Obbligo o Verità
Obbligo o Verità
Data Uscita: 21 Giugno 2018
(USA • 2018) Truth or Dare
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Daniele De Angelis (www.cineclandestino.it)
21.06.2018
Non resta che attendere come l’iperattiva Blumhouse, da qualche temerario definita una fucina di talenti atta alla rinascita del genere horror, non azzecchi, per il semplice calcolo delle probabilità, qualche altro buon film. Senza comprendere il fatto che lungometraggi insulsi tipo Obbligo o verità rappresentino alla perfezione la media qualitativa dei prodotti della casa. La quale Blumhouse, alla fine della fiera, se la ride comunque in base alla semplice equazione tra costi irrisori e incassi in rapporto comunque consistenti. Come sempre avvenuto sin qui.

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Federica De Masi (cinema.popcorntv.it)
21.06.2018
Non c'è tensione, non c'è sangue, non c'è empatia per i personaggi, non ci sono colpi di scena. Non c'è nemmeno un buon tasso di fantasia nell'inscenare le morti e di ironia come dichiarato dagli autori: poche battute e non incisive. Nel cast ci sono le star Lucy Hale, di Little pretty liars, nel ruolo della protagonista Olivia, e Tyler Posey di Teen wolf, che interpreta Lucas, il belloccio di turno, ma l'unica che convince sul serio nella sua interpretazione in Obbligo o verità è è l'esordiente Violett Beane, che qui interpreta la migliore amica di Olivia. In più la protagonista del film è anche portatrice di un politically correct davvero insopportabile: è davvero difficile parteggiare per lei.

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Giorgia Lo Iacono (www.wilditaly.net)
21.06.2018
Pur tra prevedibilità varie e caratterizzazioni piuttosto superficiali, il film di Jeff Wadlow riesce spesso a intrattenere in maniera abbastanza interessante. Divertendo uno spettatore giovane senza tante pretese se non quella di passare un’ora e 40 davanti a uno schermo insieme agli amici, più per goliardia che per lasciarsi "spaventare".

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Redazione (www.longtake.it)
21.06.2018
Niente di particolarmente nuovo sotto il sole, perché sebbene il meccanismo sia inappuntabile, anche nelle virate più pesanti verso il demenziale, si fa fatica a trovare reale interesse e autentici sussulti in questa esposizione di corpi giovani e aitanti, fortemente sessuati e dunque, da una prospettiva strettamente horror, altrettanto colpevoli, schiavi alla sadica mercé del maniaco misterioso di turno. Non basta, tra l’altro, il ricorso a Snapchat e a profili Facebook per donare attualità a una materia cinematografia irrimediabilmente invecchiata e definitivamente sorpassata da almeno un ventennio.

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it)
21.06.2018
Felicemente sposato al filone dello slasher per brividi adolescenti tutto ormoni impazziti e gioia estiva, Obbligo o verità però nasconde tra le pieghe della sua narrazione divertita di gioco di ruolo mortale un commentario sociale cospicuo e non scontato: attraverso i turni di obbligo o verità, i giovani protagonisti sono costretti dalla presenza demoniaca a rivelare realtà scomode a sé stessi e e ai propri amici. Più che un terrificante gioco di presa di posizione, un'allegoria intelligente della delicata fase dell'adolescenza e dei segreti e turbamenti che essa si porta dietro nella sua naturalezza. I salti di paura sulla poltrona sono assicurati, la fresca ironia dei protagonisti è presente, la tradizione dello spensierato horror da spiaggia rispettato anche questa volta, nonostante tutto.

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21.06.2018
Wadlow è reo di delineare una serie di insensate psicologie di fondo tra i personaggi principali e arrivando ad un’apoteosi del comico involontario con l’apocalittico ed incredibile finale, lasciando aperta la possibile minaccia di un sequel negli anni a venire (e la pellicola, purtroppo, ha incassato abbastanza per poter concretizzare tale probabilità).

