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Stefano Fedele (www.optimagazine.com)
12.09.2019
A seconda dalla prospettiva da cui lo si guarda, E Poi C’È Katherine o è un racconto intelligente che s’assume il rischio di far ridere – e riflettere – su temi sensibili e controversi; oppure una commedia irrisolta, che sulla carta mette alla berlina l’ipocrisia del politicamente corretto che copre la sostanza discriminatoria dei rapporti umani e professionali, e che poi sfocia in una conclusione conciliante, senza il coraggio dell’affondo satirico, che per accontentare l’esigenza del lieto fine e dei buoni sentimenti recupera proprio la retorica solo formalmente risolutiva del politicamente corretto.

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Riccardo Cristilli (www.dituttounpop.it)
12.09.2019
E Poi C’è Katherine è una commedia che induce alla risata garbata ed elegante, molto attuale e contemporanea, attenta, come sempre nel mondo di Mindy, a tutto quello che circonda i suoi personaggi. Non mancano situazioni puramente comiche, costruite sulla goffaggine del personaggio di Molly che ricalca quanto già fatto in precedenza da Mindy Kaling nella sua serie. Un film da vedere o da recuperare appena arriverà su Amazon Prime Video.

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12.09.2019
Un film divertente e intelligente, coinvolgente e al passo coi tempi: in parole povere, una commedia da non perdere, con un ottimo cast e un concentrato di temi attuali e trascinanti. Del resto, si sa, Emma Thompson è una garanzia: con lei non si sbaglia mai.

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Anna Martignoni (www.awardstoday.it)
12.09.2019
E poi c’è Katherine è una commedia da non sottovalutare: grazie alla intelligente sceneggiatura messa a punto da Mindy Kaling (comica di talento nella vita reale), il film risulta molto piacevole e ben ritmato; le battute sono taglienti come quelle dei veri late shows e ogni personaggio è sapientemente caratterizzato. Un grande, anzi grandissimo contributo è dato infine da Emma Thompson, straordinaria nel passare dal registro comico a quello drammatico e capace allo stesso tempo di divertire e far riflettere lo spettatore.

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Rosita Baranzini (www.universalmovies.it)
12.09.2019
Entrambi i personaggi femminili di questo film sono ben costruiti e caratterizzati da una forte personalità, ed è proprio la sceneggiatura la qualità e il merito più grande che attribuiamo a questa commedia brillante e stilisticamente raffinata.

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Chiaretta Migliani Cavina (www.ecodelcinema.com)
12.09.2019
Un lungometraggio semplice, leggero e brillante, ma profondo al tempo stesso, quello della regista indiana Nisha Ganatra, dalla sceneggiatura ritmata e significativa, scritta da Mindy Kaling, che nel film interpreta l'impacciata ma decisa Molly.

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Carlotta Guido (www.moviestruckers.com)
12.09.2019
C’è da dire che la freschezza di un’attrice giovane come Mindy Kaling – anche autrice della sceneggiatura – è in grado di tenere testa ad una collega felicemente ingombrante, riuscendo quindi a creare una strana coppia capace di afferrare l’attenzione e la simpatia dello spettatore.

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12.09.2019
E poi c’è Katherine è un inno alla rottura di ogni barriera etica, politica e sociale. Un film che poteva essere sviluppato meglio sotto alcuni punti di vista, ma guadagna comunque una sufficienza. Consigliato a chi, dopo una cenetta romantica o con le amiche, vuole ridere. Perché si ride molto e si esce più ricchi.

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Giulia Lucchini (www.cinematografo.it)
12.09.2019
E poi c’è Katherine è nel complesso un’occasione sprecata. Tutta la parte delle riunioni di redazione e creazione autoriale (realtà che la Kaling conosce appunto per esperienza diretta, che era poi la più divertente) resta poco sviluppata. Troppa carne al fuoco (femminismo, razzismo, depressione, menopausa, influencer sempre più in voga e social sempre più fondamentali fino al #MeToo ) e battute più adatte al pubblico americano sulla scia dei late night show, quelli di presentatori come James Corden e Jimmy Corden, che in Italia proprio non trovano un loro corrispettivo, rendono questo film poco degno di nota, se non per l’interpretazione della Thompson nei panni di questa Crudelia Demon della televisione.

