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Giulia Lucchini (www.cinematografo.it)
14.02.2019
La storia è quello che è, piuttosto banale. Fondamentalmente fa da mera cornice e suscita poche Emozioni (brano cult che manca all’appello), perché tutto ruota intorno alle celebri canzoni (dieci, per la precisione) di Battisti che in qualche modo dovevano essere legate l’una all’altra.

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Krizia Ricupero (www.filmforlife.org)
14.02.2019
Così come i due autori sono stati capaci di di raccontare nelle loro canzoni storie reali, anche il film di Danieli riesce a trasmettere emozioni forti, portando in scena un racconto molto credibile.

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Ludovica Ottaviani (www.moviestruckers.com)
14.02.2019
Inseguendo un po’ il mito contemporaneo di La La Land e un po’ la celebrazione (acid) pop di Across The Universe, Un’Avventura, nonostante le fragilità, riesce a solleticare le corde del ricordo e quelle del cuore, soprattutto per la presenza di un repertorio musicale talmente immortale da trasformare la visione del film, spontaneamente, in karaoke collettivo, riportando indietro l’orologio biologico di tutti gli spettatori perché, in fin dei conti, la storia d’amore di Matteo e Francesca è un po’ la storia d’amore di tutti noi, quella più lunga di sempre che intercorre (appunto) tra noi e la nostra memoria emotiva, accarezzata da parole e melodie immortali.

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Massimo Lastrucci (www.ciakmagazine.it)
14.02.2019
Il film si lascia vedere con piacere crescente, non banale anche nella sua prevedibilità narrativa, con qualche battuta spiritosa, alcune soluzioni coreografiche molto ben girate (la versione tango di Non è Francesca o il numero sul treno) e tante canzoni battistiane da nostalgia canaglia che accarezzano il cuore e inumidiscono gli occhi.

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Massimiliano Meucci (www.gamesvillage.it)
14.02.2019
Un’avventura è un lungometraggio molto seducente e allettante all’apparenza che però nasconde, sotto una curatissima sezione coreografica e musicale, dei problemi più gravi che vanno a toccare l’essenza stessa della storia e del suo legame con la colonna sonora. L’idea, che trae ispirazione da pellicole come Across the Universe, è molto interessante, ma purtroppo si perde in aspetti troppo importanti per essere ignorati. I fan di Battisti (che probabilmente andranno oltre la narrazione vera e propria) lo adoreranno, mentre tutti gli altri, che vedranno tutto nel complesso, vedranno con più facilità le sviste. Il prodotto comunque dimostra come il nostro cinema stia evolvendo enormemente ed è un segnale molto positivo per la nostra industria.

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Paula Frederick (www.sentieriselvaggi.it)
14.02.2019
Un’avventura lascia spesso la sensazione di restare sempre sospeso nel ritornello. Senza perdere mai di vista la cura per la forma, le luci e la proposta cromatica come riflesso di un’epoca e uno stato dell’anima – un po’ alla La La Land – la narrazione si concentra sul brano giusto nel momento appropriato e costruisce un tessuto fatto più di momenti che di continuità. Ma come il linguaggio della pubblicità – di cui si occupano entrambi i protagonisti – gli attimi brillanti vanno via troppo veloci e lasciano la sensazione di qualcosa d’incompiuto, o forse troppo leggero per restare nella retina e nell’anima.

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Riccardo Cozzari (redcapes.it)
14.02.2019
Film che ha coraggio nel portare in scena in musical con le canzoni di Battisti e Mogol, il regista Marco Danieli compie bene il suo lavoro, non si può dire lo stesso della sceneggiatura che nella sua banalità risulta fastidioso e eccessivamente ripetitivo. Riondino interpreta bene il suo personaggio pur rendendolo un po stereotipato, Laura Chiatti dimostra nuovamente la sua incapacità recitativa. Ben riarrangiate le canzoni, pur avendo dei momenti davvero poco felici. A chi piacciono le fiction Rai (di cui il film è ovviamente molto simile) lo apprezzerà, chi invece non le ama particolarmente sarà distrutto dalla visone di questo pippone melodrammatico.

