Dopo il grande successo mediatico dei precedenti due capitoli, il prodotto targato Disney Channel supera la barriere della diffusione televisiva e si affaccia sul grande schermo, facendo l’occhiolino alla possibilità di un pubblico più vasto e approfittando delle maggiori libertà offerte dalla distribuzione cinematografica. Il tema principale affrontato in questa prima volta di High School Musical al cinema è la separazione: con la fine della scuola secondaria gli amici sono costretti a separarsi dopo il diploma, prima di prendere strade diverse, e quindi anche il rapporto della coppia protagonista, formata da Troy e Gabriella, rischia di essere messo in crisi dalla paura della lontananza. Eppure i ragazzi dell'ultimo anno della East High sapranno superare i comprensibili timori e celebrare al meglio l'ultima volta sul palco insieme e l'amicizia che li lega, destinata a durare per sempre. Si promuovono quindi valori idealmente sani che però poco hanno a che fare con la realtà che vivono i giovani nelle scuole del mondo, più avare di colori e dall'aria molto meno spensierata di quella che si respira nel territorio dei Wilcats. Il risultato sul grande schermo è comunque un susseguirsi di brillanti numeri di ballo, cantati, eseguiti e girati in maniera ineccepibile. Alcune messe in scena si fanno davvero notare, come la sequenza nella casetta sull'albero o quella ambientata a Broadway (e qui i rimandi sono sia agli anni cinquanta che al recente premio Oscar Chicago). C'è da dire che il tutto è aiutato dalla grande duttilità di Ortega come regista e dalla bravura degli interpreti principali. Insomma, un' innocua commedia musicale che, nonostante la trama esile, ci regala cento minuti di sano intrattenimento al ritmo delle buone prove di ballo e recitazione degli ormai celebri protagonisti che non mancano di salutare il loro pubblico con uno sguardo velato e commosso.