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Giovanni Menicocci (www.mauxa.com)
09.12.2016
Nonostante la ripetitività di alcuni cliché, il film è quello più giusto per un periodo dell’anno.

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Paolo D'Agostini (www.repubblica.it)
09.12.2016
Svaccato, fesso, zero divertente.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
09.12.2016
La festa prima delle feste due risate le strappa, non in modo intelligente ma questa è un’evidente premessa d’altronde. Prendere o lasciare.

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Nico Parente (www.cinematografo.it)
09.12.2016
La festa prima delle feste vanta una regia valida e un cast perfetto, seppur non tralascia elementi quali la prevedibilità o la mera volgarità chiassosa, autoproclamandosi produzione prettamente commerciale, senza ambizione alcuna se non quella di ricorrere all’atmosfera natalizia per richiamare nelle sale adolescenti in balia degli ormoni attratti dalla super sexy Olivia Munn o adulti alla ricerca di un film caciarone, simpatico e snello, che presenta tutti gli stereotipi di un sottogenere ormai ampiamente sfruttato ma che comunque non delude. Nel cast anche T.J. Miller e Kate McKinnon. Preparatevi, la festa sta per cominciare!

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Nicoletta Scatolini (www.sentieriselvaggi.it)
09.12.2016
La festa prima delle feste risulta disseminata di tentativi che poi nella pratica funzionano a stento, a strappo, intrappolata nella sua luminescente ed esagerata confezione regalo, così straripante di spirito goliardico da apparire una versione sotto steroidi di qualcosa che probabilmente avrebbe funzionato meglio al naturale.

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Federica Rizzo (darumaview.it)
09.12.2016
Diretto a quattro mani da Josh Gordon e Will Speck, La festa prima delle feste (Office Christmas Party) è una commedia natalizia in piena regola che fa sorridere prendendo a prestito la follia esuberante e devastante tipica del party natalizio di un'azienda un'informatica. Commedia corale ben confezionata, il cinepanettone made in USA esibisce, in modo spregiudicato ed esasperato, tutti gli stereotipi tipici dell'ambiente lavorativo, e propone un ritmo narrativo che intrattiene con leggerezza, nonostante la sua innegabile evanescenza.

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Sandra Martone (cinema.everyeye.it)
09.12.2016
Se gli italiani nei loro cinepanettoni hanno sempre osato puntare sui vizi e non sulle virtù del popolo del Belpaese, gli americani fanno lo stesso. Ed ecco che a Natale, tra le tante proposte, arriva in sala un film che, con ironia e intelligenza, deride quella generazione di trentenni irresponsabili che continuano, nonostante tutto, a crogiolarsi nella confort zone della post adolescenza. La Festa Prima delle Feste è il classico film digestivo da guardare con gli amici dopo essersi abbuffatti di cibo e famiglia.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
09.12.2016
Nella Festa Prima Delle Feste si risolvono almeno tanti problemi quanti ne vengono creati, si rischia la vita e si vive con un’intensità a cui il film guarda con desiderio, con gli occhi di non teme quel caos ma lo auspica anche per sè. Invece che condannare la festa esagerata e distruttiva, invece che celebrarne la gioia innocente (come faceva Hollywood Party), questi film ne esaltano la componente carnale, vitale e sessuale, in cui ogni trasgressione non solo va bene ma è un atto di rottura necessario verso un sistema di regole e comportamenti che di colpo pare intollerabile a tutti. Se poi ci si aggiunge che uno dei personaggi migliori qui è la direzione di Risorse Umane, Kate McKinnon, che invita tutti alla moderazione e al rispetto del politicamente corretto ad ogni costo, con iperboliche inclusioni di razze, credi, religioni e sessualità di minoranza in ogni affermazione, il gioco un po’ è fatto.

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Luca Marra (it.ibtimes.com)
09.12.2016
Alla fine La festa prima della feste in questa selva di ironiche volgarità, irriverenze e ubriacamenti fa sbocciare pure il suo lato più umano. Aiutato da attori di grande esperienza di commedia come Jason Bateman, Jennifer Aniston, Kate McKinnon e una deliziosa Olivia Munn che sa coniugare benissimo intelligenza, fascino e ironia, questa Notte da Leoni a Chicago diventa anche una simpatica riflessione sulla paura e sulla necessità di osare quando la vita mette alle strette. Come saltare in auto senza sapere dove atterrare (pur se prima si sono fatti dei calcoli). Un film ben equilibrato in tutte le sue parti comiche, non innova ma è una buona, anzi ottima, alternativa ai classici cinepanettoni prodotti in serie.

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Angela Rainone (www.cinematographe.it)
09.12.2016
Con il minimo sforzo gli attori interpretano coerentemente i loro caratteri, esaltazioni comiche dei classici colleghi. Il film di Josh Gordon è una confezione semplice che non pretende di essere nulla più di ciò che è, ossia uno di quei film che si vedono durante le vacanze natalizie, mentre si è riuniti in famiglia, si chiacchiera e si mangia, e ogni tanto lo sguardo si posa sulla televisione, facendoci sorridere.

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Roberto Leofrigio (talkymovie.it)
07.12.2016
Il compito da svolgere per i registi è in un certo senso fin troppo facile grazie al cast messo assieme, del resto l’obiettivo  del film è divertire. Di conseguenza senza anticiparvi nulla o quasi del film, se non con eloquenti foto e relativo trailer, lo mettiamo in pole position come Il  Film per le feste da vedere prima delle Feste, con l’innegabile pregio  di far ridere e intrattenere nella migliore tradizione delle commedie made in USA, con buona pace dei nostri cinepanettoni.