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Emanuele D'Aniello (www.culturamente.it)
14.02.2019
Quando partono quelle canzoni, innegabilmente, il volume emotivo si alza sempre. Quelle canzoni, anche a distanza di decenni, sono sempre bellissime. E, paradossalmente, un film completamente nato e pubblicizzato sulla presenza di quelle canzoni, finisce per sfruttarle poco e male. Non sono solo poche le canzoni presenti. Una decina, e si potrebbero citarne almeno quindici forse più famose non presenti. Ma sono anche, purtroppo, dei momenti che fanno uscire gli spettatori dal film. Talvolta le sequenze musicali, per come sono insistentemente coreografate, diventano un corpo estraneo al resto del film in cui gli attori si muovono come marionette, non più come personaggi di una storia dotata di vita ed emozione propria. L’operazione di sfruttare il corpo musicale di un unico autore per costruire una narrazione è già stata fatta all’estero, ma in quei casi le canzoni erano integrate e fluide nelle scene. Qui invece in Un’Avventura, spesso, l’arrivo delle canzoni “congela” il film: tutto si deve fermare, la scena diventa un palcoscenico sul quale di balla e si canta. Insomma, senza le musiche di Battisti questo film non avrebbe avuto senso. Ma con le musiche usate così, siamo lontano dal vero senso narrativo del musical classico. Non sposta le lancette del cinema italiano in avanti Un’Avventura, semmai le riporta indietro ai tempi del musicarello. Va bene per una serata di coppia al cinema a San Valentino, poi però, onestamente, ci fermiamo qui.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
14.02.2019
In Un'avventura è difficile, se non impossibile, fare a meno di notare le troppe cose che stonano: i ballerini scoordinati sullo sfondo, le coreografie spesso troppo simili e ripetitive dei due protagonisti, la musica diegetica e extradiegetica che continuano a mescolarsi senza alcuna coerenza; tutte cose che influiscono negativamente e inevitabilmente sul risultato finale. Al tempo stesso però ci viene anche da dire che è impossibile non voler bene ad un progetto del genere, e che, a pensarci bene, se fossimo costretti a rivedere uno solo tra questo film o una qualsiasi commedia italiana per famiglie degli ultimi anni, sceglieremmo sicuramente Un'avventura. Perché con i suoi difetti, i suoi errori e le sue canzoni vecchie quasi 50 anni ci restituisce comunque un cinema vitale, fatto di sentimenti, ambizioni e passione. Tu chiamale, se vuoi, emozioni.

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Matilde Capozio (www.movietele.it)
14.02.2019
. Sono gli stessi interpreti, un cast ben scelto, a eseguire le canzoni del film con la propria voce (sia in playback che dal vivo), dando nuova linfa a quei versi che, a distanza di tanti anni, sono sempre iconici (d'altronde, come dice uno dei personaggi del film, le canzoni d'amore sono sempre attuali); è la storia costruita intorno a loro che sa di già visto, con una trama in parte prevedibile e dialoghi a tratti banali. Apprezziamo comunque la voglia di riportare sui nostri schermi un genere come il musical, e l'omaggio alla musica che ha accompagnato tante generazioni, e chissà che non sia il punto di partenza per una riscoperta del nostro patrimonio artistico, con sempre più coraggio e voglia di sperimentare.

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Giuseppe Fadda (www.awardstoday.it)
14.02.2019
Un'avventura è talvolta frustrante perché le basi per un grande film ci sono ma l'esecuzione non è impeccabile: è stilisticamente elegante ma moderato; sa essere coinvolgente ma mai veramente emozionante; i personaggi sono ben interpretati ma non altrettanto ben scritti; le canzoni sono bellissime eppure non si sposano con il resto del film in maniera del tutto organica. Ma è bello vedere che in Italia ci sono ancora registi pronti a rischiare e ad approcciarsi a generi relegati ad una posizione di secondo piano. Quindi, ben vengano film come Un'avventura: perché anche con tutti i suoi difetti, è un encomiabile tentativo di discostarsi dalla tradizione e di creare qualcosa di nuovo

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Thomas Cardinali (movie.talkymedia.it)
14.02.2019
Portare sul grande schermo questi testi sacri per la musica italiana era una sfida impossibile, che probabilmente però è paradossalmente riuscita proprio per la parte musicale mentre a tradire clamorosamente è quella più prettamente cinematografica. La speranza di un buon riscontro di pubblico c’è, ma sicuramente Mogol ci perdonerà se non gli crediamo quando dice che Lucio Battisti sarebbe stato felice di vedere Un’Avventura dato che gli artisti sperano sempre che la loro arte sia fruita e tramandata al meglio. Certo, se la sala dovesse cantare e saltare potremmo anche perdonarlo perché le nuove generazioni hanno bisogno di riscoprire dei testi che sapevano davvero radiografare la loro contemporaneità con un’unviersitalità tangibile ancora oggi.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
14.02.2019
Un'operazione coraggiosa che rivitalizza il musical italiano e celebra con rispetto il genio di Lucio Battisti.

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