Quando l’ho sentito non ci potevo credere. E’ finita, mi sono detta. Finalmente dopo anni di martellanti canzonette, balletti saltellanti e urletti estasiati da parte di una sorellina efron-maniaca (poverina è giovane, si spera che col tempo i gusti migliorino), ripeto finalmente, la conclusione è giunta. Diamine, non ho atteso con tale trepidazione nemmeno il giorno del mio di diploma! Eh si cari Troy (il famigerato e un po’ merluzzesco Zac Efron) e Gabriella (la “soffocata”Vanessa Hudgens che ora forse, se Dio vuole, potrà dedicarsi a qualche altro tipo di film senza rischiare, per una volta, di far venire il diabete al povero pubblico) la pacchia è finita! Dovrete dire addio una buona volta alla cara vecchia e canterina (ma quando diavolo lo trovavate il tempo per studiare se stavate tutto il giorno a provare insulsi spettacolini?) scuola superiore ed approdare nel molto meno rassicurante e “coreografico” mondo adulto. Ci lasciate con questo ennesimo filmetto in cui gli stereotipi filo giovanilistici americani non si contano così come le sdolcinatissime serenate stratta-sospiri. Naturalmente come ogni canto del cigno che si rispetti, lo sceneggiatore Peter Barsocchini ha cercato di condensare in pochi minuti tutta la serietà di temi come la crescita individuale,il peso delle aspettative altrui, il sacrificio dei propri bisogni per il bene di chi si ama e l’incertezza che la partenza verso un futuro sconosciuto può provocare. Risultato: un polpettone degno di un qualsiasi serial tv adolescenziale dove la banalità e l’assoluta mancanza di fantasia la fanno da padrone. Unica nota positiva: la cara sorellina finalmente tacerà e si dedicherà a qualche altro ragazzetto dallo sguardo languido e io avrò una volta per tutte indietro la mia pace domestica. Disney permettendo….