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Claudia Bighi (www.abovetheline.it)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story centra l’obiettivo: rappresentare un film per i fan, una piccolissima novella di passaggio, un’appendice scanzonata verso avventure più avvincenti e coinvolgenti. Non c’è niente di nuovo. Quello che ci sarà veramente da scoprire ce lo racconterà Harrison Ford da qui fino a quel maledetto ultimo incontro con Kylo Ren.

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Silvia Gorgi (sugarpulp.it)
17.05.2018
Un bel intreccio di sceneggiatura, il film è scritto da Jon Kasdan e Lawrence Kasdan, quello che porta sullo schermo Howard, in grado di scegliere un cast davvero azzeccato, a partire dal suo protagonista, Ehrenreich che doveva portare sulle spalle un pesantissimo fardello, il paragone con un mito, Harrison Ford. E il ragazzo lo regge, lo fa grazie ad un’ironia che nella sceneggiatura emerge qua e là con qualche battuta che sdrammatizza e con un sorriso-sorrisetto che non potrà mai essere la smorfia di Ford, ma che potrà dare grande soddisfazione ai fans del mondo di Star Wars da qui in futuro. Ma è l’intero cast a girare, a partire dalla grinta di Emilia Clarke (Il trono di spade), qui Qi’ra donna misteriosa, indipendente e dal forte carisma, che conosce Han fin da piccolo; a un sempre grandissimo Woody Harrelson, criminale e mentore di Solo, a Donald Glover, che è un giovane Lando Calrissian, a Paul Bettany, il signore del crimine Dryden Vos; a Chewbecca, il wookiee compagno d’avventure per antonomasia di Han.

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Gabriele Landrini (www.moviestruckers.com)
17.05.2018
Sebbene presenti tutti gli ingredienti tradizionali dei grandi cult del passato, Solo A Star Wars Story è dunque una pellicola riuscita parzialmente, abile ad intrattenere e a divertire ma che potrebbe contrariare alcuni fan più accaniti: con un buon cast di personaggi secondari e un protagonista a volte altalenante, l’episodio firmato Ron Howard è sicuramente piacevole, ma nettamente inferiori ai due capitoli della nuova trilogia.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
17.05.2018
Potremmo definire Solo: A Star Wars Story un’opera ibrida; nata da una mente, realizzata da mani altrui e snaturata più volte in fase di sceneggiatura, la pellicola si pone come passo indietro nell’evoluzione Disney del marchio Star Wars, rimanendo comunque un buon film fan service e un ottimo film d’avventura e d’azione. Il risultato è divertente, insomma, ma ho come l’impressione che ce ne dimenticheremo in tutta fretta.

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Giulio Zoppello (supereroi-news.com)
17.05.2018
Un risultato finale assolutamente riuscito, che siamo sicuri non deluderà i fan vecchi e nuovi, che dovrebbe soprattutto fungere da esempio per chi, a luglio di quest’anno, comincerà a realizzare quell’Episodio IX che speriamo risollevi le sorti della pigra e poco ispirata nuova trilogia.

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17.05.2018
Solo: A Star Wars Story è un’avventura emozionante ed un racconto di crescita ben strutturato, il ritmo del film è incredibilmente adeguato e l’altalena emotiva si muove regolare come un pendolo investendo lo spettatore con l’azione, per poi lasciargli quel tanto di tempo che serve a rilassarsi prima di essere nuovamente trascinato in adrenalinici inseguimenti e battaglie a colpi di blaster. Il cast di eccellenza, accompagnato da una fantastica fotografia e da una colonna sonora al limite della perfezione, riesce nell’ardua impresa di arricchire il personaggio di Han Solo, inserendolo in un ambiente di crescita coerente con la figura che incontreremo in Episodio IV e costruendo un’alchimia niente male tra i vari partecipanti. Solo: A Star Wars Story è un degno elemento dell’universo Star Wars e, come tale, è un film adatto a tutta la famiglia né troppo ingenuo né troppo complesso, perfetto per conciliare le aspettative di grandi e piccini. Una pellicola che gli appassionati della saga non possono assolutamente perdersi.

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Sabrina Crivelli (www.ilcineocchio.it)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story è un dilettevole intermezzo – in attesa di Episodio IX e del film solista di Obi-Wan Kenobi – sulla storia delle origini di uno dei personaggi più celebrati dell’intera storia del cinema, in grado di fornire a chi non ha (più) molte pretese ormai una sollazzante miscela di scontri armati, effetti speciali, salti nell’iperspazio e uno humor immediato e senza pensieri. Il resto, in fondo, sono solo dettagli!

