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Adriano Ercolani (blog.screenweek.it)
28.02.2019
Escape Room mescola con arguzia le fascinazioni di molto cinema horror visto negli ultimi anni, riproponendole però attraverso una forma filmica più elegante, asciugata dell’aspetto gore e maggiormente concentrata sulla qualità delle atmosfere.

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Gabriele Niola (www.wired.it)
18.03.2019
Horror che non segnerà la storia del genere ma ha comunque un buon ritmo e delle trovate divertenti, riprende l’idea dei protagonisti che hanno una colpa da espiare.

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Roberto Giacomelli (www.darksidecinema.it)
18.03.2019
Ritmo incalzante, coinvolgimento emozionale molto alto ma un difetto macroscopico: gli ultimi dieci minuti di film. Ad un certo punto, quando è ora di mostrare il bandolo della matassa, Escape Room finisce per somigliare a un altro celebre film che ha segnato il genere horror post-2000, poco male, il problema è che si cerca un colpo di scena abbastanza sciocco votato ad aprire porte per eventuali sequel. Il classico espediente che manda a monte la sospensione dell’incredulità accumulata fino a quel momento. Senza aggiungere nulla di realmente nuovo al filone del trap-movie, Escape Room si destreggia con sicurezza e senso del coinvolgimento nelle dinamiche del body-count. Servita su un piatto d’argento la possibilità di serializzazione.

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Jacopo Iovannitti (myredcarpet.eu)
18.03.2019
Con buoni effetti speciali, scenografie interessanti e musiche perfette, che enfatizzano il pesante clima che circonda le dinamiche presenti sul grande schermo, Escape Room è un grande rompicapo che sfrutta al meglio il meccanismo di una delle tendenze del momento (le Escape Room, per l’appunto) e vi ingannerà fino all’ultimo istante, proprio nel momento in cui penserete di aver capito le dinamiche del gioco.

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Stefano Terracina (www.moviestruckers.com)
18.03.2019
Nonostante gli evidenti difetti, che emergono con propotenza soprattutto nella seconda parte, Escape Room è un film che riesce ad intrattenere nonostante non riesca a sostenere fino alla fine, in maniera efficace e coerente, quanto impostato durante le premesse. Un esperimento che funziona solo in parte e che avrebbe meritato un epilogo decisamente meno fiacco e più convincente per dirsi pienamente riuscito. Tutto sommato, se siete alla ricerca del più tradizionale degli intrattenimenti scacciapensieri, condito da alcune sequenze davvero ben orchestrate e un pizzico di divertimento, non resterete delusi.

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Riccardo Cozzari (redcapes.it)
18.03.2019
Pur essendo un miscuglio di tante cose, Escape Room è un film divertente, non necessario, ma che fa il suo. Ha tanti limiti, soprattutto nel finale dove si riscontrano davvero tante banalità, che a ripensarci mettono molta, ma molta tristezza. Buona la regia, ottime le scenografie e interessante la fotografia, non possiamo dire lo stesso invece per gli attori.

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Claudia Bighi (www.abovetheline.it)
18.03.2019
Escape Room gioca molto sulle claustrofobie e sulle paure più recondite, dove fa da sfondo una colonna sonora fin troppo tamarra. Dispiace un po’, perché avremmo voluto suoni meno acidi e più d’atmosfera. Dal punto di vista della costruzione, invece, il film si rivela essere un perfetto mix di generi: il clima horror è solamente di facciata, il thriller la fa da padrone e ci conduce dritti ad una svolta meta-narrativa abbastanza prevedibile.

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Massimo Lastrucci (www.ciakmagazine.it)
18.03.2019
Escape Room, un action horror magari prevedibile ma frizzante e veloce

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18.03.2019
La parte migliore di Escape Room, che rimane comunque un film godibile dal buon ritmo, molto molto sempliciotto e diretto (ma bravo a non far percepire il fatto che è stato pensato per essere vietato solo ai minori di 13 anni), sta nella creazione della mitologia dietro le Escape Room, quel genere di profondità non di senso ma narrativa in cui poter muovere un franchise agilmente e che dà respiro anche a quest’avventura di tensione dal rapidissimo consumo.

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Gianluca Vignola (www.sentieriselvaggi.it)
18.03.2019
Escape Room funziona di più se inteso come film thriller. Le ambientazioni sono pensate in maniera accattivante, gli indizi funzionali a marcare il tema portante di ogni stanza (ghiaccio/fuoco, fobie/malattie…), ed anche i livelli di pathos della storia sono sempre mantenuti oltre l’asticella, nonostante la risoluzione degli enigmi non sempre brilli per potere di coinvolgimento.

