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08.02.2018
Le tematiche che affiorano sono molteplici e tutte ben sviluppate: si affronta in maniera fresca la questione della presunta superiorità delle civiltà più avanzate, mostrando come il progresso rischi di portare con sé anche il culto del dio denaro e dell’individualismo; si parla dello sport come collante sociale o, al contrario, come “luogo” in cui il conflitto tra uomini può scoppiare.Gran lavoro del cast italiano. Tra tutti vogliamo sottolineare la prova di Salvatore Esposito che presta prestare la voce al famigerato Lord Nooth, mescolando più accenti e cadenze, sia italiane che straniere.Quello che non mancherà saranno le risate e la spensieratezza, seppur finalizzate a trasmettere un messaggio serio di fondo: i valori della famiglia, dell’integrazione, dell’amicizia e del gioco di squadra possono essere usati nella lotta per ottenere i diritti.

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Martina Amantis (www.abovetheline.it)
08.02.2018
Perfezionando un ritmo già visto nelle pellicole precedenti, ne I primitivi gli autori riescono a muovere la vicenda con una regia veloce e sarcastica, che non risparmia proprio nessuno, neanche l’Inghilterra e i capi politici.Ma il filone critico più importante è sicuramente quello che riflette sul progressismo positivo: nonostante le numerose invenzioni e intuizioni che i guerrieri dell’Età del bronzo possiedono – primo fra tutti l’uso del fuoco -, è la tribù di Dug a essere più sensibile verso il prossimo e la natura. Ed è proprio grazie a questa straordinaria coesione sociale che riuscirà a fronteggiare gli uomini “evoluti”.

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Alessandra Vitali (www.repubblica.it)
08.02.2018
I valori del gioco di squadra, la lealtà, l'amicizia, la fiducia in se stessi. Il film è tappezzato di valori positivi e di momenti esilaranti, alimentati nella versione italiana da voci azzeccatissime per i ruoli.

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Erica Nobis (www.movietele.it)
08.02.2018
I Primitivi è nel complesso un film adatto ad adulti e bambini e che affronta delle tematiche importanti come l'integrazione, l'amicizia e la voglia di vincere per ottenere i diritti che ognuno dovrebbe possedere a priori. Nel film nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio è curato minuziosamente, dalle capigliature dei personaggi agli edifici ai fili d'erba dei campi da calcio (per la foresta della valle sono stati costruiti circa sessanta alberi).

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Giuseppe Bonsignore (www.cinematik.it)
08.02.2018
L’interesse per un film come “I primitivi” è tutto destinato ai più piccoli e ai grandi che vogliono passare poco meno di un’ora e mezza senza particolari pensieri. Un intrattenimento semplice che strappa qualche risata e con una tecnica d’animazione che non ha eguali al mondo.

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Emanuele D'Aniello (www.culturamente.it)
08.02.2018
Non nasconde un sentimento luddista tipicamente british, I Primitivi. Il film infatti, esplorando in chiave ironica e assolutamente surreale il conflitto tra età della pietra e età del bronzo, esplora i rischi dell’assuefazione verso il progresso. Come, in poche parole, bisogna stare attenti, perché non tutta la tecnologia è progresso positivo. In questo, I Primitivi è un film attualissimo. Una storia che ci ricorda come diventare schiavi dell’individualismo sia sbagliato, e sposa il vecchio motto “l’unione fa la forza”. Proprio qui esce fuori lo sport, il calcio, perché al cinema nessuna storia racconta meglio lo spirito di gruppo se non quelle sportive.

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it)
08.02.2018
Difficile nascondere la sottigliezza degli intenti e degli scopi del film di Park dietro le pur sempre divertenti ed efficaci plastiline che danno vita ai variopinti personaggi; le origini del gioco del calcio come elemento primordiale e fondante della britishness si amalgama agli inevitabili messaggi di inclusione e di lavoro di squadra che sottolineano le virtù dello sport stesso; di certo ben mescolati i due ingredienti, I primitivi è più il risultato di un compromesso innocuo e politically correct destinato ad un pubblico considerevolmente più infantile che corrosiva satira dell'inglesità che era stata carta vincente dei precedenti lungometraggi della Aardman.