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Matteo Squillante (www.lascimmiapensa.com)
17.05.2018
Ron Howard, da bravo regista qual è, riesce comunque ad attrarre lo spettatore e renderlo partecipe nei momenti più concitati, merito anche di un’ottima fotografia dai toni cupi ed intimi.

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Simone Lelli (www.gamelegends.it)
17.05.2018
In modo modesto e umile, Solo: A Star Wars Story narra le vicende di un giovane Han Solo, dei suoi incontri con personaggi storici come Lando o Chewbecca, e di come tutto ha portato alla storia che già conosciamo. Le scelte stilistiche e la trama non sono perfette, ma nell'insieme funzionano bene, soprattutto in virtù del fatto che parliamo di uno spin-off, una boccata d'aria fresca (e libera) dall'opprimente fardello che i capitoli delle varie trilogie si portano sopra. Una sorpresa sotto molti punti di vista.

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Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
17.05.2018
Mentre i bambini si godranno le battaglie tra i cieli, i primi dialoghi tra Chewbacca e Han Solo e l’adrenalinica scena della rapina del treno, gli adulti rimarrano un po’ delusi dalle atmosfere del film, che dopo aver provato ad accelerare più e più volte senza riuscirci alla fine è andato in folle. Le limature di Ron Howard, abituato a confezionare prodotti adatti a tutti (da Splash una sirena a Manhattan a Il Grinch), hanno livellato il film a misura di bambino facendogli perdere però l’aria strafottente che ci saremmo aspettati dallo spin-off di Han Solo. Siamo sicuri però che sia davvero un difetto?

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Leonardo Diofebo (www.staynerd.com)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story, nonostante una lavorazione travagliata e complessa, figlia di un cambio di regia che ha portato alla direzione della pellicola l’eclettico Ron Howard (che dimostra, nuovamente, di essere bravo “ma senza applicarsi”), fa il suo dovere e riesce a portare nelle sale una storia capace di appassionare tutti i fan della più grande saga fantascientifica delle storia del cinema. Tralasciando una sceneggiatura dal sapore vintage incapace di osare, volta ad appagare più il fan service che altro, il cast di Solo si districa all’interno di una storia ricca di richiami a mostri sacri di Star Wars. In particolar modo vanno apprezzati i lavori svolti da Alden Ehrenreich (verso il quale non avremmo puntato nemmeno un penny), ed Emilia Clark, i quali sono stati capaci di portare il peso di una simile pellicola sulle proprie spalle. Oltre al loro ottimo lavoro, va dato più di qualche merito a John Powell (musiche) e, soprattutto, al giovane Bradford Young (direttore della fotografia). Un mix che, tutto sommato, ci fa dare un voto più che positivo, ma ci lascia un po’ di amaro in bocca ripensando a quanto poco sarebbe bastato per fare ancora meglio.

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it)
17.05.2018
Ottimo il cast di contorno ad Ehrenreich, da Woody Harrelson a Emilia Clarke, da Paul Bettany fino ad un inedito Donald Glover nei panni di Lando Calrissian. Il prossimo film in solitaria potrebbe essere il suo.

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Simone Emiliani (www.sentieriselvaggi.it)
17.05.2018
Un cinema che finalmente sa cosa significa navigare in grandi spazi dove le dimensioni possono apparire infinite. Con il deserto vastissimo. Solo cineasti classici come Howard e sceneggiatori classici come Kasdan sanno che vuol dire filmarlo in quella maniera. Guardando forse a Lean di Lawrence d’Arabia. Con un maestoso respiro epico. Dove il digitale ritorna all’analogico. Perchè gli spazi hanno bisogno di profondità. E l’elemento più ludico entra in azione anche nella partita a carte con Lando Calrissian interpretato da Donald Glover, la star di Community e Atlanta. Con tocchi da commedia sosfisticata. Di autentici furfanti, di inganni e di carogne. Il gioco diventa godimento puro. Dove non ci si distrae mai. E che potrebbe durare altre due ore. Non si sa come sono andate le cose oltre al fatto che il regista di Fuoco assassino sia subentrato a Phil Lord e Chris Miller, che inizialmente dovevano essere i registi. Ma stavolta, e ci illudiamo che sia così, non è Ron Howard che è andato verso la Disney ma la Disney verso Ron Howard.

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Paolo Di Lorenzo (www.stelladelnerd.it)
17.05.2018
Dal 1977 Star Wars riscrive le regole delle proprie avventure mettendo il divertimento e la meraviglia al centro delle sue produzioni: anche quando non sbalordisce, un film di Star Wars trova sempre il modo di superare le aspettative del suo pubblico e SOLO ne è la conferma.