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Mirko Nottoli (www.cinema4stelle.it)
21.06.2018
Confusi e infelici gli sceneggiatori optano per sacrificare direttamente se stessi sull'altare dell'horror facendo assumere ai partecipanti del gioco, nel preciso momento in cui impossessati dal maligno chiedono gutturalmente "truth or dare", una strana espressione del viso caratterizzata da un ghigno che non sapremmo come definire se non "da pirla". Apice della sceneggiatura si ha quando la protagonista, l'inutile Lucy Hale, per non rivelare una verità scottante, decide di scegliere sempre obbligo, al che il gioco, che è tutt'altro che stupido, la obbliga a rivelare la verità! Capito che capolavoro di scrittura?

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Martina Vaira (www.empireonline.it)
21.06.2018
Obbligo O Verità ha un buon potenziale che viene indebolito da una trama scarna e da personaggi banali. Anche se l'obbligo di vederlo non sarebbe una maledizione, la verità è che il film horror della Blumhouse, a differenza dei suoi prodotti precedenti, non aggiunge niente di nuovo al vasto panorama del genere.

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Luca Zanovello (www.masedomani.com)
21.06.2018
Dall’unione di una maledizione a catena molto orientale e l’idiozia da teenager slasher salta fuori un brutto nascituro, la cui prima e più appariscente deformità è una ripetitività clamorosa, sia nella messa in scena tremendamente vincolata alla ciclicità delle sfide mortali, sia nella natura didascalica della narrazione, forse calibrata (male) su un target di giovanissimi e neofiti. Ma in Obbligo O Verità manca molto altro, non ultimo un mostro delineato: è vero che il “non vedo” fa più paura, ma in questo caso la natura dell’incubo è così evanescente e vaga da farci dimenticare la concreta minaccia. Ce lo ricordano, allo sfinimento, gli insopportabili protagonisti e i loro spieghini e spiegoni. Se a due terzi di film stai ancora spiegando come funziona il gioco, i casi sono due: o non credi nel pubblico o non credi nel film. O magari entrambe.

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Sabrina Crivelli (www.ilcineocchio.it)
21.06.2018
In una cosa Obbligo o Verità riesce davvero a inquietare: il fatto che abbia già incassato a livello globale (in Italia siamo sempre gli ultimi a gustarci queste prelibatezze …) più di 85 milioni di dollari, un dato che, essendone costati su per giù 3.5 milioni, non solo fa seriamente dubitare dei collettivi gusti cinematografici (abbiamo provato a giustificare questo ‘insolito’ andamento in una riflessione sul genere horror a fine 2017), ma potrebbe prospettare all’orizzonte pure uno sciagurato sequel. E pensare che c’è ancora chi crede che un giorno o l’altro potrebbe esserci fine a questo peggio …

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
21.06.2018
Una delle capacità di Jason Blum è quella di produrre film che abbracciano il brivido senza scioccare il pubblico in sala. Obbligo o Verità, come altri suoi lavori precedenti, non ha bisogno di fiumi di sangue e scene splatter per aumentare la suspance e richiamare grandi dosi di adrenalina e divertimento. Nonostante qualche passo falso come Ouija o Il Ragazzo della Porta Accanto, la Blumhouse di solito sceglie con cura i suoi progetti come casa di produzione, e questo ultimo film rispecchia gli ingredienti fondamentali dei suoi titoli più riusciti.

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Laura Silvestri (darumaview.it)
21.06.2018
I 100 minuti di screen time, seppur non pienamente giustificati da scelte inopinabili (e si può opinare davvero su parecchie cose), passano senza fatica e senza indispettire lo spettatore, che si ritrova in un qualche modo sempre coinvolto dalla storia. Il finale, in particolare, si dimostra inaspettatamente brillante, e va a sopperire alla mancanza di originalità della causa scatenante.

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Maurizio Ermisino (movieplayer.it)
21.06.2018
Il modello del film sembra essere la saga di Final Destination, horror senza un cattivo, dove la lotta è direttamente contro la Morte. Obbligo o verità è uno di quegli horror che si guarda, più che con paura, con la curiosità di capire che strade troverà la Morte, o chi per lei, per catturare i malcapitati.