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Giulio Sangiorgio (filmtv.press)
08.02.2018
Seguono «il gioco di squadra vince sul narcisismo dei singoli» e ulteriori morali facilotte, a misura di didattica infantile, politica pulita (quota rosa emancipata compresa) e mondiali 2018 alle porte. Possibili letture pro-Brexit & populismo (è il popolo primitivo e non corrotto a lottare per l’isola-oasi), timori di appiattimento global da piattaforma (Amazon...), nostalgia dei giochi cinefili british di Wallace & Gromit e dell’ultimo grande film comico di oggi, che per noi è Shaun, vita da pecora. Un film Aardman minore, chiuso nel target infantile, bilanciatissimo come prodotto commerciale.

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Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it)
08.02.2018
I personaggi sono simpatici e ben caratterizzati, oltre che molto espressivi. Ma la vicenda ma la storia è molto esile. Siamo davanti che una piacevole storia allegorica, la cui carica satirica è molto attenuata dall'esigenza di confezionare un divertimento che accontenti piccoli e grandi spettatori. La maggior parte delle gag sembrano poi prese di peso dai Flintstones.Il film non è lunghissimo, ma la discontinuità del ritmo, restituisce la sensazione che un'ora sarebbe bastata e avanzata per raccontare l'esile vicenda.

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Emanuele Bianchi (www.wilditaly.net)
08.02.2018
I Primitivi è un film che senza dubbio piacerà al pubblico dei più piccoli a cui è rivolto, ma che riuscirà anche ad intrattenere e divertire i più grandi, grazie alla simpatia dei personaggi e delle loro divertenti peripezie. Perché quello che conta in fondo è divertirsi tutti insieme, nessuno escluso.

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Rosalinda Miglio (www.spettacolo.eu)
08.02.2018
Il film affonda le sue radici nel concetto di amicizia e nel superamento delle difficoltà grazie alla coesione del gruppo e alla ferrea volontà di raggiungere un obbiettivo. In questo frangente la figura della donna assume un ruolo di grande rilievo: Ginna, la ragazza cresciuta nell’Età del Bronzo, non può giocare a calcio in quanto donna, ma avrà la sua chance sposando la causa dei primitivi e unendosi a loro, rivelandosi sopratutto la chiave di salvezza per i suoi compagni.

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Claudia Giampaolo (www.noidegli8090.com)
08.02.2018
Con un inizio un po’ a rilento, prende forma la simpatica storia raccontata nel nuovo cartone della Aardman Animations, studio d’animazione famoso per la realizzazione in stop-motion. I personaggi non saranno memorabili e nemmeno intrisi di rilevante spessore, ma nel loro piccolo sono funzionali e ti strappano diverse risate qua e là (rubano la scena il cinghiale Grugno, il furbo coniglietto e l’avido e cattivo Lord Grooth). Grazie all’espediente del calcio, sport quasi mai presente nel genere cartoonistico, I Primitivi trovano modo di trasmettere un messaggio sintetizzabile nel motto l’unione fa la forza, dove il gioco di squadra, la presa di coscienza collettiva e la voglia di dimostrare, portano a dei risultati positivi, soprattutto tra i più ‘deboli’ o i cosiddetti outsiders.

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08.02.2018
Nel marasma di pellicole d’animazione digitale di oggi, poter mettere occhio anche a qualche pellicola vecchia scuola fa sempre la sua figura, tirando fuori sia il bambino che è in noi che l’appassionato di cinema più puro; con I primitivi questo principio viene estratto grazie ad una narrazione facile e all’utilizzo di protagonisti vari, chi più di spicco (Dag, Lord Nooth) e chi meno (Ginna della Cortellesi, Barbo di Guzzanti).Park non azzarda a risvolti di sceneggiatura complicati e si accoda alla linea del “cartoon plus calcio” (basti vedere tra i tanti lo spagnolo Goool!) parlando di questa trama di rivalse e di scontri sociali, gettando nel tutto l’amore per lo sport dalla palla rotonda e meno quello per l’età della Pietra; I primitivi è un lungometraggio per grandi e piccini ben calibrato, divertente e soprattutto citazionista, dato che il maggior referente in riguardo sembra essere Fuga per la vittoria di John Huston (operazione simile fu già fatta da Park con Galline in fuga e il punto di riferimento La grande fuga).

