’uno si rispecchia in quella dell’altro. Alla fine però restano il fascino invincibile del ring come metafora della vita e il prodigioso meccanismo emotivo ideato da Stallone, che potrebbe andare avanti all’infinito, passando di generazione in generazione, di sfida in sfida, di resurrezione in resurrezione.

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Samuele Malloci (www.drcommodore.it)
16.01.2019
Creed II è un bel film per gli amanti del genere, un po’ troppo simile a Rocky IV, ma comunque godibile e divertente. Una maggiore caratterizzazione dei Drago non avrebbe guastato, ma la trama è talmente ben orchestrata ed emozionante in determinati punti che ci si può tranquillamente passare sopra. Quindi se siete titubanti seguite il mio consiglio e fiondatevi in sala, non ve ne pentirete!

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Gabriele Niola (www.wired.it)
16.01.2019
Creed II è un ottimo film di boxe (finalmente gli incontri tornano ad essere filmati bene) e continua la parabola tra Adonis Creed e suo padre (la parte più ingombrante e presente del film ma anche la più inconsistente) ma splende quando regala al nemico più storico della saga un ritorno di commovente intensità. Se il suo paese, la Russia, non ha saputo riconoscere a Drago la grandezza nella sconfitta è ora Stallone a dargliela. L’uomo che ha dato il via alla propria carriera con un film in cui il protagonista vince proprio perdendo l’incontro più importante della sua vita, qui dona al cattivo più noto della saga una grandezza che prima non vedevamo ma, quando ce la indica, riusciamo a distinguere benissimo anche noi.

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William Maga (www.ilcineocchio.it)
16.01.2019
Creed II passerà alla memoria come un prevedibilissimo, ma onestissimo e convincente, tassello di una saga che dopo oltre quarant’anni sa regalare ancora emozioni semplici.

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Lorenzo (n3rdcore.it)
16.01.2019
Il coraggio di Creed II, pur nella sua imperfezione, sta nel non cercare la soddisfazione facile attraverso una lenta costruzione dell’epica sfida finale. Lo si intuisce fin dalle prime scene, con Drago che sveglia suo figlio con un cazzotto per iniziare l’ennesima giornata di lavori di merda, allenamenti e combattimenti in una Kiev, sporca, desolata e ben lontana dalla potente ideologia sovietica di cui lui era stato il simbolo molti anni prima. Rugoso, zoppicante e dimenticato da tutti, l’ex campione russo ha perso tutto cadendo al tappeto ed è tenuto in piedi solo dal rancore e dalla voglia di riscatto con cui ha plasmato una macchina per uccidere: suo figlio. Tra i due c’è lo stesso rapporto che ci potrebbe essere tra una lama e un fabbro, il secondo prende a martellate la prima per renderla migliore, le carezze non servono a niente.

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Marco Esposto (it.ign.com)
16.01.2019
[...] un degno capitolo della saga di Rocky, la controparte moderna del quarto capitolo, e solo poi un tassello in quella di Creed. Il film non vive di soli uomini. Sul fronte femminile abbiamo una fantastica Tessa Thompson che mostra tutto il suo carattere, diventando quasi protagonista in coppia con Jordan. E anche la madre di quest'ultimo, la ex moglie di Apollo (interpretata da una Phylicia Rashad in forma smagliante) è splendida. Una piccola parte ma fondamentale quando si tratta di ricordare che dietro un grande può esserci solo una grande donna.La regia di Caple è pulita, soprattutto nei combattimenti, senza particolari velleità autoriali, ma gestendo bene tutto l'a-b-c che da sempre pervade i film di Rocky. Un'ottima mano, guidata dal team di scrittori e tecnici che stanno dietro il film, su cui Stallone ha avuto grande controllo, sicuramente totale in fase di scrittura, alla quale ha partecipato. E ci racconta tanta solitudine e nostalgia che non stuccano ma arrivano giuste giuste al limite, per i fan storici che conoscono ogni film a memoria, saranno continui colpi al cuore.

