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Adriano Ercolani (blog.screenweek.it)
06.02.2019
È dunque The Mule il testamento metaforico di uno dei più grandi autori della storia del cinema americano? Difficile dirlo con certezza, anche se molti indizi lo lasciano pensare. Di sicuro il film acquista molto del suo valore se inquadrato in questa maniera. È indubbio che bisogna conoscere la vita e l’opera di Clint Eastwood per apprezzare maggiormente questo suo nuovo lavoro. Perché se si intuiscono anche soltanto i sogni, i rimpianti e le certezze del cineasta, ecco allora che la sua opera si impreziosisce di un gusto dolceamaro tutto particolare, intenso e insieme brioso. Come ampiamente detto, c’è tanto Clint Eastwood in Earl Stone e in The Mule. Ed è un piacere gioiosamente doloroso ammirarlo ancora una volta…

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4 Ho dato il mio voto a Il Corriere - The Mule | #IlC...
4 Ho dato il mio voto a Il Corriere - The Mule | #IlCorriereTheMule : Clint farà anche sempre lo stesso film, ma è meglio del 90% della roba che esce al cinema, "filmoni da Oscar" compresi. Particolarmente godibile, seppure piuttosto malinconico.

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06.02.2019
Il corriere – The mule scende giù come un bicchiere d’acqua fresca e, per la sua grazia e per l’appeal della storia in sé, riesce a edulcorare anche quella sorta di malinconia di fondo che pervade l’intero lungometraggio.

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Adriano Ercolani
19.12.2018
A ottantotto anni Clint Eastwood ci regala un film che potrebbe rappresentare a tutti gli effetti, e con pieno merito, il suo proverbiale canto del cigno.

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Andrea Patruno (worldwidenerd.com)
06.02.2019
Eastwood si conferma ancora una volta un ottimo regista nonostante qualche pecca nella sceneggiatura la troviamo soprattutto nel rapporto tra Earl e il cartello della mafia (ma di questo ne parleremo direttamente sui social all’uscita del film). Il film ha praticamente sempre un leggero tono di ironia che si sposa alla perfezione con l’immenso rimorso interiore di Earl Stone. Menzione d’onore per le meravigliosa colonna sonora di Arturo Sandoval. Un vero gioiello! Se cercate un validissimo film drammatico questo fa al caso vostro.

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Arianna Bonardi (www.violetta.rocks)
06.02.2019
The Mule – Il Corriere è scritto bene, una cosa che raramente mi capita di “sentire” quando seguo un film. Ha un suo equilibrio, un suo dinamismo e soprattutto, ha la verità di chi è costretto a fare i conti con i propri errori. Il vero dramma sta nell’epifania finale del protagonista, nella sua accettazione di un passato che nessun dollaro, seppure sudato e rischiato, può far tornare a galla per essere modificato secondo il proprio presente.

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06.02.2019
Il tema del tempo è singolarmente sviluppato in questo film eastwoodiano coriaceo e asciutto come sempre, dove l’anima del regista e protagonista si denuda per l’ennesima volta di fronte alla telecamera, regalando a chi lo guarda un’altra perla di grande cinema americano contemporaneo.

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Claudio Fontanini (www.cinespettacolo.it)
06.02.2019
Tra panini al maiale del Midwest e lesbiche in moto, dichiarazioni d’amore in punto di morte e buone azioni (coi soldi sporchi Earl riapre il malandato ritrovo per veterani), festini a luci rosse e punzecchiate generazionali (Non sapete aprire nemmeno una lattina senza internet oggi…) Il corriere è un road movie crepuscolare sulle seconde possibilità offerte dalla vita e sul sacrificio personale di un uomo che poteva comprare tutto tranne il tempo. Con questo Robin Hood in cerca di perdono, assalito dai rimpianti e moralmente al collasso che sulla pelle di Eastwood- 88 anni, 37 film diretti e 50 di cinema- assume i connotati di una leggendario eroe moderno.

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Marco Albanese (stanzedicinema.com)
06.02.2019
Sembra un film semplice, lineare questo The Mule, invece nasconde un universo poetico molto ambizioso e una riflessione personale e politica malinconica e disillusa, che prevede una sola risposta: assumersi le proprie responsabilità e prepararsi alla sconfitta. Senza via d’uscita.

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Tiziano Sbrozzi (www.gamelegends.it)
06.02.2019
Il Corriere - The Mule è un film che parla di un uomo con le spalle al muro, ma mettere un ex veterano di guerra in una situazione simile non è mai una cosa semplice: Earl Stone vi spiegherà infatti come le scelte sbagliate possano portare a giuste interpretazioni di quel viaggio che è la vita. Un film intenso ed emozionante, come pochi possono permettersi oggi. Clint Eastwood non delude, anzi emoziona oggi più di ieri ma mai come domani.

