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Andrea Suatoni (blog.screenweek.it)
08.01.2018
[...] si ride spesso e con leggerezza, il sottotesto riflessivo interviene collateralmente, probabilmente solo una volta usciti dalla sala. Come un Gatto in Tangenziale riesce nel suo intento di essere un film d’evasione, ma che riesce con intelligenza ad inserire degli spunti che travalicano il suo genere e che ne innalzano il livello. Paola Cortellesi e Antonio Albanese sotto la direzione di Riccardo Milani confezionano un piccolo gioiello comico che, al netto di alcune iperboli fisiologiche per la commedia, si fa forte di una doppia lettura, di una scrittura brillante e di bravissimi interpreti – l’alchimia fra i due protagonisti è perfetta – e che non può far altro che conquistare completamente.

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Ruggiero Manco (www.filmpost.it)
08.01.2018
Come un gatto in tangenziale è una commedia valida, scritta molto bene. Battute e scene esilaranti non mancano; da segnalare la scena del pranzo in cui sono presenti anche l’ex moglie di Giovanni, Luce (Sonia Bergamasco), e Sergio (Claudio Amendola), che riassume tutto quello che ci siamo detti finora. Ironia e autoironia mai banali che nascondono riflessioni che lo spettatore può cogliere facilmente. Non bisogna catalogare quindi Come un gatto in tangenziale tra le varie commedie banali e poco divertenti uscite a valanga negli ultimi anni; questa è una spanna sopra alla maggior parte delle altre, merito anche di una strabiliante interpretazione della Cortellesi. Albanese forse avrebbe potuto fare qualcosa in più.

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Emanuele Rauco (www.cinematografo.it)
08.01.2018
Albanese e Paola Cortellesi sono perfettamente a loro agio in personaggi su di loro tagliati, non ci sono sbavature formali e rispetto agli umori bassi che il film racconta tutto resta sempre più “medio”: in questo senso, il film di Milani trasuda lo stesso senso di colpa borghese (tranne in un breve, sacrosanto sfogo del personaggio di Albanese) che vorrebbe stigmatizzare, mostra la voglia di assumere punti di vista altrui rinnegando la sensatezza dei propri. È un modo che appare un po’ ipocrita, soprattutto per la patina visiva che cerca di coprirlo: non così distante da un film più facile da odiare come Fortunata di Castellitto.

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Alessandro Carpana (www.cineavatar.it)
08.01.2018
Come Un Gatto In Tangenziale resta un piacevole film da godersi durante le feste, con una comicità che evita di cadere nel becero. E che se anche non ha paura di sconfinare in altri territori, rimane appunto una commedia portata avanti da due veterani della risata, Albanese e Cortellesi, che dimostrano di saper scolpire dei personaggi sinceramente umani e quotidiani.

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Alessandro Aniballi (quinlan.it)
08.01.2018
Milani confeziona un racconto solido, che si avvale anche dell’entrata in scena di Amendola nei panni del marito ex-carcerato della Cortellesi e di quella di Sonia Bergamasco nelle vesti dell’ex moglie di Albanese ormai di stanza in Francia dove crea profumi alla lavanda. E Milani orchestra una buona galleria di caratteristi, a partire dalle due gemelle sorellastre della Cortellesi, sempre davanti alla TV a vedere Franca Leosini e compulsivamente ossessionate dallo shopping o, meglio, dal furto di merci griffate. Ma, sopra tutti, più ancora di un ottimo Albanese, a funzionare è la strepitosa Paola Cortellesi, capace di dare carattere e umanità – e di essere perfettamente credibile – nei panni di una coatta di borgata che litiga con tutti, che indossa vestiti ultrakitsch brillantinati (la cui ‘scintillanza’ acceca letteralmente Albanese) e che trova sempre l’esatta espressione romanesca per commentare una certa situazione.