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
18.03.2019
Escape Room è uno di quei thriller per cui l'ansia si trasforma in puro divertimento, soprattutto se visto in compagnia degli amici. Ricorda molto Saw-L'Enigmista ma in versione più soft, assolutamente non horror.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
18.03.2019
Il film rimescola tutti i cliché del genere, si immerge in giochi sadici non adatti ai deboli di cuore. Ma cerca di rivolgersi a un pubblico sempre più vasto, amante del brivido a buon mercato. Escape Room getta le basi per un nuovo franchise, proprio mentre l’epopea del sadico Jigsaw (il torturatore del corpo e della morale forse più famoso degli ultimi tempi) ha perso il suo slancio iniziale.

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Aurelio Vindigni Ricca (cinema.everyeye.it)
18.03.2019
Negli ultimi anni il fenomeno delle Escape Room è esploso in tutto il mondo, era dunque giusto che il cinema cogliesse l'istante e trasformasse tutto in un film da 99 minuti. Su grande schermo però c'è poco da scherzare: il premio finale è in denaro ma per raggiungerlo bisogna essere costretti a rischiare anche la propria vita. Un'opera che fa soffrire chi si identifica nei personaggi ma che dona macabre soddisfazioni a chi invece ama guardare e torturare il prossimo. Una struttura a spirale che funziona molto bene nella parte centrale, subito dopo il prologo, ma che si perde leggermente nella seconda, inserendo elementi poco credibili e spostando il baricentro dell'azione. Affrontata con consapevolezza, la pellicola è anche in grado di divertire e di instillare la giusta tensione, purtroppo però non chiude tutti i cerchi aperti: bisognerà aspettare un secondo capitolo, già in lavorazione. Sempre che siate interessati davvero a conoscere le risposte alle domande.

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Davide Belardo (darumaview.it)
18.03.2019
Giocando con la vita dei suoi protagonisti, Escape Room, mette in scena un intrigante corsa contro il tempo in cui lo spettatore viene costantemente sollecitato dalle trovate creative all’interno delle stanze. Il ritmo e la suspense sono ben gestiti e sostenuti dalle discrete performance dei protagonisti. Un po’ Cube, un po’ Saw e un po’ Quella Casa nel Bosco, il film attinge totalmente dall’immaginario horror e thriller degli ultimi anni, ci riesce sufficientemente bene, offrendo intrattenimento e adrenalina al suo pubblico. Il finale lascia spazio al seguito, ufficialmente già confermato e in via di sviluppo. Unica controindicazione: bisogna essere disponibili a mettersi in gioco durante la visione per godere al meglio delle situazioni create.

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Davide Stanzione (www.bestmovie.it)
18.03.2019
Un thriller psicologico che guarda a Saw, attraversa una miriade di ambienti e fa il pieno di spruzzate horror e trovate scenografiche.

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Maurizio Ermisino (movieplayer.it)
18.03.2019
Escape Room è quindi un film ben orchestrato dove tutto (finali e sottofinali a parte, ma lì si tratta di decidere se stare "al gioco" o no) pare funzionare al meglio, e raggiungere gli obiettivi che si era prefissato. Un ottimo film da popcorn per il venerdì sera.

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Francesco Lomuscio (filmup.leonardo.it)
07.03.2019
Un prodotto che non manca di coinvolgimento nello scoprirsi progressivamente un attacco in fotogrammi alle diaboliche e spesso ignote malefatte legate al potere economico, ma che, a causa della sua eccessiva propensione a pescare nei cult menzionati, rimane semplicemente vedibile e nulla più.

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Mirko Nottoli (www.cinema4stelle.it)
07.03.2019
Escape room, per almeno tre quarti della sua durata, funziona: sfiziosa la situazione, intriganti gli enigmi, ingegnosi i trabocchetti, suggestive le ambientazioni che si susseguono, stanza dopo stanza, dove è rinchiuso un gruppo formato da sei persone che non si conoscono, di diversa estrazione sociale, ognuno con un passato segnato da un evento o una colpa da espiare, sei personaggi interpretati da sei attori poco noti, per lo più provenienti da serial tv tra cui riconosciamo a mala pena la co-proatogonista di Daredevil, tale Deborah Ann Woll. Peccato che come spesso accade in pellicole come questa, quando si arriva al dunque, quando i misteri non possono più rimanere tali e bisogna svoltare le carte, le soluzioni non appaiono all'altezza delle premesse, tanto promettenti quest'ultime quanto improbabili, artificiose, gratuite le prime.