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Fabrizio Tassi (www.cineforum.it)
06.02.2019
Il fatto è che il cinema di Eastwood, quando è così diretto e sfacciato, ti lascia disarmato - commosso, felice, euforico, addolorato - e quasi fatichi a capire come e dove è riuscito a convincerti che è tutto vero (il film è ispirato alla vera storia di Leo Sharp), che Earl ha sicuramente ragione e torto marcio, che la famiglia è l'unica cosa che conta e l'amore e il perdono e il tempo e blablabla, che quel pre-finale patetico è meravigliosamente onesto e sincero, che Bradley Cooper è il miglior detective possibile a cui arrendersi per diventare esemplare. Un film del genere ti fa capire la differenza che c'è tra il sentenzioso e il proverbiale: ciò che in qualsiasi altro luogo suonerebbe fasullo, qui riesce ad essere buono e giusto. L'ennesima conferma che esistono registi (quanti?) da cui il cinema sgorga come acqua limpida, che conoscono la vita come pochi altri, che hanno una passione commovente per l'umano, la sua fragilità e fallibilità. Riscattata da quel movimento finale, così semplice da sembrare banale - a proposito di gesti cinematografici sfacciati – che libera e consola.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
06.02.2019
Il Corriere – The Mule è un inno che Clint Eastwood innalza a se stesso, semplicemente mettendosi in gioco, senza ostentare grandezza o prodigi, ma semplicemente continuando a raccontare e a raccontarsi come testimone vivente di un mondo (del cinema e non solo) che non esiste più.

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Giuliana Molteni (www.eurogamer.it)
06.02.2019
Uno dei film più belli di Clint Eastwood, forse un indimenticabile commiato.

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Martina Barone (www.cinematographe.it)
06.02.2019
in fondo, è proprio Il corriere – The Mule a rientrare tra i lavori più indicativi girati negli ultimi anni da Clint Eastwood. Un film che sceglie di usufruire dell’ambivalenza tra protagonista e contesto in cui è calato per renderla fonte principale con cui stabilire il tono dell’opera. Ironica, fino a far scoppiare la vera risata. Tenera, nel rivangare il valore della famiglia dato per scontato. Emozionante, poiché in grado di mostrare ancora una volta cosa può fare un maestro con una buona storia e dei buoni personaggi.

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Gian Luca Pisacane (www.film.it)
06.02.2019
In un certo senso Stone (non a caso un richiamo allo Spencer Stone di Ore 15: 17 - Attacco al treno) rappresenta l'America, con i suoi lati oscuri, le capacità economiche per spostare gli equilibri, i travagli interni che la divorano. In una meditazione crepuscolare, in un pessimistico The End, in cui ci sono solide basi per rialzarsi e ripartire. Immenso Clint Eastwood, ancora una volta. Sprezzante del pericolo, sembra uno dei quattro del Mucchio selvaggio, che davanti alla morte rispondevano: “Why not?”. Applausi.

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Carlotta Guida (www.moviestruckers.com)
06.02.2019
Il Corriere – The Mule offre allo spettatore la possibilità di condividere un Clint Eastwood inconsueto e calato in una situazione dalle molteplici sfaccettature… anche se a trionfare sarà e sempre e solo un “personaggio”: la giustizia.

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Lilly Leone (www.cubemagazine.it)
06.02.2019
Eastwood con questo suo nuovo lavoro cinematografico ci ha regalato un altro grande film e una delle sue migliori interpretazioni in assoluto. La sua cinematografia, illuminazione e ambiente si sviluppano lentamente … non ha fretta di raccontare la sua storia e questo è ciò che lo rende un grande narratore. La trama racconta una storia vera in maniera commovente e avvincente, coinvolgente dall’inizio fino al finale potente. Film da non perdere.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
06.02.2019
A 88 anni Clint Eastwood attore e regista torna a far parlare di sé con il film perfetto per dare profondità al suo cinema senza mettersi in discussione, con un personaggio che è quasi un suo doppio.

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Marcello Mariano (www.nerdgate.it)
06.02.2019
Sperando che viva in eterno, The Mule, prodotta dalla Warner Bros, potrebbe rappresentare una sorta di testamento per una delle icone del cinema Statunitense, sia a livello attoriale che a livello registico.

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Paolo Nizza (tg24.sky.it)
06.02.2019
Il film scorre allegro e malinconico sull'autostrada del rimpianto e della nostalgia. E tra un fast-food che si chiama Gunny's Burgers e l'ennesima corsa su un pick-up attraverso gli Stati Uniti, Clint Eastwood, grazie anche al fondamentale apporto dello sceneggiatore Nick Schenk, (lo stesso di Gran Torino) firma la sua personalissima recherche sulle note di More today than yesterday cantata dagli Spiral Staircase. L'odissea di un uomo sempre in viaggio. La storia di Ulisse svagato ed edonista che pensa di non meritare il perdono. Ma siamo certi che alla fine lo spettatore lo perdonerà.

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Francesco Lomuscio (filmup.leonardo.it)
06.02.2019
Una vicenda agrodolce decisamente coinvolgente e non priva di indispensabile ironia che, nel suggerire che si può comprare tutto ad eccezione del tempo, sembra rivelarsi anche un’affascinante riflessione sugli anni che passano destinata a far tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro che erano giustamente rimasti delusi dal mediocre “Ore 15:17 – Attacco al treno”, precedente fatica registica eastwoodiana.

