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Francesca Demirgian (www.pianetadonna.it)
31.03.2017
Max Croci poteva limitarsi a raccontare la storia di una mamma separata, dunque, ma traendo ispirazione dal romanzo di Enrica Tesio, ha trasformato la cronaca di un disamore in una commedia dalla mille sfaccettature, che ci racconta con estrema ironia una storia di tutti i giorni, portando Dora (e tutti gli altri personaggi del film) ad una necessaria presa di coscienza, alla quale, lei per prima, stenta a cedere.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
31.03.2017
Una commedia dei sentimenti forzatamente pop con taglio umoristico che dopo un iniziale e fastidioso sbandamento torna su strada, senza però mai viaggiare con piglio deciso e sicuro. Colpa di una sceneggiatura che procede per stereotipi comici e strappi poco credibili, evitandosi almeno quel lieto fine 'romantico' che avrebbe reso il tutto ancor più indigesto.

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Federica Rizzo (darumaview.it)
31.03.2017
Ispirato al libro omonimo di Enrica Tesio e al blog di successo TiAsmo, La verità vi spiego sull'amore è una commedia in cui leggerezza, ironia ed un tono pop fanno da sfondo al racconto, una presa di coscienza dove la sofferenza per "la perdita di un amore" viene combattuta semplicemente con la vita. Max Croci restituisce il romanzo della blogger torinese attraverso una fotografia accesa e sgargiante, in accordo col mondo dei bambini, figli di Dora, ma anche con la vita della protagonista che volge al cambiamento improvviso e a suo modo esaltante dopo la fine della sua relazione, ed un montaggio frenetico, con una macchina da presa sempre in movimento, alternata a momenti in split screen e grafica, che si accorda al ritmo della protagonista.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
31.03.2017
Anche la confezione patinata e la scelta di non raccontare né le difficoltà economiche della classe borghese, che Dora rappresenta, né quelle lavorative di una mamma che si ritrova a crescere i figli da sola, tolgono concretezza alla storia, e la figura di Sara, l'amica single della protagonista, diventa una macchietta marginale senza spessore umano. Se la cavano meglio i personaggi maschili, anche grazie alla maggiore forza interpretativa di Edoardo Pesce e Massimo Poggio. Ma le uniche in grado di andare un passo oltre, pur nei toni caricaturali della commedia, sono le nonne interpretate da Pia Engleberth e Giuliana De Sio, la cui soglia di dolore resta evidente anche dietro lo scambio di battute più mondano.

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Maria Grazia Bosu (www.ecodelcinema.com)
31.03.2017
"La verità, vi spiego, sull'amore" ha un pregio che oggi pochi film hanno: è ben scritto, ben diretto, ben interpretato, e in tempi come questi, in cui si sfornano continuamente film che passano presto nel dimenticatoio non è cosa da poco. Il tema è sicuramente già battuto, la novità sta nella limpidezza del raccontare, che fa della pellicola di Croci un film brillante e godibile come pochi.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
31.03.2017
Va inoltre ammesso che in questo filmetto (si intenda l’aggettivo davvero senza nessuna accezione negativa, anzi con una vaga stima per la leggerezza) al netto di una ruffianeria insita nel genere, c’è una capacità ammirabile di trovare nei suoi molti personaggi spalla un umorismo poco praticato da noi. È evidente fin da subito ad esempio che Giuliana De Sio è stata una scelta di casting perfetta e la sua nonna paterna non fa che crescere per tutto il film, diventando ben presto il personaggio più serio e reale, moderno e significativo. Ma come sempre è Edoardo Pesce a fare il lavoro più interessante di tutti, a cavallo tra molte idee e suggestioni, uno dei pochi attori italiani di commedia incapace di essere una cosa sola, che in ogni ruolo, anche il più macchiettistico, introduce quel che in scrittura manca, come se dovesse sempre associare una personalità o un sentimento al suo opposto creando l’agrodolce.

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
31.03.2017
Quando l’amore diventa un amore senza baci, bisogna avere due case. È soltanto una delle banalissime osservazioni che trapelano dalla sceneggiatura de La verità, vi spiego, sull’amore, terzo lungometraggio cinematografico a firma del Max Croci che già non era riuscito a fornire prove convincenti attraverso le prime due. Stavolta, forse, le cose vanno leggermente meglio (ma di pochissimo), però lo spettatore non si ritrova altro che dinanzi ad una noiosissima e, a tratti, caotica accozzaglia di luoghi comuni sui rapporti di coppia e sul sempre meno condivisibile universo femminile d’inizio terzo millennio, tempestato di “eroine” che sembrano uscite dai più brutti telefilm di successo americani. Con alcuni lodevoli elementi del cast che non possono fare a meno di apparire sacrificati e un amore che, a dispetto del titolo, non gode affatto di alcuna spiegazione.

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Federica Aliano (movieplayer.it)
31.03.2017
E appare evidente che il cast fosse affiatato, che il regista sia contento della sua squadra. Però forse questa volta un'occhiatina oltre la quarta parete non avrebbe guastato, perché non si fa spettacolo se non per un pubblico. Poi possiamo raccontare della macchina da presa vivace, di quanto la camera a mano sia narrativa perché rispecchia le inquietudini di Dora... ma se quelle inquietudini non trovano un riscontro nella realtà attuale che vorrebbero descrivere, il messaggio resta chiuso in una bottiglia che nessuno troverà mai.

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Carola Proto (www.comingsoon.it)
31.03.2017
Felicemente pop grazie a una fotografia curatissima che predilige i colori sgargianti, patinato al punto giusto in accordo con l’identità upper class di Dora e e della sua amica Sara (Carolina Crescentini) e abbellito da costumi prodigiosi, La verità, vi spiego, aull’amore non è un tuturial su come gestire emotivamente il sentimento più bello e complesso che ci sia. Piuttosto ci svela che l’amore può finire senza alcuna ragione, senza che ce ne accorgiamo. E' una lezione non da poco, un mistero del cuore che il film abbraccia con partecipazione e sincerità. E con grande sensibilità.

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