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Chiaretta Migliani Cavina (www.ecodelcinema.com)
07.03.2019
Citazioni disseminate ovunque, da "Saw" a "Final Destination", legate a filo doppio a una sapiente costruzione delle scene, presentata al meglio da una sequenza d'apertura immersiva, accattivante e ben orchestrata, un vero e proprio gioiellino cinematografico. Peccato per la mancanza successiva di un'adeguata evoluzione narrativa, in particolar modo nella seconda parte del film e nel finale esasperato con l'occhio inutilmente rivolto ad un futuro in fieri.

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Jacopo Artuso (www.movietele.it)
07.03.2019
Non c'è molto altro che si possa dire su questo prodotto e, recitazione a parte, tutte le sue componenti crollano sotto il peso della noia. Avrebbe potuto forse funzionare come commedia horror, sfruttando un po' di black humor e cercando di mettere in gioco gli scenari più assurdi che un ambiente come l'escape room potrebbe fornire. Ma questo film inspiegabilmente preferisce invece la rotta inversa e decide di prendersi completamente sul serio, esasperando al massimo la (presunta) complessità delle trappole high tech. Il risultato è uno degli horror più dimenticabili uscito recentemente, con una premessa magari ricca di potenziale, ma un'esecuzione governata dalla più totale piattezza creativa. La completa assenza anche solo di un tema centrale (ergo: una ragione che invogli lo spettatore a seguire la vicenda) fa di Escape Room un film da evitare ad ogni costo.

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Davide Salvadori (www.staynerd.com)
04.03.2019
Una produzione senza virtuosismi ma fatta con mestiere, priva forse dell’intensità estetica con cui James Wan riuscì a donare al primo Saw un certo carisma, ma ugualmente piacevole nella sua pacatezza e la sua costruzione della tensione più celebrale e meno disturbante. Un paio d’ore che scorrono lisce come l’olio e un film che non delude assolutamente le aspettative, a patto che siano quelle giuste.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
04.03.2019
Robitel e gli sceneggiatori Bragi F. Schut e Maria Melnik si divertono ad alimentare tensione a buon mercato, facendo cadere una ad una le proprie pedine, snocciolando segreti passati, seminando tracce per svelare l'arcano. Ed è qui che Escape Room scivola pesantemente, in quanto incapace di gestire uno script che nel finale sbraga completamente verso l'assurdo, evitando sapientemente risposte che probabilmente verranno concesse nei successivi capitoli. L'eccesso, inevitabilmente, prende il sopravvento, lasciando spazio ad un'idiozia di fondo che stona con quanto visto durante la prima ora, particolarmente divertente nel trascinare queste sei persone verso la chimera della salvezza.

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Gian Luca Pisacane (www.film.it)
04.03.2019
Escape Room si trasforma in un poco ispirato mix di cliché, con il cervellone, il giovanotto in carriera, il soldato in crisi… Fino a dar sfogo al classico finale esasperato, dove il male assoluto ci mette lo zampino e si aprono le porte a un secondo capitolo. L’intero quiz show viaggia con il freno tirato, riduce all’osso le riprese in esterni, e proietta il suo pubblico in una ricerca forsennata della chiave per aprire la prossima porta. Il lato positivo è che questa volta ci si concentra più sulla cura degli interni che sull’uso spericolato della violenza. Il bar capovolto (upside down), con il juke-box che continua a suonare, è l’unico guizzo nostalgico che in qualche modo affascina. Per il resto si aspetta che la carneficina finisca, si sorride all’ammicco iniziale a Cube di Vincenzo Natali, per poi alzarsi, tirare un sospiro di sollievo, e tornare nel mondo reale.

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Matteo Scannavini (movies.gamesource.it)
04.03.2019
Escape Room segue più o meno lo stesso tragitto di Obbligo e Verità per il suo essere un film horror dal budget risicato ma dai buoni valori di produzione, contraddistinto da un andamento generalmente insufficiente ma salvato da un buon finale e dalla sua “onestà” intellettuale, riconoscendo i suoi limiti e non cercando di strafare. Il verdetto? Non un film che ricorderemo negli anni, ma un appena decente passatempo domenicale per coppie in cerca di un po’ di intimità e di qualche spavento.

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04.03.2019
La trama ingegnosa e accattivante, è costruita in modo non banale e si sforza di stupire fino alla fine, pur se il gioco si fa man mano più scoperto. Escape Room è un film assolutamente da vedere, capace di regalare brividi stuzzicando le nostre paure più recondite e senza inutili spargimenti di sangue.

