Il film è più o meno quello che ci si aspetta da una operazione del genere e, di questi tempi, non veder deluse le proprie aspettative è già cosa di cui gioire. Ecco dunque uno spettacolone da due ore che non ha certo l’ambizione di entrare nella storia della settima arte, ma che diverte ed intrattiene con buona costanza, salvo non soffermarsi troppo sui dettagli. Mike Newell pare una scelta azzeccata e la sua regia, che sembra rifarsi molto a quella di Peter Jackson, non è avara di sequenze dal buon impatto visivo (ottimi gli effetti speciali e le scenografie) e non fa mai mancare ritmo alla pellicola. Anzi di ritmo, a dire il vero, ce ne è anche troppo, complice una sceneggiatura dall’intreccio sì corposo di peripezie ma piuttosto frettolosa e che, messa sotto la lente di ingrandimento, presenta più di qualche incertezza. Evidenti difatti alcuni anacronismi, un paio di dialoghi sono completamente toppati, incongruenze e passaggi piuttosto prevedibili dovuti anche a personaggi stereotipati (onestamente che Ben Kingsley sia il cattivo della vicenda si capisce fin dall’inizio). Molto spazio nel film è dato giustamente alle acrobazie del protagonista, una componente importante del videogame che non gioca a sfavore del corrispettivo cinematografico. Il cast è discreto, con un Gyllenhaal non sempre del tutto convincente ma non da bocciare; il migliore comunque risulta essere Alfred Molina nei panni di un simpatico personaggio di contorno. Per finire, “Prince of Persia - Le sabbie del tempo” è una avventura dalle accattivanti atmosfere che viaggia talmente veloce da non lasciare spazio nemmeno alle perplessità: meglio fare buon viso a cattivo gioco e lasciarsi trasportare.