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Daniela Catelli (www.comingsoon.it)
21.06.2018
Wadlow gestisce benissimo i suoi giovani attori e ci sono momenti di indubbia suggestione nella storia: è divertente l’idea del gioco posseduto e del ghigno che appare sul volto delle vittime e che somiglia a un filtro di Snapchat. Alla fine, però, il gioco diventa ripetitivo, la necessità di rivelare e spiegare prende il sopravvento, la sceneggiatura si ingarbuglia e il (bel) finale arriva non come il climax di un’ora e mezzo di tensione (durata ideale per questo tipo di film), ma attenuato da un po’ di stanchezza e distrazione. Così com’è, Obbligo o verità si inserisce in quella che è la media dei prodotti Blumhouse ed è un film onesto, curato e sufficientemente ben scritto ma privo di quel guizzo creativo capace di renderlo memorabile.

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Paolo Nizza (tg24.sky.it)
21.06.2018
Un discreto prodotto di intrattenimento con un paio di sequenza abbastanza terrificanti. Un film che coniuga il teen- horror con l'umorismo, ispirandosi a pellicole come Scream, So cosa hai fatto, Final Destination, The Ring, It Follows, ma anche al più recente Nerve.

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Davide Sica (cinema.everyeye.it)
21.06.2018
Obbligo o Verità Obbligo o Verità, seppur semplice nel plot e negli effetti visivi, assembla con dovizia gli elementi utili a ricostruire un horror che ricorda, nella costante tensione e nell'abbozzata ironia, le pellicole di genere degli anni '90. Tuttavia a mancare è un rinnovamento profondo, un diverso punto di vista che avrebbe permesso al film di apparire più originale e meno citazionsta; anche un aggiornamento tematico meno sterile e didascalico avrebbe giovato.

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Ivana Faranda (www.ecodelcinema.com)
21.06.2018
Un film di genere che non riesce neanche a spaventare. Non incute nessuna paura l’ultimo film del regista di "Nickname: enigmista": la narrazione risulta piatta e i personaggi solo accennati dal punto di vista psicologico. Il risultato è un horror di serie B da vedere in poltrona in una fredda serata d’inverno tra amici.

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Adriano Ercolani (blog.screenweek.it)
21.06.2018
Rispetto alla qualità altissima a cui ci ha abituato negli ultimissimi anni il cinema sfornato da Jason Blum e la sua Blumhouse – che si tratti di semplice intrattenimento o di qualcosa di più corposo a livello tematico – Obbligo o Verità rappresenta un prodotto di routine, realizzato con gusto ma privo di quella volontà di non ripetersi che ha positivamente distinto il marchio. Un horror che si lascia senz’altro vedere, anche gustare dagli appassionati del genere, ma che non va oltre il livello del compitino ben fatto.

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Matteo Scannavini (movies.gamesource.it)
07.06.2018
Obbligo o Verità non fa certo la storia degli horror, anzi, entra dalla porta principale in quel novero di teen slasher movies con belle ragazze, una storia dimenticabile e jump scares. Tuttavia, un interessante finale – che lascia aperti a eventuali sequel – e un grande rispetto per aver realizzato un film comunque dai valori di produzione così buoni con un budget così risicato non ci fa scendere troppo con la valutazione. Da considerare per una sera di ottobre con il vostro partner mentre fuori piove.

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05.06.2018
Gli episodi violenti in questo film, a mio parere, sono troppi e forse non necessari per una storia che a lungo andare, perde sempre più la sua credibilità. Ciononostante non possiamo non tener conto degli ottimi effetti speciali, semplici ma perfettamente capaci di trasmettere allo spettatore quel pathos necessario per tenerlo col fiato sospeso. E di grande impatto sono anche volti e bocche deformate e sorridenti, risate inquietanti, che spesso richiamano a un’atmosfera tipica di un film dell’orrore.

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Alessandro Cavaggioni (www.frammentirivista.it)
05.06.2018
Obbligo o verità, liberato da ogni possibile critica tecnica, come però di potenziali complimenti, si rivela narrativamente insipido. Incapace di approfittare di uno spunto che, per la quotidianità delle situazioni, avrebbe potuto godere di un’immedesimazione quasi totale tra gli spettatori più giovani. Se It cambiò il modo con cui ognuno di noi guardava a un semplice e innocuo tombino, Obbligo o verità non caricherà allo stesso modo di alcuna ulteriore tensione le indisturbate serate dei giovani giocatori di questo svago ben poco spaventoso. Lo salvano un comparto tecnico senza problemi e una narrazione che sembra non presentare alcun errore logico. A questo si affianca però una quasi totale assenza di personalità, restituendo un film che, senza infamia e senza lode, ripete se stesso annacquandosi di volta in volta.