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Pierpaolo Bonelli (www.cinetvlandia.it)
08.02.2018
Il film, malgrado il rispetto che si possa avere per la dedizione allo spirito artigianale, manca di fantasia. Le cose migliori ricordano i vecchi cartoni animati di Hannah e Barbera, Gli antenati, così come alcune trovate riportano alla mente il più recente cartoon I Croods. Non solo, rispetto i lavoro precedenti (Galline in fuga, su tutti) I primitivi difetta anche di ritmo, mettendo in evidenza tutti i buchi di una sceneggiatura abbastanza raffazzonata.

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Valentina Albora (movie.talkymedia.it)
08.02.2018
In un’epoca in cui l’animazione al computer sembra avere soggiogato qualsiasi altra possibilità, salvo poche eccezioni, questo ritorno della stop motion tipica dello studio Aardman cerca di reggere il gap tecnologico con il valore dell’artigianato e la costruzione di una realtà rocambolesca nella quale nulla è da prendere veramente sul serio. Una pellicola che nasce per strappare risate e strizzare l’occhiolino ad alcuni aspetti della modernità.

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Gabriele Landrini (www.moviestruckers.com)
08.02.2018
I Primitivi è un racconto divertente e coinvolgente che, anche grazie all’ottimo cast di voci e all’interessante tecnica d’animazione, saprà intrattenere sia grandi che piccini, re-immaginando la nascita dello sport più amato al mondo: il calcio.

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Federica Rizzo (darumaview.it)
08.02.2018
Amicizia, gioco di squadra e un pizzico di sano agonismo rendono I Primitivi una storia di formazione che aiuta a credere in sé stessi e a non abbandonare mai la speranza. Ovviamente, all’insegna di un umorismo molto British tutt’altro che retorico e rassicurante.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
08.02.2018
A distinguere la Aardman non è solo la tecnica di animazione ma anche la regia agile e la forte vena ironica che si può solo definire "humour inglese". Dunque anche I primitivi è costellato di battute sarcastiche sull'Inghilterra, l'evoluzione della specie e l'avidità di certi governanti. C'è anche un'implicita critica al progresso visto come positivo tout court: nonostante infatti l'Età del bronzo porti con sé grandi innovazioni - dalla ruota all'uso del fuoco, dagli utensili per la caccia e la cucina alla lavorazione dei metalli (più alcune invenzioni decisamente anticipatorie, come la moneta e la scrittura dei quotidiani) - sono i cavernicoli i più dotati di un atavico (è il caso di dirlo) senso sociale, che si esprime nel fare squadra e nel vivere in armonia con la natura. Gli autori aggiungono anche uno spin protofemminista: ad insegnare a Dug e ai suoi compagni a giocare a calcio è Ginna, una ragazza che ha scelto per sé il ruolo di attaccante ma cui non è consentito giocare nello stadio in quanto femmina, e a dominare davvero la civiltà del bronzo non è il presuntuoso Lord Nooth ma una regina saggia e perspicace nonché molto meno avida e materialista del "primo condottiero".

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Giulia Lucchini (www.cinematografo.it)
08.02.2018
A differenza quindi dei Croods che ci ricordavano che l’uomo non deve avere paura delle novità e deve adeguarsi ai tempi che corrono, questi Primitivi ci insegnano che anche l’evoluzione ogni tanto va messa in discussione e che dobbiamo ricordarci chi siamo e da dove veniamo.A completare questa bella operazione anche le tante trovate verbali e visive (come il replay con i burattini) e un cast di primo livello composto da Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Greg, Corrado Guzzanti e perfino lo Chef Rubio che dà voce alla versione italiana di questa divertente famiglia di cavernicoli. Insomma, un tuffo nel nostro passato primitivo è sempre piacevole.