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Mattia Pescitelli (gogomagazine.it)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story è un fulmine a ciel sereno che nessuno si aspettava. Raramente una sceneggiatura pressoché banale riesce a nascondersi sotto le atmosfere di una pellicola senza essere scoperta e criticata, ma in questo caso ci è riuscita. Ciò che affascina è proprio questa visone alternativa di un universo che ormai conosciamo bene. A molti potrebbe non piacere perché si distacca troppo dallo Star Wars che tutti conoscono, ma è proprio il suo allontanarsi la mossa che si è rivelata vincente. Riesce a tenere testa alla saga originaria grazie ad una peculiarità rara nel cinema hollywoodiano odierno. Una peculiarità che aveva tentato di raggiungere anche Rogue One, ma con risultati meno convincenti. La Forza di Solo: A Star Wars Story sta nella sua scelta di non mostrare eroi, prescelti o salvatori, ma raccontare una storia composta da persone disposte a tutto pur di sopravvivere. Persone comuni in situazioni scomode. Persone non alla ricerca della salvezza dell'universo, ma alla ricerca di se stessi, di una ricompensa materiale nell'immediato. Impazienti di poter vivere la loro vita, liberi da ogni preoccupazione. In definitiva, Solo racconta della più comune delle cose. L'umanità.

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Andrea D'Addio (blog.screenweek.it)
17.05.2018
Ci sono inseguimenti spaziali, tradimenti, colpi di scena, un fido droide (al femminile e che si batte per i diritti dei robot, la trovata migliore del film) e tutto ciò che ci si potrebbe aspettare dall’universo creato da George Lucas, ma nulla che faccia pensare “di questo film c’era bisogno”. E c’è anche la concreta possibilità che ci sarà un sequel.

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Pierpaolo Festa (www.film.it)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story alleggerisce totalmente il carico di pathos, né punta mai veramente sullo humour del personaggio, e nemmeno sull'avventura. La leggerezza si trasforma rapidamente in superficialità e inevitabilmente in noia. E' un film piccolo, rapido e indolore. Il più anonimo che porti il nome Star Wars nel titolo.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
17.05.2018
Un racconto convenzionale che non affonda mai le mani (e nemmeno il cuore) nella mitologia spaziale.

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Thomas Cardinali (movie.talkymedia.it)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story è un film che potrà piacere di più ai fan accaniti della saga, mostra cose che si aspettavano ed altre imprevedibili. Non è un capolavoro del cinema, ma si inserisce perfettamente nella time line della Galassia lontana lontana aprendo alla possibilità di una nuova serie di film legati all’iconico Han Solo. Il cast è convincente, più della regia di Ron Howard spesso poco coraggioso.

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Paolo Nizza (tg24.sky.it)
17.05.2018
Di tutto i film appartenenti alla serie di Star Wars, Solo è quello più indipendente dalla saga creata da George Lucas. In fondo non sono moltissimi gli elementi della celebre Space Opera presenti nella pellicola. L'impero è solo un'inquietante ombra, non c'è traccia di Jedi o di Sith, se non nel finale dove fa capolino una faccia che non si pùò dimenticare, molto nota ai fan di Guerre Stellari. Il divertimento non manca, l'azione nemmeno. L'importante è non fare confronti con la trilogia originale. Tutto scorre. Non solo la forza. Come diceva Eraclito: "Non si può discendere due volte nel medesimo fiume." La Galassia va avanti. Il cinema pure.

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Francesco Paolo Lepore (www.projectnerd.it)
17.05.2018
Regia perfetta, idee originali, prevedibili ma non scontate hanno resto Solo: a Star Wars Story, un capitolo che migliora la saga, la arricchisce di contenuto e dona qualcosa di nuovo, come dei villain non esorbitanti ma motivati e con un senso di esistere nella narrazione, che svolgono il loro compito in maniera distaccata dagli eventi principali ma condizionando allo stesso tempo il ritmo del montaggio e quindi l’intensità drammatica, perché Solo: a Star Wars Story, è un film sul contrabbando, e se si contrabbanda, la Rotta di Kessel bisogna per forza farla in meno di 12 Parsec.