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Maria Grazia Bosu (www.ecodelcinema.com)
08.01.2018
Il ritmo del film non conosce pause, e neppure le risate, le musiche ben incorniciano la narrazione e Roma, nei suoi fasti e nel suo degrado, è protagonista di riguardo, che non smette mai di affascinare, nonostante le sue ferite. Bravi anche gli attori impegnati nei ruoli minori, da Alice Maselli a Simone De Bianchi, che interpretano i giovani innamorati, Alessio e Silvia, a Sonia Bergamasco, perfetta nella sofisticata e svampita ex moglie di Giovanni. Senza dimenticare il cameo di Claudio Amendola e Luca Angeletti, che è sempre un piacere vedere sullo schermo.Un film che consigliamo a tutti, chi è in cerca di divertimento lo troverà, e chi vorrà anche pensare avrà l’occasione per farlo.

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Redazione (www.longtake.it)
08.01.2018
Le gag che si generano possono far nascere qualche sorriso, ma sono tutte sequenze prevedibili, già viste e totalmente prive di una personalità propria. Così, il film finisce presto per scadere nella più totale mediocrità, debole nella messinscena e sempre più scontato nella sceneggiatura man mano che passano i minuti. Debole anche la scrittura dei personaggi, tanto dei due principali quanto di quelli di contorno. Il titolo fa riferimento a una battuta di Monica sulla durata della relazione tra i due figli.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
08.01.2018
Siamo di fronte ad un film indubbiamente piccolo, commedia realmente leggera e dalle ambizioni limitate, che tuttavia (anche per questo) le raggiunge e forse in certi momenti le supera. Il livore e l’odio che vediamo tra italiani, stranieri, benestanti, indigenti, parenti e carcerati raggiunge un punto di saturazione tale da dare per pochi attimi un’idea della vita in una città moderna da Spike Lee: persone diverse da provenienze diverse che convivono in un equilibrio fatto di un inevitabile e continuo conflitto, uno che non porta necessariamente ad una guerra ma che tiene tutto in piedi, che non chiede di essere superato ma sembra essere stato accettato per rassegnazione, rassegnati ad odiarsi.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
08.01.2018
Milani firma la sceneggiatura non solo con Furio Andreotti e Giulia Calenda, ma anche con la Cortellesi, che si ritaglia un personaggio a tutto tonro, lontano dallo stereotipo della borgatara, un personaggio portato in scena con attenzione e leggerezza, che vede l’attrice a una delle sue migliori prove in carriera.La commedia si fonda su due pilastri importanti, da una parte l’alchimia consolidata tra i due protagonisti, dall’altra, elemento strettamente legato al primo, la possibilità per la storia e i personaggi di dilungarsi in silenzi e tempi “lenti” che in genere la commedia non concepisce (più). La coppia Cortellesi/Albanese si spalleggia, trovandosi da parti opposte di una retta il cui punto di incontro diventa territorio di scontro e di comprensione.

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Claudio Trionfera (www.panorama.it)
08.01.2018
Agnese ed Alessio, giovanissimi e senza troppe sovrastrutture, badano solo all’amore e ad un punto d’incontro che escluda ogni differenza. Mentre, a forza di stuzzicarsi, la sostanza comica della rivalità è tenuta sempre viva da Monica e Giovanni, autori d’una sfida – che artisticamente diventa un bel coro a due voci - sempre sollazzevole, guarnito da elementi in perfetta sintonia umoristica con la coppia di eccellenti protagonisti: i quali, alla fine, potrebbero scoprire che le loro distanze non sono poi siderali. Addirittura aprendosi ad un possibile esito sentimentale in coda ad un racconto di salubre divertimento in grado anche d’imporsi con un umorismo che, sotto l’immediatezza a volte rustica di dialoghi e gag, vive d’una sua meditata finezza.

