Nell’ordinata e convenzionale famiglia Newton, non c’è posto per un cane. Ma un cucciolo di San Bernardo, scappato in una notte di tregenda a due loschi ceffi, ha un tale plusvalore di bava e di affetto che neppure il papà ha il cuore di cacciarlo. Così Beethoven inizia, leccando, sbavando, scrollandosi il pelo, la scalata di capofamiglia e, con i suoi 90 chili d’amore, provoca prevedibili guai e psicosomatizza tensioni interne. Adorato dai cuccioli umani, lo stupendo cane, che si accende pure la dog.tv, è incastrato da un perfido veterinario che fa biechi esperimenti. Tutto finirà bene, come vuole un film che, pur in carne e ossa, sembra in tutto e per tutto un cartoon, secondo la piacevolezza americana di Disney. Il film non è niente male, il sanbernardo è infatti uno spasso (soprattutto nelle distruzioni casalinghe) e Grodin è piuttosto simpatico come genitore amorevole e vittima del bestione peloso, che in realtà gli dimostra affetto, ma quasi sempre nel modo sbagliato. Addestrato alla perfezione, Beethoven è infatti l’anima di un film che, andando sul sicuro,racconta con un certo brio e un certo sorriso, fra indiavolati stuntmen e capricci della prima eta'.