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Martina Barone (www.cinematographe.it)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story non è ancora particolarmente legato a nessun filo conduttore che si rifà al cuore della saga e per questo permette al racconto di muoversi su terreni puramente di svago, arricchiti dalla consueta capacità dei film di Star Wars di offrire sempre qualcosa di nuovo sotto l’aspetto visivo. Un origin story a cui è facile appassionarsi e che, come il giovane Han Solo, non pensa ancora al pericolo dell’Impero o alla possibilità di un’alleanza, ma vuole soltanto volare libero nella galassia insieme alla sua nave. In ogni caso, saremo sempre portati ad amare Han Solo. E lui questo lo sa.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
17.05.2018
Ron Howard da bravo “operaio” al servizio della Lucasfilm ha fatto ciò che ha potuto, realizzando una serie infinita di scene d’azione mozzafiato. Un salvataggio, un inseguimento, una fuga rocambolesca cede il passo a un’altra scena altrettanto concitata, con un ritmo forsennato, perché non appena il tono si appiana e il ritmo si dilata, il film si rivela estremamente povero, da un punto di vista della trama e dei personaggi. Alden Ehrenreich non ha abbastanza carisma, nemmeno per interpretare una versione giovane e inesperta del personaggio di Ford, ma non sarebbe giusto incolpare lui dei problemi del film, che a questi livelli andrebbero intercettati nell’apparato produttivo.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
17.05.2018
La buona notizia per i fan è che, nonostante il compito improbo, l'attore lanciato da Francis Ford Coppola - e poi reso celebre dai fratelli Coen con il ruolo cult e divertentissimo in Ave, Cesare! - funziona piuttosto bene. Pur senza tentare di imitare a tutti i costi Ford, riesce a ricordarlo il giusto e a restituirci con pochi sguardi ed espressioni la sensazione che davvero ci troviamo davanti ad una versione più giovane e inesperta del farabutto che abbiamo amato per decenni.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
17.05.2018
Senza un attore capace di reggere il confronto con Ford e con un regista disinteressato, Solo diviene uno Star Wars sbiadito, che non osa e non fa galoppare l’immaginazione. Trascurabile.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
17.05.2018
Non è davvero possibile rintracciare la mano di Lord e Miller (estromessi dal progetto durante la lavorazione), che mai in carriera sono stati così sempliciotti. Né è possibile trovare a pieno quella di Ron Howard, regista di sistema, capace di adattarsi a quel che fa ma con un tono classico che gli avrebbe impedito di imporre così male i toni western che dovrebbe avere Han Solo (invece che esserne permeato, il film li mette in evidenza smaccatamente un paio di volte pretendendo che basti).

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17.05.2018
Si ride e nei momenti giusti ci si emoziona, anche se la magia della saga questa volta non è pervenuta del tutto, forse anche a causa di quanto accaduto dietro le quinte. Gradevole e in più punti molto efficace, ma pur sempre un primo capitolo, e sono proprio le promesse di altre storie a venire a ripagare maggiormente la visione. E che dire del giovane Han, ritenuto a priori l’elemento più sacrilego? Ehrenreich ha chiaramente studiato il lavoro ma non cade nella trappola della performance puramente mimetica, e col passare dei minuti esibisce sempre di più il carisma giusto per reggere sulle proprie spalle eventuali seguiti di questa Star Wars Story che è “solo” un giocattolone ben costruito e ad alto tasso d’intrattenimento, in attesa di nuove avventure.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
17.05.2018
Solo: A Star Wars Story non è un film da buttare, ma al contrario riesce far divertire e soprattutto intrattiene. Purtroppo non spicca il volo a causa di una serie di scelte che non riescono a restituirgli quel carisma degno del nome che porta colui a cui è dedicato il film. Un vero peccato, ma se siete fan della saga non perdetevelo, i collegamenti con il resto dell'universo Star Wars ci sono, e neanche pochi.

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Gabriele Niola (www.wired.it)
17.05.2018
L’impressione, una volta finito Solo, è di aver guardato uno di quei sequel fatti solo per soldi e senza ormai più nessuno del team creativo originale, che ha perduto anche quel poco che era rimasto del primo in una rincorsa alla scarsa inventiva.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
17.05.2018
Un film, Solo, che è schiacciato dal peso della responsabilità di dare un background a uno dei personaggi più amati e iconici, dell’intera saga, che è ossessionato dal mostrarsi parte integrante di quel mondo lì, e che è irrigidito e ha paura di deviare, tradire, come fatto ad esempio da Rogue One o Gli Ultimi Jedi. Di commettere qualche sventatezza impulsiva ed eretica: di quelle sui cui uno come Han Solo ha costruito sopra un’intera carriera.

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17.05.2018
Noto principalmente per la sua lavorazione travagliata e controversa, il secondo film antologico delle Guerre Stellari - Solo: A Star Wars Story - è un prodotto dignitoso e divertente, ma lontano dall'ambizione dei lungometraggi recenti del franchise ideato da George Lucas. Il passato di Han Solo non necessitava di un film intero ma il risultato è comunque un buon pezzo di entertainment, con un protagonista che riesce a non farci rimpiangere (troppo) l'assenza di Harrison Ford ai comandi del Millennium Falcon.

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