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Simone Emiliani (www.sentieriselvaggi.it)
08.01.2018
Ed è un cinema che sembra molto vicino a Virzì. Come un gatto in tangenziale sembra quasi il Ferie d’agosto di Milani con accenni di Caterina va in città. Una commedia con due protagonisti come Antonio Albanese e Paola Cortellesi che hanno una tale sintonia tra loro che sembrano recitare ad occhi chiusi soprattutto dopo il precedente Mamma o papa?. E forzando criticamente la mano, Come un gatto in tangenziale può essere quasi un sequel della vite di quei personaggi. Come se fossero morti e poi resuscitati dalla scrittura. Già separati (?) da quel film con la loro abitazione che era andata in fiamme, stavolta hanno vite distanti per poi rincontrarsi e scoprirsi più vicini rispetto alle apparenze. Un cinema dove finalmente c’è un’attenzione per ogni particolare.

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Massimo Vallorani (tg24.sky.it)
08.01.2018
Come Un Gatto In Tangenziale è in fondo un film soprattutto politico perché affronta il nostro presente e anche il nostro futuro. E in Giovanni e Monica, pur nelle loro indissolubili e radicate certezze c’è la consapevolezza che non si può tornare indietro. Non esiste più un mondo fatto di “noi e gli altri” e pur tra mille difficoltà questa è l’unica strada da seguire, affinché la parola “contaminazione ” non sia più una parola vuota ma realmente un’opportunità per confrontarci direttamente con chi è lontano da noi per classe sociale, cultura o nazionalità.

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Alessia Starace (movieplayer.it)
08.01.2018
Agnese e Alessio sono giovani, giovanissimi, e davanti a loro hanno un'estate infinita e tanta voglia di stare insieme; i genitori hanno vite complicate, anche se uno, quando fa tardi per cena, passa in rosticceria, mentre l'altra si porta a casa gli avanzi dal lavoro. Eppure tra Coccia di Morto e Capalbio, tra cinema d'essai e multisala fracassoni, Monica e Giovanni scopriranno qualcosa di autentico, qualcosa che veleggia ben oltre le quotidiane schermaglie. Cortellesi è esilarante nei panni di Monica, ma il suo è anche un personaggio vulnerabile e commovente nella sua dignità e nella sua integrità; in questa caratterizzazione così bilanciata come nel suo romanticismo senza eccessi c'è forse la chiave del successo del film di Milani, che certo, ha qualche sbavatura, qualche soluzione un po' scontata, ma nel complesso non smette mai di incuriosirci e divertirci.

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Mauro Donzelli (www.comingsoon.it)
08.01.2018
Albanese lavora in grande sottrazione e dimostra la capacità di rappresentare un mondo anche solo con uno sguardo, mentre particolarmente divertente è lo spaesamento dell’eterea e fasulla Sonia Bergamasco alle prese con ‘la vita reale’. Non tutto funziona a dovere, talvolta si entra nel terreno della macchietta, come con il personaggio di Claudio Amendola, ma è un passo importante verso la sfida che attende la commedia italiana dei prossimi anni: uscire dalla propria zona protetta, portando anche il pubblico a farlo, o arenarsi in acque stagnanti.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
08.01.2018
Si ride e si sorride guardando Come un gatto in tangenziale, perché la situazione è paradossale, perché l'argomento toccato è attuale, perché Paola Cortellesi e Antonio Albanese sono attori comici capaci. Ma ci si domanda perché, ad esempio, Giovanni porti Monica a vedere un film armeno e non cerchi invece di mediare fra i suoi gusti e quelli della donna, o perché Monica, ad un aperitivo elegante, si abbuffi anche se sta cercando di passare da educata. Non c'è una vera conoscenza, o una vera comprensione, di questi due esseri umani, nè sottigliezza nel raccontarne i limiti socioculturali, o nel contrapporli alla loro indole individuale. Eppure la risata con un fondo doloroso di verità è più efficace e lascia il segno, oltre che l'amaro in bocca. Ancora una volta invece si è scelta la strada della medietà, della risata innocua, del retrogusto dolciastro.

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