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05.06.2018
L’idea alla base di Obbligo o verità mi ha davvero entusiasmato, anche se trae palesemente ispirazione dall’ansiogeno cult-movie Final Destination e il recente gioiellino It Follows, ma il neo-figlio di casa Blumhouse aggiunge elementi interessanti di gaming e onirici che gli conferiscono una sua dignità nel panorama del cinema horror. Obbligo o Verità si rivela un lungometraggio divertente e ben girato, con un ritmo incalzante e che non dà mai adito a improvvisi colpi di sonno.

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Gabriele Landrini (www.moviestruckers.com)
05.06.2018
Nonostante la trama non brilli sicuramente per innovazione o colpi di scena (a parte il riuscitissimo finale), la pellicola distribuita dalla Universal presenta fin dalle prime sequenze un buon ritmo della narrazione la quale, pur scandendosi in tappe obbligate e prevedibili, riesce ad intrattenere, regalando anche un pizzico di tensione. Piacevole e senza pretese, Obbligo o Verità dimostra nuovamente la capacità della Blumhouse di intrattenere e divertire, presentandosi come un film sicuramente non indimenticabile ma comunque gradevole.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
05.06.2018
[...] una originalità che sostanzialmente manca. Non tanto per la scelta del gruppetto di vittime, né per il contesto caraibico-vacanziero interrotto da una costruzione misteriosa, quanto piuttosto dall'effetto domino che anche il franchise di Final Destination ha ormai abbandonato, e che non viene emendato nemmeno da una diffusione alla It Follows. L'ultimo atto scuote la vicenda dal torpore nel quale inevitabilmente il senso di déjà-vu non poteva non farla scivolare, ma le iniezioni di action e di soprannaturale non fanno che far salire ancora di più il conteggio.

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05.06.2018
Con delle premesse interessanti, Obbligo o Verità tenta inutilmente di destreggiarsi tra il teen movie e l’horror non accontentando nessuno. Alcuni momenti ci ricordano che il film è prodotto da una delle maggiori e più innovative case di produzione di genere horror degli ultimi anni. Eppure, neanche i momenti comici riescono a tenere alto l’intrattenimento che dovrebbe offrire il film. I modi in cui le morti sono orchestrate sono forse il momento di più grande intrattenimento per Obbligo o Verità, che riesce a gestire originalità e cliché nel modo giusto. Non è un film dell’orrore quello girato da Jeff Wadlow (Kick Ass 2), e non accontenterà i fan della paura spietata o dell’inquietudine portata avanti da film come La Notte del Giudizio o Get Out, entrambi prodotti dalla Blumhouse.

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Francesca Romana Torre (www.cinematographe.it)
05.06.2018
I produttori di Get Out, che ha trionfato durante l’ultima cerimonia degli Oscar segnando una tappa fondamentale per il cinema di genere, non riescono a replicare il successo della loro operazione. Prodotto meno coraggioso e originale, portatore di tematiche meno interessanti e profonde, Obbligo o verità è un film minore che non spicca da quasi nessun punto di vista. Anche la regia, particolarmente importante in questo tipo di film quando si tratta di creare pathos e tensione, ricalca schemi visti più e più volte, naufragando rapidamente in una storia prevedibile e poco appassionante.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
05.06.2018
L'ironia della quale il genere dovrebbe nutrirsi è qui relegata a qualche battuta isolata, e cede il posto al melodramma politically correct (l'amico gay che si finge etero con il papà poliziotto, la ragazza orfana che fugge dai legami affettivi). Il personaggio meno interessante, e invece più adatto a un ruolo di eroina negativa, è Olivia, la gattamorta che caccia tutti nei guai: ecco un vero archetipo da incubo, sul quale il film avrebbe dovuto fare leva con molta più convinzione.

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Francesco Nespoli (gogomagazine.it)
05.06.2018
Giudizio pesantemente negativo per l'horror diretto da Jeff Wadlow. Senza tensione, senza drammaticità con situazioni stereotipate, dialoghi scialbi enfatizzati e struttura poco solida.

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