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Matteo Franco (www.gamelegends.it)
08.02.2018
Un piacevole ritorno all'era primitiva, con uno sguardo mai pesante, ma sempre divertente e spensierato. I Primitivi è un simpatico film adatto a tutte le fasce d'età, contornato sempre da dei valori che faranno da filo conduttore per tutta la durata della pellicola.

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Federica Guzzon (www.cinematographe.it)
08.02.2018
La forza de I Primitivi è infatti che, seppure sprovvisti di pallone e calzature, devono vincere a tutti i costi per tornare a casa. Quella che si sono costruiti insieme, superando le loro diversità culturali e razziali (i personaggi infatti hanno fattezze e linguaggi differenti). Mentre i ben pagati giocatori della corona che vestono la stessa divisa e sembrano fatti dello stesso stampo giocano per se stessi, contro i compagni pur di emergere, distruggendo ogni valore di convivenza e fratellanza che il calcio dovrebbe diffondere. L’opera di Nick Park ha impiegato otto anni per venire alla luce, ma siamo contenti, è con questa dedizione e deontologia che andrebbe fatto il cinema, soprattutto se rivolto ai bambini.

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William Maga (www.ilcineocchio.it)
08.02.2018
Se è vero che I Primitivi non è da annoverare tra le produzioni più riuscite dello studio e che in definitiva gli 85′ minuti di durata risultano fin troppi per quello che ha da raccontare – e soprattutto per come lo racconta -, il grande piacere di ogni nuovo titolo è come sempre l’inimitabile stile claymation di Park, i suoi personaggi con i denti tondi, gli occhi sporgenti e le ginocchia ossute. La plastilina ha un aspetto carnoso, registrando su di sé impronte digitali e graffi e imbevendo ogni modellino di fisicità e calore. Funziona benissimo sia per i dettagli spigolosi della tribù primitiva che per la Città di Bronzo più fastosa e particolareggiata, ed è alterata da una CGI perfettamente integrata durante le sequenze della grande e rumorosa arena (d’altro canto sono state impiegate ben 150 persone nella lavorazione). Deliziosamente tattile e splendidamente realizzato (in oltre 3 anni di lavoro e 50 milioni di dollari di budget), I Primitivi potrebbe anche non essere al 100% vintage Aardman, ma è comunque in grado di regalare più di un momento spensierato e un tipo di animazione di cui stiamo sempre più perdendo l’abitudine.

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Raffaele Meale (quinlan.it)
08.02.2018
I primitivi si diverte a giocare con alcuni passaggi tutt’altro che secondari della politica contemporanea, partendo da Brexit – gli autoctoni isolati dal mondo e minacciati da una forza straniera che punta tutta la propria egemonia su una moneta diversa – fino ad arrivare al ruolo svolto dalla donna nella società “moderna”, con la fortissima calciatrice cittadina costretta a giocare di notte e da sola perché si tratta di uno sport da maschi. Tutto però rimane in superficie, e Nick Park non sfoggia neanche la solita girandola di riferimenti cinefili, di calembour linguistici (ci si limita a un Caveman-chester United; davvero un po’ poco) e di trovate ingegnose. Anzi, nella sua reiterazione di contenuti e gag sempre uguali a se stessi I primitivi finisce ben presto per arrancare, tra un allenamento sulla dura roccia e il sogno di poter cacciare un mammuth.

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Giulia Anastasi (www.cinefilos.it)
08.02.2018
I Primitivi è un film per famiglie, dalla morale gentile e dall’umorismo pacato. Forse è un po’ distante dai coloratissimi cartoni animati di oggi, pieni di effetti speciali, ma proprio per questo rappresenta una piacevole voce fuori dal coro all’interno del variegato panorama di animazione che si offre a un pubblico di tutte le età.

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Roberto Giacomelli (www.darksidecinema.it)
08.02.2018
I Primitivi si distingue positivamente anche per un ritmo indiavolato che però è lontanissimo dai tempi schizofrenici dei moderni cartoon, ma accoglie proprio le tempistiche del cinema vero, riuscendo pure a valorizzare le dinamiche del gioco del pallone piegandole alle esigenze del racconto cinematografico come alcuni memorabili film sullo sport, dove lo sport non è il solo punto d’interesse ma un vettore per raccontare altro.

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