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Aida Picone (gamesurf.tiscali.it)
12.09.2019
"E poi c’è Katherine” è un film che con intelligenza e freschezza porta in scena diverse tematiche legate al mondo del lavoro in generale e allo showbusiness nel particolare. Gioca su una comicità brillante in grado di far ridere il pubblico con sapienza e intelligenza. I dialoghi e le battute permettono una caratterizzazione credibile dei personaggi, rendendoli in grado di trattare quei pregiudizi che ancora oggi permangono.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
12.09.2019
E poi c’è Katherine (titolo di nessuna attinenza con il film) è fatto in fretta, non ha ambizioni festivaliere di certo, anzi, è un film di buona fattura, chiara scrittura, ottime interpretazioni che invece che stupire mira a intrattenere e lasciare un buon sapore in bocca.

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Damiano Panattoni (hotcorn.com)
12.09.2019
Risate intelligenti per una commedia affatto banale. E la coppia Thompson & Mindy Kaling è perfetta

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
12.09.2019
Ganatra racconta una storia incredibilmente attuale, ma lo fa con grande ironia e qualche volta cinismo. Si avvale di due donne straordinarie, da una parte la magnifica Emma Thompson, brillante donna in carriera che sfiora il cliché della strega cattiva ma che riesce ad addolcirsi e a capire che venirsi incontro è meglio che combattersi, sopratutto tra donne, e dall'altra la Kaling, che porta al film non solo ironia e comicità ma anche un'esperienza personale autentica, dato il suo ruolo di autrice in The Office.

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Carola Proto (www.comingsoon.it)
12.09.2019
La Kaling è anche coproduttrice e coprotagonista di E poi c'è Katherine, e quindi sa di cosa sta parlando e, per fortuna nostra, non si perde in una poco costruttiva lamentela sulle discriminazioni (che sono anche di razza e di reddito), ma si arma di buona volontà e si veste di intelligente cinismo. [...] E poi c'è Katherine ci regala una Emma Thompson straordinaria e dai tempi comici perfetti, che passa con disinvoltura da un registro all'altro, che è cattiva come la strega o la matrigna di una favola e poi diventa buona.

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Francesca Romana Torre (www.cinematographe.it)
12.09.2019
Una favola workaholic con alcuni (pochi) momenti realmente graffianti, basata principalmente sulla sua protagonista, che fa di tutto per mettere in scena la sua Miranda Priestley, senza – però – essere agevolata da un contesto all’altezza del suo carisma.

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Mario Manca (www.vanityfair.it)
10.09.2019
Una storia divertente e originale e un cast di prim’ordine che vede Emma Thompson in stato di grazia, perfetta con i suoi capelli ossigenati e lo sguardo altero, da donna potente che ha paura di mostrare le proprie debolezze per timore di apparire morbida, quella di cui gli altri si approfitterebbero.

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Redazione (www.ansa.it)
10.09.2019
Una luminosa Emma Thompson in stato di grazia in una commedia tutta al femminile.

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Lilly Leone (www.cubemagazine.it)
10.09.2019
La storia è appassionata, le battute sono esilaranti e le emozioni sono sincere. Kaling ci regala una eccellente sceneggiatura mentre la Thompson si muove da grande esperta nel mondo della recitazione. La trama tocca molti temi importanti come la discriminazione di genere e quella fondata sull’età, nepotismo, elitarismo e altro. Non critica semplicemente l’esistenza delle disuguaglianze nella società, ma in realtà spiega e forse giustifica la loro esistenza. Film decisamente da vedere.

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Francesca Romana Buffetti (www.diredonna.it)
10.09.2019
Emma Thompson, celebre per le sue parti drammatiche, aveva abituato i fan ai suoi exploit brillanti (indimenticabile la sua performance al fianco dell’allora marito Kenneth Branagh nel delizioso Molto rumore per nulla, di William Shakespeare) e in questa commedia lieve non delude: diverte con la nonchalance della sua verve comica, stupisce con la infinite variazioni del suo registro attoriale. Al suo fianco, una giovane e talentuosa Mindy Kaling.

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Filippo Magnifico (blog.screenweek.it)
10.09.2019
Se il film funziona è merito della storia, è vero, ma anche – forse soprattutto – del cast. Impeccabile Mindy Kaling ma la regina incontrastata è senza ombra di dubbio Emma Thompson. La Kaling ha ammesso di aver scritto il ruolo di Katherine Newbury pensando a lei e non potrebbe essere altrimenti. Quel personaggio le calza a pennello, con tutte le sue sfaccettature e la sua fragilità. Attorno a loro si muove un gruppo di comprimari scelti con innegabile gusto, con una menzione speciale per il sempre impeccabile John Lithgow, nel ruolo del saggio marito di Katherin. È un immenso piacere, in conclusione, constatare che il cinema non ha ancora smesso di regalarci storie in grado di conquistare per la loro semplicità. Al giorno d’oggi sembra quasi una rarità, ma non dovrebbe essere così

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