Ogni tanto occorre far buon viso a cattivo gioco e far contenti anche i ragazzi:in fondo li portiamo al cinema anche per vivificare quella stilla di amore per il grande schermo che,per istinto naturale,cerchiamo di infondere nelle nuove generazioni,e dopo aver detto mille volte ai nostri figli che un film al cinema è tutta un'altra cosa,non possiamo sempre cavarcela con un "l'aspetteremo in dvd".Così un giorno,piegandomi alle insistenze di mia figlia,sono andata con lei a vedere hsm. Scrivere una recensione per un film destinato a una nicchia precisa di pubblico quando,per ovvi limiti di età e/o di qualsiasi altra natura,tu sei ben al di fuori dalla nicchia,è compito ingrato sotto molti aspetti.Risulta difficile comprendere a pieno il successo della serie e del cast e,proprio l'assenza di comprensione,fa sorgere il dubbio che sparare a zero sarebbe un atto di semplice qualunquismo.Quindi non posso che approcciare il film per due vie opposte ma fatalmente destinate ad incrociarsi.Inanzitutto occorre riflettere sul fatto che tutti siamo stati ragazzi.E chi non ha un'insana passione per un divo dimenticata volutamente in qualche cassetto?Da che mondo è mondo occorre che i ragazzi passino per i loro momenti di infatuazione per crescere.Solo che gli idoli cambiano e a questa generazione è toccato in sorte hsm.L'altro approccio possibile al film,da mamma,per me è una considerazione sullo scarso senso della realtà che questo tipo di produzioni può presentare agli occhi dei ragazzi.Di certo la scuola non è così (e meno male).Ma d'altronde andare al cinema è anche un modo per evadere.E qui entriamo in ballo noi genitori,la nostra presenza serve proprio a questo:a tenerli con i piedi per terra.Così come davanti a una scena di un film horror spieghiamo serafici:"tranquilli,è solo pomodoro",con hsm è ovvio e opportuno spiegare:"quello è cinema:a scuola non si va con i tacchi alti e le unghie laccate!".E sapremo perchè abbiamo pagato il prezzo del biglietto.