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Sabrina Crivelli (www.ilcineocchio.it)
04.03.2019
Non solo Escape Room comincia dalla fine, svelando subito il volto del personaggio che arriverà all’ultima stanza, ma Adam Robitel – e la Warner Bros. – hanno anche la faccia tosta di rivelare già col primo film chi stia dietro al perverso ‘passatempo’ e di giocarsi l’aperto riferimento al sequel (già entrato in produzione visti i ragguardevoli incassi, 120 milioni di dollari nel mondo a fronte di 9 milioni di budget) addirittura prima dei titoli di coda, in un sequenza conclusiva che tradizionalmente sarebbe, almeno per galanteria, normalmente finita dopo i credits.

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Andrea Fornasiero (www.mymovies.it)
04.03.2019
Sadico voyerismo così sopra le righe e poco originale che non può essere preso sul serio.

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Alessandro Caon (www.2duerighe.com)
04.03.2019
Gli indizi sono abbastanza banali, spesso ben visibili e gli enigmi di facile risoluzione, tanto che ci si ritrova più volte a chiedersi come facciano i nostri malcapitati a perdere così tanto tempo nelle stanze (e quindi a morire molto ingenuamente). Colpisce tuttavia il complesso e fantasioso design di ogni stanza, tutte minuziosamente caratterizzate poiché a loro modo personaggi fondamentali della storia.Un finale aperto prepara al sequel in uscita nel 2020, e vogliamo ben sperare che i creatori di Escape Room abbiano in serbo ben altre idee su come torturare i prossimi partecipanti. Per adesso, il film diretto da Robitel non eccelle sicuramente in innovazione o genialità, ma si limita ad essere un prodotto pensato per un pubblico sicuramente giovane e in cerca di una diversa ed elettrizzante serata in sala. Se questo è il fine per cui andare a vedere Escape Room, siamo abbastanza sicuri del fatto che il pubblico lo apprezzerà.

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Federica Cremonini (www.cinematographe.it)
04.03.2019
A dispetto dell’importanza della dimensione psicologica in Saw, in Escape Room tutto sembra funzionare finché non v’è uno scopo che sia più alto di quello del mero divertissement: è efficace la componente thriller, che conferisce un buon grado di suspense all’insieme, e l’attenzione dello spettatore – sia per una sua morbosa curiosità slegata dagli effettivi meriti del film – è garantita. Lo è, perlomeno, finché non ci si addentra in un maldestro tentativo di fornire un background psicologico ai protagonisti, di cui si vuole esplicare passato, presente (interiore) e ragioni alla base delle loro decisioni. Il problema, dunque, risiede nella gestione stessa del materiale di partenza, che non viene arricchito di ulteriori enigmi o colpi di scena efficaci in modo da superare la spinta iniziale data dall’affascinante concept, bensì di sfumature introspettive piuttosto deboli che aprono piste secondarie vagamente convenzionali e sterili dal punto di vista narrativo, quando non addirittura piatte.

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Giorgia Tropiano (www.movietele.it)
04.03.2019
E' un prodotto di puro intrattenimento per i più giovani che possono essere attratti dall'idea che uno dei loro passatempi preferiti possa trasformarsi in qualcosa di pericoloso. In questo senso la pellicola è ben realizzata, è piena di scene ad alta tensione e anche la scenografia, la scelta delle varie stanze in cui si muovono i personaggi, sono ben pensate e accattivanti.

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Aida Picone (gamesurf.tiscali.it)
04.03.2019
"Escape Room" unisce filoni classici per l’amante dell’horror ripulendoli dal sangue. Un pacchetto confezionato in modo basilare che gioca con il suo stesso pubblico. Incuriosisce, intrattiene e diverte senza impressionare.

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Francesco Santini (www.filmpost.it)
04.03.2019
Escape Room ha una storia divertente e scorrevole ed è un ottimo passatempo serale. Uno di quei film da vedere insieme agli amici al cinema o riuniti tutti insieme sul divano. Non lascia molto ma comunque ha diverse particolarità che lo rendono interessante. Il nostro consiglio è quello di dargli una possibilità e magari vederlo in una di quelle sere in cui non sapete cosa fare. Escape Room si adatta ad un pubblico molto ampio. Differentemente da quanto si potrebbe pensare, vedendo il trailer non può considerarsi un vero e proprio horror (come alcuni lo hanno classificato) e c’è una violenza digeribile anche per uno stomaco più debole.

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Rosita Baranzini (www.universalmovies.it)
28.02.2019
Il regista Adam Robitel dimostra di conoscere bene la materia, e mescola con sapiente maestria il genere horror con il thriller psicologico, producendo un film che, se all'inizio volge verso il puro intrattenimento, in realtà dimostra di avere una sua dignità etica, portando con sé un messaggio ben chiaro. Nel passaggio tra una stanza e l'altra impariamo a conoscere i sei protagonisti della storia, e a capire la loro funzione all'interno del gioco.

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