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Giulio Zoppello (www.cinematographe.it)
16.01.2019
un film intenso, intelligente, mai bolso o retorico, anzi anti-retorico, che sovverte il vecchio principio dell’American Dream come successo materiale e continua con il sottolineare una visione della vita come sfida non nel colpire ma nel rialzarsi, rimettersi in gioco, resistere a ciò che la sorte ti scaglia addosso.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
16.01.2019
Creed II regala ottime sequenze di boxe e lo fa fin da subito, fin dal primo incontro di Adonis. Rapide, montate senza esagerare con i tagli, molto chiare e tecniche. Peccato che non veicolino nessuna narrazione, che non ci sia un racconto interno agli incontri ma che questo rimanga sempre fuori da essi, al margine. E anche la sottotrama di Rocky che assiste Adonis, che si chiede se sia giusto accompagnarlo in un’impresa che pare suicida rivivendo il dramma di Apollo, non ha l’intensità che il suo ingresso in scena (fantastico!) prometterebbe.

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Raffaele Giasi (www.tomshw.it)
16.01.2019
Creed 2 è un film commovente, potente e bellissimo. Un film che si prende i suoi tempi con intelligenza, che sa creare una tensione narrativa accattivante ed empatica, e che riesce persino a commuovere in certi frangenti grazie ad una interpretazione straordinaria dei suoi attori. Stallone, in particolare, ci regala un’interpretazione “familiare” e toccante, e fa da giusta cornice alla consacrazione di un Adonis Creed determinato ma fragile. Un film che riesce a colpire ed emozionare a prescindere da Rocky IV, di cui è la conseguenza ideologica più ovvia, e che non sceglie la via facile della citazione amarcord per emozionare il pubblico in sala, se non quando proprio necessario, e credeteci, succede praticamente una sola volta sul finale, quando ormai siamo già in estasi.

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Emanuele Zambon (www.mondofox.it)
16.01.2019
Creed II, nonostante i riferimenti ai film della serie, si smarca progressivamente dall'universo di Rocky. Meno cuore, più muscoli e una tensione crescente fino all'incontro finale.

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Antonio Bracco (www.comingsoon.it)
16.01.2019
In questo film in cui Stallone dà l'addio al personaggio di Rocky, chiudendo meravigliosamente un arco di vita cinematografica con la saggezza che la vecchiaia porta con sé, il fuoco rimane giustamente su Adonis e sul suo bravo interprete Michael B. Jordan. Se per una volta l'anima commerciale del cinema volesse andare all'inferno, questo sarebbe il momento giusto, per lasciare che una leggendaria storia cinematografica iniziata tanto tempo fa possa chiudersi con una vittoria all'ultimo round e la difesa del titolo di campione. O di qualunque altro titolo Creed II riesca a risvegliare in chi lo vede.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
15.01.2019
È un cinema di corpi costretti in pochi metri, che sanguinano, si massacrano, scaricano in quel quadrato tutti i loro traumi. Il fascino della boxe sullo schermo. Nessuno sport restituisce le stesse emozioni, richiama con nostalgia cinefila il dolore di Stasera ho vinto anch’io e l’impossibilità di comunicare di Città amara (capolavoro).Creed contro Drago, ieri come oggi. Istantanea di una storia che si ripete, di un effetto da brivido, tutto racchiuso in uno sguardo, in pochi secondi. Rocky guarda Ivan, Ivan guarda Rocky, come due antichi rivali che hanno scoperto di non essere invincibili. Due padri, preoccupati per i loro ragazzi che si stanno pestando sul ring, due colossi, ormai nell’ombra. Spazio alle leve più fresche, mentre le glorie di un tempo hanno deposto “le armi”.

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Matteo Regoli (www.mangaforever.net)
15.01.2019
Non si può dire che sia un pessimo film, Creed II, ma di certo è inferiore al precedente sotto ogni aspetto. Anche la relazione fra Adonis e Rocky è meno vigorosa e drammatica, col secondo che si ritroverà protagonista di un arco narrativo identico a quello ben più risonante ed epico già visto in Rocky VI, alias Rocky Balboa, che a suo modo fu -ed è ancora – una maniera molto più dignitosa di dire addio al personaggio. Ma le scene di combattimento sono tutto sommato buone, il montaggio dell’allenamento tocca le corde giuste (anche grazie al ritorno della celebre fanfara della saga, solo accennata nel primo Creed) e si arriva facilmente ai titoli di coda. Che ci sia di più oltre a questo, però, non si può proprio dire.