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Francesco Alò (www.badtaste.it)
07.12.2016

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Andrea Ussia (www.persinsala.it)
07.12.2016
Commedia natalizia che prende in prestito la follia esuberante e devastante del party senza freni, La festa prima delle feste è un film corale che fa sorridere ben più di una volta e, esibendo i numerosi intrecci lavorativi, dimostra come i colleghi possano diventare una vera e propria famiglia.

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Maria Teresa Ruggiero (www.universalmovies.it)
07.12.2016
Un condensato di demenzialità in versione natalizia, le battute seppur in apparenza idiote divertono nella loro genuinità. Trovare renne e Gesù in ascensore non é da tutti i giorni, come anche utilizzare le luci come liane, ma infondo sono cose che chiunque sognerebbe di vivere.

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Pierpaolo Bonelli (www.cinetvlandia.it)
07.12.2016
I registi Josh Gordon e Will Speck (Blades of glory) ne La festa prima delle feste probabilmente hanno in testa il modello Hollywood Party di Blake Edwards, ma il risultato finale è più simile a Una notte da leoni, con un trionfo di grevitá a scapito di qualche pallido anelito ironico. Vero che la sceneggiatura di Justin Malen calca la mano sulla risata grassa, ma l'aiuto maggiore arriva dalla scelta di un cast che è un trionfo di comicità volgarotta: con TJ Miller (Silicon Valley) e Kate McKinnon (Ghostbusters 2016) che non faticano a riproporre i loro personaggi resi famosi dalla serie TV e dal Saturday Night Live. Nel gruppo Jennifer Aniston prova a fare qualcosa di nuovo proponendosi in una vesta diabolicamente spietata, mentre Jason Bateman annaspa spaesato in mezzo al delirio.

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Marco Marchetti (www.ecodelcinema.com)
07.12.2016
Un film leggero ma estremante godibile nella sua freschezza ed evanescenza.

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Chiara Apicella (movieplayer.it)
07.12.2016
Le situazioni e i dialoghi spassosi non mancano; così, durante il party natalizio, alcuni sprechi del budget sono talmente paradossali da rientrare in un umorismo quasi sofisticato, e comunque originale. "Hai affittato un bambino vero?", "Costano meno di quanto pensi": quando il cinismo è dosato con intelligenza funziona e diverte. Peccato che a volte quella cattiveria venga ricercata al punto da volgersi in scene molto volgari, oppure si annacqui in una sequela di situazioni già viste in decine di film del genere. Così ecco la solita improvvisata macchina di salvataggio, che per arrivare in tempo a destinazione corre all'impazzata per la città (è singolare come nei film americani la polizia t'insegua se si supera il limite di dieci chilometri e non di cento). Ecco i soliti scenari di sfacelo post-party come dopo un'esplosione, e le solite follie liberatorie scaturite da un incredibile quantitativo di droga assunta inconsapevolmente. Ecco i soliti autoscatti in sequenza dentro una cabina fotografica, per fornire una buffa sintesi sul divertimento degli invitati, ed ecco i soliti animali inusuali costretti nelle mura quasi fossero domestici. E mentre assistiamo agli immancabili errori del backstage durante i titoli di coda, l'impressione finale è di aver visto per la ventesima volta lo stesso film, nonostante un'ora prima ‒ sedotti dal brio iniziale ‒ avessimo avuto la sensazione opposta.

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Francesca Romana Buffetti (www.diredonna.it)
07.12.2016
Il film si iscrive nel filone dei film di Natale che, sulla falsariga del celeberrimo “A Christmas Carol” di Charles Dickinson, vedono la presenza di un cattivo che non si lascia intaccare dallo spirito natalizio: la Aniston veste a pennello il ruolo del villain, troppo presa come è a fare affari per occuparsi delle tradizionali celebrazioni che ogni anno si svolgono nell’azienda che dirige. Molti i momenti in cui si ride, grazie ai dialoghi scoppiettanti e alle scene paradossali, al limite della slapstick comedy, tuttavia il film pecca spesso in lungaggini e di superflue volgarità che lo rendono non del tutto adatto a un pubblico infantile.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
07.12.2016
Del film nel suo complesso si può dire la medesima cosa: il cast è azzeccato, i personaggi non hanno niente che non vada, ma c'è qualcosa di terribilmente triste nel vederli attraversare l'inferno del divertimento forzato per il bene ultimo e supremo, non di uno o più di loro, o di un bambino a caso che ha smesso di credere al Natale, ma di una filiale aziendale. Il film sposta non a caso rapidamente il discorso sull'aspetto, ben più umano, dei posti di lavoro a rischio, ma si sposta di poco anche il problema: la tristezza, a quel punto, è nella scarsa fantasia delle trovate (le fotocopie dei genitali? Il collega che vuol essere allattato al seno? La fidanzatina ideale noleggiata on line?), che prendono il pacchetto classico del party movie d'età collegiale e lo trasferisco vent'anni dopo senza modificarne una virgola. Come la festa raccontata al suo interno, il film ci mette un bel po' a riscaldarsi.

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Daniela Catelli (www.comingsoon.it)
07.12.2016
Chissà se il pubblico di questi film si diverte perché si riconosce nei personaggi o perché vorrebbe essere al loro posto. In fondo, però, tutto il mondo è paese o forse ancora una volta abbiamo fatto scuola: anche se in inglese, in ambienti più glamour e con attori più famosi, pure gli americani hanno il loro bel cinepanettone.

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