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Livio Ricciardelli (gamesurf.tiscali.it)
06.02.2019
Dopo sette anni Clint Eastwood torna davanti alla macchina da presa in veste di attore. E con "The Mule" si rilancia nell'Olimpo delle star, nonostante dei limiti oggettivi della sua idea di cinema.

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Marta Zoe Poretti (www.lascimmiapensa.com)
06.02.2019
lint Eastwood domina il film con la classe di un maestro, che sa volgere l’ironia della commedia in una sequenza che ti spezza il cuore. La struttura della comedy attraversa thriller, poliziesco e dramma familiare, mentre il film resta imprevedibile: minimale nella forma, profondo nella rappresentazione dei sentimenti umani. The Mule – Il Corriere potrebbe essere l’ultimo lungometraggio nella carriera di Clint Eastwood, prossimo a varcare la soglia degli 89 anni. Da questo punto di vista, non esistono affermazioni chiare e inequivocabili. Nel dubbio, Il Corriere si presta a diventare un perfetto film-testamento: ritratto ironico e disperato di quell’America che, per Clint Eastwood, resterà sempre la Terra delle opportunità.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
06.02.2019
[...] più che la godibilità del film (eccezionale) a rimanere impresso è il paesaggio umano. Il Corriere – The Mule è un continuo viaggio attraverso il paese e le persone che lo popolano, uno in cui il protagonista incontra afroamericani, lesbiche, immigrati, messicani truffaldini e onesti, non è Una Storia Vera di Lynch, non ne ha il tono contemplativo, ma a tratti quasi lo sembra. Un anziano viaggia con lentezza e gode dei paesaggi, della musica, del cibo (e delle donne!), mentre la polizia lo cerca senza successo lui gli passa accanto. Non sa mandare SMS e non ha fretta di impararlo, stabilisce buoni rapporti con tutti, anche con le gang e diventa il miglior corriere della mala. Vedendolo viene voglia di produrre un reality su Clint Eastwood che attraversa il paese in macchina e parla con la gente.

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Chiaretta Migliani Cavina (www.ecodelcinema.com)
06.02.2019
"Il corriere - The Mule" è un film dal ritmo disteso e rassicurante, come i lunghi viaggi on the road del corriere, con il suo inseparabile berretto, mentre canta a squarciagola brani tra country, soul e Sinatra, piacevoli note di romanticismo e spensieratezza. I rimpianti di un anziano che non si arrende e prova a cambiare anche in tarda età, per riuscire a trovare uno squarcio di luce in una strada buia e tortuosa e dimostrare che il cambiamento è sempre possibile con il coraggio di costruire. Non a caso Alison Eastwood interpreta Iris, una figlia segnata dalla negligenza di un padre, al quale alza il muro dell'incomunicabilità. "Il corriere - The Mule" suggella il carattere e l'uomo, con la firma inconfondibile del cinema di Eastwood.

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Marina Sanna (www.cinematografo.it)
06.02.2019
Solo Eastwood può farci credere che nonostante tutto gli eroi siano tra di noi, spesso con un destino beffardo. In fondo all’anima è rimasto il cowboy di Sergio Leone, l’attore che ha osservato e imparato dagli altri.

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Matteo Columbo (www.illibraio.it)
06.02.2019
Con il suo ultimo film, Clint Eastwood dimostra di essere ancora capace, nella prigione della fiorita della sua vecchiaia, di coltivare una certa cura per qualcosa di effimero e crepuscolare come il cinema. E il suo spirito inesausto conserva ancora la leggerezza della danza, accanto alle tentazioni lapidarie di un film testamento. Come un fiore, accanto a una pietra…

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Aurelio Vindigni Ricca (cinema.everyeye.it)
06.02.2019
Clint Eastwood (regista e attore) e Nick Schenk (lo sceneggiatore) partono da una storia realmente accaduta per parlare di quanto sia il tempo che, da esseri umani impegnati, perdiamo inseguendo cose futili, ignorando magari la famiglia e gli affetti. Errori che le nuove generazioni ripetono senza accorgersi, convinte che a vent'anni si sia già padroni ed eredi del mondo. Niente di più sbagliato e a dirlo è il volto stanco, scavato ma deciso di Eastwood, la cui potenza travalica lo schermo e colpisce lo spettatore. Dalla poltrona del cinema si sorride, ci si emoziona, ci si diverte e si riflette grazie alle ottime sfumature agrodolci della scrittura e della messa in scena, lineari ma assolutamente efficaci. Un'opera che riesce a parlare, con lo stesso linguaggio, a giovani e adulti con un fare paterno, protettivo, riservando al pubblico ciò che il protagonista ha sempre negato ai suoi familiari - e che ora deve correre contro il tempo per recuperare il terreno perduto.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
06.02.2019
Il corriere e Eastwood riescono a far balenare la scintilla; a colpire nel segno con precisione e profondità, quando Clint mette Earl alle strette e di fronte al peso delle sue scelte.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
06.02.2019
Un film personale e struggente che ribadisce la complessità, la ricchezza e il carattere (in)discutibile del cinema di Eastwood.

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