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Matteo Illiano (www.anonimacinefili.it)
02.01.2017
Con soli tre film, Siani ha già modellato una vera e propria maschera sotto la quale nascondersi, una corazza solida, sicura ma purtroppo sempre identica: il suo nuovo Mister Felicità è a pochi passi dal suo primo Principe Abusivo, e questa ripetizione non fa bene a un giovane regista che dovrebbe puntare su novità e coraggio.

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Andrea Desideri (www.silenzio-in-sala.com)
02.01.2017
Il risultato stavolta, però, non è dei migliori. Troppo spesso Siani è stato accostato ai grandi della comicità partenopea: un azzardo assai superficiale, soprattutto nel momento in cui ci troviamo di fronte a una commedia scontata che sembra messa a punto per incassare al botteghino col minimo sforzo. La comicità proposta è di una pochezza inaudita. Vengono riproposti i soliti meccanismi in stile demenziale: c’è persino il pappagallo che ripete parolacce napoletane. Più che il trionfo della risata, Mister Felicità è l’esaltazione della sguaiatezza. Anche se la distribuzione post natalizia garantirà maggior successo, questo film non può definirsi divertente, neanche al pari dei precedenti. Siani ne esce ridimensionato, o forse mostra – una volta per tutte – quel che è: un artista con un repertorio stantio e ripetitivo.

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Francesco Alò (http://www.badtaste.it)
02.01.2017

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Martina Ponziani (www.sentieriselvaggi.it)
02.01.2017
Mister Felicità dunque va dritto nell’enorme calderone dove sono finiti nell’ultimo decennio film come quelli di Luca Miniero o dello stesso Siani, a cui però si deve riconoscere il merito di riuscire a mantenere sempre una certa sobrietà ed onestà in quello che propone. Soprattutto in quest’ultimo film dove la sua eccessiva esuberanza viene più volte arginata da un attore navigato come Abatantuono che riesce a ristabilire sempre un certo equilibro nei duetti comici.

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Roberto Giacomelli (www.darksidecinema.it)
02.01.2017
Mister Felicità è però l’ulteriore conferma che la commedia italiana al cinema sta agonizzando, sempre più vicina a una inevitabile morte che ultimamente si ripercuote anche sui modesti risultati al botteghino. Siani è simpatico, ma il film davvero non c’è.

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
02.01.2017
Allontanatosi dai contrasti nord-sud e dalle tematiche strettamente napoletane che avevano caratterizzato i suoi primi due lungometraggi da regista, Alessandro Siani concretizza con questa terza fatica dietro la macchina da presa una moderna favola dal sapore fortemente ottimista, sebbene non manchi neppure di ribadire che la vera felicità non esiste. Ma, tra plot che sa di già visto, gag difficilmente capaci di divertire e molte banalità rivolte al meno esigente degli spettatori (compreso il ricordare che innamorarsi è la regola per essere felici), Mister Felicità annoia e non riesce quasi mai nell’impresa di strappare risate... oltretutto complice un Abatantuono sacrificato e mal sfruttato.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
02.01.2017
Alessandro Siani alla sua terza regia si cimenta con un soggetto e una sceneggiatura scritti insieme a Fabio Bonifacci, e il problema è proprio il copione: una trama improbabile, dialoghi poco credibili, gag infantili e una distanza siderale da qualsiasi tipo di realtà, ma anche dall'astrazione della favola, quale Mister Felicità vorrebbe essere. Il risultato è una commedia romantica che non si alza mai in volo, senza la leggerezza di quelle farfalle che vorrebbero esserne il simbolo.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
02.01.2017
Di questi “rattoppi” il film purtroppo è pieno, piccole aggiunte pensate con buona probabilità per rimediare a cambi in corsa, rimontaggi o cancellazione di alcune scene. Il film ne risente tantissimo, non ha un ritmo chiaro, non ha interesse e il suo intreccio semplice diventa inutilmente ingarbugliato e tirato troppo a lungo. Se ci si aggiunge che per la seconda volta Siani riesce a tenere alto il passo delle risate e che Abatantuono nemmeno ci prova, il risultato è un film d’ambientazione Svizzera su un ragazzo che vuole migliorare l’umore di una pattinatrice innamorandosene, con in più l’incursione di tanto in tanto della camorra.

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Manuela Santacatterina (movieplayer.it)
02.01.2017
Quello che rimane è un senso di confusione generale, sia nella sceneggiatura che nel montaggio. Inoltre un'interprete come Cristiana dell'Anna, che abbiamo imparato a conoscere in Gomorra grazie alle sue sfumature attoriali, non viene valorizzata e il commento musicale di Umberto Scipione, (troppo) spesso sottolineato, viene sfruttato per creare ritmo e fare da collante tra varie sequenze. Mister Felicità avrebbe dovuto azzardare nella comicità e mostrare maggiore attenzione agli ingranaggi dell'intreccio, specialmente nella seconda parte del film che sembra troppo proiettata verso il frettoloso finale.

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Martina Barone (www.cinematographe.it)
02.01.2017
Depistando lo spettatore con diversi filoni che non trovano un proprio percorso fisso all’interno della storia, cominciando con la depressione del protagonista Martino, passando per il suo tentativo di truffa fino alla scoperta dell’amore e di un segreto rimasto taciuto da tempo, Mister Felicità rasenta con dispiacere il sufficientemente passabile, con una ricerca che invece della felicità doveva incentrarsi sul tentativo di trovare idee coerenti da assemblare poi con efficacia fin dalla composizione della sceneggiatura.

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