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Giovanni Menicocci (www.mauxa.com)
19.01.2017
La chiarezza della vicenda di “Qua la zampa!” era possibile solo se fosse stata vissuta realmente: infatti il film è tratto dal romanzo di W. Bruce Cameron “Dalla Parte di Bailey”, che a sua volta è ispirato ad un fatto accaduto. Lo scrittore vedeva la moglie soffrire per la morte del cane: “stavo male per lei”, ha confessato mentre guidava lungo la costa della California. Finché emerse l’idea di un cane che in realtà non muore ma rinasce, alitando la possibilità che potrebbe esserci qualche scopo per cui questo stia accadendo. E questa limpidezza è ciò che maggiormente colpisce nel film, parlando anche - per simbologia - della onnipresente presenza delle persone care, sia essa nella memoria o in un gesto che ritroviamo che ce le fa riportare.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
19.01.2017
Certo che, se si vuole vincere in buoni sentimenti, puntare il tutto e per tutto su bambini e animali risolve più della metà dei problemi, regalando agli spettatori quel sentimentalismo necessario per affezionarsi alla trama in questione; Qua la zampa! questo lo sa bene, usufruisce quindi il punto di vista di un cane e lo rende accattivante quanto basta per tirar su la sua storia di buoni sentimenti e discorsi sul destino. Un espediente che avrebbe potuto nuocere in patetismo e lacrime facile, ma che, alla fine, il buon Hallstrom gestisce degnamente, senza mai sconfinare in errori del genere.

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Nico Parente (www.cinematografo.it)
19.01.2017
I dialoghi e la soggettiva di Bailey peccano di prevedibilità e leggerezza, diretta conseguenza di una sceneggiatura piatta che non rende merito al soggetto di partenza. Bravi gli interpreti, seppur impegnati in ruoli non particolarmente impegnativi e stereotipati. Un film che diverte i più piccoli, ma che non ricorda quasi per niente la toccante parentesi con protagonista il cane di razza Akita.

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Vincenzo Giordano (www.cinematographe.it)
19.01.2017
Non un semplice narratore, come si potrebbe pensare, bensì un flusso di coscienza che ci accompagna durante tutta la pellicola e che corrisponde ai pensieri di Bailey. È da questo elemento che Qua la zampa! trae il suo maggiore punto di forza.

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Giancarlo Zappoli (www.mymovies.it)
19.01.2017
Il rapporto tra Bailey ed Ethan (che non ha una vita facile) è forte così come nella realtà lo è quello tra un cane e un padrone che si vogliono bene. Bailey troverà (nel pelo e nell'aspetto di Ellie, Tino, Buddy) nuovi padroni con i quali vivrà vite e ruoli differenti colmandone, quando gli sarà concesso, le diverse forme di solitudine; non smettendo mai di annusare ciò che lo circonda ma anche di provare sensazioni che il suo pensiero ci esplicita. Anche di recente ricerche condotte con metodi scientifici hanno confermato che i cani hanno la capacità di comprendere un ampio numero di parole collegandole a un significato preciso. In questa fiaba il cane ci parla e quindi gode di un ampio vocabolario ma nell'esperienza quotidiana basta guardare negli occhi il proprio cane per leggerle anche nel silenzio.

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