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Tiziano Sbrozzi (www.gamelegends.it)
15.01.2019
Creed II è un film sulla boxe, ma parla anche di famiglia, amore e rispetto per tutti, se stessi in primis. La storia completa ciò che era rimasto incompiuto ai tempi di Apollo e consacra Adonis Creed come una delle leggende dello sport e del cinema. È un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita. Il film sfiora la perfezione, non fosse per una regia non perfetta e inquadrature "ballerine" con telecamere non del tutto all'altezza della scena.

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Tiziano Costantini (www.staynerd.com)
15.01.2019
Creed II fa esattamente quello che deve fare, incassa (e incasserà di brutto pure al box office) quando è il momento di resistere, ma resta sempre in piedi per più di due ore, fino a quando all’improvviso ti mette alle corde e ti stende con la nostalgia.

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Stefano Dell'Unto (cinema.nerdplanet.it)
15.01.2019
Non ci si aspetti il classico sequel più grosso e con più muscoli rispetto all’originale. E’ un film più modesto, meno ambizioso, eppure ugualmente avvincente, forse anche di più. La filosofia è sempre la stessa. La vita colpisce più duro fuori che dentro il ring e la contesa sportiva diventa una metafora di quanto raccontato fino a quel momento. Quando il peggio sembra essere passato, il povero Adonis subisce la vera legnata da cui dovrà rialzarsi. Caple Jr. non fa rimpiangere Coogler. Non si avventura nei virtuosi piani sequenza del predecessore ma fa parlare anzitutto immagini e musica, i due elementi principali che dovrebbero sempre veicolare l’emozione del pubblico in un’opera cinematografica.

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Lilly Leone (www.cubemagazine.it)
15.01.2019
Ogni personaggio è ben definito con un ruolo preciso nella storia. Sono presenti temi importanti quali la famiglia, la perdita delle persone care, la motivazione, l’eredità dei valori e delle idee e l’importanza del rapporto padri e figli. Le scene di combattimento sono ben fatte in particolare quella dell’ultimo incontro. Il finale è molto coinvolgente con la suddivisione in due parti separate. Visione consigliata.

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15.01.2019
Un film avvincente che migliora scena dopo scena. Per chi ama il genere da non perdere.

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Livio Ricciardelli (gamesurf.tiscali.it)
15.01.2019
Tra i drammi familiari, i rapporti col figlio, mogli di boxeur ed esponenti della nomenklatura che decretano risultati sportivi abbandonado palazzetti dello sport pieni di gente. E a proposito di palazzetti e spettacolo: il film (diretto da Steven Caple Jr, laddove il regista del primo episodio, Ryan Coogler, qui è in veste di produttore esecutivo) in alcune sequenze sembra addirittura giocare coi generi. In cui elementi musicali (come la sequenza degli allenamenti nel deserto, che assumono senso non tanto sul versante narrativo ma proprio nel campo di un voluto equilibrio tra i generi) si mescolano con la narrazione sportiva, quasi a voler realizzare una sorta di musical dello sport. Sia in chiave sinfonica sia in chiave hip hop (dotando in questo modo il film di una doppia colonna sonora).

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Marcello Portolan (www.projectnerd.it)
15.01.2019
Creed 2 esce da quello che è lo schema delle “pellicole sportive”, plasma il suo successo lontano dal semplice scambio di pugni, si muove toccando le corde emotive e riesce con successo a mettere KO lo spettatore, confermandosi come uno dei restart meglio riusciti della storia del cinema.

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15.01.2019
Rocky Balboa e Adonis Creed tornano, e con loro anche Ivan Drago e tutti gli elementi caratteristici di una saga che, all'ottavo giro, è ancora in grado di reinventarsi. Particolarmente potente è la riflessione generazionale e il duello psicologico tra Sylvester Stallone e Dolph Lundgren, con il primo che si serve di questo drammatico, spettacolare sequel per dire addio al suo personaggio più amato, lasciando il destino del franchise nelle mani più che meritevoli di Michael B. Jordan.

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